DISMENORREA E LEUCORREA, CON PERDITE SANGUE DOPO ATTIVITÀ FISICA

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LETTERA

PERDITE SANGUE SOTTO SFORZO

Caro Valdo, ti scrivo per mia sorella. Ha 49 anni e sta sperimentando da circa una decina di gg perdite di sangue che si fanno più consistenti dopo l’attività fisica. Basta anche una camminata più lunga del necessario per provocarle notevoli perdite di sangue.

È vegana come me, nel caso suo da circa 2 anni. Le mie personali ipotesi sono:

  • Crisi eliminativa, anche se con un paio d’anni di veganismo alle spalle la cosa suona poco convincente
  • Crisi da pre-menopausa, ma anche qui i dubbi sono tanti, dato che non sono un esperto.

Grazie per l’aiuto , puoi pubblicare la lettera se vuoi. A presto.
Andrea

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DI DISMENORREA

Ciao Andrea. Ti rispondo prendendo diversi spunti dal sito della dr Vincenza De Falco, che brilla per chiarezza e completezza informativa. Nella parte descrittiva non ci sono grandi obiezioni da fare in termini igienisti. Nella parte terapeutica e farmaco-prescrittiva ovviamente il discorso cambia. Uno dei disturbi femminili più diffusi è la mestruazione dolorosa o dismenorrea, più o meno associata ad altri sintomi generali, come gonfiore addominale, nausea, vomito, cefalea ed emicrania, ansia, cambiamenti di umore, difficoltà di concentrazione, dolore e gonfiore al seno, mal di schiena, gambe pesanti e dolenti, insonnia. Le perdite vaginali sono un fenomeno fisiologico e consequenziale della donna comune media sottoposta ai soliti avvelenamenti della dieta e del comportamento. Possono anche essere sottintendere l’esistenza di un problema di tipo patologico.

IL FLUIDO LUBRIFICANTE CHIAMATO FLUOR

Normalmente, nel canale della vagina si forma un fluido denominato fluor la cui funzione principale è quella di mantenere lubrificate le pareti vaginali. La logica è quella di prevenire le infiammazioni da sfregamento che potrebbero essere causate dai normali movimenti quotidiani. In condizioni normali il liquido vaginale non fuoriesce, ma vi sono determinate condizioni che, pur non assumendo connotazioni di tipo patologico, possono provocare il fastidioso fenomeno delle perdite vaginali.
Il dolore di tipo crampiforme, localizzato al basso ventre, compare in genere il primo giorno del ciclo, in alcuni casi anche prima, per poi diminuire di intensità fino a scomparire. Si possono osservare tre forme di dismenorrea: la primitiva, la secondaria e la membranacea.

DISMENORREA PRIMITIVA

È caratterizzata da dolore mestruale, in assenza di malattie a carico degli organi genitali, come cisti ovariche ed endometriosi. Compare in genere a distanza di sei mesi un anno, dopo la comparsa del primo ciclo mestruale (menarca), più frequentemente in ragazze emotive e ipersensibili. I dolori pelvici si manifestano, raggiungendo un picco di intensità massima alla vigilia dell’insorgenza del flusso e nel primo giorno del ciclo, per poi diminuire nei giorni successivi. In alcuni soggetti può raggiungere gradi di intensità tali da dover interrompere ogni attività fisica, richiedendo il riposo a letto per uno o più giorni. La dismenorrea infatti, è il più frequente motivo di assenza dalla scuola o dal lavoro nelle donne in età fertile. In genere comunque si assiste a una spontanea risoluzione di questa forma di dismenorrea, dopo una gravidanza. In alcune pazienti però, si può ripresentare, per poi scomparire con il passare degli anni.

LA LEUCORREA DELLE ADOLESCENTI

Le perdite vaginali sono fenomeno comune per molte ragazze nell’età adolescenziale, tanto che si parla di leucorrea delle adolescenti. Queste perdite sono provocate dall’instabilità della situazione ormonale tipica del periodo puberale. Non appena tale situazione si stabilizza, le perdite vaginali solitamente scompaiono. Sono da considerarsi normali anche le perdite vaginali che si verificano per qualche giorno dopo il termine del ciclo mestruale (leucorrea post-mestruale), a causa di un ritardo nella ricostruzione del tessuto dell’endometrio. In questi casi, se il fenomeno diventa particolarmente fastidioso, è possibile ricorrere a una terapia estrogenica di blanda entità.

