MASCHERINE AMARE PER XI JINPING

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– L’imperatore a vita messo in croce dalle sue stesse mascherine – Cina Comunista gigante dai piedi di argilla

LETTERA

Buonasera Valdo, sono D’Alterio Antonio tuo sostenitore per tutto ciò che fai per l’umanità, ti invio cosa dice la virologa cinese e voglio sapere che ne pensi, grazie!


COVID-19: LI MENG-YAN NOTA SCIENZIATA DI HONG KONG SMASCHERA LA CINA E L’OMS

IN LINEA CON LUC MONTAGNIER SUL FATTO CHE IL COVID-19 SIA UN VIRUS INGEGNERIZZATO, INNATURALE E DA LABORATORIO

Che si tratti di un virus di laboratorio l’ha detto anche il premio Nobel per la Medicina, Luc Montagner. Oggi lo ribadisce una virologa di Hong Kong costretta a scappare perché rischia la vita. Sputtanamento per Cina e Organizzazione Mondiale della Sanità. Silenzio totale dell’Unione Europea e dei Media (e ti pareva!). Da tempo Luc Montagner, lo scienziato che ha scoperto il virus dell’AIDS – biologo, medico e virologo, premio Nobel per la medicina nel 2008 – dice che il COVID-19 è un virus di laboratorio. 

QUESTE AFFERMAZIONI SONO MOLTO SGRADITE ALLA CINA

Siccome dice una cosa sgradita alla Cina, che com’è noto esercita grande influenza sull’Organizzazione Mondiale della Sanità (e, ovviamente, sgradita a chi, per interessi economici, pratica il ‘lecchinaggio’ verso la stessa Cina), le sue parole non bastano. Anche se è un premio Nobel con una vastissima esperienza sui virus, non bisogna credergli. 

PESANTE TESTIMONIANZA SIMILE DA PARTE DI LIN-MENG YAN, NOTA VIROLOGA DI HONG KONG

dr Li-Meng Yan

Ora, però, è arrivata un’altra testimonianza pesante, ed è quella di Li-Meng Yan, una virologa che ha lavorato per anni a Hong Kong. Lo scorso 10 Luglio è stata intervistata da Fox News. E ha rivelato informazioni scioccanti sulla diffusione nel mondo del virus Sars-CoV-2 (Coronavirus di Wuhan) e anche sulla gestione dell’epidemia da parte della Cina. A questa intervista si aggiungono altre dichiarazioni che la scienziata ha rilasciato a Daily Mail e New York Post.

MINACCE DEL GOVERNO CINESE A FOX NEWS

Li-Meng Yan, temendo per la propria vita, ha deciso di raccontare tutto quello che sa. E ha parlato anche dai microfoni del talk show britannico, Loose Women. “La stimata dottoressa, specializzata in virologia e immunologia presso la Hong Kong School of Public Health – scriveva circa un mese addietro VISIONTIMES – ha raccontato come ha vissuto sulla sua pelle i tentativi da parte del governo cinese di nascondere i veri fatti riguardanti l’epidemia. Qualche giorno dopo la messa in onda della sua intervista, secondo Reuters, l’ufficio di Xi Jinping ha chiamato ben quattro volte Fox News, per cercare di fermare la trasmissione minacciando gravi conseguenze se avessero proceduto”.

CODA DI PAGLIA DELL’UNIONE EUROPEA E DELLA GERMANIA, SCHIERATE A DIFESA DELLA CINA

La cosa molto strana è che se c’è un dubbio, anche minimo, sulla Russia di Putin, l’Unione Europea scende in campo attaccando la stessa Russia. Quando invece si tratta della Cina, chissà perché, la UE, a cominciare dalla Germania, tace. Come mai? Li-Meng è dovuta fuggire velocemente prima che le autorità di Pechino la potessero catturare per impedirle di rivelare le sue scoperte. 

