LEGGERA LEUCOPENIA E MONONUCLEOSI EPSTEIN-BARR

Pinterest LinkedIn Tumblr +

LETTERA

RISULTATI SORPRENDENTI

Buonasera Valdo, sono Gianluca ed in primis ti ringrazio per la tua sempre preziosa opera di divulgazione dell’igienismo naturale a cui mi sto ispirando con risultati inaspettati e sorprendenti da qualche mese a questa parte! Non mi sono mai sentito infatti così bene nella mia vita e non credo che riuscirei mai più a tornare indietro anche solo al veganismo che ho praticato per parecchi anni. L’introduzione di massiccia quantità di frutta e verdura cruda mi ha letteralmente rigenerato nel corpo e nella mente e mi ha anche invogliato a dedicarmi sempre più alla cura del mio benessere psico fisico.

LEUCOPENIA CON GLOBULI BIANCHI A LIVELLO 3000

Ti avevo scritto tempo fa per parlarti di una leucopenia che mi è stata riscontrata dallo scorso marzo durante una donazione Avis e che mi accompagna anche ora, con globuli bianchi attorno a 3 mila/mmc. Premetto che non sono per nulla preoccupato e sono convinto che attraverso il mio lento percorso igienista i valori si risolleveranno.

PRESUNTA FATICA MIDOLLARE

In ogni caso, per curiosità, oggi mi sono sottoposto ad una visita che avevo prenotato ormai parecchi mesi fa presso un medico chirurgo omeopata consigliatomi al momento della scoperta del mio problema dalla pediatra che segue mia figlia. Il dottore, probabilmente anche preparato nel suo settore, mi ha messo in mano due elettrodi collegati ad un PC dicendomi poi che il mio stato di salute è eccellente, che non ho infiammazioni in corso, ma che i globuli bianchi devono comunque essere alzati in quanto il midollo pare faccia un po’ fatica ad occuparsene in autonomia.

RIMEDI PER CONTRASTARE IL VIRUS DELLA MONONUCLEOSI

Per far ciò, ovviamente, mi ha prescritto un paio di rimedi (silicea e tamarix gallica) per la leucopenia assicurandomi che il rimedio sarà efficace al 100% ed un paio di monodosi di phosporus da prendere, a suo parere, per negativizzare il virus della mononucleosi che pare ancora in minima parte attivo (VCA Igg oltre i 300 e VCA Igm a zero) e che potrebbe, sempre secondo il suo parere, darmi problemi in futuro, anche se non ha specificato quali!

PERCHÉ MAI L’IDEA FISSA DEL RICORSO AI FARMACI?

Conclusioni: ma perché dare comunque farmaci, seppur omeopatici, anche senza la presenza di evidenti problematiche? Da qualche tempo io riesco a capirmi e sentirmi meglio, ma una persona normale si lancerebbe sui farmaci a capo chino. Hai qualche riflessione in merito all’argomento?
Grazie mille della tua attenzione!! Un caro saluto.

Gianluca

*****

RISPOSTA

UN LIVELLO 3000 NON ACCOMPAGNATO DA SINTOMI FASTIDIOSI PUÒ ESSERE NORMALE E FISIOLOGICO

Ciao Gianluca. La riduzione dei globuli bianchi intorno ai 3000-4000 è un evento frequente anche tra le persone in buona salute. Tali valori sono assolutamente ben tollerati e non espongono il soggetto a rischi di alcun tipo. In particolare non esistono correlazioni con l’eventuale sviluppo di patologie tumorali del sangue quali le leucemie. Questa osservazione preliminare viene da fonti e da statistiche mediche. Quando poi c’è compresenza di buona forma fisica, come nel tuo caso, un motivo in più per non preoccuparsi.

LEUCOPENIA, OVVERO SCARSITÀ DI GLOBULI BIANCHI E DEBOLEZZA IMMUNITARIA

La leucopenia, al contrario della leucemia, denota una condizione di bassi leucociti, msarcatamente inferiori alle 4000 unità per mmc. Essendo i leucociti strumenti del sistema immunitario, appare chiaro che il loro abbassamento significa leggera sindrome da immunodeficienza. La leucopenia, quando i valori vanno verso livelli ancor più scadenti, è un segnale di Bancomat in esaurimento, di potenza enzimatica in calo, di metilazione indebolita (gruppi metilici CH3 in calo, dove una caduta del 40% significherebbe crollo degenerativo dell’organismo). Come si esaurisce il nostro capitale enzimatico di partenza, il nostro Bancomat energetico? Coi prelievi abusivi sistematici, quali le leucocitosi digestive (il mangiare cotto), i vari attentati giornalieri che portiamo al corpo, con caffè, the, fumo, dolci, sale, integratori, farmaci e vaccini.

