POLIMIALGIA REUMATICA E MORBO DI HORTON

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LETTERA

POLIMIALGIA REUMATICA

Buongiorno Dr Vaccaro, mi sono imbattuto per caso nel suo sito in quanto da alcuni mesi mi è stata diagnosticata la polimialgia reumatica, e la prospettiva dell’uso a lungo termine del cortisone che sto assumendo per combatterla non mi entusiasma affatto. Da qui ovviamente hanno preso il via tutte le mie ricerche per approfondire la conoscenza di questa patologia e possibilmente per trovare dei sistemi alternativi di remissione della stessa.

ARGOMENTI RADICALI MA CONVINCENTI

Tra i vari siti il suo blog è quello nel quale ho trovato degli argomenti radicali che però sono alquanto convincenti, e quindi mi sono permesso di scriverle pur sapendo che come da lei citato nel blog, per via delle innumerevoli mail che riceve le sarà difficile darmi una risposta. Io ci provo, ed il motivo per cui lo faccio è che pur avendo cercato qua e là tra le sue tesine, ho qualche difficoltà a mettere insieme i vari pezzi che suggeriscano uno stile di vita ed una dieta appropriata per quel che riguarda il mio problema.

4 MESI DI CORTISONE E TIMORI DELL’ARTERITE DI HORTON

Attualmente dopo 4 mesi di cortisone i sintomi dolorosi sono abbastanza sotto controllo, però dei costanti seppur leggeri disturbi nelle zone delle tempie, mi spaventano in quanto so che in una buona percentuale di casi, alla polimialgia si associa anche l’arterite di Horton. Vista la continuità di tali disturbi, sono quasi convinto di essermi imbattuto anche in tale complicazione, ma la sola idea di fare una biopsia per accertarne la presenza mi terrorizza. Non parlo nemmeno poi dell’eventuale dosaggio di cortisone che viene usato per contrastarla.

CERCO UNA GRADUALE ENTRATA NEL SISTEMA DELL’IGIENE

Potrebbe seppure a grandi linee indicarmi un’entrata graduale in uno stile di vita ed alimentare che possano aiutarmi ? Ovviamente continuerò anche a seguire il vostro blog sperando così di riuscire ad addentrarmi sempre più in quel mondo che ho sempre ammirato ma mai toccato con mano.

SPORT E ATTENZIONI ALIMENTARI NON BASTANO A CONTRASTARE IL LAVORO SEDENTARIO E LO STRESS

Il mio attuale stile di vita, che credevo abbastanza buono, ma che evidentemente non mi ha salvaguardato abbastanza, include una regolare attività fisica. Vado in bici da sempre con 3-4 uscite a settimana. Ho da sempre attuato la pratica dei 5 frutti al giorno, alla fine dei miei pasti non è mai mancata una grande terrina di insalata, ed ho sempre cercato di bere 2 o più litri di acqua al giorno. Per il resto però mangio un po’ come tutti, ho un lavoro sedentario e lo stress non è mai mancato.
Comprendo se non avrà l’opportunità di rispondermi, e cercherò comunque le risposte nel blog.
La ringrazio e le auguro una buona serata.
Antonio

*****

RISPOSTA

UN ELENCO DAVVERO SCONVOLGENTE

Ciao Antonio. L’elenco delle principali malattie reumatiche è consistente, pauroso e raggelante. Include infatti Artrite Reumatoide, Artrite Psoriasica, Spondilite Anchilosante, Artriti Reattive (ARe o sindrome di Reiter, con artrite, uretrite e congiuntivite), artrite da colite ulcerosa Crohn), Artrite Microcristallina (Gotta, Condrocalcinosi), Reumatismo Articolare Acuto, Lupus Eritematoso Sistemico, Sindrome di Sjogren, Sclerodermia Sistemica, Sindrome di Crest (Calcinosi, Raynaud, Esofagismo, Sclerodattilia), Sindrome anticorpi antifosfolipidi, Connettivite Mista, Osteoporosi con fratture vertebrali, Malattia di Paget, Iperparatiroidismo, Algoneurodistrofia, Polimialgia Reumatica, Arterite di Horton, Malattia di Behcet, Eritema Nodoso, Osteoartrosi, Polientesopatia Iperostosante Dismetabolica (PID), Sindrome Fibromialgica, Arterite giganto-cellulare (CGA, Arterite temporale di Horton).

