SALVIAMO UN MEDICO DALL’ACIDOSI E DALL’INSUFFICIENZA CORONARICA

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LETTERA  1

ACCUMULO PROBLEMI E NON NE SO SALTAR FUORI

Dr Vaccaro sono un collega medico anestesista e da alcuni anni non faccio altro che accumulare problemi. Volevo sapere se è possibile avere un consulto con lei e, se è sì, dove è possibile contattarla. Grazie. Attendo sua risposta.
Giuseppe Lombardo

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RISPOSTA  1

SENTIAMOCI TELEFONICAMENTE

Ciao dottore e medico vero. Ciao Giuseppe. Grazie per chiamarmi collega mentre cerco soltanto di essere un valido insegnante salutistico. Mi puoi telefonare all’unico recapito telefonico (non porto telefonini) che corrisponde alla residenza italiana della mia famiglia, in Laipacco di Tricesimo, 10 km a nord di Udine, 2 ore di volo dalla tua bella Trapani.

VV

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LETTERA  2

DUE RIGHE SULLA MIA PERSONA

Caro Valdo, ti ringrazio per la cortesia e il simpatico scambio telefonico, sono Giuseppe Lombardo il medico anestesista siciliano. Ho anni 47 e ti racconto la mia anamnesi in breve. Nato da parto eutocico (fisiologico-naturale), sviluppo psico-fisico nella norma, mai fumato, mai fatto uso di alcool o droghe, scolarità regolare, laurea con il massimo dei voti a 25 anni specialità anestesia e rianimazione, sposato, padre di tre figli, alto 168 per 69 kg, struttura da brachitipo.

STENT CORONARICO DAL 2006, ATTIVITÀ SPORTIVA, CAFFÈ GIORNALIERO

Come da analisi patologica, aprile 2006 IMA, trattato con impianto di stent coronarico, funzione cardiaca nella norma. Pratico attività sportiva regolare con bici da corsa e nuoto. Bevo 2-3 caffè al giorno.

GONFIORI ALLE DITA E DOLORI INVALIDANTI E FASTIDIOSI ALLE PICCOLE ARTICOLAZIONI DELLA MANO

Da due anni peggioramento di un ernia del disco L5-S1 con compressione sulla radice dello sciatico.
Ancora da circa due anni incominciano disturbi e fastidi alle mani come gonfiore mattutino, e difficoltà alla mobilità delle dita nei primi minuti della giornata. Da qualche mese in particolare, comparsa di dolori migranti alle piccole articolazioni interfalangee e metacarpali con sensazione soggettiva ma molto fastidiosa di gonfiore. Mi sta calando pure il tono dell’umore, vista la mia attività e la relativa invalidità delle mani.

ACIDO URICO E PROTEINA-C ATTIVA ENTRAMBI IN ECCESSO

Gli esami ematochimici trovano ai limiti superiori gli acidi urici e la PCR. La mia attuale terapia medica comprende su base giornaliera 50 mg di tenormin Atenololo beta-bloccante al mattino, 100 mg di cardioaspirina a pranzo e 10 mg di rosuvustatina anticolesterolo la sera.

DIFFICOLTÀ A PRENDERE SONNO

Mi pare che non dimentico niente. Se hai di bisogno di sapere altro, fammi sapere. Ah, dimenticavo! Ho notevole difficoltà a prendere sonno, come se il mio cervello non riuscisse a spegnere i suoi pensieri. Spesso ho sensazione di stanchezza e debolezza agli arti inferiori. Mantengo però una sana attività sessuale.

