LA GIOIA DI ESSERE VEGAN, CIOÈ CARICHI DI ETERE E DI TRIPTOFANO

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UN BUON ARTICOLO SOTTO L’ALBERO DI NATALE VALE PIÙ DI OGNI ALTRO REGALO

Prendo spunto da una degli ultimi messaggi inviatimi dal collega Franco Libero Manco, a cui sono legato da fraterna e indissolubile amicizia. Lui non mi manda auguri di natale ma un suo scritto basta e avanza.

Il suo tema preferito è la dieta vegana e la difesa a spada tratta di ogni creatura oppressa e perseguitata. Mi riferisco in particolare a porcellini, mucche, polli, oche, pecore, tacchini, struzzi e quant’altro. Del resto non potrebbe essere altrimenti, essendo lui da tempo immemore presidente e baluardo della AVA-Associazione Vegana Animalista in Roma.

Riporto qui di seguito il suo articolo, aggiungendovi soltanto i miei sottotitoli. Servirà a tutti, specialmente nel periodo natalizio e post-natalizio dove la gente tende in genere a riempire il proprio malcapitato organismo in modo offensivo e disordinato, quasi a voler compensare cose andate storte nel corso dell’anno, mentre al contrario sarebbe indispensabile a tal scopo un periodo di sobrietà e di depurazione sia nel fisico che nello spirito.

UNA ALIMENTAZIONE PER LA VITA METTE SEMPRE ALLEGRIA

Alcuni carnofili sostengono che l’alimentazione vegan metta tristezza, mentre la possibilità di attingere a tutto ciò che la gola desidera mette allegria. Noi vegani ci chiediamo come sia ancora possibile che qualcuno, che non sia lo sciacallo, il lupo o il serpente, per mero piacere gastronomico, trovi piacere nel masticare le carni di un animale che ha subito l’inferno degli allevamenti intensivi e l’agonia della morte violenta.

Mentre la nostra alimentazione è per la vita, perché oltre agli animali salva la nostra salute e l’ambiente, l’alimentazione onnivora è per la morte, dal momento che causa malattie e accorcia l’esistenza di chi se ne nutre, oltre a trasformare lo stomaco in un vero e proprio cimitero di animali.

NON ESISTE NULLA DI PIÙ TRISTE CHE AVERE LA MORTE SERVITA SUL PIATTO

Chi sostiene che l’alimentazione vegan sia di tristezza probabilmente non ha mai visto una vera tavola vegan imbandita. La possibilità di attingere all’universo vegetale, con le infinite possibilità trascurate dall’alimentazione onnivora, appaga non solo la vista con i colori, i profumi e gli opportuni nutrienti ma soprattutto la nostra coscienza, dandoci la consapevolezza che non stiamo mangiando qualcuno ma qualcosa di compatibile col nostro essere persone civili ed evolute. Per contro l’alimentazione onnivora tende ad essere essenzialmente monotona.

SOLO SE RISPETTI TUTTI GLI ANIMALI PUOI RISPETTARE PURE I BAMBINI, GLI ANZIANI, LE DONNE E GLI UOMINI DI OGNI COLORE

Considerando poi che i vegani adottano questo sistema di vita nel rifiuto incondizionato alla violenza, l’ultima accusa che ci si può volgere è di essere aggressivi e violenti, anche se per noi l’uccisione di un animale pesa quanto l’uccisione di un componente la famiglia degli umani.

Chi ha compassione solo per gli umani ha una coscienza addormentata, rimasta all’era dei primordi. Per contro chi si rifiuta di causare violenza ad un animale non causerà mai violenza all’uomo.

DOPAMINA E ADRENALINA NEL CERVELLO DI CHI MANGIA CARNE

A tal proposito diceva il grande Pitagora “Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili”. Questo perché la demolizione delle proteine animali comporta la liberazione di alcuni aminoacidi precursori di neurotrasmettitori che hanno la capacità di condizionare il comportamento degli uomini.