ESTROMETTERE L’ACIDO URICO SE VOGLIAMO LIBERARCI DAI REUMATISMI

Metterla sul piano della inquietudine e della paura non è dunque la migliore cosa da farsi. Metterla poi sul piano delle cure cortisoniche significa puntare alla propria autodistruzione. Pensare in positivo, informarsi al meglio ossia con metodo scientifico e darsi da fare concretamente contro l’acidificazione e l’acido urico, stando ovviamente lontano dai farmaci, primaria fonte di rovina e di acidificazione del corpo, questo è sensato e saggio.

DEFINIZIONE DI POLIMIALGIA REUMATICA

La polimialgia reumatica (PMR) è una delle più diffuse malattie infiammatorie dell’anziano: colpisce esclusivamente soggetti di età superiore ai 50 anni e in misura lievemente maggiore le donne rispetto agli uomini. Si tratta di un’infiammazione delle borse sinoviali periarticolari, caratterizzata da dolore intenso e rigidità in sedi caratteristiche. Talvolta possono comparire anche manifestazioni articolari periferiche, con edema ai polsi, alle mani, alle caviglie e ai piedi, associato a dolore e rigidità mattutina. Il dolore e la rigidità sono associati a sintomi generali non specifici, come intensa notevole calo della forza muscolare. Il paziente lamenta spesso incapacità a svolgere le comuni attività quotidiane.

Nel 15-20% dei pazienti con PMR può comparire una arterite temporale (arterite di Horton) che causa una cefalea intensa, localizzata prevalentemente a livello delle tempie. in una certa quota di soggetti, l’arterite può portare anche a disturbi della vista (con perdita transitoria o cecità completa) a causa dell’ischemia da occlusione dei vasi dell’occhio.

SINTOMI TIPICI DELLA POLIMIALGIA REUMATICA

La polimialgia reumatica (PMR) è caratterizzata da dolore e rigidità mattutina dei cingoli scapolare e pelvico.

I più comuni sintomi della polimialgia reumatica sono: Dolore localizzato preferenzialmente al collo, alla zona delle scapole e a quella delle anche, che solitamente si estende lungo le braccia e la regione posteriore delle cosce, e insorge caratteristicamente di notte. Rigidità delle articolazioni colpite, con impotenza funzionale. Stanchezza, inappetenza, febbricola, dimagrimento relativamente rapido, depressione.

La PMR è strettamente collegata alla arterite giganto-cellulare (GCA) essendo manifesta nel 40-50% dei casi. Il 5 % dei pazienti con PMR implica una GCA asintomatica. Altri sintomi prevedono claudicato masticatoria, confusione mentale, vertigini, atassia, ipoacusia, oltre che claudicatio masticatoria e dolori articolari tipo sinovite alle articolazioni delle mani.

CHE COS’È L’ARTERITE DI HORTON

L’arterite giganto-cellulare (GCA) o arterite temporale di Horton, è una vasculite, cioè una malattia infiammatoria delle arterie di medio e grosso calibro. Il sintomo di esordio una cefalea, una febbricola, dei dolori agli arti, dimagrimento e stanchezza. È una malattia sistemica IL-6 dipendente. La complicanza più pericolosa è la perdita della vista determinata dall’interessamento dell’arteria retinica. Insorge sempre dopo i 50 anni con una perdita parziale o completa della vista.

TRATTAMENTI CONVENZIONALI PER LA POLIMIALGIA

Solitamente i pazienti affetti da polimialgia non hanno sollievo con i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), mentre i cortisonici rappresentano la terapia di scelta che determina la scomparsa dei sintomi dopo pochi giorni dall’inizio del trattamento.

In genere la remissione della malattia si ottiene dopo un periodo medio di terapia di 9-18 mesi, ma se si vogliono evitare recidive il trattamento deve essere protratto per 1-2 anni, pur riducendo le dosi. Per ridurre le dosi di cortisone, può essere associato metotrexato, farmaco utilizzato anche nell’artrite reumatoide.

Inoltre, sono stati sperimentati i nuovi farmaci biologici (quali infliximab, etanercept e adalimumab) con risultati ancora incerti. I farmaci analgesici o antinfiammatori non steroidei (FANS) possono essere di aiuto negli stadi più avanzati della terapia cortisonica.