HO BISOGNO DI CONSIGLI CHIARI E POSSIBILMENTE RISOLUTIVI

Ti prego di darmi consigli chiari, in maniera tale che possa mettere in atto le tue indicazioni senza sbagliare. Grazie. Aspetto tue notizie.
Dr Giuseppe Lombardo, dalla Sicilia

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RISPOSTA   2

VORREI DAVVERO RICEVERE TRA 6 MESI UNA CONVINCENTE E SOLIDA TESTIMONIANZA DI GUARIGIONE

Ciao dottor Giuseppe. Mi fa onore un medico vero che si affida a un non-medico. Sta a segnalare che siamo di fronte non solo a un professionista serio, ma anche a una persona aperta, umile e libera da pregiudizi. Ti prometto una cosa precisa. Non ti guarirò ovviamente. Ma ti aiuterò ad andare incontro al tuo sistema immunitario e a farlo lavorare per te, portandoti a sbalorditivi miglioramenti, e non solo alla funzionalità delle dita. Dovrai però fare qualcosa anche tu. Dovrai imparare quasi a memoria gli articoli qui indicati, scartabellando anche tra le tesine che pubblico giornalmente.

STOP IMMEDIATO E TOTALE AL CAFFÈ

Come anticipato al telefono, va abbattuto del tutto l’uso del caffè, dei the e delle eventuali cole. La caffeina è uno stimolante del neurovegetativo e del sistema nervoso centrale. Sostanza per niente innocente ma simile alla cocaina. Annoverata tra i 20 peggiori veleni esistenti sulla crosta terrestre. Produce assuefazione, dipendenza e sindromi di astinenza. Basta anche una sola tazzina giornaliera per mettere a soqquadro l’organismo, mantenendolo dopato e acidificato, impedendogli la via dell’alcalinizzazione e della normalità funzionale libera e non più poggiata su gruccia chimica di sostegno.

UNA LIBERAZIONE DI NON POCO CONTO

Il caffè si trova anche nascosto nelle cole, nei gelati, nelle torte e nei cioccolatini. Una tazza di caffè impiega 24 ore di tempo a passare reni e sistema urinario, lasciando però buona quota della sua caffeina e dei suoi tossici alcaloidi all’interno del sistema, in vista di una espulsione a piccole rate, durante il quotidiano digiuno obbligatorio della notte. Ti posso anticipare che il solo liberarti dal caffè ti produrrà dei fastidi e delle cefalee notturne sopportabili per almeno una settimana, e non dovrai porre ostacoli a tali effetti eliminavi se non vorrai compromettere l’intero programma depurativo.

ILLY STA INCAFFETTANDO HONGKONG, LA CINA E L’ASIA INTERA

Il caffè è un nemico dell’uomo, mi spiace per Riccardo Illy, simpatico e intraprendente corregionale, famoso non solo per essere stato presidente della regione Friuli, ma anche per l’encomiabile abilità commerciale con cui, assieme al fratello, sta diffondendo il suo marchio nel mondo intero. Si dedicasse a qualcosa di più utile sarebbe un elemento superlativo e non un gran commerciante mondiale di veleni.

ENORMI DEVASTAZIONI CAUSATE DAL CAFFÈ

Il caffè restringe e diminuisce il calibro o il diametro utile dei vasi sanguigni, produce irregolare circolazione coronarica e pericolose aritmie, ed è causa di altre gravi anomalie tipo calcoli renali, insufficienza renale, insufficienza epatica, malformazioni congenite, acufeni alle orecchie, inquietudini, ansia, insonnia, sonno agitato, irritazioni gastrointestinali, cancro al pancreas, alle ovaie, alla vescica, allo stomaco e al colon.

NEMMENO I SUCCEDANEI DEL CAFFÈ VANNO BENE

Per il suo acido ossalico è ladro di calcio organico in ogni parte dell’organismo. Non è digestivo ma causa un troppo rapido passaggio dei cibi nell’intestino compromettendo la peristalsi intestinale e l’assimilazione dei cibi. Il decaffeinato è ancora più dannoso. Pure orzi abbrustoliti e simili risultano dannosi. Impariamo dunque a bere più succhi freschissimi di frutta sempre e dovunque.

ESTROMISSIONE SISTEMATICA DEI FARMACI

E vanno al più presto estromessi i farmaci, statine e non statine, aspirine e non aspirine, con tutta la progressività e la prudenza che vuoi. Questo lo devi fare senza eccessive paure, mettendoti in testa che il contemporaneo lavorio di fluidificazione del sangue che avvierai adottando il mio sistema vegan-crudista tendenziale, renderà possibile l’operazione senza grossi rischi per la tua salute e per il tuo cuore. Dovrai fare l’operazione senza fretta ma anche senza troppa paura.

