ISTERECTOMIA, ANNESSIECTOMIA E REGIME ALIMENTARE

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LETTERA

ISTERECTOMIA CON ANNESSIECTOMIA BILATERALE E LESIONE NEOPLASICA IN SEDE EPATICA

Gentile Valdo, Le scrivo per anticiparle la situazione clinica di mia madre 60enne, nell’attesa di poterLe parlare, preferibilmente via Skype, previo appuntamento.

A Gennaio è stata sottoposta ad un intervento di isterectomia con annessiectomia bilaterale. L’esame istologico ha rivelato un carcinoma sieroso scarsamente differenziato. Ulteriori esami hanno mostrato che, con questo primo intervento, non era stata rimossa interamente la massa tumorale.

La PET ha inoltre evidenziato una possibile lesione neoplasica in sede epatica, per cui lo stadio potrebbe essere tra il 3° ed il 4°. I linfonodi non risultano intaccati.

SECONDO E TERZO INTERVENTO CHIRURGICO

È stata sottoposta ad un secondo intervento, a distanza di circa 3 settimane. Durante il periodo di recupero post-operatorio, ha dovuto subire un terzo intervento d’urgenza a causa di un’ansa rivoltata, causata dalla formazione di aderenze postoperatorie che aveva creato un’occlusione intestinale.

Quest’ultimo intervento è stato effettuato in ospedale emiliano, dove tuttora si trova in decorso post-operatorio. Stamattina ha finalmente canalizzato a distanza di 6 giorni dall’intervento chirurgico.

CICLI CHEMIOTERAPICI E REGIME ALIMENTARE ADEGUATO AL QUADRO CLINICO

Una volta dimessa, dovrà iniziare sei cicli di citostatici, carboplatino e tavolo. Considerata la situazione clinica e la necessità di iniziare la chemioterapia, in tempi brevi, avrei bisogno di un consulto nutrizionale con lo scopo principale di favorire celermente la ripresa e permetterle di adottare il regime alimentare più adeguato al quadro clinico che le ho presentato.

Resto in attesa di un suo cortese riscontro, per avere informazioni in merito ad un possibile consulto.
La ringrazio in anticipo. Cordiali Saluti.
Giovanni


RISPOSTA

DEFINIZIONE DI ISTERECTOMIA

Ciao Giovanni. Guardiamo innanzitutto il problema nella visuale medica.

L’isterectomia è un’operazione chirurgica nella quale si asporta l’utero ed eventualmente anche altre strutture circostanti come tube e ovaie e viene generalmente effettuata, quando altre terapie non abbiano avuto successo, nel caso di fibromi dell’utero, emorragie uterine (metrorragie), menoraggie e altre irregolarità mestruali che si possono verificare nel periodo antecedente la menopausa.

TIPI DI ISTERECTOMIA

In base ai motivi che portano il medico ad optare per una isterectomia, si può asportare tutto l’utero o anche solo alcune parti.

Nella isterectomia sopracervicale, subtotale o parziale, viene rimossa solo la parte superiore dell’utero, mentre la cervice viene lasciata al suo posto.

Nell’isterectomia radicale o totale invece vengono rimossi cervice e l’intero utero.

Nell’isterectomia radicale, a cui la medicina si affida solitamente solamente nei casi di cancro, vengono asportati l’utero, i tessuti attorno ad esso, la cervice e la parte alta della vagina vicina all’utero (colpectomia parziale).

In certi casi anche le ovaie vengono asportate, in un’operazione chiamata ovariectomia o anche ooforectomia. In genere vengono rimosse nelle donne già in menopausa, o a rischio di tumore dell’endometrio, o se sede di cisti ovarica.

La rimozione delle tube di falloppio l’operazione ha invece il nome di salpingectomia.

Quando vengono rimossi l’intero utero, le due tube e le due ovaie l’operazione viene definita come isterectomia con annessioctomia bilaterale. Se si rimuove solamente una delle tube e delle ovaie allora si parla di isterectomia con annessioctomia monolaterale.

TECNICHE CHIRURGICHE DI ISTERECTOMIA

Ci sono principalmente due tecniche che i chirurghi adottano per effettuare l’isterectomia. Quella utilizzata è determinata dal motivo della stessa, dall’esperienza del medico e dallo stato di salute della donna.

La tecnica utilizzata influenza in parte tempi di recupero e può lasciare segni e cicatrici più o meno evidenti.

ISTERECTOMIA ADDOMINALE A CIELO APERTO

È la tecnica più diffusa, utilizzata nel 54% dei casi di tumori benigni.

Consiste in un’incisione di 15-20cm nell’addome, che può essere sia longitudinale che trasversale, attraverso la quale il chirurgo rimuove l’utero.

