FATTORE LEIDEN, NODULI TIROIDEI E CALCITONINA ALTA

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LETTERA

CONTINUE FLEBITI, MUTAZIONE GENETICA DI LEIDEN ED ASSUNZIONE COUMADIN

Gent. dr Vaccaro, sono venuta a conoscenza della sua attività tramite un’amica che mi ha consigliata, viste le mie perplessità, di chiederle aiuto in merito ai problemi che in questo momento mi mettono in crisi. Ho 61 anni, abito in Friuli e, da 10 anni assumo il Coumadin, perché mi è stata scoperta la mutazione genetica di Leiden in seguito a continue flebiti degli arti inferiori in cui sono state, precedentemente, asportate le safene.

NODULI ALLA TIROIDE ED ECCESSO DI CALCITONINA

Da circa 13 anni presento dei noduli alla tiroide che nel tempo sono aumentati di quantità e di dimensione. Si parla di lobo dx 2 noduli di mm 2-4 circa, e di lobo sinistro 4 noduli di diametro mm 14×6, 14x 6,5, 15×7 e 7mm. I valori del FT3, FT4 e TSH sono nella norma ma la calcitonina è elevata (96.20 pg/ml). Sulla base di questi dati l’endocrinologo sospetta una K midollare, per cui sarei candidata alla tiroidectomia totale. L’ago aspirato ripetuto 3 volte ha evidenziato alcuni gruppi di cellule follicolari con modesto pleomorfismo nucleare, citando una atipia di significato indeterminato.

PREVALENTEMENTE VEGETARIANA COL VIZIETTO DEI DOLCI E DEL CAFFÈ

Sono prevalentemente vegetariana e mangio più verdura, poca frutta pochi cereali e forse troppi dolci e troppo caffè. Dalle informazioni del suo blog ho potuto costatare che situazioni simili alla mia sono state risolte con l’alimentazione crudista. Cosa mi consiglia di fare per migliorare senza intervenire chirurgicamente? Come posso far rientrare nei valori normali la Calcitonina che tanto mi preoccupa?
Se è possibile avere una consulenza personale ne sarei felice. So che pure lei abita in Friuli.
Grazie per la sua disponibilità che lei esplicita e concretizza non soltanto tramite conferenze sulla corretta alimentazione, ma anche aiutando le persone a essere più consapevoli e responsabili del proprio benessere psico-fisico.
Gianna

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RISPOSTA

Ciao Gianna. Caffè e dolciumi vanno ovviamente eliminati. Serve pure una svolta radicale di tipo igienista se davvero vuoi sconfiggere la prospettiva chirurgica.

DEFINIZIONE DEL FATTORE LEIDEN

Il nome Leiden deriva dalla città omonima dei Paesi Bassi, dove fu identificata per la prima volta nel 1994 la anomalia in questione dal gruppo di ricerca del professore Rogier Bertina. Il fattore V di Leiden viene definito dalla medicina come malattia genetica ereditaria che può aumentare il rischio di sviluppare coaguli di sangue anomali o trombofilia, di solito nelle vene.

SINTOMI DI TIPO TROMBOTICO

Spesso si tratta di malattia priva di sintomi. La prima indicazione del disturbo può essere lo sviluppo di un coagulo di sangue ovvero di una trombosi. Alcuni coaguli non fanno danni e spariscono da soli. Altri possono essere pericolosi per la vita. Un coagulo in vena profonda è noto come trombosi venosa profonda (TVP). Segni e sintomi comunemente influenzano le gambe, le caviglie e i piedi, e possono includere dolore, gonfiore, rossore, calore. Un coagulo che si forma vicino alla superficie della pelle è denominato flebite o tromboflebite.

EMBOLIA POLMONARE

L’embolia polmonare si verifica quando un grumo, un coagulo venoso profondo, si libera e viaggia attraverso il lato destro del cuore ai polmoni, dove blocca il flusso di sangue. I sintomi possono includere fiato corto, dolore al petto durante la respirazione, tosse con espettorato sanguinante, tachicardia.

ADAGIARSI SULL’IPOTESI GENETICA NON AIUTA A GUARIRE

In realtà, la scuola igienista non dà molto credito alla versione genetica, soprattutto in termini di soluzioni terapeutiche e di verdetto negativo circa la possibilità di guarigione, essendo stata dimostrata la non fissità dei geni, per cui ogni eventuale difetto genetico troverebbe modo di risolversi non appena si attuassero dei comportamenti e delle strategie alimentari in armonia e allineamento con le esigenze del corpo.

VANNO PRESI DI MIRA I FATTORI CAUSANTI DEL SANGUE VISCOSO

Tutto andrebbe insomma focalizzato intorno alla patologia cardiovascolare a rischio trombotico, derivante da impregnazione tossica progressiva. Pertanto si parla di insufficienza epatica e renale e di conseguente iperviscosità sanguigna, curabile con alghe, arancia, asparagi, meloni, pomodori in stagione, pompelmo e segale. E si parla pure di colesterolemia, di trigliceridi e di omocisteina

CALCITONINA COME MARKER TUMORALE

La calcitonina è un ormone prodotto dalla tiroide e in particolare dalle cellule parafollicolari, dalle cellule C. I valori di questo ormone vengono usati spesso come marker tumorale. Se i valori sono più alti rispetto alla norma, allora la tiroide potrebbe essere stata colpita da un carcinoma. È un esame molto importante per individuare la presenze tumorali alla tiroide.

LA CALCITONINA PUÒ INNALZARSI PER DIVERSE CAUSE

C’è da dire però che spesso i valori di calcitonina alti nel sangue non significano affatto tumore alla tiroide. La calcitonina nel sangue può essere alta per altri fattori. Ci sono farmaci come l’omeprazolo, i cortisonici, i beta-bloccanti, il glucagone e le pancreozimine che possono alzare i livelli dell’ormone nel sangue, livelli che possono essere più alti anche per l’età, l’attività fisica svolta e anche il sesso del paziente. Valori alti di calcitonina nel sangue possono indicare pure la presenza di patologie non tiroidee come l’ipergastrinemia, l’ipercalcemia, insufficenza renale. Livelli alti possono indicare la presenza di tiroidite cronica di Hashimoto.

RIEQUILIBRIO MINERALE CON VEGETALI CRUDI

Per ovviare all’eccesso di calcio, bisogna anzitutto rimineralizzare l’organismo. Per fare questo è importantissimo introdurre nella dieta un’alta percentuale di frutta lontano da pranzo e cena, e verdura fresca di stagione come piatto di inizio nei due principali pasti quotidiani. L’assunzione di abbondante fibra mediante cereali e legumi può fare diminuire le dosi di calcio nell’organismo. Per mantenere le giuste proporzioni di calcio e altri minerali sono pure importanti tuberi, alghe, germogli, soia e suoi derivati, olio extra vergine d’oliva spremuto a freddo, tisane e infusi. Da non dimenticare l’acqua, che in questo caso deve essere assolutamente povera di minerali.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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