COLON IRRITABILE E INADEGUATEZZE DELLA MACROBIOTICA

Pinterest LinkedIn Tumblr +

LETTERA

PERSISTENTE SINDROME DEL COLON IRRITABILE

Buongiorno Valdo, Le scrivo perché continuo a soffrire della sindrome del colon irritabile nonostante numerosi tentativi di risolverla. Prima di diventare vegana facevo una dieta irregolare a base di carne, formaggi e farinacei, con uso smodato di antibiotici e uno stile di vita abbastanza stressante. Da circa un anno e mezzo ho tolto carne, formaggi, latticini e ho iniziato a seguire una dieta naturale mangiando più frutta, verdure cruda, legumi e cereali integrali.

TOGLIENDO LE PROTEINE ANIMALI HO RIDOTTO DI MOLTO IL COLESTEROLO

Sono stata meglio e il mio colesterolo è diminuito sensibilmente (avevo 390!), però sono cominciate le flatulenze e dolori intestinali.

DA SEI MESI PRATICO LA MACROBIOTICA CON RISULTATI INSODDISFACENTI

Da sei mesi seguo una dieta macrobiotica a base di cereali integrali (principalmente il riso integrale) con zuppe, verdure, insalatini, e pochi legumi. Frutta non ne mangio più e nemmeno la verdura cruda perché non mi ci va con le temperature fredde. Magari inizierò a mangiarle con il cambio di stagione. Fatto sta che oramai, da circa due mesi, faccio feci molli, a volte liquide procurandomi dolori. Ho preso rimedi specifici come zuppa di miso, kuzu e umeboshi, ma risolvono il problema a metà. Le feci molli continuano ad esserci.

STILE DI VITA IN MIGLIORAMENTO E GOCCE OMEOPATICHE ANTI-ANSIA

Il mio stile di vita inizia ad essere più sereno. Pratico yoga, ballo danza afro e tra poco ritornerò a camminare all’aria aperta. Sono però un ragazza che pensa molto, forse troppo! Sono molto sensibile, ma anche ansiosa. Sto prendendo iperico e gocce omeopatiche.

CONTINUO A CHIEDERMI COS’È CHE NON VA NELLA MIA VITA

Eppure continuo a chiedermi cosa c’è che non va nella mia dieta e stile di vita. A volte penso che dovrei fare un lavaggio del colon, ma sono molto confusa. Se mi può dare un aiuto e far luce in tutta questa situazione Le sarei molto grata. Mi dica Lei se possiamo sentirci al telefono o via skype.
Ho letto qualche tesina sul problema colon irritabile, ma mi sembrano situazioni diverse e più gravi delle mia. In attesa di un suo riscontro saluto cordialmente.
Maria

*****

RISPOSTA

AVEVI IMBOCCATO LA STRADA GIUSTA E NON TE NE SEI ACCORTA

Ciao Maria. Il tuo cambiamento iniziale, cioè quello che ti ha portata a stare meglio e ad abbattere il colesterolo, avrebbe dovuto fungere da segnale positivo. Quella era la giusta strada. Occorreva però qualche accorgimento aggiuntivo. Occorreva una migliore preparazione igienistica. Occorreva capire che quando si migliora la dieta e il comportamento diventa obbligatorio affrontare le inevitabili crisi eliminative, causate dalle tossine in fase di ripassaggio espulsivo attraverso il sistema.

PRIORITARIO SMALTIRE LE SCORIE

Un corpo impregnato di veleni ha bisogno di smaltire il suo stock interno di scorie, non ci sono santi che impediscano tale fenomeno. La depurazione corporale non è un optional ma è qualcosa di veramente prioritario e fondamentale. Il riequilibrio dell’intestino è una condizione irrinunciabile. Il colon irritabile è davvero una maledizione da sconfiggere. Tieni presente che il 70% delle nostre cellule immunitarie sta proprio nell’intestino. Serve più acqua biologica, più succo zuccherino, più clorofilla, più silimarina e cinarina per disintossicare il fegato e per dare massima efficienza al sistema immunitario. Abbondare pertanto in finocchi crudi, carciofi crudi, in cardi e carciofi cotti non oltre 10 minuti.

