IGIENE NATURALE E MEDICINA, UN INEVITABILE CONFLITTO

(Conferenza di Catania, del 30 Settembre 2011, presso sala Teatro dei Salesiani)

ESORDIO IN TERRA SICULA

Vi confesso amiche e amici che riempite questa sala, e non senza qualche imbarazzo, che questo per me è un esordio in terra sicula, e ringrazio l’amico Salvatore Calvagno per aver organizzato questo meeting in centro a Catania, proprio davanti al celebre Teatro Greco, e per avermi dato l’opportunità di essere qui tra voi.
Nel pomeriggio ho potuto ammirare da vicino la bellezza e la magnificenza dell’Etna, coi suoi crateri attivi e passivi, coi suoi percorsi lavici recenti e antichi lungo le pendici che portano giù giù fino al mare.
E questo mi fa capire da dove provengono la passione e l’entusiasmo vulcanici del vostro modo di essere.

UNA LODE SPERTICATA ALLE MAGNIFICHE ARANCE DI SICILIA

Per una serie di circostanze di vita, ho dovuto privilegiare i diversi continenti, soprattutto l’Asia, a scapito dell’Italia Meridionale e della Sicilia in particolare.
Ma, ve lo dico senza retorica e senza tema di smentita, ho sempre avuto la Sicilia nel sangue.
Non tanto per il mio cognome che pare arrivare proprio da questa regione, quanto per i quintali di arance gialle e rosse di Paternò e Lentini che ho sempre consumato a colazione, ininterrottamente per 50 anni almeno, senza perdere i denti e senza perdere gli attributi.

IN PASSATO, IGIENE NATURALE E MEDICINA STAVANO NELLO STESSO ALVEO

Ai primordi, qualcosa come 3000 anni orsono, medicina e igienismo naturale erano sinonimi, andavano a braccetto. C’erano sicuramente i medici più vicini alla natura e ai principi ippocratici da un lato, e pure quelli che ricorrevano a pozioni magiche dall’altro.
Roma Antica seppe in ogni caso vivere sana e potente senza ombra di medico per 700 anni di fila, nel momento del suo più alto splendore, quando le arti mediche erano rigorosamente proibite per legge.
Qualche secolo fa, il legame veniva ancora mantenuto, visto che la Scuola Medica Salernitana diffondeva il suo messaggio su tutta Europa e manteneva in auge i saggi principi di Pitagora, di Ippocrate, di Asclepiade e di Galeno.

UNA DOCCIA SCOZZESE PER I MEDICI

Anche oggi c’è qualche barlume degli antichi legami.
Non è casuale che i nuovi medici appena laureati mettano la loro firma e giurino sul testamento di Ippocrate.
Peccato per loro che quel testamento, lungi dall’essere un inno a tagliare, rimuovere, asportare, cauterizzare e drogare, è al contrario una autentica summa igienistica, una doccia scozzese per l’interventismo medico diremmo noi, per meglio intenderci.

COSA SI INTENDE PER NATURA

Peccato per loro che Ippocrate dica cose inequivocabili tipo “La Natura è Sovrana Medicatrice di tutti i mali”. La natura, non il farmakon, non il veleno, non il doping, non la pozione, non la crema, non il bisturi, non il sacerdote, non il guru, non lo sciamano, non lo stregone, non il ciarlatano, non il medico. Per natura si intende non allontanarsi dall’aria, dall’acqua, dal sole, dalla serenità, dalla carezza, dal massaggio, dal movimento, dall’arancia, dal melograno, dal kaki, dal fico, dall’oliva, dalla banana, dal fico d’India, dalla carruba, dall’uva, dal cavolo, dal carciofo, dalla patata, dall’avena, dal mais, dalla mandorla e dal pinolo.