In seguito all’operazione, la paziente dovrà rimanere in ospedale per un paio di giorni. L’operazione lascia chiaramente anche una cicatrice evidente.

ISTERECTOMIA MIP (MINIMALLY INVASIVE PROCEDURE)

Si tratta di un’operazione meno invasiva che può essere effettuata in diversi modi.

Isterectomia laparoscopica: L’operazione si avvale del laparoscopio, ovvero un piccolo tubo con telecamera che viene inserito nell’addome attraverso una piccola incisione. All’interno del tubo vengono fatti passare i vari strumenti con cui il chirugo può effettuare l’operazione, visualizzando l’interno del corpo attraverso un monitor.

Isterectomia vaginale o colpo-isterectomia: il chirurgo estrae l’utero attraverso una incisione della vagina, che si rimargina senza cicatrici visibili. Anche questo tipo di isterectomia può essere effettuata in laparoscopia.

Isterectomia con chirurgia robotica: Si tratta della tecnica più all’avanguardia nella quale l’operazione è assistita da un apparecchiature robotiche, ovvero un sistema sofisticato con bracci meccanici comandato in modo estremamente preciso dal chirurgo. L’operazione viene così effettuata attraverso un unico foro nell’ombelico.

VANTAGGI DEL MIP SULL’ISTERECTOMIA ADDOMINALE

L’intervento MIP viene considerato meno invasivo, con tempi di convalescenza più brevi, minor dolore, cicatrici più piccole e poco o non visibili, e anche un minore rischio di infezioni e di ernie incisionali.

I tempi di recupero nei casi di MIP vanno in genere da 3 a 4 settimane, di cui circa 4 giorni di ricovero ospedaliero, e altre 2-3 settimane di degenza a casa, durante le quali il riposo dovrà essere assoluto.

I tempi di guarigione nei casi di l’isterectomia addominale si allungano invece a circa 6 settimane.

I costi sono solitamente più bassi, a meno che non si ricorra a interventi con assistenza robotica, nel qual caso i costi si alzano considerevolmente.

Gli interventi minimamente invasivi non sono però adatti a tutte le donne. I fattori che possono determinare la possibilità di sottoporsi a questo tipo di intervento sono:

  • Presenza di tessuti cicatrizzati da operazioni passate
  • Stato in obesità
  • Dimensioni dell’utero non adatte
  • Stato di salute non ottimale

RISCHI E CONSEGUENZE DELL’ISTERECTOMIA

La medicina ufficiale afferma che la maggior parte delle donne che si sottopongono a questo tipo di operazione non hanno problemi gravi o complicazioni in seguito ad essa. Ammettono comunque che l’operazione non è priva di rischi, tra cui:

  • Incontinenza urinaria
  • Prolasso vaginale
  • Fistola vaginale
  • Dolore cronico

Altri rischi includono infezioni, formazione di coaguli di sangue, aderenze, emorragie, danni ad organi in prossimità dell’utero.

COSA SUCCEDE DOPO L’OPERAZIONE

In seguito all’operazione, per le donne giovani non in menopausa le conseguenze immediate ed evidenti saranno l’impossibilità di gravidanza e l’assenza di mestruazioni. L’isterectomia bilaterale ovvero con ovariectomia determina anche l’ingresso in menopausa, con i vari sintomi associati tra cui vampate, disturbi del sonno, squilibri ormonali e alterazioni dell’umore.

Viene riportato che la gran maggioranza delle donne intervistate in seguito all’intervento si diceva soddisfatta di come il problema sia stato risolto o curato (come dolore o mestruazioni abbondanti).

Ma, come ci si può aspettare, i problemi si verificano eccome, come per esempio la depressione, soprattutto in donne già ansiose e con tendenze depressive. In particolare nelle giovani donne, l’utero è un organo di fondamentale importanza, collegato alla maternità e alla essenza femminile.

La sua asportazione è quindi chiaramente un fatto traumatico che va a danneggiare la propria identità femminile e immagine di donna.

La medicina afferma che non ci sono particolari conseguenze dirette sulla funzionalità sessuale e sulla capacità di raggiungere l’orgasmo nelle donne che si sono sottoposte ad isterectomia.

Viene semplicemente raccomandato di evitare attività sessuale e attività fisica intensa per circa 6 settimane dopo l’operazione. Il rischio di prolasso vaginale però rimane.

DIETA CONSIGLIATA

Non è possibile generalizzare un tipo unico di dieta per i diversi tipi di interventi chirurgici a cui si è sottoposti. In linea di massima, le operazioni chirurgiche non coinvolgenti l’addome ed il tratto digestivo non richiedono alimentazioni particolari, al di là del fatto che vanno evitati i cibi elaborati e di difficoltosa digestione.

