IL VIZIETTO DI CONTAMINARE LE ACQUE E DI INDEBOLIRE LE MASSE

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LETTERA

I ROMANI E I TRUCCHI DELLA CHIMICA

Caro Valdo, ti ho scoperto da poco e sono un tuo ammiratore. Sto usando il tuo blog come miniera di informazioni di incredibile valore per me e la mia famiglia. In una tua tesina hai affermato che “I Romani non conoscevano ancora i trucchi della chimica e della farmacologia ma, anche se li avessero posseduti, non avrebbero di certo potuto concepire un’aberrazione come quella di drogare la popolazione tramite le acque”. Questo stesso concetto te l’ho sentito ripetere su youtube.

USO INDISCRIMINATO DEL PIOMBO

Volevo dirti che, per quanto ne so, i romani costruivano i tubi per le condutture d’acqua, i piatti, bicchieri e forchette destinati alle plebi, col piombo. Addirittura, c’era una miniera di piombo in Spagna, che era tanto in attività che le sue polveri si sono ritrovate nelle carote di ghiaccio estratte dagli scienziati in Groenlandia. E tanti studiosi oggi si chiedono: com’è possibile che gli antichi romani non sapessero che il piombo è tossico?

SCOPI FARABUTTI CONTRO LE PLEBI?

Beh, le élite lo sapevano, lo usavano infatti per indebolire e ammalare le plebi. Com’è vero che all’epoca c’era il “Panem et Circenses” per distrarre le masse. Poi, le società segrete erano presenti anche all’epoca, come oggi affermano vari studiosi del Bilderberg come Daniel Estulin. E’ sempre la solita storia! Un caro saluto e buon lavoro.
Augusto Belli

*****

RISPOSTA

Ciao Augusto, che il potere ricorra in ogni epoca a tutte le possibili iniquità ed efferatezze pur di mantenersi a galla, non mi è un concetto nuovo ed estraneo. Non voglio contestare quanto affermi. Mai ho pensato agli antichi Romani come a degli angeli, sia ben chiaro. Ma era indubbiamente gente che pensava a creare e a costruire più che a distruggere. Per ideare piani di sterminio o comunque di indebolimento servono strutture politiche sofisticate, e piani mefistofelici non facili da gestire e da mantenere nel tempo, senza veline segrete, senza telefoni, senza possibilità di tirare il sasso e di nascondere la mano.

IL RICORSO A MATERIALI PERICOLOSI E’ UNA COSTANTE NELLA STORIA, PIU’ PER FOLLE IGNORANZA CHE ALTRO

Per il panem ed circenses, sicuramente condivido. Per quanto concerne le grandi opere, tipo canali, ponti, strade, stadi, templi, scuole, vespasiani e acquedotti, mi sia concesso avere delle riserve su quanto ipotizzi e su quanto scrive Estulin. Non era facile a quei tempi trovare soluzioni tecniche migliori di quella del piombo, evidentemente. I piatti e le gavette di alluminio (non certo più innocente del piombo) sono state peraltro adoperate nelle nostre caserme fino a qualche decina di anni fa, se è per quello. Per non dire poi delle tettoie in amianto e dei proiettili all’uranio impoverito.

STO PIUTTOSTO PER UNA SEMPLICE IMPOSSIBILITA’ TECNICA DI FARE MEGLIO

Già avere l’acqua corrente di per sé rappresentava qualcosa di eccezionale. Pensare a un intendimento vessatorio e di controllo delle masse mediante l’acqua ai tempi dei Romani mi pare onestamente cervellotico ed esagerato. E’ probabile che ci fosse piuttosto una sottovalutazione degli effetti contaminanti dello stesso piombo sulle acque medesime. Pensare a complotti idrici per gli inventori delle terme e delle fontane mi sa di irreligioso, in una società che aveva sì dei difetti, ma che tutto sommato puntava decisamente alla salute fisica. Non esiste un singolo documento e una singola frase tra gli scrittori del tempo che possa giustificare dei sospetti di questo tipo. Non dimentichiaoci che tra gli imperatori di Roma c’è stata sì gente come Nerone, ma anche altra del calibro di Marco Aurelio. Siamo liberi di pensar male su tutto. Ma qualcosa avrebbe dovuto trapelare.

IL PIOMBO ESISTE TUTTORA NELLE CONDUTTURE IDRICHE

Le condutture di piombo sono tuttora una realtà nelle reti idriche mondiali, a volte sostituite da quelle di plastica, non si sa bene con quanta sicurezza in più. Dai rubinetti e dalle docce, arrivano tuttora vapori e sostanze midiciali, per cui chi fa uso regolare ed abbondante di acqua inquinata deve giustamente tutelarsi, poco importa se al potere c’è Giulio Cesare, Stalin, Hitler, o la ganga Bilderberg. Dalle falde acquifere arrivano residui di veleni e di azidrine, per cui dobbiamo guardarcene. Dai temporali iniziali arrivano sabbie del deserto e piogge acide. Siamo alle solite.

L’ACQUA PIU’ POTABILE E’ QUELLA DELLA PIOGGIA, O QUELLA DELLE NEVI DI ALTA QUOTA

Già dissi all’inizio di questa avventura igienistica che la migliore acqua è quella della pioggia, raccolta a temporale inoltrato, filtrata e imbottigliata in damigiane e bottiglioni di vetro. Lo confermo tuttora. L’alternativa è quella dell’acqua pura da residui minerali e con un pH 7.00, come viene venduta da decenni con successo in tutto il mondo, fuorché in Italia, soggetta al monopolio delle acque minerali.

E confermo soprattutto che la migliore acqua in assoluto, priva di difetti e di conseguenze micidiali, è l’acqua biologica contenuta nella frutta acquosa, dall’anguria, ai meloni, alle arance, ai kiwi, alle pere, alle pesche, ai finocchi e ai kaki. Tant’è che chi opta per il crudismo vegano, anche solo tendenziale se non assoluto, trova grande conforto in tale acqua, e se ne accorge tutti i giorni, mantenendo capacità digestiva, sangue fluido, digestioni rapide, evacuazioni regolari e soprattutto mancanza di sete, e quindi indipendenza quasi totale dalla schiavitù dell’acqua potabile.

FRUTTA E VERDURA COME STRUMENTO NON SOLO DI ETICA E DI SALUTE, MA ANCHE COME MEZZO DI RIBELLIONE E DI LIBERAZIONE

Ci mettono il fluoro nel dentifricio e nei collutori? Ci caricano di metalli pesanti e proibiti nei vaccini, nei detergenti, nelle creme e nei deodoranti? Ci disseminano sopra la testa di nickel, di boro e di bario? Torneremo a lavarci i denti con l’acqua e a renderli bianchi con le foglie di salvia. Ci vogliono annegare tutti nel sangue di maiale, di bovino, di galline, tacchini, anatre, tonni e balene? Un motivo in più per radere mentalmente al suolo tutti i macelli e farne altrettante scuole di rieducazione all’amore verso gli animali, piantandoci tutto intorno alberi da frutta. Frutta da mangiarsi da mattina a sera, senza paure infondate e senza intermezzi a base di zona, di mediterranea e di McDonalds, senza rovinosi componenti stile hamburger, prosciutti, mortadelle ed avvilenti patatine fritte.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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