CON LA MACROBIOTICA NON DISGREGHI E NON SMALTISCI UN BEL NIENTE

Per stare bene, le incrostazioni e i liquidi di ritenzione devono essere spedite fuori dal corpo al più presto. Invece tu hai deciso di affidarti alla macrobiotica. Mi costringi dunque a parlare della macrobiotica. Un paio di settimane fa, in occasione della mia Chiacchierata con Amici a Carpi, sono entrato in un ristorante yin-yang. Si trattava nello specifico del Punto Macrobiotico di Correggio, appartenente alla rete di Mario Pianesi. Pianesi che ha ottenuto ultimamente riconoscimenti importanti all’Expo di Milano, diplomi alla Sapienza di Roma, persino una lettera di Fidel Castro, che lo elogia per essersi dedicato ad una alimentazione sana, gradevole e popolare.

NON BASTA SCALDARE E SAZIARE MA BISOGNA PIUTTOSTO NUTRIRE

Ambiente accogliente e servizio impeccabile. Vasetti di marmellate biologiche e di altri prodotti di contorno e tanti libri a sostegno dell’ideologia. In effetti, per un prezzo cadauno di 9 euro e una tessera associativa annua di 10 euro, ci è stato servito un the bancha, un piattone di riso e verdure, di miglio e verdure, di fagioli e una manciata di lattuga tagliuzzata oltre che una porzione di seitan. Un piatto unico che si presenta bene, che ti scalda e soprattutto ti sazia. Nulla di scandaloso e di sconveniente. Occorre però dire che scaldare e saziare non è sinonimo di nutrire né tantomeno di rivitalizzare o addirittura di difendere dal diabete.

IL CRUDO CONTINUA AD ESSERE SOSTANZA VIETATA

Era da decenni che non entravo in un ristorante macrobiotico e intendevo verificare se, in questa versione Pianesi, plurideclamata e pluridecorata a livello internazionale, qualcosa fosse cambiato in senso positivo rispetto alle versioni rozze, lacunose e dogmatiche di George Oshawa. Devo riconoscere che qualche piccolo segnale di ravvedimento esiste. Il rapporto calorie-prezzo è soddisfacente. Ma l’inserimento di una minima presenza vedo-nontivedo di lattuga cruda non apporta certo enzimi e vitamine, ma fa solo ricordare che il crudo continua a non essere di casa presso i macrobiotici. Pianesi ha fatto circa la stessa mossa dei McDonald’s, dove non mancano nel menu 4 timide foglie di insalata riccia malconcia, quasi a voler dire che anche presso di loro la natura è presente.

NIENTE STRONCATURE MA CRITICHE MIRATE ED OGGETTIVE

Questa nuova linea pianesiana non va stroncata. Già il fatto che non esistano prodotti animali è di grande importanza. Una volta o due volte al mese si può anche andarci, ma non di più. Frequentare regolarmente la macrobiotica significa infatti andare incontro a seri inconvenienti quali una perdita di vitalità, una carenza enzimatica, una carenza vitaminica, una carenza minerale, una insufficienza epatica, renale ed immunitaria, un rallentamento metabolico e una formula del sangue inadeguata alle necessità corporali. Non a caso chi adotta con regolarità questo stile alimentare perde tono e colore roseo a livello di pelle, non a caso acquisisce un aspetto debilitato e patologico. Meglio qui che ai McDonald’s? Certamente che sì. Ma per battere in qualità e salubrità la catena americana ci vuole ben poco.

I GRAVI STRAFALCIONI DI GEORGE OHSAWA RIMANGONO PIÙ O MENO INALTERATI

Come mai tutto questo? Semplice a dirsi. Nonostante i 160 encomi, nonostante i premi ricorrenti, Pianesi, similmente al suo maestro giapponese Ohsawa, nulla ha mai imparato in termini di sana alimentazione. Ha sì dato un taglio vegano che rende di sicuro i suoi menu innocenti, gradevoli e sostenibili, ma è rimasto paradossalmente legato alle stesse antiche scelleratezze, alla stessa esaltazione del calore e dello yang, alla stessa demonizzazione del freddo e dello yin, alla stessa colpevole indifferenziazione tra zuccheri raffinati e succhi zuccherini della frutta, alla sciocca e diseducativa demonizzazione degli agrumi giudicati troppo yin, alla sciocca e diseducativa demonizzazione di patate, pomodori, melanzane e pomodori, per presunti eccessi di solanina, scordandosi che questa categoria di alimenti rappresenta in realtà e alla prova dei fatti il meglio del meglio per l’alimentazione umana.