10 FATTORI SPECIFICI DI ABBASSAMENTO DIFESE

  1. Uso di aspirina e di farmaci antinfiammatori, uso di cortisonici soprattutto se in mescola con altri farmaci.
  2. Cure farmacologiche di ogni tipo.
  3. Vaccinazioni.
  4. Operazioni chirurgiche.
  5. Esami Radioterapici.
  6. Alimentazione carnea e cotta.
  7. Eccessiva presenza di antinutrienti nella dieta (fitati, acido ossalico, legumi inibitori della proteasi e della tripsina, fondamentale enzima digestivo per le proteine).
  8. Antivitamine nella dieta, come l’avicina delle uova soprattutto se crude, antivitamine-C o acidi gluco-ascorbici (zuccheri indutriali, aspartame, B12 in eccesso), antivitamine-B1 (zuccheri industriali, caffeina, alcol), antivitamine-B6 o anti-biotine (desossipiridossina), antivitamine-K (dicumarolici o farmaci anticoagulanti), troppi allicini (aglio, colchico).
  9. Presenza eccessiva, oltre i limiti di tolleranza, di ingredienti tossici (amigdalina dei semi amari per il cianuro, aflatossine o muffe, nitrati da verdure idroponiche e di serra senza acqua e sole, glutine dei cereali per i celiaci).
  10. Uso di integratori minerali e di vitamine sintetiche.

PICCOLEZZE MENTALI E MENZOGNE

Quando si parla di Epstein-Barr e di mononucleosi si cade sempre nel ridicolo di doversi difendere dalle menzogne gratuite ripetute milioni di volte. Qualcosa di molto simile ai discorsi sull’Aids. Non ripeterò tutta la tiritera, ma solo una sintesi. Ovvio che, quando si ha a che fare con una categoria di persone inquadrate su concetti manipolati e su fissazioni dogmatiche, non esistono ragionamenti che tengano. Fin quando la medicina continuerà a vedere nei virus dei mostriciattoli viventi ed arrabbiati che divorano le nostre cellule, e non invece un banale problema di scorie tossiche interne che la gente accumula fisiologicamente e che poi non riesce ad espellere con prontezza perché si è indebolita mangiando male, respirando male, pensando male e dormendo male, continueremo a sprecare il nostro tempo prezioso.

LA FANTASIA BACATA DEI MONATTI NON HA LIMITI

In medicina si dà per scontata e per verità biblica l’esistenza di veleni dotati di cervello, di intenzioni, di apparato gastrico e di apparato riproduttivo. Virus non più sostanza cellulare morta e polverizzata, ma un esercito terribile di super-batteri in perenne stato di belligeranza con l’uomo. Non solo cinici ed incattiviti all’inverosimile, ma persino contagianti. Non solo questo, ma specializzati nel mascherarsi, nel fare sonni lunghissimi e nel ripresentarsi dopo anni di latitanza. Esseri insidiosi e latenti. Esseri imprendibili. Gli dei del male. Siamo nel mondo delle buffonate pazzesche contrabbandate per verità intoccabili. Siamo nel mondo manicomiale dei monatti e degli untori, dei lazzaretti sudici e spaventosi di manzoniana memoria.

IL CONTAGIO È IL RIFUGIO DELLE MENTI DEBOLI E FRAGILI DELLA MEDICINA

Sto dando dei matti ai medici? La parola matto è vietata da anni. Non mi permetterei di fare questo, e ancor meno di fare di ogni erba un fascio. L’ho detto e ripetuto che tra i medici ci sono davvero menti eccelse e personalità Ma anche se usassi termini meno pesanti come squilibrio, mania, fissazione, paranoia, schizofrenia, le cose non cambierebbero di molto. È gravissimo per delle persone che rappresentano la sanità pubblica e che in teoria appaiono come la crema della società, essere fissati ed inquadrati. Fanno un danno enorme a se stessi, alla professione medica e all’intera società. Come diceva la superlativa Florence Nightingale, il contagio è il rifugio delle menti deboli e fragili della medicina.