La carne, compresa quella di pesce, fa aumentare i livelli dell’aminoacido tirosina e l’accumulo nel cervello dopamina e adrenalina che sono i due neurotrasmettitori responsabili della grinta e dell’aggressività tipica degli animali predatori. Inoltre, un eccesso proteico comporta carenza di triptofano e serotonina con conseguente nascita di un comportamento energico, aggressivo e violento.

TRIPTOFANO E SEROTONINA PREDISPONGONO L’UOMO ALLA SERENITÀ, ALLA GIOCOSITÀ, ALLE SCELTE RESPONSABILI E CIVILI

Per contro gli alimenti vegetali, essendo ricchi di amido e fibra, influenzano la concentrazione di triptofano nel cervello aumentandone la disponibilità ad essere trasformato in serotonina la quale ha la caratteristica di predisporre l’uomo alla serenità, alla tolleranza, alla creatività, alla socievolezza, al superamento degli stadi d’ansia e di depressione, al rilassamento, alla calma, al comportamento pacifico, alla gioia, al gioco ecc.

Inoltre l’alimentazione vegan ha la peculiarità di indurre il ritmo di base “alfa” che caratterizza un cervello cosciente e vigile accompagnato da un senso di benessere generale analogo allo stato di meditazione che permette all’individuo di entrare in contatto con le realtà più profonde della sua vera natura favorendo immaginazione e creatività.

Franco Libero Manco (titolo e sottotitoli di VV)


L’ALLENAMENTO ALLA CARNE È UNA QUESTIONE DI MASSA

Franco dice all’inizio che “alcuni carnofili” dipingono la dieta vegana come triste ed incompleta. Purtroppo caro Franco non si tratta solo di alcuni carnofili, ma di una stragrande maggioranza di persone le quali, a forza di trasgredire il proprio disegno gastro-intestinale e a forza di immettere dentro di sé senza sosta, per giorni, mesi e anni sostanza inquinata e contaminante, a forza di vedere i propri simili fare altrettanto, e a forza di subire martellamenti continui, pessime direttive e cattivi esempi da medici, nutrizionisti e indecenti chef televisivi, hanno letteralmente pervertito i propri gusti e le proprie percezioni.

Si sono allenati al sangue altrui, perdendo di vista nel contempo il raziocinio e la sensibilità, la capacità di cogliere i profumi e gli aromi avvincenti rilasciati dai cibi che madre natura ha destinato e riservato a noi uomini.

ASSUEFAZIONE AI VELENI E ALTERAZIONE DELLE PAPILLE GUSTATIVE

Succede quel fenomeno comunissimo che viene chiamato “dente dolce” e “dente salato”, e che rappresenta non solo una perversione gustativa ma una vera e propria dipendenza, simile a quella delle varie sostanze stimolanti tipo tè e caffè e cole e integratori, e simile a quella delle varie droghe legali e illegali in circolazione, incluse alcol, fumo e sigarette elettroniche.

Uno si abitua giorno dopo giorno allo zucchero sintetico o saccarosio, ai dolciumi e alle bibite che lo contengono, e continuerà a prediligere sostanze dolcificate intensamente, trovando persino la frutta acquosa priva del “dolce giusto e avvincente” a cui si è malamente assuefatto.

Oppure uno altera progressivamente le sue papille gustative mediante il sale, per cui non sopporta più la pasta, le minestre, le verdure a meno che non ci siano delle prese abbondanti di tale veleno da spargersi generosamente sul piatto. Esiste gente che non sopporta nemmeno la fetta di melone e di anguria al naturale, per cui le cosparge di “buon sale dell’Himalaya”.

AL CENTRO DI OGNI RICETTA CI DEVE PER FORZA ESSERE DELLA SOSTANZA MACABRA

Come esiste il dente dolce e quello salato, così esiste il dente grasso e il dente insanguinato e affamato di proteine animali, quello per cui se non aggiungi dei crostacei e dei gamberetti, o delle uova, o del fegato, o dello speck, o del lardo, o del prosciutto, o degli hamburger, o del ragù -opportunamente salati e speziati e stracotti- alle tue verdure e alle varie altre pietanze a disposizione, il cibo rimane anonimo, insipido e privo di attrattiva.