NON FARTI DISTRARRE O DISSUADERE DAI COLLEGHI

Dovrai finalmente fidarti del tuo corpo, anziché aver paura di esso. Nessuno ti aiuterà in questo. Nessun collega ti sosterrà. Non serve che tu cerchi conferme o statistiche o rassicurazioni. Ogni caso è diverso. Affina l’auto-ascolto del corpo e le percezioni, usa il buon senso e procedi con coraggio e ferma determinazione verso l’obiettivo prefissato, senza farti distrarre o scoraggiare dall’ambiente in cui vivi, che poco e nulla capisce di detossificazione e che ti darebbe del pazzo o del deviato.

TI HO PARLATO PER SEMPLICITÀ DI UNA CENTRALINA DI CONTROLLO CORPORALE DOTATA DI DUE POMELLI

Si tratterà di procedere progressivamente e simultaneamente con i due pomelli A) Purificante (frutta, crudismo, respiro lungo, sole, pensiero positivo, relax) e B) Ostacolante (farmaci, integratori, caffè, carne). L’abilità consiste nel trovare in continuazione il giusto limite e il giusto equilibrio avanzato, soffrendo e stringendo un po’ i denti come succede sempre all’atto di eliminare qualsiasi veleno dopante. Ti sarà consentito di bloccare i pomelli per un giorno o due in caso di super-fastidio, ed anche di riaggiustare all’indietro per un attimo, ma la strada è quella. Il tuo motto dev’essere quello di sostituire l’innaturale e il farmacologico con il naturale e l’eliminativo.

TESINE DA LEGGERE

COMPONENTE SOCIALE, IATROGENA ED EMOTIVA

In realtà non c’è nulla di idiopatico, di misterioso, di ereditario, di genetico, di criptogenico e di lantanico. Cosa c’è che rovina tutto in modo chiaro ed evidente? La componente ideologica sul cibo e gli stili di vita (colpe individuali, familiari, sociali, istituzionali, mediatiche e scolastiche), la componente iatrogena (colpe di medici e farmaci), e la componente emotiva (paure, tensioni, preoccupazioni, tendenze economiche disastrose).

SALUTE E SANGUE FLUIDO VANNO A BRACCETTO

La salute altro non è se non normalità funzionale dell’organismo nei dettagli e nel suo assieme. La salute è chiamata anche armonia funzionale. La salute sta per facile adattamento a tutte le condizioni stagionali ed ecologiche, grazie alle difese immunitarie e ai margini di tolleranza ai veleni, condizioni tipiche di un corpo sano. La salute si mantiene solo con un sangue puro e con la sua circolazione fluente su tutte le parti del corpo. Un tessuto privo di circolazione sanguinea tende ad atrofizzarsi e a morire. È per questo che sangue e fluido vitale sono sinonimi.

COME SI CREA IL SANGUE PURO E COME LO SI ROVINA

Da chi e da cosa viene prodotto il sangue? Dalla nutrizione in genere, e da una buona e rapida digestione in particolare. Il sangue si elabora in sede assimilativa-intestinale, circola nelle arterie, viene pompato dal cuore e si purifica per azione dei polmoni, della pelle e dei reni, con importanti filtraggi nel fegato e nella milza. Il sangue si rovina e si rende impuro mediante intossicazioni alimentari, carenza di aria pura, presenza di veleni iniettati come sostanze dopanti, sostanze chimiche e farmaci.

SANGUE ALTERATO, LIPOTOSSICO ED INFIAMMATORIO

Il sangue caricato di materie estranee, e anche di veleni interni (detriti cellulari chiamati virus endogeni) non prontamente smaltiti per patologica pigrizia linfatica, diventa sangue impuro e sangue lipotossico, e perde di fluidità, non arrivando prontamente e abbondantemente nelle estremità e nella zona cerebrale. Alterata la composizione e il ritmo circolatorio, tutto il corpo perde in vitalità e tende a surriscaldarsi, a causare malattie infiammatorie varie, denotate dal suffisso “ite” (gastrite, vasculite, polmonite, tonsillite, ecc). Lo stesso sistema nervoso, che è il padrone di casa dell’organismo, dipende dalla qualità del fluido vitale.