LA LEUCORREA OVULATORIA

Alcune donne osservano la comparsa di perdite vaginali nel periodo ovulatorio, e qui si parla di leucorrea ovulatoria. Il fenomeno si verifica perché, durante l’ovulazione, si ha una fluidificazione del muco cervicale provocata dalla notevole concentrazione ematica di estrogeni. Anche nelle donne anziane si possono avere fenomeni di perdite vaginali, in questo caso il motivo è, al contrario, la carenza di estrogeni, con assottigliamento della mucosa vaginale che lascia filtrare più liquidi del normale. In questi casi il rimedio medico consiste nella somministrazione di una blanda terapia a base di estrogeni.

PERDITE DERIVANTI DA CONTRACCETTIVI ED ASSORBENTI

In altri casi le cause di perdite vaginali sono un effetto collaterale dei contraccettivi orali estroprogestinici, l’utilizzo troppo frequente di irrigazioni vaginali, di alcuni deodoranti intimi o prodotti con azione spermicida. Molte donne infine riferiscono di aumentate perdite vaginali a seguito dell’utilizzo abituale di assorbenti interni. In linea generale, le perdite vaginali fisiologiche, al di là dei fastidi provocati dallo sporcare gli indumenti intimi e dalla sensazione di bagnato, sono asintomatiche e non necessitano di particolari trattamenti, se non una blanda terapia a base di estrogeni in quei casi in cui il fenomeno diventa penalizzante da un punto di vista della qualità della vita.

ASSENZA DI SINTOMI COME FATTORE DISCRIMINANTE POSITIVO

Normalmente, le perdite vaginali fisiologiche, oltre che essere asintomatiche, sono caratterizzate dalla loro semitrasparenza. Le perdite vaginali patologiche invece assumono caratteristiche molto diverse che dipendono dal processo patologico che le ha provocate.

PERDITE VAGINALI ALTERATE, ASSOCIATE A PRURITO ER BRUCIORI

L’elenco delle perdite vaginali alterate include atrofia vaginale, cancro della vagina, candidosi, cervicite, fibroma, fistole retto-vaginali, gonorrea, herpes genitale, papilloma virus, malattia infiammatoria pelvica, tumore alla cervice uterina, vaginite, vaginosi batterica, verruche genitali.L’elemento fondamentale che generalmente permette una prima discriminazione fra perdite vaginali fisiologiche e perdite vaginali patologiche è la mancanza o meno di sintomi. Le perdite vaginali di tipo patologico sono in genere associate a prurito, bruciore, irritazione vaginale, irritazione genitale esterna, cattivo odore e dispareunia (dolorabilità a livello dell’area vaginale durante e dopo un rapporto sessuale).

CAUSE DI DISMENORREA

Esistono numerose teorie riguardo le cause. La più accreditata è quella di una genesi multifattoriale, da riferire a squilibri ormonali, contrazioni uterine aritmiche, incremento della concentrazione delle prostaglandine E ed F nel muscolo uterino (miometrio), e cause di natura psicologica.In particolare si è osservato un aumento notevole della concentrazione di prostaglandine, nel sangue mestruale delle donne che soffrono di dismenorrea primitiva, ed è stato dimostrato che queste sostanze sono responsabili delle contrazioni dolorose e della costrizione dei vasi sanguigni uterini, e una volta entrate in circolo, causano i sintomi gastrointestinali e generali sopra citati.

SOSPENDERE GLI SFORZI FISICI IN TUTTI I CASI DI DISMENORREA

In tutte le forme di dismenorrea (primitiva, secondaria e membranacea), vanno sospese in fase premestruale, tutte le attività che richiedono sforzi fisici di una certa entità.I trattamenti terapeutici della forma primitiva, sono vari e vanno personalizzati caso per caso.

CURE MEDICHE PER LA DISMENORREA PRIMARIA

I farmaci antalgici come gli anlgesici maggiori, i pirazolonici (fenilbutazone, amminofenazone, ecc), i paraminofenolici (fenacetina, paracetamolo), l’acido acetilsalicilico e i FANS, trovano principale indicazione nel trattamento della dismenorrea funzionale delle adolescenti, in cui i fattori miometriali (del muscolo uterino), neurovegetativi e psicologici sono predominanti. Vista poi l’importanza del ruolo delle prostaglandine nello scatenamento del dolore mestruale, viene ritenuto efficace anche l’impiego di farmaci con attività antiprostaglandinica, che vanno assunti subito, all’insorgenza del dolore, non dopo che il dolore è già iniziato ed è intenso, perché a quel punto le prostaglandine si sono già formate e i farmaci non hanno più effetto. Il trattamento ormonale con progestinici o estroprogestinici (pillola), si utilizza nelle pazienti in cui la terapia antalgica risulta poco efficace.In alcune pazienti si sono ottenuti buoni risultati con la reflessoterapia, l’agopuntura e l’omeopatia. Utile poi in particolari forme di origine prevalentemente dovuta a fattori psicologici, la psicoterapia.

