DISTURBO BIPOLARE, TRIPTOFANO E SEROTONINA

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LETTERA

Salve, dopo aver letto il suo Blog in lungo ed in largo, avrei bisogno anche io di un regime alimentare consigliato da lei. Sono diabetico-1, celiaco, tiroidite Hashimoto, induration penis plastica, disturbo bipolare. Grazie infinite. Cordialmente.
Enrico

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RISPOSTA

UNA CATERVA DI SINTOMI MA UN SOLO GROSSO SQUILIBRIO GENERALE

Ciao Enrico, Non è che tu sia colpito da diverse malattie in contemporanea, come sarai portato a credere e come ti avranno pure fatto credere i medici curanti. L’elenco che hai citato è un elenco di situazione sintomatologie, ovvero di segnali complessi a confermare lo stato di squilibrio generale del corpo. Non è dunque pensabile concepire una lotta multidirezionale alle varie patologie da te elencate. Nelle mie ultime tesine trovi già spiegazioni alla tiroidite Hashimoto e al diabete-1. Per la celiachia, ovvero per l’intolleranza al glutine, esistono vecchie tesine da rileggere, e te le segnalo. Per la Induratio Penis Plastica (IPP) spendiamo qualche commento.

TESINE DA LEGGERE

INDURATIO PENIS O MALATTIA DI LA PEYRONIE

L’Induratio Penis Plastica, o malattia di La Peyronie, prende nome dal chirurgo francese Francois de la Peyronie (1678-17847), anche se già nel secolo precedente l’anatomista fiammingo Andreas Van Wesel alias Andrea Vesalio aveva descritto la stessa anomalia per filo e per segno. La IPP è caratterizzata da fibrosi circoscritta della guaina che riveste i corpi cavernosi del pene. L’area di fibrosi, definita anche placca, costituisce una limitazione alla elasticità del membro durante l’erezione, determinando una curvatura verso il versante fibroso-difettoso. La medicina propone sia correzioni chirurgiche con sostituzione di tessuto che fantasiose cure farmaceutiche. Esiste la possibilità di correzione spontanea nell’ambito di un miglioramento generale. C’è anche un dispositivo meccanico chiamato Andropeyronie, che funge da sostegno e da correttivo e che dà, a quel che si dice, buoni risultati.

DISTURBO BIPOLARE O PSICOSI MANIACO-DEPRESSIVA

Problema più serio invece il Disturbo Bipolare, o Psicosi Maniaco-Depressiva, una nevrosi che comporta stati euforici di eccitamento alternati a stati di depressione e di umore nero, determinati da squilibri biochimici in alcune zone del cervello. Le alterazioni riguardano sia le emozioni, che i pensieri e i comportamenti dell’individuo, per cui si passa in tempi rapidi da stati di profonda depressione a momenti di smodata allegria, senza nessuna ragione apparente. Il problema è serio non solo per il soggetto in sofferenza ma anche per chi gli sta vicino e per la stessa società, visto che si tratta di patologia assai diffusa che riguarda in Italia oltre il 5% della popolazione con un totale di 3,3 milioni di persone.

L’ESPERIENZA CONCRETA DI ARNOLD EHRET

La medicina propone una vasta gamma di psicofarmaci, di farmaci stabilizzanti e di antidepressivi, che includono anche il litio e il valproato di sodio. Tutti farmaci comunque carichi di dipendenza e di pesanti effetti collaterali. L’igiene è d’accordo in questo caso con Arnold Ehret (1866-1922) che ebbe in cura molti pazienti di questo tipo, anche se catalogati semplicemente come schizofrenici o “matti”, per usare il termine rozzo e crudo di quei tempi. “Nella mia esperienza ho scoperto che tutti gli ammalati di problemi mentali soffrono di pesanti congestioni sanguigne, soprattutto in zona cerebrale. Un mio paziente, ai margini della totale insanità mentale, è stato riportato alla totale e definitiva normalità, con un digiuno netto di 4 settimane ad acqua e limone”, scrive Ehret, nel suo Muculess Diet Healing System. “If something is wrong with anyone, look first to the stomach. The mentali diseased man suffers physiologically from gas pressure on the brain”, conclude il grande medico tedesco (Se qualcuno dà i numeri controllagli prima lo stomaco. Il malato mentale soffre fisiologicamente di pressione gassosa al cervello).

IL DIGIUNO CHIARIFICA LA MENTE A TUTTI

Tra l’altro i pazienti affetti da queste turbe psichiche non si oppongono al digiuno. Avendo perso un po’ il filo della ragione, non sono particolarmente legati al cibo, quanto alle loro elucubrazioni. Molti casi sono stati risolti col digiuno ed altri si sono attenuati di molto. Dopo un digiuno la conseguenza che tutti provano, sani e insani di mente, è una grande chiarezza nel pensiero, aggiunge il medico bavarese.

TEORIE PSICHIATRICHE MILIARDARIE E TEORIE TOSSICOLOGICHE ACCANTONATE

La medicina non era d’accordo con Ehret ai suoi tempi, e ancor meno lo è oggi, quando i malati vengono considerati affetti da insanabili e misteriose turbe mentali che vanno tenute sotto controlla da un ampio corredo di farmaci. Il fatto è che le teorie di Ehret e della naturopatia tedesca trovano conferma nella realtà, per cui si è di fronte ancora una volta a malattie di tipo tossico confuse con malattie mentali. Lo sbalzo bipolare, il picco di buonumore alternato alla caduta depressiva, altro non è che sintomo di colon putrefattivo che rilascia miasmi maleodoranti e risalenti che in parte vengono filtrati per via cutanea, e in parte finiscono tra maglie e interstizi di naso, occhi, orecchi e cervello. La differenza sta nel fatto che le teorie psichiatriche e psicologiche fanno vendere farmaci a iosa, mentre quelle sulla impregnazione tossica del sistema saranno realistiche quanto vogliamo, ma rimangono commercialmente sterili.

LA SEROTONINA, ORMONE DEL BUONUMORE

A questo punto dobbiamo riprendere il discorso sui neurotrasmettitori e dargli maggiore completezza. Avevamo parlato ampiamente di melatonina e di corticotroprina, sul problema del sonno (Hashimoto, insonnia ipofisaria e testosterone), ed è inevitabile coinvolgere la serotonina, che gioca un ruolo notevole in molte situazioni che vanno dal sonno, alla fame, alle alterazioni dell’umore e, in particolare, agli stati depressivi del Disturbo Bipolare.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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