INNALZAMENTO DEI LIVELLI DI INSULINA

C’è da dire che l’umanità intera è letteralmente afflitta da questi istinti che poi si legano uno all’altro: l’istinto del cotto è una degenerazione aggiuntiva che serve a dare calorie più concentrate. Rientrano nella categoria degli zuccheri lavorati e dei carboidrati dannosi anche gli amidi stracotti, pasta-pizza-panebianco-grissini-cracker-biscotti-panettoni, soprattutto se si esagera nelle quantità e se non vengono preceduti da un abbondante piatto di verdure crude ben masticate capaci di occupare almeno la metà del pasto globale sia in volume che in calorie che in sazietà.

In tutti questi casi lo zucchero sbagliato diventa cugino del grasso nel senso che lo zucchero non sazia, ti mantiene affamato e scatena l’istinto per il grasso. Uno dei motivi della propensione degli zuccheri lavorati e cotti ad incrementare l’appetito è determinata dalla loro spiccata tendenza ad innalzare i livelli di insulina. Più alta l’insulina nel sangue e più si diventa affamati. Tant’è che nei prediabetici e nei diabetici che cominciano a prendere dell’insulina la fame aumenta in modo drammatico e finisce che ingrassano rapidamente.

I LONGEVITY CENTER DI ROBERT PRITIKIN

Nathan Pritikin (1915-1985) è noto come creatore della dieta anti-grasso più sana degli ultimi 100 anni. Celebri i suoi scontri televisivi con Robert Atkins (1930-2003). Il figlio Robert Pritikin è oggi non solo autore del più rispettato programma dietologico a livello mondiale, ma è anche titolare dei due Longevity Center o Cliniche della Salute e del Dimagrimento più acclamate d’America, dove la gente entra spesso in sedia a rotelle ed esce dopo neanche un mese a passo svelto con le proprie scarpette di ginnastica, dove la gente entra fiacca ed obesa per uscire rinnovata, ringiovanita e in peso-forma.

In America e non solo ne parlano tutti. Si tratta di cliniche costose, frequentate da attori e cantanti, da chi ha soldi da spendere. Del resto la salute non ha prezzo. Non a caso hanno sede una a Miami in Florida, e l’altra a Santa Monica-California.

CLINICHE DI STRAORDINARIO SUCCESSO

Robert Pritikin ha pubblicato dei libri straordinari e dei best-seller nazionali come ad esempio “The Pritikin weight loss breakthru (Five easy steps to outsmart your fat instinct)”, autentico piano innovativo sul dimagrimento stabile e sicuro.

Già nei primi 20 anni dalla sua fondazione, oltre 65.000 persone sofferenti di arteriosclerosi, angina, diabete, ipertensione, obesità, cancro, avevano beneficiato di queste due cliniche. Molte di esse erano reduci da attacchi di cuore o avevano in tasca diagnosi chirurgiche di bypass coronarico.

Il programma Pritikin ha riportato gran parte dei sui pazienti alle normali funzioni stabilmente, senza l’uso di farmaci o di terapie. Nessuna altra istituzione curativa al mondo può vantare l’esperienza e i successi Pritikin nell’uso di diete ed esercizi per il recupero dalle più diffuse patologie.

IL CONCETTO FONDAMENTALE È QUELLO DELLA SOSTENIBILITÀ

La gente cerca di fare sempre del suo meglio. Questo accade un po’ dovunque nel mondo. Basta venire incontro alle reali esigenze di ciascun organismo e qualcosa si ottiene. Tuttavia, ciononostante, ci si ammala sempre di più, ci si ostruisce sempre di più, ci si diabetizza sempre di più, ci si dializza sempre di più, ci si ingrassa sempre di più, ci si acidifica sempre di più, ci si ritrova con sempre più noduli, tumori e adenomi di vario genere.