PERCORSI DIGESTIVI NETTI E ATTIVA ELIMINAZIONE CUTANEA

Vogliamo dunque far sparire qualsiasi malattia? Due azioni fondamentali sono necessarie, e si tratta di purificare il sangue mediante una serie di percorsi digestivi netti (termine ippico che dà l’idea di cosa intendiamo), e di mantenere una attiva eliminazione cutanea. Il sangue fluido è un sangue alcalino, di colore vermiglio, e si manifesta con una pelle tersa, fresca, rosea ed uniforme, senza macchie e venature. Alterandosi, il sangue si acidifica, assume un colore scuro, si addensa e non circola più.

INDICE COAGULATORIO E QUOTE GIORNALIERE D’ACQUA

In qualunque parte del mondo i chirurghi si rifiutano di intraprendere una qualsiasi operazione se non hanno sottomano il test INR (International Normalized Ratio), che sta per test di coagulazione del sangue. Una delle regole per rendere il sangue fluido è il ricorso all’acqua. Bere tanto e bere sano. “Il tuo corpo implora acqua”, è il titolo del best-seller di Fereydoon Batmanghelidj, medico iraniano specializzato nelle cure con l’acqua. I medici in Italia raccomandano 1-2 litri d’acqua al giorno. In Francia almeno 3 litri. In America la gente non beve, gonfia com’è di cadaverina, di integratori e di Coca-Cola. Pertanto non si parla nemmeno di acqua, tanto non serve.

QUANTA E QUALE ACQUA BERE?

Chi ha ragione? Zero litri o un litro, due litri o tre? Hanno ragione tutti e nessuno. Dipende da che tipo di acqua intendiamo, e anche dalle nostre condizioni traspiratorie. Se è acqua leggera e priva di calcare e di altri minerali inorganici, se è acqua a bassissimo residuo fisso, come quella di alta montagna, o se è acqua solforosa che fa da gas-trasmettitrice e da abbassa-pressione, va sempre bene. Se stiamo pedalando e sudando in salita, ogni acqua risorgiva non-inquinata ai lati della strada è ottima.

PEGGIO MANGI MALE E PIÙ SETE AVRAI

Più uno mangia il sangue e mangia il morto, mangia la balena e mangia il granchio, mangia l’uovo e la caseina, mangia il cotto e mangia il devitalizzato, mangia il sintetico ed il secco, mangia lo zuccherato e il salato, mangia il chemicalizzato e l’integrato, e più acqua richiede.

I VEGANCRUDISTI NON SANNO COSA SIA LA SETE, ESSENDO IMPREGNATI DI ACQUA BIOLOGICA

Ma l’acqua migliore, quella più digeribile e rivitalizzante, rimane l’acqua biologica, ovvero l’acqua zuccherina contenuta nella frutta, nelle angurie e nei meloni, nelle pesche e nell’uva, ed anche l’acqua verdognola della clorofilla, derivata dalle piante verdi. Più uno evita i cibi sbagliati e più evita di mettersi in condizioni di sete e di fabbisogno idrico. Ovvio che i vegancrudisti possono stare benissimo con poca o nessuna integrazione acquea, essendo già la loro dieta appagante in termini di ricambio idrico.

ZUCCHERO E SALE, DISASTRANTE COMBINAZIONE

Detto e ripetuto, la combinazione di sale e zucchero risulta essere mortale più che micidiale per il corpo umano. Lo zucchero è addirittura il maggior agente ipertensivo nella dieta, capace di creare problemi cardiaci, ictus e infarto. Molti bambini vengono oggi trovati con eccesso di zucchero e di sale nel loro sangue, e privi invece di colina B7 ed inositolo (agrumi, meloni, noci, frutta, spinaci, farinaccio, cavoli, crescione, germe di grano). La colina è un coenzima che funziona da metile lipotropico. Con l’inositolo concorre a formare la lecitina, che è un agente emulsionante capace di mantenere i grassi in soluzione nel sangue.