EFFETTI COLLATERALI INDESIDERATI

Assumere corticosteroidi, anche se a basse dosi, per un lungo periodo di tempo può causare numerosi effetti secondari. Ciò è ancora più probabile nel caso dei pazienti con PMR che, per definizione, sono anziani.

Vengono raccomandate integrazioni di calcio e vitamina D per tutti i pazienti che iniziano la terapia  cortisonica e, se il paziente ha già un certo grado di osteopenia o osteoporosi, si deve anche prevedere un trattamento con farmaci che limitino il riassorbimento osseo.

Oltre all’osteoporosi, i cortisonici possono indurre ipertensione (per la quale, se non bastassero misure dietetiche, si deve ricorrere a farmaci antipertensivi) e aumentare il rischio di diabete. Altri possibili effetti secondari della terapia cortisonica includono l’aumento di peso, una riduzione della funzione immunitaria e la debolezza muscolare.

I trattamenti medici sul sintomo, basati essenzialmente su cure farmacologiche, si rivelano purtroppo inutili e fallimentari. Il cortisone è devastante in quanto distrugge i globuli bianchi, mentre il corpo ne ha vitalmente bisogno. Pure le aspirine e i Fans disturbano il sistema immunitario e causano danni renali.

L’unico percorso in grado di far regredire le patologie in modo innocente, stabile e definitivo non viene mai praticato dalla medicina, ed è l’adozione di una dieta corretta e intelligente, vale a dire leggera e digeribile, tendenzialmente vegetariano-crudista, affiancata da pensiero positivo e da scelte di vita virtuose e conformi al pacchetto-salute naturale che la nostra Scuola Superiore della Salute continua a raccomandare.

VISIONE IGIENISTA

Come altre malattie metaboliche, l’artrite è primariamente una conseguenza di diete precarie, esacerbate da stress, fumo, carenza di esercizio e carenza di esposizione solare. L’artrite gottosa è associata ad alti livelli di acido urico. Acido urico derivante da acidi nucleici e purine provenienti da proteine animali che si convertono in acidi urici.

La presenza di alti livelli di grasso e di sangue denso impedisce poi l’espulsione rapida dell’acido urico dall’organismo. Con l’acido urico alto si formano degli agi di cristallo. I linfociti tentano di attaccare questi aghi ma perdono la battaglia, mentre i corrosivi succhi digestivi rilasciati dal sistema attaccano i giunti e causano l’artrite.

PLASMA-VISCOSITÀ E IMPEDIMENTI AL TRASPORTO DELL’OSSIGENO

La scadente circolazione per alti livelli di grasso causa edemi, ossia tessuti ingrossati dai fluidi sierosi, per cui la già precaria fornitura di ossigeno ai giunti viene ulteriormente inibita. Anche lo stress emozionale è ingrediente primario nell’artrite reumatoide come in tante altre patologie. Induce artrite perché l’adrenalina causa un rapo innalzamento degli acidi grassi nel corpo. Pure i carboidrati raffinati sono terribili. Il pane, soprattutto se bianco, la pasta e il riso bianco sono cause di artrite. Le deficienze di vitamine C ed E, e di vitamine del gruppo B, inibiscono il trasporto di ossigeno, causando pesanti incrementi di plasma-viscosità.

L’ARTRITE REGREDIBILE E GUARIBILE MA NON COI METODI DELLA MEDICINA

I trattamenti medici nell’artrite sono semplicemente inutili e fallimentari. Il cortisone è devastante in quanto distrugge i globuli bianchi, mentre il corpo ne ha vitalmente bisogno. Pure le aspirine e i Fans sopprimono i globuli bianchi. L’unica cosa in grado di far regredire l’artrite non viene mai praticata dalla medicina, ed è l’adozione di una dieta corretta e intelligente.

FORMULA SEGRETA PER SCONFIGGERE L’ARTRITE

Pertanto la cura per l’artrite esiste, come dimostrato giornalmente nelle cliniche Pritikin a Miami e Santa Monica, dove i pazienti entrano sulla sedia a rotelle ed escono correndo col viso sorridente e con le proprie scarpette di ginnastica ai piedi. La formula segreta?