ENORMI RISCHI PER LA INCOLUMITÀ PERSONALE SUA E DELLA SUA FAMIGLIA

In un luogo segreto, ha detto a Fox News: “Il motivo per cui sono venuta negli Stati Uniti è per consegnare il messaggio della verità sul Covid-19”. La dottoressa sa che non potrà più tornare a casa e che non rivedrà mai più i suoi amici o la sua famiglia e che, se avesse raccontato la sua storia in Cina, sarebbe rientrata nel novero delle tante persone misteriosamente scomparse o sarebbe stata uccisa. Dopo la sua intervista il governo Cinese sta cancellando le informazioni che la riguardano, distruggendo la sua reputazione, perché la sua testimonianza contraddice ciò che i media di Stato e tutti i leader del PCC-PartitoComunistaCinese cercano di negare ostinatamente, cioè l’aver insabbiato informazioni importanti ai più alti livelli di governo sulla trasmissione del virus già dalla fine del 2019″.

RICERCHE SEGRETE ALLA UNIVERSITÀ DI HONG KONG E INSABBIAMENTO CINESE DEI RISULTATI

“La nota virologa – prosegue l’articolo di un mese addietro – racconta come, alla fine di dicembre 2019, il capo del suo team di ricerca, Leo Poon, professore della Scuola di Sanità Pubblica dell’Università di Hong Kong, l’ha istruita a studiare alcuni strani virus simili alla SARS provenienti dalla Cina continentale. In quel momento critico ha detto la dottoressa: «Il governo cinese si è rifiutato di permettere agli esperti d’oltremare, compresi quelli di Hong Kong, di fare ricerca in Cina. Così mi sono rivolta ai miei amici per avere maggiori informazioni», dal momento che il team di Hong Kong sapeva di non ottenere tutta la verità dal governo di Pechino. La ricerca è stata condotta in segreto, poiché il governo cinese proibisce severamente agli studiosi esterni e critici di intervenire, e alla fine la ricerca di Li-Meng non è stata resa pubblica.

CAMBIO DI OPINIONE DELL’OMS SULLA TRASMISSIONE DEL COVID

“Un amico scienziato del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie in Cina che aveva una conoscenza diretta dei casi le avrebbe rivelato, il 31 dicembre 2019, la trasmissione da uomo a uomo ben prima che la Cina o l’OMS ammettessero che tale diffusione fosse possibile. La ricercatrice dopo aver riferito al suo capo, ha avuto il benestare a proseguire il suo lavoro. Tuttavia pochi giorni dopo, il 9 gennaio 2020, l’OMS ha rilasciato una dichiarazione: “Secondo le autorità cinesi, il virus in questione può causare gravi malattie in alcuni pazienti e non si trasmette facilmente tra le persone”.

OBBLIGO IMPROVVISO DI NON PARLARNE E DI USARE LE MASCHERINE

Li-Meng e i suoi colleghi in tutta la Cina hanno discusso a lungo del particolare virus che sembrava alquanto pericoloso, ma all’improvviso c’è stato un cambiamento repentino di atteggiamento: i medici e i ricercatori che avevano discusso apertamente del virus si sono improvvisamente zittiti. Quelli della città di Wuhan (che più tardi sarebbe diventata il fulcro dell’epidemia) sono rimasti in silenzio e gli altri hanno chiesto di non chiedere loro altre informazioni. Hanno solo detto: “Non possiamo parlarne, ma dobbiamo indossare delle mascherine”. Poi secondo le sue fonti il numero di trasmissioni da uomo a uomo ha cominciato a crescere esponenzialmente. Così la ricercatrice ha iniziato a scavare sempre più a fondo per trovare delle risposte.