Anche perché le diete alternative, pur non mancando di aspetti migliorativi, si rivelano non sostenibili e non prolungabili nel lungo periodo, per cui la gente perde fiducia e pazienza, ignorando che Madre Natura Sovrana Mediatrice di Tutti i Mali ha i suoi tempi e richiede i suoi tempi per ridare funzionalità al sistema.

MANCA LA PREPARAZIONE E LA FORZA MORALE PER PORTARE A TERMINE IL PERCORSO AUTO-CURATIVO

La ragione più frequente di fallimento è che la gente non possiede la preparazione igienistica e la forza morale per sopportare a lungo un programma basato sulla rigida disciplina alimentare, per cui prima o poi demorde, tralascia, trascura e cede, tornando alle vecchie pessime abitudini.

Ed è anche per questo che le cardiopatie, spesso legate al diabete e all’insufficienza renale, rimangono il killer numero uno, seguite a breve distanza dal cancro.

LA LIPOTOXEMIA PORTA A OGNI GENERE DI PATOLOGIE

I cibi ai quali è più difficile rinunciare sono al primo posto i grassi (nei grassi includiamo ovviamente ogni tipo di carne grassa o magra che sia, bianca o rossa che sia, e ogni tipo di formaggio e di caseina), e al secondo posto lo zucchero raffinato e lavorato (bianco o marrone che sia) nelle varie forme, nei vari dolciumi, nelle varie bibite, e gli amidi stracotti (pasta-pane bianco-pizza-panettoni-grissini-cracker-fette biscottate-biscotti), e i grassi transgenici-oli cotti-margarine.

L’eccesso di grasso rimane di gran lunga il più pericoloso in quanto scatena e mantiene una condizione micidiale chiamata lipotoxemia la quale conduce a una miriade di patologie. Lipotoxemia significa intossicazione cronica da sostanza lipidi, o da grassi.

Gli umani sono portati per istinto ad assumere grasso. Perché? È presto detto. Il grasso possiede l’unica ed esclusiva caratteristica di contenere più calorie per grammo di ogni altro cibo al mondo.

DOBBIAMO ESSERE PIÙ ASTUTI DEL GRASSO

Nessuno vuole essere obeso e malato. Nessuno vuole essere schiavo del suo istinto del grasso, nessuno ama doversi fare iniezioni di insulina, nessuno vuole dipendere da farmaci-pasticche-vaccini-integratori. Tutti vogliono essere sani e non miserabili.

Eppure troppa gente rimane sconfitta e con le pive nel sacco. How to outsmart your fat instinct? Come vincere dunque la partita contro l’istinto del grasso. Outsmart significa superare con astuzia. Come fregare l’istinto del grasso, tornando al peso forma e massimizzando in modo stabile le proprie condizioni?

Evitare diete pesanti e indigeste, preferire cibi sazianti ma bassi in calorie, apportare massima nutrizione possibile a supporto della forza immunitaria e della capacità corporale di contrastare il cancro (cancer-fighting capacity of your body).