SI LEGGANO I DOCUMENTI LIBERI E TRASPARENTI

D’altra parte, nel mio piccolo, ho fatto una conferenza pubblica a Roma dal titolo “La farsa del contagio batterico-virale” in data 18/1/2010. Il centinaio di persone presenti mi ha pure visto raccogliere con la mano della spazzatura sul pavimento e portarla alla bocca, per dimostrare che il terrorismo batterico-virale non ha ragione di esistere. E ho anche esposto la mia prova del 9 sull’innocenza di batteri e virus come reali fattori causanti di malattia.

IL GRANDE MEDICO-SCIENZIATO OTTO WARBURG NON È DI CERTO UN MONATTO

Al meeting dei Laureati Nobel in Medicina tenutosi a Lindau in Germania il 30 Giugno 1966, esattamente 50 anni fa, il prof Otto Einrich Warburg (1883-1970), vincitore di due Nobel, concluse il suo intervento con queste memorabili parole: “Nessuno al mondo oggi può dire che non sapeva cosa sia il cancro e quali siano le sue cause. Al contrario non esiste malattia le cui cause primarie siano meglio conosciute. Pertanto niente più scuse ed alibi per non fare i passi giusti verso la via della prevenzione”. Prevenzione che si ottiene con una dieta vitale al 100% a base di vegetali freschi e di frutta, con abbondanza di vitamina C, totalmente assente in tutte le carni bianche e rosse, grezze e lavorate, italiane e di importazione. Messaggio chiaro ed inascoltato. Non appena l’OMS si è azzardato a dire la sua timidamente, l’intero mondo dei macelli si è scagliato e si sta scagliando contro.

LA LATENZA COPRE OGNI PUNTO CRITICO

Uno dei concetti-chiave usato per coprire tutti i buchi logici, è quello di latenza. I conti non tornano? Basta attribuire al virus poteri di apparizione e di sparizione, e tutto si rivolve! Se la latenza non è sufficiente la si suddivide in latenza I, latenza II e latenza III. Latenza come verità divina, e non invece come artifizio mentale dell’estremista pasteuriano francese André Lwoff, a cui senza tale barcollante concetto non quadravano i conti sul virus. Nella latenza I l’EBV rimane per tutta la vita del portatore sano all’interno delle cellule B della memoria (ovvero quelle cellule che, nel caso in cui si ripresentasse una malattia già contratta, sono in grado di riconoscerla e di dare una risposta difensiva). La latenza II è stata anche ritrovata in diverse malattie o tumori, come la malattia di Hodgkin, il carcinoma del rinofaringe e in diversi linfomi. La latenza III è stata anch’essa riscontrata in diversi linfomi.

I GIOCHINI DI PRESTIGIO TRA MICHAEL EBSTEIN, LA SUA MOROSA YVONNE BARR E IL CHIRURGO DENIS BURKITT, SOTTO LA BENEDIZIONE DELLA GLAXO

L’EBV oltre a causare la mononucleosi infettiva, viene associato alla sindrome della fatica cronica e a diversi tumori come ad esempio il linfoma di Burkitt. Quest’ultimo venne analizzato dal chirurgo Denis Burkitt, che stava studiando in Uganda le possibili cause di questo tumore riscontrato nei bambini africani. Fu proprio Burkitt che, ritenendo necessari altri studi sul linfoma, mandò delle cellule prelevate dai pazienti ammalati in Inghilterra. Michael Epstein e Yvonne Barr furono coloro che esaminarono tali campioni, e si divertirono a diventare famosi in modo facile e gratuito.

UN VIRUS DAVVERO MULTIUSO

Recenti ricerche, inoltre, avrebbero dimostrato (cioè ipotizzato) che l’EBV può provocare la sclerosi multipla. Il virus, essendo trasportato dai linfociti B, riuscirebbe a penetrare nel sistema nervoso. Le cellule infette, espandendosi, aumenterebbero la quantità di virus, comportando così una risposta infiammatoria cronica, generata dallo stesso sistema nervoso che tenterebbe in questo modo di eliminare l’EBV. Questa risposta provocherebbe il danno cerebrale associato alla malattia.
Chi vuole approfondire ricorra alle tesine segnalate qui di seguito. I virologi entrarono in campo negli anni 60, subito dopo che il virus di Epstein-Barr era stato isolato e ritenuto (a torto) responsabile del linfoma di Burkitt (che in realtà si rivelò essere, come al solito, malattia tossicologica e non virale-infettiva). Nel 1966 i virologi giocarono di nuovo sporco, rispolverando l’asserzione che le pazienti con cancro della cervice tendevano ad aver avuto più rapporti sessuali rispetto a quelle meno attive sessualmente. In più, un laboratorio gettò ad arte benzina nel fuoco, riferendo che le pazienti cancerogene avevano avuto in precedenza un’infezione da herpes. Questo era un boccone troppo ghiotto per lasciarselo sfuggire.