BOCCHE CUCITE SUI FATTI DI WUHAN

“Il 14 gennaio – prosegue l’articolo – l’OMS ha nuovamente annunciato che non c’erano prove che il virus fosse in grado di trasmettersi da uomo a uomo, dopo settimane in cui il PCC e l’OMS avevano nascosto informazioni sulla sua trasmissione. Il 16 gennaio Li-Meng ha riferito le sue scoperte al suo supervisore, ma in quel momento lui le ha detto “di stare in silenzio e di fare attenzione e non oltrepassare la linea rossa poiché ci metteremo nei guai e spariremo”. Li-Meng ha detto che lo scoppio dell’epidemia a Wuhan e la sua trasmissione da uomo a uomo era molto grave, i pazienti e il personale medico non avevano misure di protezione, ma il governo cinese non permetteva a nessuno di annunciare la notizia. 

IMBARAZZANTI AMMISSIONI SUL VIRUS A FINE GENNAIO

“Non si tratta di politica, ma della sopravvivenza di tutta l’umanità”, ha detto la virologa, “il virus è molto, molto pericoloso, e potrebbe crescere così velocemente che una persona su 10 ne verrebbe infettata; e non aspettatevi un vaccino a breve perché gli esseri umani non ne sanno nulla ancora”. Anche un altro supervisore del suo laboratorio, il professor Malik Peiris, un consulente dell’OMS, era a conoscenza dei risultati della trasmissione da uomo a uomo del virus, ma non ha fatto nulla al riguardo. La dottoressa era frustrata, ma non sorpresa. “So già che questo può accadere perché conosco la corruzione e la collusione tra questo tipo di organizzazioni internazionali come l’OMS e il governo comunista cinese”. L’OMS ha anche negato che Yan, Poon o Peiris abbiano mai lavorato direttamente per l’organizzazione. Solo il 20 gennaio il PCC ha dovuto annunciare l’esistenza di un virus sconosciuto e la sua trasmissione da uomo a uomo.

FUGA NEGLI STATI UNITI

Li-Meng Yan dice che, a costo di qualsiasi pressione e conseguenza per la sua vita personale e professionale è stata spinta a parlare dal suo senso di giustizia: “So come trattano gli informatori”, ha detto. Come molti prima di lei, ha scoperto che la sua vita era in pericolo, così come quella di coloro che le erano più vicini. Consigliata da Lu Deh, blogger di Hong Kong, che ha vissuto esperienze simili, ha deciso di fuggire negli Stati Uniti. Quando è atterrata all’aeroporto internazionale di Los Angeles il 27 aprile, è stata fermata dai funzionari della dogana ed è stata colta dalla paura, ma ha pensato: “Sono testimonial di verità. Sto facendo la cosa giusta”. Allora ha detto loro: “Non fatemi tornare in Cina. Sono venuta qui per fare importanti chiarimenti sul Covid-19. Per favore, proteggetemi. Altrimenti il governo cinese mi ucciderà”.

PERSECUZIONI CONTRO LA SUA FAMIGLIA IN CINA

L’FBI è stata chiamata ad indagare e l’ha portata in un posto sicuro dove poter appurare la verità. Mentre Yan cercava di trovare il suo posto in America, ha detto che i suoi amici e la sua famiglia a casa sono stati presi di mira. Le autorità di Pechino hanno fatto irruzione nella casa della sua città natale a Qingdao. Gli agenti hanno fatto a pezzi il suo piccolo appartamento e interrogato i suoi genitori. Quando ha contattato sua madre e suo padre l’hanno supplicata di tornare a casa, le hanno detto che non sapevano di cosa stesse parlando e l’hanno pregata di abbandonare la lotta.

CONFERMA ODIERNA CHE IL COVID INGEGNERIZZATO PROVIENE DA UN LABORATORIO E NON DAL MERCATO DEL PESCE

Oggi la scienziata ha deciso di tornare a parlare. Perché, precisa, dice di possedere le prove scientifiche per dimostrare che il Covid-19 sia stato prodotto dall’uomo in un laboratorio di Wuhan. Li-Meng Yan, parlando via streaming da un luogo segreto, ha detto senza mezzi termini che il virus proviene da un laboratorio di Wuhan, controllato dal governo cinese. E ha aggiunto che la tesi secondo la quale il virus avrebbe avuto origine nel mercato di Wuhan non è altro che una “cortina di fumo”, precisando che il virus non è naturale.