L’EMOVISCOSITÀ È IL PRECURSORE DI TUTTE LE MALATTIE

Il precursore di tutte le malattie è dunque la viscosità del sangue. Essa dipenda dalla quantità dei globuli rossi, dalla aggregazioni e deformità eritrocitarie, da viscosità del plasma, da velocità del flusso. Non sono nostri amici i batteri affamati di sporco e di intasamenti cellulari-virali, o meglio, non sono nostre amiche le scelte che portano a produrre sporco e detriti cellulari inespulsi, perchè i batteri è giusto e fisiologico che siano. Non è nostra amica la proteina virale rimasta a intasare. Non sono nostri amici i viscidi, marcescenti e devitalizzati Omega-3 ittici, non è nostra amica la B-12 fuori dal contesto equilibrato del gruppo-B, su valori minimi.

AMICI E NEMICI DELLA SALUTE

Non è nostro amico il ributtante Ferro-eme da sangue di cavallo o di altri poveri animali stravolti e tiranneggiati. Non è nostro amico il coenzima Q10 (quando lo cerchiamo come antiossidante sintetico, mentre si trova in semini e legumi e viene pure fabbricato in dosi ottimali dal nostro corpo). Non sono amiche le integrazioni mineral-vitaminiche, concentrate, sballanti, stimolanti ma non nutrienti. Non sono amici il tanto citato acido alfa-lipoico o tiotico, i sali dell’Himalaya, le alghe e i coralli più strani, e le sostanze misteriose pescate in fondo agli oceani.

IL FATTORE CHIAVE SI CHIAMA VEGAN-CRUDISMO

Esiste sono un fattore-chiave straordinario ed inimitabile nella costruzione di un sangue da gran-premio, un fattore che nessuno ama citare. Si chiama semplicemente alimentazione vitale, alimentazione vegan-crudista, alimentazione flavonica, alimentazione vibrante e radiante. Una alimentazione che il Regime scoraggia, ostacola e boicotta in tutte le forme possibili, considerandola anti-industriale, anti-pasticcaia e rivoluzionaria.

ATTI DI INSUBORDINAZIONE

Addentare una mela, raccogliere dei mirtilli, pendere il sole, respirare aria pura, mangiare radicchio e non bistecche, fichi e non hamburger, patate e non prosciutti, sono tutti atti di insubordinazione alla dittatura farmaco-alimentare mondiale basata sui macelli e sui cibi sintetici, morti, confezionati, inzuccherati, salati, aspartamizzati.

TRENTACINQUE GIOVANI SU CENTO SONO IPERTESI NEL REGNO UNITO

Un test fatto di recente in Inghilterra ha dimostrato che un terzo dei giovani inglesi (tra i 16 e i 34 anni) ha problemi di pressione alta, dovuta notoriamente al fumo, al bere eccessivo, al sale eccessivo e alle pessime diete adottate. Visto che tutti i farmaci indistintamente producono pesanti effetti collaterali, non resta che adottare contromisure naturali che, con un minimo di pazienza, portano a ottimi risultati.

CONTROMISURE NATURALI

Sostanze come l’aglio, la cipolla e i porri (col loro contenuto di zinco e di zolfo) fanno scendere la pressione, stessa cosa però per il ginkgo, il biancospino fiori e frutti, lo zenzero, l’erba medica, l’achillea, il millefoglio, il peperoncino rosso, la bietola rossa (che aumenta pure i globuli rossi), la vitamina C naturale, i gas-trasmettitori come l’acido nitrico e l’acido solfidrico delle acque sulfuree (non esagerare però quantitativamente con le acque pudie-solforose, per la forma inorganica dei minerali in esse contenuti).

SINDROME METABOLICA O SINDROME X

Si parla spesso anche di Sindrome metabolica o di Sindrome X, che sta a significare una situazione di alto rischio cardiovascolare, dove alcuni sintomi tipo l’obesità, l’ipercolesterolemia e l’iper-omocisteinemia, servono a mettere il soggetto in situazione di preallarme. La relazione tra diete inclusive di carne-pesce-latticini e ipertensione è troppo netta ed evidente. Basta eliminare dalla dieta tutte le proteine animali, nonché il micidiale abbinamento zucchero-sale, e la pressione scende immediatamente ai valori normali.