  • Adozione di una dieta basso-proteica e basso-lipidica di stile tipicamente pitagorico, con pasti piccoli e frequenti, preferibilmente crudi o tendenzialmente crudi secondo gusti e preferenze e adattamenti personali.
  • Adozione di un piano di esercizio fisico moderato ma regolare.
  • Eliminazione di ogni stress emozionale.
  • Eliminazione di fumo, alcol, droghe, caffè.
  • Esposizione giornaliera al sole senza occhiali e senza creme innaturali.

EDEMI ALLE CAVIGLIE E AGLI ARTI INFERIORI

Per chi soffre di edemi alle caviglie e agli arti inferiori, riposare tenendo i piedi sollevati con due cuscini, più alti cioè del resto del corpo. Liberarsi di intoppi di calzini stretti e di scarpe scomode. Massaggiare dal piede verso il polpaccio mediante olio vegetale o avocado. Via sale e zucchero in modo rigoroso. Attivare la circolazione camminando scalzi. Allungare e ritmare la respirazione, collegandola a regolare attività aerobica, diventa fondamentale. Pediluvio da 10 minuti in acqua fredda con un pugno di sale da cucina. Erbe di aiuto sono la betulla, l’acetosa, l’altea, il tarassaco, il ciliegio, l’equiseto.

VEGETALI AMICI IN ABBONDANZA

Piante particolarmente amiche risultano acetosa, alghe, asparago, bardana, bietola, carciofo, cavolo, ciliegia, crescione, fagiolo, finocchio, fragola, lampone, mela, melone, nespola, oliva, ortica, peperoncno rosso piccante,pera, pomodoro, porro, prezzemolo, prugna, rafano, ravanello, ribes, sambuco, sedano, tarassaco, tiglio, topinambur, uva. Digiuni a succo di limone allungato risultano ottimi, come anche cure del limone con 3-4 limoni al giorno. Ricorso regolare a centrifugati di carote, bietole, sedano, prezzemolo, ananas, garantiscono ottimi risultati.

TESTIMONIANZA DI GUARIGIONE

Testimonianza tratta dal sito Megliocrudo.it

Questo articolo è il primo della categoria che ho denominato “Testimonianze”. Ritengo importante trasmettere il messaggio di chi ha sperimentato in prima persona l’alimentazione cruda, sia al 100% che in percentuale di poco minore. Penso sia uno dei modi più efficaci per dare a chi legge, e non ha ancora abbracciato il crudismo vegano, una prospettiva concreta dei tanti benefici del crudo. Per me è un’intervista molto particolare, perché la protagonista Vanna è mia sorella.

DIAGNOSI DI POLIMIALGIA REUMATICA O MORBO DI HORTON, CON DIVERSE CURE INUTILI

R – Ciao Vanna, innanzitutto grazie di aver accettato di raccontare la tua storia ai lettori di Meglio Crudo. Se ben ricordo, è all’inizio dello scorso anno (2012) che ti è stata diagnosticata una malattia importante. Come si manifestava?
V – Avevo dolori articolari e muscolari già da tempo. All’inizio non si capiva di cosa si trattasse. Mi ero rivolta al mio medico di famiglia che mi aveva prescritto degli antinfiammatori, i quali non avevano apportato nessun beneficio. Mi sono, quindi, rivolta ad un fisiatra, per tentare di risolvere con trattamenti non farmacologici, ma anche con questo approccio non ho ottenuto miglioramenti. Dopo un anno di sofferenza, si è aggiunto un considerevole rialzo termico. Il fisiatra ha quindi ritenuto opportuno che eseguissi delle analisi, dalle quali è risultato un forte innalzamento della PCR e della VES. Sulla base di questi risultati, sono stata indirizzata ad un reumatologo, il quale ha diagnosticato la Polimialgia Reumatica. Nel frattempo le arterie delle tempie si erano ingrossate, tanto da sembrare della varici. Avevo mal di testa talmente forti da non riuscire a tenere la testa sul cuscino né a girarla e, infine, mi è stato diagnosticato il Morbo di Horton. Mi è stato spiegato che si tratta di una combinazione di patologie autoimmuni di tipo reumatico che spesso si presentano in contemporanea, per le quali non esiste terapia risolutiva. L’unico rimedio palliativo sarebbe stato assumere cortisone per un paio d’anni e, se fossi stata fortunata, forse avrei potuto risolvere la patologia.