PRIMO NON NUOCERE SIGNIFICA PRIMO NON SPAVENTARE

Peccato per loro che Ippocrate dica anche un eloquente “Primo non nuocere”.
Cos’è di più nocivo al mondo se non togliere serenità e tranquillità alle persone?
Cos’è di più nocivo ed ammalante se non lo spaventare, il terrorizzare, lo stressare, il ricattare, il dire “se non fai questa operazione ti succede quello, se non prendi questo farmaco ti accade quell’altro?”
“Se non ti diamo la tachipirina, la febbre va a 45 e ti scoppia il cervello!”
“Se non ti riempiamo di antibiotici, i batteri ti sbranano!”
“Se non ti asportiamo l’appendice, essa va in peritonite!”

NIENTE MEDICI E TANTO BENESSERE

L’imperatore romano Marco Aurelio queste cose le sapeva, si intendeva sia di salute che di psicologia.
Se lo leggono tuttora negli Stati Uniti come ispiratore di saggezza salutistica, vorrà pur dire qualcosa.
E in diverse occasioni sottolineò come il benessere di Roma derivava in primo luogo dal divieto legale di esercizio della professione medica su tutti i territori imperiali, in pratica su tutta l’Europa.
Strade, canali, acquedotti, anfiteatri, templi, terme, fori imperiali, stadi, vespasiani, tutto questo sì, ma niente ambulatori, niente ospedali (se non il pronto soccorso per i tecnici bendatori e le emergenze) e niente medici.

ANCHE I PAZIENTI HANNO LE LORO COLPE

Non ha tutti i torti il dr Hamer, nel sottolineare l’importanza del trauma emotivo in tutte le patologie umane.
Cosa c’è di più traumatizzante se non il controllo, la diagnosi e la prescrizione medica?
D’accordo, chi si ammala ha sempre torto.
Soprattutto se non capisce i meccanismi costruttivi della malattia-benettia e pretende inoltre di guarire in quattro e quattr’otto.
Gli dà fastidio non la sua abitudine alimentare perversa ed intossicante, ma il dolorino, l’emicrania, la candida, la tiroide ballerina, l’adipe, il sovrappeso, l’impotenza.
Per pazienti di questo tipo, non è casuale che esista una medicina di questo tipo, ossia una medicina che se ne strafrega della malattia causante e che punta tutto sulla eliminazione rapida del sintomo, della spia rossa, del lato appariscente della patologia.

A ROMA ESISTEVA IL DIVIETO D’ESSERE MEDICI, OGGI VIGE IL DIVIETO D’ESSERE SANI

In Roma antica vigeva il divieto di esistere per la medicina, ed era dunque obbligatorio aver buona cura di se stessi, essere sani e in forma. Oggi, al contrario, i medici dilagano e vige il divieto per la gente di essere sani.
Per trovare poi un singolo igienista devi mandare in giro Diogene con la lampada accesa in pieno giorno!
In una recente indagine americana, e parliamo di un paese dove lo spirito critico e l’esperienza non dovrebbero mancare, il 77% della popolazione ha affermato di credere all’utilità dei farmaci.
Forse anche perché, in America, ognuno ha in tasca azioni della Pfizer e della Glaxo, visto che sono proprio le multinazionali del farmaco a tenere a galla la borsa di New York.

RISPETTARE LA NATURA SIGNIFICA RISPETTARE LE LEGGI ETERNE

L’hygiene è basata su una riverenza assoluta verso il Creatore e verso la Natura, su un religioso rispetto per il corpo e l’anima, sulla buona coscienza, sul buon senso, sui buoni principi.
Come diceva il grande stratega Napoleone Bonaparte “In tutte le battaglie, incluso quella per la vita, è basilare attenersi ai buoni principi, tutto il resto non sono altro che dettagli”.
L’hygiene è basata su leggi scientifiche, precise ed eterne.
La legge di causa ed effetto, la legge dello squilibrio e del riequilibrio (ossia del gioco salute-malattia),
la legge dell’intossicazione e della crisi detossificante-eliminativa, la legge del minimo (la legge della catena, che è forte tanto quanto il suo anello più debole), la legge della saggezza intrinseca corporale (per cui il corpo non va mai contro se stesso, ma tende ad auto-guarire, non appena gli vengano date le possibilità di farlo).