TROMBOCITEMIA E PIASTRINOSI, CONDIZIONI DI SANGUE ADDENSATO

Tre cose sono evidenti nella trombocitemia e nella piastrinosi, condizioni tipiche di sangue addensato:
1) Tendenze leucemiche e tendenze alla leucocitosi (sovrabbondanza di globuli bianchi e di leucociti). Notare che la leucocitosi si riduce eliminando ogni proteina animale e privilegiando alimenti vitali da dieta vegan-crudista tendenziale.
2) Tendenze anemiche (sideropenia e carenza di ferro). Queste si risolvono migliorando l’assimilazione, schivando le sostanze ferro-inibitrici (caffè, the, fumo, alcol, sale, zucchero, farmaci, vaccini, integratori, aspirine, analgesici, tranquillanti), e consumando verdure crude (crescione, cavoli, tarassaco, cicorie, selene, ortiche, farinaccio).
3) Tendenze spleno-ipertrofiche, con splenomegalia o ingrossamento della milza, costretta a superlavoro per colpa del sangue denso.

INGROSSAMENTO MILZA E IPERTROFIA EPATICO-BILIARE

L’ingrossamento milza comporta ipertrofia epatica, cistifellea ribollente, sistema renale intasato ed insufficiente. Normalizzare significa anche qui fare una scelta dietologica vegan-crudista, accompagnata da forte ripristino delle funzioni eliminative cutanee.

UN FRUTTO STRAORDINARIO CHIAMATO MIRTILLO

Di grande aiuto mirtilli e succo di mirtilli, straordinari nella protezione dei capillari. Anche i vari frutti di bosco, uve ribes, uve spine, lamponi, fragole, more di rovo e more di gelso, risultano preziosi in tale direzione. Per la regolazione delle piastrine, sono utili tutte le erbe vitali e i succhi ricchi di clorofilla viva, mentre tutti i farmaci indistintamente sono da evitare, comportando essi pesanti effetti collaterali.

TEST ESSENZIALI PER STABILIRE LA VERA REALTÀ CARDIOCIRCOLATORIA

A) Test sull’omocisteina, che dovrebbe stare ai livelli minimi di 5-15 micromol/L, e già al livello 12 dovrebbe preoccupare.
B) Test sul grado di calcificazione delle coronarie (o test della placca arteriosa).
C) Test della PCR o test della proteina C reattiva, che indica il grado di ossidazione dell’organismo (non si dovrebbero superare i 10 mg/L).
D) Test della VES, o di velocità di eritrosedimentazione (collegato al test C)
E)  Test del PRAL (acido-alcalino)
F)  Test Simoneton, dove ogni livello inferiore ai 6500 Angstrom, sia nel corpo che negli alimenti, diventa ammalante per l’uomo).

NIENTE TABELLE ACIDO-ALCALINE

L’azione acidificante o alcalinizzante di un alimento dipende dalla capacità metabolica individuale di una persona a trasformare gli acidi in basi neutre. Ecco perché tabelle di valore assoluto su cibi alcalini e acidi, non possono esistere. Ecco perché ciò che va osservato e preso in considerazione è la proporzione tra cibi alcalinizzanti e cibi acidificanti, dove non è mai la condizione di partenza a determinare il vero fattore alcalininizzante, ma la capacità dell’alimento di trasformarsi metabolicamente in ceneri alcaninizzanti, grazie a interazioni con altri elementi in zona duodeno. È così che che il limone, l’arancia, la melagrana, la mela verde, non producono acido ossalico ma si alleano con altre sostanze e diventano fortemente alcalinizzanti.