Viceversa, gli interventi che coinvolgono l’apparato digerente comportano delle difficoltà più o meno accentuate a seconda del livello a cui si è operato, del tipo di intervento effettuato, della minore o maggior resezione di organi, dello stato di nutrizione pre-operatoria.

VISUALE IGIENISTICA

Dette queste cose con linguaggio improntato sì all’esperienza e alla prudenza, ma sempre con netta finalità curomane e chirurgica, dove con massima disinvoltura si parla di aprire, di recidere, di asportare, di raschiare, di chemio-distruggere qualcosa che non si conosce nemmeno a fondo e che comunque tende inevitabilmente a ricrescere e recidivare, è obbligatorio spendere qualche considerazione di tipo igienistico, anche se nel caso qui presente i giochi si sono già eseguiti, ed anche a ripetizione, quasi non esistessero altre vie.

Dietro questo tipo di tono sicuro e convincente si nascondono diverse cose niente affatto secondarie. A un paziente che arriva spaventato e disorientato in ospedale, il discorso economico non lo sfiora nemmeno.

Gli preme solo di soffrire il meno possibile e di trovare una via guaritiva di massima sopravvivenza, in qualità e quantità di vita. Questo e niente altro che questo.

PARLARE DI SALUTE IN OSPEDALE È COME PARLARE DI SOBRIETÀ E DI ASTEMIA IN UNA BETTOLA

In ospedale non si spende una parola sulle cure alternative, quasi non esistessero. Figurati se si va a spendere qualche parola sulla remissione spontanea e sulla forza immunitaria, ossia sulla non-cura di tipo igienistico, che ti permette guarigioni incredibili, sopravvivenze medie di 11 anni e non di soli 3 anni, come dimostrato da note statistiche mediche ufficiali realizzate negli Usa.

Cure igienistiche che apportano salute ai pazienti? Ma che siamo fuori di testa? Tutto si potrà fare ma mai questo. La salute dei pazienti è l’ultimissima cosa a cui pensiamo.

I giochi si fanno sul costo annuo di ciascuna cura e su quanto possiamo spillare dalle assicurazioni statali. Questo è in sintesi il ragionamento che si fa negli uffici direzionali degli ospedali.

LE CURE ALTERNATIVE SONO INEFFICACI, ILLUSORIE E CARISSIME

Sulle cure alternative onestamente non c’è molto da dire. La maggior parte di esse, incluse le cure omeopatiche, inclusi i metodi Di Bella (melanina e somatotropina), i metodi Pantellini (ascorbato di potassio), i metodi Simoncini (bicarbonato), i metodi Gerson (frutta, estratti di fegato, clisteri di caffè), e incluse le varie sostanze strane tipo serpenti, scorpioni e pinne di squalo, hanno finito per rivelare i loro grossi limiti.

Altrettanti metodi di vana curomania sperimentale buoni solo a mangiar soldi a chi è disposto a spenderli di tasca sua. Tanto business e niente risultati scientifici accertati.

“La medicina alternativa? Un imbroglio ancor peggiore di quella convenzionale”, mi ha confessato un amico medico dopo essersi dedicato per anni all’attento studio di entrambi i settori, bocciandoli entrambi in modo drastico e definitivo.

GLI INTERVENTI CHIRURGICI SONO IL MEZZO DI SOSTENTAMENTO DI OGNI OSPEDALE

Abbiamo visto come per la medicina ospedaliera e convenzionale l’isterectomia va effettuata quando ci sono patologie di un certo rilievo riguardanti l’utero. In particolare nei casi di emorragie uterine, di irregolarità ed abbondanza mestruale, di fibromi e di miomi uterini, e comunque in tutte le situazioni dove il precedente tentativo di trattamento farmacologico non abbia dato i suoi frutti e sia fallito.

Siccome le cure immediate sono un fallimento garantito e rendono solo la miseria di qualche migliaio di euro, è ovvio che ogni terapia intrapresa finisce per diventare una questione interventiva e poi una questione curativa post-operatoria.

Anche perché, dettaglio niente affatto secondario, il costo medio annuo di una qualsiasi cura cancerogena tipo intervento più chemio è di 200 mila euro garantito e addossato ai bilanci dello stato. Tener presente che in Italia ci sono 270 mila nuovi casi di cancro ogni anno!

TESINE DA LEGGERE

I rimedi naturali e i metodi di guarigione igienisti sono quelli di cui ho già parlato in modo dettagliato in numerosi articoli sul blog. In particolare consiglio la lettura di:

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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