IMMOBILIZZATA ED INCAPACE DI ACCUDIRE A ME STESSA

R – Quindi, queste due patologie si manifestavano con forti dolori reumatici e l’ingrossamento delle arterie temporali?
V – Avevo dolori talmente forti da risultare immobilizzata. Non riuscivo a muovere le braccia, né le anche. Non riuscivo a vestirmi ed a lavarmi, in pratica ad accudire me stessa. Avevo difficoltà persino a masticare e mangiare. La preoccupazione era anche enormemente accresciuta dal fatto che dalle ricerche sul web relative a queste patologie ottenevo risultati terrificanti. Davanti a me si prospettava la dipendenza dal cortisone o l’invalidità.

UNICA PROSPETTIVA IL CORTISONE COME ALLEVIATORE DEI DOLORI

R – Non prendendo cortisone rischiavi di arrivare ad una condizione di invalidità?
V – Si. Mi avevano anche detto che il cortisone serviva solamente ad alleviare i dolori e che, comunque, non sarei guarita completamente. Per avere un’ulteriore valutazione, ho consultato anche un altro reumatologo, che ha confermato sia diagnosi che terapia. Ulteriori analisi di laboratorio hanno poi escluso che fossero presenti altre patologie, in quanto analoghi disturbi potevano essere conseguenti alla presenza di un tumore.

ERO ONNIVORA

R – Come ti alimentavi, allora?
V – Ero onnivora, con consumo saltuario di carne, ma regolare di pesce, latticini, uova ed insaccati.

MANGIAVO PREVALENTEMENTE CIBI COTTI

R – In quali proporzioni consumavi cibi crudi e cotti?
V – Praticamente tutto cotto. A crudo giusto un’insalatina. Non certo le quantità che consumo adesso! La consideravo un contorno piuttosto che una portata, un accompagnamento al piatto principale. Ora sono stabile su un 90% di crudo e penso che in estate passerò al crudo 100%.

CAMBIO RADICALE GRAZIE A TESINA DI VALDO VACCARO SUL MORBO DI HORTON E GRAZIE AL SUO TESTO ALIMENTAZIONE NATURALE

R – Cosa ti ha indotto a modificare il modo di alimentarti?
V – Tutti i medici ufficiali, reumatologo, fisiatra, medico di famiglia, nonché un altro amico medico che avevo contattato, mi consigliavano caldamente di assumere il cortisone. Ma, contemporaneamente, avrei dovuto prendere un farmaco contro l’osteoporosi, un altro per lo stomaco, la vitamina D per le ossa ed altri ancora. Nel frattempo, ho avuto modo di leggere la tesina di Valdo Vaccaro relativa al morbo di Horton (che per me è stata fondamentale) e, a partire da quella, ho iniziato a leggere e a documentarmi sull’Igiene Naturale e sul crudismo. Ho letto con rinnovato interesse “Alimentazione Naturale”, sempre di Valdo Vaccaro, ho iniziato a frequentare il suo blog e mi sono iscritta al gruppo Facebook “Crudismo Facile”. Le nuove informazioni acquisite da questi canali mi hanno portato a riflettere ed arrivare alla decisione di fare di testa mia.

IMPORTANTI AMICIZIE E SCAMBI INFORMATIVI SU FACEBOOK

Nel gruppo Facebook, tra l’altro, ho instaurato delle amicizie che mi hanno rassicurato sulla mia scelta, fornendomi l’esempio di persone che con il crudismo avevano superato malattie di tipo reumatico simili alla mia. Potrei dire che da questo è cominciata l’avventura.
Ho iniziato a consumare tanta frutta, verdura e a bere litri di estratti.

BETAINA E SUCCO DI BIETOLE SELVATICHE

In particolare Valdo, nella stessa tesina, aveva raccomandato l’assunzione di betaina come antinfiammatorio naturale, precisando che è contenuta nelle foglie verdi, in generale, ma in abbondanza nelle bietole. Per diversi mesi ho raccolto bietole selvatiche e ne ho estratto il succo, accompagnandolo a quello di altri ortaggi: ne ho bevuto tanto che ora non sopporto più il succo di bietola! In un mese la febbre è calata, mentre definivo meglio la dieta, diminuendo il consumo di olio, inserendo l’avocado, aumentando il consumo di frutta e rispettando le combinazioni alimentari. Grazie ai consigli che ho ricevuto sono arrivata, infine, a seguire uno schema alimentare piuttosto buono per me.

