ESOFAGITE, REFLUSSO ED INIBITORI DI POMPA PROTONICA

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LETTERA

BRUCIORE DI STOMACO E INIBITORI POMPA DAGLI EFFETTI PERVERSI

Buonasera Valdo, le scrivo per chiederle qualche consiglio riguardo la mia salute. Ho 28 anni e da dicembre ho bruciore di stomaco che ho scoperto essere dovuto a reflusso e a esofagite. Dopo la gastroscopia mi è stata data una cura a base di inibitori di pompa protonica e ormai è un mese che li uso ma invece di stare meglio sto decisamente peggio.

DIETA VEGANA CON REINTRODUZIONE LATTICINI E INTEGRATORI AL MAGNESIO

Ho bruciore forte che percepisco fino alla schiena, mal di gola e fitte all’esofago. Premetto che ho un’alimentazione vegana da due anni, anche se per alcuni mesi prima di aver mal di stomaco avevo reintrodotto i latticini nella mia dieta e stavo utilizzando un integratore di magnesio poichè l’erborista me l’aveva consigliato, insieme all’estratto di rosmarino, come rimedio al fatto che la mia bile tende a cristallizarsi, pur senza la presenza di calcoli.

DESIDERIO DI STOP ALLA DEVASTAZIONE FARMACOLOGICA

Ora, per caso, son capitata nel suo blog e ho visto che ha consigliato una dieta tendenzialmente crudista a persone che avevano problemi simili ai miei (reflusso, calcoli). Volevo sapere se questo tipo di alimentazione potrebbe aiutarmi senza dover prendere ancora farmaci che mi stanno devastando. Vorrei soprattutto dei chiarimenti su come effettivamente posso cominciare una dieta crudista, quali sono le basi, io passi da fare.

Oltre che seguire una dieta totalmente vegana, con pochissimi grassi, ho smesso di fumare da quasi 3 settimane, non bevo più caffè né alcolici e mi sembra assurdo star male. Quindi son convinta che sia per via dei farmaci, anche se da una parte ho paura di non guarire se interrompo la cura (che dovrei fare ancora per un mese). Alcuni mi hanno consigliato di usare solo gel di aloe che è cicatrizzante per le erosioni all’esofago. Lei cosa ne pensa? Spero che riesca a rispondermi perchè son davvero confusa, sono in stallo e non so davvero come procedere. Grazie mille per tutto. Buona serata.
Nadia

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DI ESOFAGITE

Ciao Nadia. Chiariamo alcuni termini. Esofagite deriva dal greco oisophagos (esofago) e da itis che sta per infiammazione. Pertanto parliamo di infiammazione acuta o cronica della mucosa che riveste internamente l’esofago. L’esofago è il canale che, tramite la valvola cardias, permette il passaggio del cibo fino allo stomaco. I sintomi sono bruciori, acidità, difficoltà digestive.

FATTORI CAUSANTI

Il problema sorge per erosioni ed ulcere provocate dal materiale acido dello stomaco che, per errato ed imperfetto funzionamento del cardias, risale lo stomaco e va all’esofago. Le cause di questo malfunzionamento vanno ricercate nelle diverse forme di avvelenamento del sistema, nell’uso di analgesici, di alcolici, fumo, caffè, cioccolato, cibi grassi, condizioni di ernia iatale, di colite Crohn, di stasi venosa cronica. Ma nel 40% dei casi l’esofagite è causata da reflusso gastrico.

UNA QUESTIONE DI REFLUSSO

Il reflusso è dovuto all’incapacità dello sfintere inferiore dell’esofago di impedire il reflusso, la risalita di succo gastrico dallo stomaco. Succo gastrico che esplica azione irritante nei confronti della mucosa esofagea. Si ha esofagite quando i meccanismi difensivi dell’esofago non bastano a tamponare l’acidità del contenuto refluito dallo stomaco.

POMPA PROTONICA

Pompa protonica è il nome dato alle proteine integrali di membrana capaci di spostare protoni attraverso le membrane della cellula, o attraverso le membrane di un mitocondrio o di altri componenti sub-cellulari. Gli inibitori di pompa protonica (IPP) sono gruppi di molecole la cui azione principale è una prolungata riduzione (18-24 ore) dell’acidità da succhi gastrici. Durante la respirazione cellulare, le pompe prelevano i protoni dalla matrice (dallo spazio compreso tra le due membrane all’interno dell’organulo) e li rilasciano nello spazio fra le membrane. I protoni così confinati creano una differenza o un gradiente sia del pH che della carica elettrica, stabilendo un potenziale elettrochimico che funziona come una batteria elettrica o una riserva di energia accumulata nelle cellule.