FORNIRÒ A BREVE LA SEQUENZA DEL GENOMA, UNA VERA E PROPRIA IMPRONTA DEL VIRUS

La scienziata lancia accuse pesanti all’OMS, che l’avrebbe messa a tacere; da qui la sua fuga negli Stati Uniti. Oggi fa sapere che presto diffonderà le prove scientifiche che dimostrano la derivazione umana del Sars-CoV-2.“La sequenza del genoma è come un’impronta digitale umana”, ha detto la scienziata. “Quindi, in base a ciò puoi identificare queste cose. Uso le prove per dire alle persone che il virus proviene dal laboratorio in Cina. Chiunque, anche se non ha conoscenze nell’ambito della biologia, può leggere, controllare, identificare e verificare da solo. È fondamentale per me far conoscere l’origine del virus. Altrimenti non possiamo superarlo, sarà pericoloso per la vita di tutti. So che se non dico la verità al mondo, me ne pentirò”.

BUONE RAGIONI DI TRUMP PER IL SUO STOP AI FINANZIAMENTI OMS

Come sta reagendo il Governo cinese? Avrebbe cancellato molte informazioni. E avrebbe reclutato persone per demolire la sua reputazione. In realtà, in questa fase, i soggetti che escono pesantemente screditati da questa storia sono il Governo cinese e l’OMS. Ricordiamo che anche la trasmissione televisiva Report, dopo un’accurata inchiesta, è arrivata alla seguente conclusione: “I retroscena su Coronavirus e OMS: con informazioni più tempestive si sarebbero evitati migliaia di morti!”. Insomma, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ragione quando attacca l’OMS: e a fatto benissimo a interrompere i finanziamenti a un’organizzazione sulla quale pesano molte ombre cinesi.


COMMENTO

I VIRUS SONO PER NATURA MATERIALE ESCREMENTIZIO INNOCENTE

Già ho parlato di queste cose fin dall’inizio della cosiddetta pandemia, riportando la versione di Montagnier sul virus come frutto di una ingegnerizzazione pianificata e forse sfuggita di mano. Non ci è dato conoscere con esattezza quanto combinano i tecnici militari nel segreto dei loro laboratori. Possiamo solo fare delle ipotesi. Normalmente e per natura i virus sono innocenti, soprattutto in un corpo sano che si auto-ripulisce grazie a un sistema emuntorio funzionante e a un sistema-endocrino-immunitario efficienti. Se così non fosse, con diversi milioni di diversi tipi di virus in circolazione, e tonnellate di materiale virale polverizzato, dissolto e in dissolvimento l’umanità sarebbe da lungo sparita del tutto dalla faccia della terra.

ACCUMULAZIONE O SOMMATORIA E NON MOLTIPLICAZIONE

Faccio presente che è molto diversa una caratteristica accumulante-morta da una moltiplicante-viva in un microrganismo. La sporcizia accumulante la puoi smaltire ed esaurire mediante stili di vita ripulenti. La sporcizia moltiplicante invece ha sempre il sopravvento su quanto riesci ad espellere. L’aspetto venefico e patologico dei virus può al massimo consistere nella loro accumulazione e nella loro permanenza all’interno del corpo sotto forma di materiale ostruente e non nella loro proliferazione o moltiplicazione, doti riservate ai microrganismi vivi come lo sono i batteri. Ingegnerizzare un virus morto significa accentuarne le potenzialità negative, difficile da disincrostare e da smaltire. A mio avviso e a rigor di logica non puoi trasformare un virus da particella morta in mostriciattolo vivente, né renderlo contagiante. Se gli specialisti in guerra viro-batteriologica avessero tale potere, sarebbero pure in grado di mettere le ali agli asini e di farli volare.