È L’ANELLO PIÙ DEBOLE A DETERMINARE LA FORZA DELLA CATENA

Posso avere in una catena 100 anelli indistruttibili di acciaio inox, ma se uno solo di essi è fatto di latta, la catena si spezzerà sempre e solo in quel punto.
Tutti così pronti ad ossessive e inutili prove del sangue, per sapere se c’è carenza di questo minerale o di quella vitamina, ignorando che esiste la legge del minimo, per cui se manca la presenza, magari irrisoria, del manganese e del rame, ogni aggiunta di ferro non risolve ma aggrava il problema.

GLI ASPETTI VISIBILI E TOCCABILI DELLE COSE

Pensiamo forse che il fatto di aver fagocitato maiali e vitelli, galline e struzzi, anatre ed oche, tacchini e conigli, sia ininfluente e non abbia correlati verificabili su una tabella di controllo e su una scheda diagnostica?
Pensiamo forse che le nostre perdite di auto-stima non vengano registrate sul monitor generale?
Crediamo forse di essere solo mossi e toccati dagli aspetti visibili e materiali delle cose?
Ma questa è stupidità manifesta.
Ce l’ha insegnato Giordano Bruno, ma ha sfondato una porta aperta.

L’ANELLO PIÙ DEBOLE RIMANE QUELLO SPIRITUALE

Ecco pertanto la necessità assoluta di rivolgere le nostre attenzioni al nostro punto fragile, al nostro punto di rottura.
Ma nelle analisi mediche, per un valore che si cita ce ne sono 100 che si tacciono.
L’anello più debole della nostra catena è, assai spesso, quello spirituale, quello morale, quello etico.
E nessuna prova del sangue è in grado di evidenziare valori fondamentali quali il rispetto per noi stessi e per tutti gli altri, il benessere, l’armonia, la serenità, l’accettazione della prova suprema, l’accettazione della vita e di quello che viene dopo di essa.

LA CURA DELLA NON CURA, MASSIMA IRRITAZIONE PER LA MEDICINA MODERNA

Dalle premesse appena fatte, è facile capire perché l’igiene naturale, di matrice naturalistica, pitagorica ed ippocratica, abbia scelto come suo sistema terapeutico la cura della non-cura, la cura della non-interferenza, la cura della armonizzazione e del rispetto verso il sistema immunitario.
L’hygiene prende cura olistica del paziente come persona, osservando i sintomi e le spie rosse, ma curando soltanto e soprattutto gli stili di vita intossicanti, serrando il famoso rubinetto esterno dei veleni,
deattivando insomma la vera causa di malattia, e aprendo nel contempo il rubinetto degli scarichi interni, quello che include il digiuno, la frutta, le chelazioni naturali, l’astinenza dalle micidiali proteine animali, e tutte quelle cose che, strano ma vero, indispongono ed indispettiscono l’apparato sanitario.

LA MEDICINA MODERNA STA FACENDO DI TUTTO E DI PIÙ PER FARSI ODIARE

Non capitemi male. Non sono una mangia-preti e non sono un mangia-medici. Occorre sempre prendere le persone una per una e metterle alla prova. Giudicare per categorie è somma ingiustizia, è fare di ogni erba un fascio. Ho anche dei medici in famiglia, ho medici tra i migliori amici, come potrei?
Ci sono davvero medici e medici. Occorre fare le debite distinzioni. Basilarmente però, la medicina moderna sta facendo di tutto e di più per farsi odiare, per procurare a tutti il voltastomaco, per mandare la sua reputazione sotto i tacchi. E non mi riferisco ai clamorosi errori medici, tipo la garza o il bisturi dimenticati nell’addome, o tipo la gamba sinistra amputata al posto di quella destra.

UNA DITTATURA MONDIALE DI TIPO MEDICO-MILITARE

La medicina è oggi fortemente venale, oltre che politicizzata. Si è instaurata in pianta stabile nella stanza dei bottoni, con arroganza demoniaca, con piglio autoritario e dittatoriale.
La medicina impone i suoi diktat militarmente a livello internazionale.
La medicina è strettamente alleata con Big Pharma e con le due famiglie più potenti e pericolose del pianeta che sono i Rothschild e i Rockefeller.