DISMENORREA SECONDARIA

A differenza della forma primitiva, che compare subito dopo l’inizio dei cicli mestruali, la dismenorrea secondaria compare più tardivamente, di solito tra i 25 e i 40 anni, è meno frequente della forma primitiva (20-30% dei casi), e le cause più frequenti sono 1) Malattie dell’utero, fra cui fibromi, adenomiosi, sinechie, malformazioni del collo dell’utero come la stenosi congenita (restringimento), 2) Malattie delle tube e delle ovaie, come la malattia infiammatoria pelvica ricorrente, l’endometriosi, l’idrosalpinge.

CURE MEDICHE PER LA DISMENORREA SECONDARIA

Ovviamente il trattamento sarà diverso a seconda della causa, ad esempio l’asportazione dei fibromi, la cura dell’endometriosi e della malattia infiammatoria pelvica, che potrà essere di tipo medico o chirurgico a seconda dei casi. Nelle pazienti in cui, in seguito a tutti gli esami effettuati non risulti evidenziabile una malattia organica, la terapia sarà simile a quella della forma primitiva.

DISMENORREA MEMBRANACEA

Da un punto di vista sintomatologico, questa forma di dismenorrea, si caratterizza per la presenza della classica “colica uterina”, con dolori al basso ventre di tipo colico, che insorgono con il ciclo mestruale e si accentuano durante il primo e il secondo giorno. Diminuiscono poi bruscamente con l’espulsione dalla vagina di lembi mucosi di decidua uterina (la mucosa che riveste l’interno dell’utero), a volte frammentati, a volte a “stampo”, causando spesso apprensione nelle pazienti, in quanto scambiano questa perdita mucosa, che quando non è frammentata appare come un “sacchetto”, per materiale abortivo. La causa di questa particolare forma di dismenorrea sembra dovuta ad un aumento del tasso di progesterone.

CURE MEDICHE PER LA DISMENORREA MEMBRANOSA

Le terapie più utilizzate prevedono l’uso di estrogeni, progestinici, o più frequentemente estroprogestinici (pillola). La terapia sintomatica si basa sull’impiego di farmaci antispastici e antalgici, da assumere inziando circa sette giorni prima della prevista mestruazione.

COMMENTO CONCLUSIVO DI TIPO IGIENISTA

A volte le esposizioni degli specialisti medici sono efficaci e condivisibili. Peccato che, quando si devono tirare le somme finali sul da farsi, essi vedano sempre e solo la soluzione farmacologia e la soluzione chirurgica, ossia la cura invasiva (in contrasto col principio ippocratico del “primo non nuocere”), e la cura rivolta non al vero fattore causante, ma alla conseguenza di esso (in contrasto col principio della logica e della razionalità). Nel parlare di questi fenomeni poi, nessuno ha mai citato la situazione di assenza dei sintomi mestruali per motivi di grande equilibrio psico-fisico raggiunto (amenorrea virtuosa). Nessuno ha speso una singola parola in favore del rilassamento fisiologico e mentale che solo il vegan-crudismo può offrire.

IL SISTEMA IMMUNITARIO HA I SUOI TEMPI E LA SUA LOGICA

Per quanto concerne le tue due ipotesi, nessuna delle due va scartate. I processi eliminativi del sistema immunitario, nel condurre i suoi scarichi eliminativi, sono improntati alla logica. Può benissimo trattarsi, come terza ipotesi, di uno squilibrio tra la fatica dell’attività fisica e le difficoltà energetiche-caloriche derivanti dal processo semi-glaciale che la Primavera 2013 sta regalando alla gente della fascia alpina. D’inverno bisognerebbe vivere più in relax, quasi in letargo come molti animaletti fanno, mentre tutti si sfibrano a dare il meglio di sé e a sfruttarsi proprio nei mesi meno adatti alla fatica.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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