LA CARTA STRATEGICA DELL’HERPES TIPO II

In due anni riuscirono a distinguere due tipi di herpes, il tipo I (più comune, intorno alla bocca) e il tipo II (infezione ai genitali, cervice compresa). E quest’ultimo diventò per anni il bersaglio preferito, come presunto responsabile del cancro. Ma anche qui si dovettero fabbricare nuove ipotesi assurde e fantasmagoriche. Secondo questa teoria, il virus prima infettava e uccideva milioni di cellule, ma ogni tanto faceva cilecca e si mescolava con delle cellule diventando impotente.

L’85 PER CENTO DEGLI AMERICANI È PORTATORE DI HERPES

Le balle e le bufale vennero ben presto a galla. L’85% degli americani adulti sono infettati dal virus herpes II in modo spesso asintomatico, compreso donne prive di alcun segno di cancro al collo dell’utero. Molte donne poi, affette dal tumore alla cervice, non erano addirittura mai state infettate dal virus herpes II. Cose da chiodi davvero.

CON LE LORO IPOTESI DEMENZIALI I VIROLOGI-INFETTOLOGHI DIVENTARONO LO ZIMBELLO DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA

Nel 1983, i virologi-infettologi disperati, ma mai disposti a mollare l’osso, proposero una nuova trovata da Carnevale. Sostennero l’ipotesi di toccata e fuga, per cui l’herpes virus infetterebbe brevemente le cellule della cervice delle donne ignare, provocando qualche misterioso cambiamento. Questa idea peregrina minacciava di rendere i virologi lo zimbello della comunità scientifica. Come si potevano mai fare delle sperimentazioni e delle teorie per dimostrare un evento ipotetico che non lasciava traccia? Eppure questa schizofrenica ipotesi sopravvisse in medicina fino agli anni ’90.

L’ULTIMA BRILLANTE TROVATA DEL PAPILLOMA VIRUS

Nel 1977, un virologo tedesco, Harald zur Hausen, che lavorava al centro di ricerche sul cancro di Heidelberg, propose un altro virus come agente responsabile del cancro alla cervice. Si trattava dell’Hpv (human papilloma virus), un virus non aggressivo che causa delle innocue verruche.
Tant’è vero che le prove a favore di questa ipotesi Hpv sono tutte regolarmente fallite e naufragate.
Infatti, non appena Harold zur Hausen e i suoi colleghi si accorsero che:

  • Metà delle donne americane era regolarmente portatrice del virus Hpv,
  • Solo l’1% della popolazione femminile portatrice Hpv sviluppava poi il cancro,
  • Un terzo di quell’1% non era comunque mai stato infettato dal virus Hpv, conclusero giustamente di aver seguito una pista sbagliata e, da scienziati onesti, cestinarono il tutto.

C’È ANCHE CHI È BRAVO A PESCARE NEI RIFIUTI E A RILANCIARLO IN GRANDE STILE

Ma il mondo è fatto di persone per bene ed anche di filibustieri. Perché mai buttare via tutte quelle ricerche, quelle ipotesi, quelle buone occasioni per fare denaro sulle spalle della povera gente, sulle spalle delle donne, sulle costole di Eva? Abbiamo perseguitato i maschi, e raggranellato enormi capitali sull’Aids maschile, perché non fare lo stesso tiro mancino alle donne, e trasformare l’Hpv in un nuovo planetario Aids femminile? Questo si devono essere dette certe industrie farmaceutiche.

PICCOLE ESCRESCENZE CHE TENDONO A SCOMPARIRE SPONTANEAMENTE

Il virus Hpv provoca papillomi o verruche, ovvero piccole escrescenze anomale e non maligne di cellule che possono comparire e scomparire spontaneamente nel giro di una settimana. A patto che non venga messo in crisi dal fumo e dal caffè, dai cibi sbagliati e da stili di vita assurdi, da pensieri e atteggiamenti negativi, il sistema immunitario riconosce le proteine virali e fa piazza pulita con estrema facilità sia delle verruche che dei virus che le hanno provocate.