OGNI CITTADINO DEV’ESSERE CONTROLLATO E MARCATO A VISTA

La medicina è collusa con le multinazionali del farmaco, del vaccino e dell’integratore, con le multinazionali dell’alimento devitalizzato, con le multinazionali dei caseifici e dei macelli, con le multinazionali dei pesticidi e degli Ogm. La medicina è invischiata nelle epidemie inventate ed ingegnerizzate, nelle aviarie e nelle suine, nell’Aids e nel Papilloma, in tutti gli attentati che vengono propinati in continuazione all’umanità col fine di non darle tregua.

UN PEZZO DI CARTA APPENDIBILE AL PRIMO SERVIZIO IGIENICO

La medicina moderna è più che mai neo-pasteuriana.
La medicina moderna non è più, se mai lo è stata, garanzia di salute, di tranquillità e di benessere.
La medicina moderna non è alleata ma è nemica dell’uomo.
La medicina moderna spaventa i pazienti al fine di doparli, operarli e trapiantarli.
L’ingegnere, l’avvocato, l’economista, il matematico, vengono rispettati e riveriti, non certo divinizzati.
La laurea in medicina, più che titolo accademico di uomini per uomini, più che normalissimo pezzo di carta appendibile al primo servizio igienico se dietro di esso c’è una persona presuntuosa ed arrogante, è invece una tavola di Mosè. Il medico, per i tanti poveri illusi ed ipnotizzati dal verbo sanitario, sta tete-à-tete con Dio, anziché anni-luce distante come riscontrabile nella realtà.

UNA SERIE INFINITA DI CONTRADDIZIONI

La medicina addensa il sangue degli uomini da un lato, con le sue diete alto-proteiche e coi suoi farmaci, e prescrive eparina di maiale dall’altro, per fluidificarlo.
Carica l’organismo umano di metalli pesanti con le vaccinazioni (mercurio, nickel, alluminio), e cerca poi di ripescarli con le chelazioni.
Ingrossa e ipertrofizza i fegati con i salumi, i grassi animali e l’alcol, per procurarsi le epatiti A-B-C-D-E e gli Epstein-Barr, un business farmacologico di portata mondiale.
Provoca ritenzione idrica con sali, zuccheri, caffè, cadaverina, farmaci, vaccini e integratori, per procurarsi dialisi, diabete e cure insuliniche.

LA MEDICINA SOVRANA, NEL DISTRIBUIRE ANSIA, MALESSERE E SOFFERENZA

La medicina, legata al carnelattismo e ai brodi ospedalieri, rovina gli intestini e disbiosizza i colon per procurarsi le ileiti e le rettocoliti, sballa i sistemi endocrini per procurarsi le tiroiditi.
La medicina che si attribuisce clamorose guarigioni? È soltanto penosa opera millantatoria.
Non esistono al mondo guarigioni, ma solo auto-guarigioni.
E si hanno allorquando, nonostante le interferenze mediche, il sistema immunitario trova modo di aggiustare le cose.
Non è oggi la natura a regnare sovrana, come voleva Ippocrate, ma la medicina moderna.
Sovrana nel propagare e nel vendere malattia, sovrana nel distribuire a piene mani ansia, turbamento, malessere e sofferenza.

IL POSTULATO MENDELSOHN

Nessuna sorpresa che il celebre “postulato Mendelsohn” sia opera del maggior medico-pediatra della storia contemporanea, Robert Mendelsohn per l’appunto, autore di numerosi best-seller tradotti in tutte le lingue del mondo:
“Il tuo bimbo sta bene? Non andare dal pediatra, te lo ammalerebbe!”
“Il tuo bimbo sta male? Non andare dal pediatra, te lo aggraverebbe!”
“Ci sei già andata? Prendi nota di ogni sua indicazione, e poi fa l’esatto contrario, se vuoi bene alla tua creatura!”
Se poi non si tratta del bimbo, ma della persona adulta, il discorso non cambia di una virgola.

Valdo Vaccaro