IPOTESI SENSATE SULLA INGEGNERIZZAZIONE DEL VIRUS

Puoi al massimo usare tecniche sofisticate per rendere il virus più marcante e improntante di quanto già non sia, facendo in modo che il suo Rna (acido ribonucleico presente come messaggero di intercomunicazione tra tutte le cellule) rimanga appiccicato più a lungo del dovuto alle cellule dei leucociti e dei batteri coinvolti nella loro fagocitazione della sporcizia virale. In pratica si tratterebbe, da parte dei tecnici di laboratorio, di rendere il virus più sporco e più inquinante al pari di una chewing-gum, ma non più contagioso poiché il contagio non esiste per il motivo detto all’inizio. Si tratterebbe insomma di rendere in qualche modo il virus più invadente e resistente di quanto esso sia allo stato naturale. Ovvio che gli ingegneri preposti a queste orribili macchinazioni hanno la bocca cucita in quanto pendono da un filo e non te lo vengono a dire neanche in punto di morte.

APPREZZABILE ED AMMIREVOLE CERTAMENTE LA NARRAZIONE DELLA VIROLOGA HONGKONGHIANA

Quanto poi alla narrazione della virologa Li-Meng Yan è sicuramente importante e illuminante su come vengono trattati questi argomenti in Cina dietro le quinte, sui collegamenti internazionali, sulla lunga mano del potere comunista, sui suoi metodi spicci e brutali di persuasione nei riguardi di chi fa ricerca fastidiosa e non allineata col regime.

LA SCIENZA NON È TUTTAVIA IL LATO FORTE DEI VIROLOGI

Quanto alla parte scientifica sarei molto prudente nel darle credito. Le sue posizioni risentono un po’ della presunzione e del protagonismo che la categoria dei virologi evidenzia da sempre in ogni angolo del pianeta. Non metto in dubbio la sua buona fede. Una ricercatrice non mette a repentaglio la sua sicurezza personale e quella della famiglia rimasta in Cina se non crede davvero in quello che pensa, che dice e che fa. 

IL DISCORSO VALE PURE PER MONTAGNIER, E ANCOR DI PIÙ PER ANTHONY FAUCI, PER ROBERT GALLO E PER I BURIONI DI CASA NOSTRA

Quanto alla sua idea che il virus ingegnerizzato sia una reale minaccia al genere umano e che le sue personali ricerche segrete sul genoma specifico del Covid ingegnerizzato salveranno il mondo dalla catastrofe, la classificherei come debolezza umana, come sindrome da protagonismo virologico e infettivologico tipico della categoria professionale, caratteristica che non fa difetto nemmeno al simpatico-geniale nonché furbastro nobel Luc Montagnier.

COVID-19 PRESO COME PALLA AL BALZO

Non escludo che nei giochi di potere e negli scambi segreti tra virologi militari americani e virologi militari cinesi a Wuhan ci sia stato qualche errore madornale imprevisto e che l’intera situazione virale sia andata fuori controllo generando confusione persino ai vertici, come dichiarato da Montagnier. Ancor meno escludo che la furbizia proverbiale degli strateghi comunisti, abilissimi manipolatori, abbia preso la palla al balzo capitalizzando su tali errori di laboratorio per trasformarli in motivo di angoscia e di panico popolare, ingigantendo il problema virale oltre misura, e usandolo poi come formidabile alibi politico per intervenire a mani libere contro la nota ribellione senza fine di Hong Kong, per silenziare del tutto i meno noti moti interni di dissenso tra le minoranze etniche asservite e rinchiuse in lager rieducativi, e per bloccare pure il dissenso assai diffuso all’interno del conflittuale e ribollente politburo cinese.