IL CANCRO DELLA CERVICE NON È CONTAGIOSO ED HA MOTIVAZIONI TOSSICHE

Le spiegazioni più plausibili dei rari casi di cancro della cervice rimangono quelle dei cibi sbagliati, delle digestioni difficili, del sangue viscoso, del fumo, dell’uso continuo di contraccettivi. In ogni caso, il cancro della cervice non è contagioso per nessuno, essendo una situazione personale e irripetibile riguardante esclusivamente la paziente che se lo è fabbricato. Chiaro poi che i cacciatori di virus, al soldo di ben specificate industrie del farmaco e del vaccino, continuano a propagandare l’ipotesi virale.

ZERO PIÙ ZERO FA ANCORA ZERO

Per cercare di risolvere i tanti paradossi e i tanti vuoti logici, i virologi, quanto mai corrotti e in malafede, hanno persino riportato in auge il virus herpes Simplex II, come cofattore Hpv, fingendo di ignorare che in matematica zero più zero fa ancora zero, per cui due cofattori assurdi non producono un fattore concreto. Eppure, la Diogene Diagnostics, una ditta di biotecnologie del Maryland, ha ottenuto l’appoggio e i fondi del governo federale per il suo test del papilloma virus. Molti altri laboratori di ricerca, sulla scia di questo fatto, hanno bussato ai finanziamenti del NHI (National Health Institute), per cui la frode prosegue e va avanti in tutto il mondo.

NEGATIVIZZARE LA MONONUCLEOSI

Tutto questo discorso, detto e ripetuto altre volte, per far capire l’importanza di andare oltre al proprio naso se vogliamo davvero carpire la verità, e non accontentarci delle burle e delle assurdità imposte al mondo da un certo tipo di medicina fasulla e fallimentare. Nel caso specifico si parla di medicine atte a negativizzare la monucleosi, una insidia sempre possibile per i tempi a venire! Se non c’è l’ingrediente immancabile della paura e del panico, la curomania medico-allopatica o medico-omeopatica non funzionano affatto. Occorre tenere la gente in costante agitazione, rendendola malleabile ai propri riti vuduistici. Un po’ come il discorso della febbre che rischia di andare a livello 43 bruciando le valvole del cervello. Se non si facesse crollerebbe il business degli antipiretici! Tutto verte sul clamoroso falso che il corpo lavora a casaccio, mentre sappiamo che, per leggi eterne della natura, il corpo non va mai contro se stesso.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

Troppa pubblicità? Clicca qui.

Inserisci la tua email per non perderti i nuovi articoli!

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere gratuitamente via e-mail le notifiche di nuovi post.

Share.

2 commenti

  1. salve dott. Vaccaro.

    allora, se non fino a 43°C, a che temperatura posso portare eventuale febbre di mio figlio di 4 anni?
    un noto ematologo mi ha detto di non esagerare perchè a temperature di 39-40°C vene ed arterie di dilatano (svasano) abbassando molto la pressione del sangue del bambino con seri rischi.
    gli abbiamo dato tachipirina solo 1 volta (5 giorni di febbre consecutivi a 39.7 non è stato bello e mia moglie è crollata).

    grazie molte
    Antonio

  2. Valdo non legge i commenti, in genere.
    Quanto alla mail, sarei proprio curioso di sapere quanti quintali di soia ha mangiato Gianluca nei suoi anni "semplicemente vegani". Se il punto 7 di Valdo è corretto, dove dice che si indebolisce il sistema immunitario con fitati e fattori antinutrizionali, ci si chieda quali effetti può alla lunga avere sulla salute l'uso costante di questo legume iper proteico che tanti scambiano per alimento ideale. Ricco tra l'altro di forti inibitori di enzimi che bloccano la tripsina che proprio Valdo cita nella sua tesina , compromettendo la digestione delle proteine ed esponendo a deficit di amminoacidi. Tra l'altro il vegano convenzionale già consuma tutti gli altri legumi e certamente cereali in quantità industriale; alimenti che a loro volta apportano ulteriori dosi di fitati e altri fattori anti nutrizionali.