GROSSI MIGLIORAMENTI SUL PIANO PRATICO MA SCARSI RISCONTRI TABELLARI IN LABORATORIO

R – Che vantaggi hai riscontrato proseguendo con la nuova alimentazione?
V – Con il crudismo, pian piano, ho avuto modo di vedere progressivi miglioramenti nella mia condizione fisica. Dopo qualche tempo i dolori si sono attenuati, ho potuto recuperare lentamente la motilità delle braccia e fare brevi passeggiate. Dopo nove mesi di crudo quasi integrale mi sarei aspettata almeno un miglioramento delle analisi di laboratorio. Invece, queste erano tali e quali a quelle relative al periodo nel quale ero immobilizzata. La mia condizione generale era migliorata, ma dalle analisi questo miglioramento non risultava. La cosa mi sembra tuttora strana ed al tempo mi ha alquanto demoralizzato. Il giorno in cui ho ritirato le analisi ero così depressa che non sono voluta rientrare a casa, ma sono passata a trovare un gruppo di amiche che seguono un corso di ballo e dal giorno mi sono iscritta anch’io. Mi sono detta: “Nonostante tutto devo riuscire a ballare!”

REZIONE POSITIVA DI FRONTE AI NETTI MIGLIORAMENTI IN ATTO

R – Hai reagito, quindi…
V – Si. E mi ha fatto molto bene! Vedere che riuscivo a fare qualche ballo anche se non per intero, mi ha tirato su di morale. Anche in questa attività ho potuto, nel tempo, apprezzare i progressivi miglioramenti.

STO BENISSIMO, VADO A FAR LA SPESA, CAMMINO, GUIDO L’AUTO E VADO A BALLARE

R – Ed ora come stai?
V – Sto benissimo: vado regolarmente a ballo ed ho ripreso le lunghe camminate che mi mancavano tanto, vado a fare la spesa e riesco a prendere i pesi, riesco a guidare, insomma sono autonoma. In più, sento una buona dose di energia addosso, come da tempo non provavo.

MI SONO RIPULITA INTERNAMENTE SENZA PRENDERE ALCUN FARMACO

R – Quanto di questo miglioramento ritieni sia dovuto alla dieta?
V – Sono più che sicura che il miglioramento sia avvenuto interamente grazie al crudismo perché non ho preso alcun farmaco. Mi sono solamente disintossicata. Io credo che questo tipo di alimentazione abbia fatto un bel po’ di pulizia nel mio organismo.

PERDITA PESO E DIURESI FACILE COME EFFETTI COLLATERALI DEL CRUDISMO

R – Nella tua esperienza, si sono presentati aspetti negativi del mangiare crudo?
V – Un problema che ho avuto con il crudo è quello del troppo dimagrimento. Ho scritto nuovamente a Valdo Vaccaro e lui mi ha consigliato di introdurre nella dieta cereali senza glutine, miglio, quinoa, amaranto e di aumentare tutte le quantità del cibo che già mangiavo. All’inizio non riuscivo perché mi saziavo presto e poi, dopo poco tempo, avevo di nuovo fame. Ora, invece, mangio quintalate di frutta, la più varia possibile. Un altro effetto collaterale del mangiare crudo è che quando devo viaggiare o quando devo uscire, soprattutto di mattina, devo provvedere a variare la mia routine quotidiana e mangiare cibi più solidi, sempre scelti tra frutta e verdura, per non dover avere per forza una toilette a disposizione.

PERSINO IL MEDICO DI FAMIGLIA SI È ARRESO ALL’EVIDENZA

R – Torneresti ad alimentarti come prima?
V – Assolutamente no. Ora le analisi di laboratorio sono rientrate tutte nella norma. Anche il mio medico di famiglia, che dapprima mi aveva ossessionato per farmi cambiare atteggiamento, si è arreso all’evidenza e mi ha detto che non ha nulla da obiettare. L’unico a darmi fiducia da subito è stato il fisiatra; all’inizio, quando mi vedeva, mi salutava sorridendo con un: “No cortisone?”. In seguito, durante un periodo in cui ero un po’ depressa e dubbiosa sulla bontà della strada intrapresa, mi ha incoraggiato a continuare dicendomi: “Proprio ora che hai resistito e ti stai riprendendo, assolutamente non devi prendere cortisone!”. Ora è entusiasta dei miei risultati e non vede l’ora di riferire al reumatologo che sono guarita senza farmaci.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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