LA REALTÀ RIMANE UNA SOLA ED È QUELLA DELLA SCENEGGIATA MONDIALE GONFIATA A DISMISURA

Che si tratti di una furbizia casuale e improvvisata successiva a un grave errore di laboratorio (vedi improbabile ipotesi sulla ingegnerizzazione del virus), o che si tratti invece di un elaborato piano pre-esistente per il quale personalmente propendo molto di più trovandolo realistico e suffragato da tanti fatti antecedenti, come i test finanziati mesi prima del Covid da Bill Gates, resta il fatto che l’intera sceneggiata mondiale è partita da Wuhan con la firma indelebile di Xi Jinping e dell’OMS, ed è stata poi gonfiata a dismisura dal Mainstream asservito-colonizzato-prostituito, nonché dai vari governi collusi coi piani diabolici dei Rothschild, dei Rockefeller, dei Warburg, della Trilateral Commission e del Bilderberg.

CINA COMUNISTA GIGANTE DAI PIEDI DI ARGILLA

La Cina di oggi, al di là delle facili apparenze, al di là degli enormi poteri assunti dal presidente a vita Xi Jinping, al di là delle impressionanti parate militari e delle continue minacce alla cosiddetta provincia ribelle di Taiwan, appare un gigante dai piedi di argilla. La Cina è il paese dei grandi slogan e dei libretti rossi di Mao. Ma anche in Occidente non manchiamo di qualche risorsa. “Chi troppo stringe nulla stringe” è il messaggio che potremmo indirizzare al presidente cinese.

ARMONIA E COESIONE LATITANO DEL TUTTO INTORNO AL GRANDE CAPO

Note ormai sono le lotte politiche all’interno del regime tese a spodestare Xi Jinping, un presidente che dopo essere stato nominato come Candidato di Compromesso, è divenuto emerito opportunista-giocoliere oltre che abile e ambizioso arrampicatore. Si è messo in lotta di collisione col potente e tuttora autorevole ex-presidente Jiang Zemin e, in una sorta di personale scalata ai massimi poteri esclusivi ed assoluti, ha ultimamente lanciato una campagna anti-corruzione che ha purgato ed eliminato oltre un milione di funzionari, creando tensioni a non finire nel paese e nel partito. Quando uno diventa capo di ogni cosa in un grande paese diventa pure responsabile di ogni cosa e paradossalmente finisce per indebolirsi.

CORONAVIRUS ARMA A DOPPIO TAGLIO PER IL REGIME

Il Covid gli ha fatto molto comodo per certi aspetti, ma alla fine si sta trasformando in un’arma a doppio taglio per Xi Jinping. Il Coronavirus ha colpito l’economia cinese più di ogni alta crisi a partire dagli anni ’70, quando Mao sosteneva addirittura che la Cina non doveva nemmeno avere una economia. Come dire che la copertura offerta dal Coronavirus ha provocato un imprevisto e indesiderato rallentamento all’export, oltre che la nascita di un largo e preoccupante fronte anticinese sia in America, che in Europa, che in Africa e in Sud-Est Asiatico, dove India, Filippine, Vietnam, Malaysia, Indonesia, Nuova Guinea e Giappone stanno formando una linea di contenimento militare e diplomatico all’espansionismo cinese. Gli stessi paesi super-amici della Cina come Venezuela, Pakistan, Sri Lanka, Maldive, Gibuti (ex Somalia Francese) stanno masticando amaro dopo che i generosi aiuti cinesi iniziali si sono trasformati in prestiti ad alto tasso di interesse da saldarsi mediante accessi garantiti ed esclusivi alla flotta navale e ai sottomarini cinesi.