DIECI PREZIOSI SUGGERIMENTI

  1. Operare netta scelta di campo tra Settore Medicina Convenzionale Settore Igienistico-Naturale diametralmente opposto e spesso incompatibile.
  2. Darsi una preparazione igienistica-salutistica e credere fortemente in se stessi e in Madre Natura, optando come priorità assoluta per la Cura della Non-Cura sul Sintomo ma solo sul fattore causante (accettando cure e terapie mediche solo in caso di reale emergenza e pronto soccorso).
  3. Scegliere cibo naturale, leggero, sobrio, digeribile, innocente, vitale, saziante, crudo dal 50% in su e preferibilmente intorno al 75% (3/4 di cibo crudo e 1/4 di cotto non stracotto).
  4. Considerare se possibile i cicli circadiani (4am-12 ciclo ripulitivo-fruttariano, 12-20 ciclo alimentare, 20-4am ciclo assimilativo).
  5. Consultare e rispettare la scala Bovis-Simoneton con cibi crudi-vitali-vibranti-radianti che superino la quota minima di sicurezza dei 6500 A° (Angstrom o decimilionesimi di Volt).
  6. È di grande importanza che la dieta sia divertente, adattabile, personalizzata e disegnata sulle esigenze e sui gusti del soggetto, offrendogli piena soddisfazione senza riserve mentali.
  7. La dieta deve essere assolutamente sostenibile nel breve e nel lungo periodo, e non fanatica o utopistica o irrealizzabile, consentendo qualche piccola e casuale trasgressione ed evitando dannosi sensi di colpa, pur mantenendo divieto assoluto per ogni tipo di carne e, per chi non ci riesce proprio, qualche ovetto da galline ruspanti e qualche formaggio di malga (senza caglio animale) e da animali non destinati al macello.
  8. Niente zucchero commerciale, caffè, tè, cole, bibite, alcol, fumo, integratori, farmaci, vaccini.
  9. Abbondanza di acqua biologica da frutta acquosa e verdure crude, uno-tre bicchieri max di acque minerali leggere. Frutta acquosa specie meloni e anguria lontano dai pasti e a stomaco vuoto (ad eccezione di mele-ananas-papaia, in quanto dotate di enzimi anti-fermentanti). Verdura cruda abbondante e ben masticata obbligatoria come piatto iniziale a pranzo e cena.
  10. Sempre prima il crudo e dopo il cotto.

ALLINEAMENTO

Alla fine, la proposta rivoluzionaria e vincente di Robert Pritikin è la stessa-identica-medesima di quella che Valdo Vaccaro e la Health Science attuano, propongono e divulgano in continuazione, sottoforma di Dieta Vegan-Crudista Tendenziale-Sostenibile-Personalizzata.

Oserei dire che la nostra proposta è per certi aspetti persino migliore. Alle cliniche Pritikin accettano talvolta di servire cibi carnei quando il paziente insiste espressamente per tale soluzione, o per un distacco progressivo dalle proteine animali. Ovvio che a Miami e Santa Monica ci sono attrezzature e macchine diagnostiche di ultima generazione a fare la differenza.

Nel nostro caso comunque l’alimentazione rimane importantissima, ma non è tutto. Ci sono anche i comportamenti di contorno, movimento-respirazione-sole, e c’è soprattutto la condizione mentale e spirituale, che ho espresso nella mia tesina “Dalle energie dense alle energie sottili ed inesauribili” del 15 Dicembre.

TRIPTOFANO E SEROTONINA

Come evidenzia Franco Libero, gli alimenti vegetali, essendo ricchi di amido e fibra e acqua biologica, influenzano la concentrazione di triptofano nel cervello aumentandone la disponibilità ad essere trasformato in serotonina la quale ha la caratteristica di predisporre l’uomo alla serenità.

Ricordo che la serotonina viene chiamata ormone del buonumore. Trattasi di un neurotrasmettitore presente nel cervello e nel tratto gastrointestinale, tanto che il 90% di serotonina è prodotta all’interno del microbiota.

Un buon livello di serotonina è compreso tra 101 e 283 ng/ml. La sua carenza provoca depressione, panico, ansia, emicrania, ipertensione, insonnia. Il triptofano è un amminoacido chiave nella sintesi proteica, ed è punto di partenza per la sintesi di Serotonina e Niacina B3.

Una carenza di triptofano porta a carenza di B3 e alla Pellagra. Dove trovarlo? Principalmente nei vegetali, dal momento che quello delle carni non viene assimilato al meglio e comporta effetti avversi. Si trova in soia, tofu, fagioli, lupini, piselli, ceci, lenticchie, fagiolini, semini vari, semi di zucca, germe di grano, avocado, patate con la buccia, patate dolci, mango, datteri, banane, mandorle, pinoli, asparagi, germogli, uova.

Alla fine, la salute e l’equilibrio non sono affatto un rebus inesplicabile. L’importante è puntare tutto sulla qualità della vita giorno per giorno, svolgendo i nostri compiti al meglio.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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