DANDO LO SFRATTO ALLE PUBBLICAZIONI UNILATERALI E RITOCCANDO IL MENU SI OTTERREBBERO OTTIMI RISULTATI

Tutto sommato è un peccato che la macrobiotica sia rimasta sui suoi passi e non si sia evoluta. Basterebbero poche variazioni per renderla più salubre e più proponibile, per trasformarla da regime perverso e devitalizzato in qualcosa di accettabile. Il consiglio che do a chi ci va regolarmente è di fare il pieno di frutta agra al risveglio, il pieno di frutta acquosa oppure di un abbondante estratto di 4 carote, costa di sedano e fetta di ananas verso le 11 e verso le 17, e di portarsi di soppiatto un sacchetto di radicchio o di valeriana o di ravanelli pronti da mettersi in un piatto come esordio e pronti da condire, in modo tale che il menu macrobiotico del ristorante diventi un secondo di cotto a tutti gli effetti.

RITROVARE LA VITALITÀ NEL TRIPTOFANO DEI VEGETALI

Tornando a te, non risolvi i tuoi problemi di certo con la macrobiotica, e ancor meno con le gocce omeopatiche. L’attività all’aperto, il sole, la respirazione, la camminata giornaliera di almeno un’ora, sono tutte cose encomiabili. Ma serve anche più serotonina, l’ormone del buonumore, dal quale deriva pure la melatonina, l’ormone del rilassamento e del sonno. La serotonina sta nel triptofano, aminoacido essenziale che sta nei cereali integrali e nel gruppo vitaminico B, ma soprattutto nella frutta acquosa mattiniera, nelle verdure crude abbondanti nel primo piatto d’esordio a pranzo e cena, ricche di clorofilla, di minerali, di magnesio naturale antidepressivo ed anti-ansiogeno.

CAROTE E CAVOLI INNANZITUTTO

Ricordarsi che l’intestino irritabile e la ricettività intestinale devono essere rimessi in riequilibrio prima di ogni cosa, altrimenti anche il miglior cibo assunto diventa automaticamente veleno. Le sostanze migliori rimangono il succo di carota e il succo di cavolo assunti giornalmente fino a quando il problema persiste, nonché radicchi e lattughe e valeriana e ravanelli. Nella fase iniziale, se il crudo ti è davvero ostico, vanno bene per qualche giorno anche cavolfiori e cavolini cotti al vapore, purea di patate, minestrine di verdure non stracotte.

CICLI CIRCADIANI, SCALA SIMONETON E PACCHETTO SALUTE

Consultare pertanto i cicli circadiani, apprendere gli alti contenuti di effetti vibrazionali e radianti nella frutta e nelle verdure dalla scala Simoneton, rispettare le leggi naturali e utilizzare il pacchetto salute della Health Science. Alla fine avrai finalmente modo di capire cos’è che non va nella tua vita.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

Stufo della pubblicità? Clicca qui.

Inserisci la tua email per non perderti i nuovi articoli!

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere gratuitamente via e-mail le notifiche di nuovi post.

Share.

9 commenti

  1. Concordo pienamente con Valdo. Anche tra i macrobiotici era inevitabile prima o poi riflettere quanto fosse realistico fossilizzarsi con concetti elaborati da Ohsawa più di 70 anni fa. Uno dei più influenti macrobiotici italiani è sicuramente Carlo Guglielmo, tra le varie attività da ricordare l'apertura di un'importante azienda distributrice di prodotti biologici. Ha pubblicato di recente un libro in cui rielabora molti concetti tradizionali della macrobiotica. Interessante la sua interpretazione di un mondo completamente diverso sotto molti aspetti rispetto ai tempi di Ohsawa, dove anche costituzionalmente gli individui sono ben diversi e non rispondono più come un tempo alle prescrizioni alimentari di questo regime. Purtroppo non si può certo dire che le sue conclusioni lo avvicinino al veganismo, in questo si distingue senz'altro rispetto a Pianesi.

  2. Attenzione perché la dieta di Pianesi non è affatto vegana. Ci sono 5 diete diverse dette appunto Ma-Pi delle quali solo una è rigorosamente vegana; le altre no e prevedono carne e pesce. E tutte demonizzato la frutta. Temo che dunque le cose stiano peggio di come dice Valdo. Tra l'altro all'interno della comunità macrobiotica che conosco ci sono pescatori,cacciatori e tanti sedentari. Dunque gente non proprio da imitare. In definitiva credo che nei loro confronti siamo un po' troppo buoni.