LA CONVERSIONE DA ATP IN ADP

L’ATP è un ribonucleoside trifosfato formato da una base azotata, cioè l’adenina, dal ribosio (zucchero) e da 3 gruppi fosforici. Tutte le reazioni cellulari, e i processi dell’organismo richiedenti energia, vengono alimentati dalla conversione di ATP (adenosina trifosfato) in ADP (adenosina bifosfato). Vedi ad esempio la contrazione muscolare, i trasporti attivi attraverso le membrane plastiche, la sintesi proteica, la divisione cellulare. La respirazione cellulare porta alla formazione di 38 molecole di ATP per ogni molecola di glucosio coinvolta nella reazione. La glicolisi può costituire, in presenza di ossigeno, il primo ciclo di reazioni della respirazione cellulare.

GLI ENZIMI ATP-ASI TRANSMEMBRANA

L’ATPasi è una classe di enzimi he catalizza una specifica reazione grazie all’energia ricevuta dall’idrolisi di ATP in ADP e in P. L’attività ATPasica è presente in tutti gli organismi viventi ad oggi noti. Gli ATPasi sono in grado di spostare un soluto attraverso le membrane cellulari, e si chiamano per l’appunto ATPasi transmembrana. Tra gli ATP di maggiore interesse biologico figurano la miosina muscolare, la DNA-girasi e la citata ATPasi transmembrana. Le ATPasi transmembrana sono in grado di favorire l’ingresso nelle cellule dei metaboliti ad essa necessari, ma anche di espellere tossine e rifiuti dannosi per i processi cellulari. Un esempio importante è la pompa sodio-potassio ATPasi, che mantiene l’equilibrio transmembrana di ioni sodio e potassio. Un altro esempio è la idrogeno-potassio ATPasi, che pompa protoni nel lume dello stomaco, mantenendone il pH acido. Gli inibitori di pompa inibiscono l’enzima gastrico H+/K+/ATPasi, ossia la pompa a protoni.

DANNOSITÀ DEGLI INIBITORI DI POMPA PROTONICA

Ci siamo forse persi nelle spiegazioni sofisticate dei termini biologici. Tornando al concreto e al semplice, c’è ben poco da essere confusionati. Hai già provato su te stessa che gli inibitori della pompa protonica ti stanno devastando. Eppure hai paura di liberartene? Questo è un classico esempio dei danni, anche psicologici, della farmaco-dipendenza. Preso nota che sei afflitta da reflusso e da esofagite, i rimedi disponibili secondo la medicina sono A) la liquirizia, che ha proprietà anti-infiammatorie, protettive e cicatrizzanti, B) la malva e la melissa, C) i flavonoidi, D) gli inibitori di pompa protonica (lansoprazolo, esomeprazolo, pantoprazolo). Ma gli effetti collaterali di questi farmaci sono notevoli, in quanto danneggiano l’intestino, il sistema osseo e i polmoni.

FLAVONOIDI E DIETA VEGAN-CRUDISTA

La realtà è che l’unica soluzione sta proprio nei flavonoidi e nella dieta vegan-crudista. Non vedo pertanto quali problemi e quali titubanze tu possa avere alla luce di quanto ti sta accadendo. Per le domande sul come procedere, non c’ è altro da fare. Altre sostanze ad effetto cicatrizzante, a parte l’aloe, sono il peperoncino e lo zenzero. Per i cibi, le diete e tutto il resto è opportuno leggere le tesine sul cibo, sulla digestione, sulle diete (usare questi termini come motori di ricerca).

TESINE DA LEGGERE

UN ESEMPIO DI STRATEGIA DI RECUPERO

Occorre innanzitutto liberare l’organismo dalle impurità prodotte con le ripetute putrefazioni intestinali. Digiunare un giorno intero bevendo sola acqua a piccoli sorsi e in continuazione. Se ti senti di estendere il digiuno a 2-3 giorni, meglio ancora. Poi dieta liquida con succhi d’arancia o di pompelmo o di acqua e limone al risveglio, seguite da centrifugati tipo carote-sedano-pomodoro e patata, tipo succo di mela e limone. Il tutto per qualche giorno, fino a quando non si è ripristinata la normalità funzionale. La ripresa dell’alimentazione normale, vegan-crudita tendenziale, includerà spremuta di pompelmo o di melograno al risveglio, fetta di melone scorza gialla o grappolo d’uva a colazione. Per pranzo insalata di cavolo, seguita da cavolfiore e cavolini di Bruxelles e patate. Pomeriggio fichi d’India o mirtilli. Per cena insalata di valerianella e ravanelli, o di cicoria, o di indivia belga, seguita da zucca o da cereale tipo miglio, quinoa, saraceno. Qualche infuso di menta, di salvia, rosmarino o camomilla, possono essere d’aiuto.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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