NON SI PUÒ DURARE A LUNGO CON IL VOLTO PULITO E L’ANIMA SPORCA

Il paradigma evidente che fa comodo alla Cina rimane quello di espandersi e diventare prima potenza mondiale, spodestando in secondo piano gli Stati Uniti e la Russia. Ma per realizzare tale ambizioso progetto il PCC non può fare a meno di rendersi accettabile e credibile internazionalmente sul piano dei valori condivisi, delle libertà interne, della trasparenza nella crescita, non a parole ma coi fatti. I campi di indottrinamento e rieducazione ideologica nella provincia dello Xinjiang con oltre un milione di Uighurs, Kazakhs e altre minorità musulmane, dipinti come Vocational Training Centers non fanno certo bene alla Cina. La pesante repressione del discontento diffuso popolare interno e della ribellione di Hongkong in particolare non fa certo bene alla Cina. 

LA TRACOTANZA MILITARE DI PEKINO GENERA OVVIA AVVERSIONE IN TUTTA L’ASIA

Le continue minacce di invasione nei riguardi di Taiwan non fanno certamente bene alla Cina. Man mano che l’ammorbidimento diplomatico delle pressioni di Pekino su Taipei viene sostituito da posizioni dure e minacciose, rispunta la realtà dei fatti, per cui è più probabile che sia la piccola Taiwan a rappresentare il cuore pulsante e l’anima genuina del Celeste Impero, piuttosto che l’arroganza imperiale del CCP-ChineseCommunistParty.

TAIWAN PAESE STUPENDO E IN FORTE RIVALUTAZIONE

In altre parole la Cina si è ultimamente alienata le simpatie e gli appoggi che si era creata, mentre Taiwan sta facendo virtuosamente e con infinita pazienza il percorso inverso. È più probabile che sia la piccola Taiwan a conquistare senza armi l’enorme continente cinese, piuttosto che accada il contrario e che sia la gigantesca Armata Rossa a dominare e riprendersi con la forza questo coraggioso e battagliero paese. Un paese di alta qualità che resiste da 70 anni contro la continua arroganza del CCP.

Presidente di Taiwan Tsai Ing-wen

L’attuale presidente della Repubblica presidenziale taiwanese, cioè dello Stato Indipendente di Taiwan (che la Cina continua a considerare irrealisticamente e dogmaticamente semplice provincia ribelle verso Pekino), è Tsai Ing-wen eletta nel 2016 e rieletta nel 2020 per un secondo mandato, gode giustamente di una vasta ammirazione in tutta l’Asia e, segretamente, nella stessa Cina.

PESANTI LOTTE INTESTINE

Xi Jinping e Li Keqiang

Da rilevare che Xi Jinping si trova al contrario in dura lotta non soltanto col citato anziano leader Jiang Zemin, ma anche col fortissimo rivale, numero 2 del regime, Li Kequiang, ministro dell’economia che incoraggia una Street Vendor Economy e uno sviluppo interno del paese e dei mercati in contrapposizione alla dispersiva espansione esteriore guidata dalla attuale amministrazione. Xi Jinping dichiara tutti giorni il suo mantra ottimistico “How great the situation is” a lode dei propri eccellenti risultati e alla potenza della Cina nel mondo, citando i 400 milioni di cinesi abbienti-benestanti-ricchi, mentre Li Kequiang lo smentisce puntualmente dichiarando che “Everything is terrible in the rural countryside”, con 600 milioni di lavoratori che guadagnano 140 US dollari al mese, meno di quanto costa l’affitto di un miniappartamento a un letto nelle grandi metropoli del paese.

TEMPI DIFFICILI E RISCHIOSI PER IL LEADER MASSIMO

Insomma mala tempora currunt per il neo-imperatore a vita Xi Jinping che vede il suo regno traballare sotto i colpi dei tanti che gli stanno facendo la fronda. La copertura della sceneggiata Coronavirus e il lancio delle mascherine sul pianeta gli ha fatto finora molto comodo sul piano strategico, ma ora rischia di ritorcersigli contro inimicandogli praticamente il mondo intero, un esito niente affatto previsto e voluto. Non tutte le ciambelle escono col buco.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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