  3. Riferisco un paio di episodi accaduti all'interno della loro comunità e dei quali ho saputo direttamente da uno di essi. Un tizio chiese loro di vendergli un paio di polli che tenevano liberi in uno spazio verde vicino casa. Ebbene non riuscendo a prenderli gli spararono direttamente col fucile da caccia. Chi glie li comprò mi riferì che fu costretto a mangiarne uno con tanto di pallini di piombo e a buttare l'altro perché immangiabile per lo stesso motivo.
    In un'altra occasione una dei boss della comunità mise nel collo della gatta un prodotto chimico anti pulci e lo fece veramente con troppa disinvoltura oltre che in quantità esagerate. Le sono morte, tra sofferenze atroci la gatta stessa, i suoi tre piccoli e pure un altro gatto di una "covata" precedente. Erano tutti di razza particolare.Ovviamente ci hanno impiegato molti giorni a morire. Quando le parlai non la insultai perché era sinceramente disperata, ma mi sono chiesto come si può essere così stupidi, tra le loro ipocrite accuse alla chimica. Passi per la sua pretesa che "i cereali alcalinizzano" o per il fatto che sua figlia dà al proprio gatto riso e prosciutto cotto di maiale e altre cose del genere. Ma non si può fare a meno di notare che i loro figli stanno spesso male esattamente come gli onnivori che sempre criticano.
    Ma tra tante cattiverie ecco finalmente una cosa positiva :"avevi ragione Roberto, i cereali sono leggermente acidificanti, mi sono informata bene"…..così mi disse un giorno la boss della grande comunità macro….."è per questo che ci mettiamo il sale!".
    Yuhuuuuuuu!!! Hanno capito tutto!!

  4. Diverso invece il negozio, rispetto al ristorante sono in vendita solo prodotti bio-vegan, anche se ovviamente lo spazio riservato per i prodotti ortofrutticoli è alquanto ristretto.

  5. In effetti mi servo da anni nei loro negozi ed hanno anche prodotti eccezionali,dei quali faccio uso quotidiano.Tuttavia ultimamente hanno introdotto salse di pesce e sardine sotto sale e dunque non sono più vegan come un tempo. Quello che per fortuna manca è tutto il campionario dei prodotti alla soia,così amati dai seguaci di Kushi. Eccezione solo per alcuni cibi fermentati tipo il miso. Del quale peraltro abusano alquanto. Un po' come col sale e con le stra- cotture. Se gli parlate di enzimi fanno la faccia degli allocchi,non avendone mai sentito parlare. Ciò che non ha detto Oshawa per loro non esiste. Sono fermi da decenni.

  6. Devis,profitterei della tua conoscenza di queste cose per chiederti se fai o hai fatto uso dei loro fiocchi d'avena non precotti e dunque derivanti dal semplice schiacciamento dei chicchi interi.Come usarli..solo minestre e zuppe? Quanto cuocerli? A sentire loro basta stracuocere e trallalla' tutto si risolve. Grazie in anticipo a chi può rispondermi.

  7. Si Arvo, i fiocchi d'avena li ritengo abbastanza validi, parlo sempre considerando le sensazioni in termini di digeribilità. Però vado a periodi, attualmente al mattino preferisco la frutta, in altri momenti sento la necessità di cambiare, non mi pongo tanti interrogativi sul perché e in quei casi gradisco volentieri i fiocchi d'avena. Probabilmente il gusto che cambia e che ci fa propendere per altre cose dipende magari anche da qualche elemento mancante nella usuale alimentazione e che risulta ricco in altri cibi. Per quanto riguarda la modalità di consumo mi trovo bene con il sistema di Nico Valerio (però utilizzando solo ingredienti vegetali), sul suo blog c'è un articolo molto approfondito su questo. Sostanzialmente li lascio in ammollo una notte e l'indomani aggiungo piccole quantità di semi ammollati, una mela grattugiata e a volte un po' di farina di carrube. E' una composizione molto digeribile che mi sazia per molte ore. I fiocchi cotti nel mio caso non sono l'ideale. Tra l'altro conviene anche ricordare che l'avena non contiene glutine, solitamente viene sconsigliata ai celiaci in quanto può essere contaminata da altri cereali lavorati dallo stesso produttore.

  8. Grazie, per la mattina non ho problemi, visto che mangio esclusivamente frutta. Spesso anche a pranzo. Concedo spazio ai cereali una volta al giorno e basta. A volte nemmeno quello. Rigorosamente niente cereali… neanche se me lo consigliasse la massima autorità mondiale per l'Italia, cioè il presentatore del festival di San Remo.