INDICE PRAL DI POTENZIALE ACIDO-RENALE

Esiste comunque la scala Remer e Manz, che valuta la produzione nella di acido endogeno, tramite l’indice di potenziale acido renale, siglato PRAL (Potential Renal Acid Load). Il PRAL di un cibo si calcola valutando il suo contenuto in proteine, fosforo, potassio, magnesio e calcio, rapportato al loro grado di assorbimento intestinale.  Gli alimenti a PRAL negativo sono così alcalinizzanti e ottimi per la salute, in quanto contrastano la ritenzione idrica e agiscono in quell’area strategica che si chiama matrice extracellulare. Matrice, definita “milieu interieur” dal grande Claude Bernard, un medico che la sapeva assai più lunga del chimico Pasteur.

MATRICE EXTRACELLULARE, RITENZIONE IDRICA E UN GRANDE NEUROLOGO-NEFROLOGO DI NOME ANDREA GRIECO

Matrice extracellulare considerabile ambiente decisivo su cui contano le nostre scelte dirette. Ambiente in cui si trovano immerse le cellule e dove avviene lo scambio dei nutrienti. Ottimo testo di consultazione rimane “Vivere alcalini, vivere felici”, di Andrea Grieco, Edizioni Nuove Esperienze, dove si parla non di alterazioni pH nel sangue, ma esattamente di alterazioni pH, ossia acidosi alla matrice extracellulare, un disturbo subdolo e sballante che porta a 100 malattie degenerative.

ALIMENTI ALCALINIZZANTI SECONDO I CALCOLI PRAL (DA INCREMENTARE IN MODO DRASTICO)

Per la cronaca, dalle tabelle PRAL, cito tra gli alimenti più alcalinizzanti, ovvero l’uva (-21,8), fichi e fichi secchi (-14,1), datteri (-13,7), sedano (-5,2), carote (- 4,9), albicocche (-4,8) zucchine e zucche (-4,6), patate e cavolfiori (-4), ravanelli e rape (-3,7), melanzane (-3,4), fagiolini verdi e pomodori (-3,1), cicoria (-2), lattuga cappuccio (-1,6), kiwi (-4,1), ciliege (-3,6), ananas e arance (-2,78), pere (-2,9), mele (-2,2), anguria (-1,9), mandorle (-0,8), nocciole (-2,8), ceci (-7,3). Un buon olio di oliva extravergine ed estratto a crudo sta su livello zero, ovvero in posizione neutra).

ALIMENTI ACIDIFICANTI SECONDO IL PRAL (DA EVITARE)

Tra gli alimenti PRAL più acidificanti troviamo il grana (+34), sottilette (+28,4), uovo (+8,2), tuorlo d’uovo (+28,2), trota (+10,8), carne in scatola (+ 13,2), salame (+11,6), prosciutto (+7,9), pollo (+8,7), aringhe e acciughe (+7), cioccolato al latte (+2,4), birra (si va dal -02 al +0,9), riso bianco stracotto (+12), riso integrale (+4,6), fiocchi di avena (+10,7), pasta e spaghetti (+6,4), pane di segale (+4,1), pane bianco (+3,7), arachidi (+8,3), noci /+6,8), lenticchie (+3,5).

UN SOLO FATTORE-CHIAVE E SI CHIAMA VEGAN-CRUDISMO

A conclusione dell’intero discorso, esiste solo un fattore-chiave strabiliante ed inimitabile nella costruzione di un sangue da gran-premio, un fattore che nessuno ama citare. Si chiama semplicemente alimentazione vitale e alimentazione vegan-crudista. Una alimentazione che Regime Americano e Colonia Italiana considerano dispettosa, inadatta, ribelle e rivoluzionaria.

CORAGGIOSI E PIACEVOLI ATTI DI INSUBORDINAZIONE AL SISTEMA DITTATORIALE DEL CODEX

Mangiare una mela, raccogliere dei mirtilli, pendere il sole, respirare aria pura, mangiare radicchio e non bistecche, fichi e non hamburger, uva e non vino, patate e non prosciutti, sono tutti atti di insubordinazione alla dittatura farmaco-alimentare mondiale basata sui macelli e sui cibi sintetici, sui cibi morti, confezionati, inbottigliati, inzuccherati, salati, aspartamizzati, integrati, caffeinizzati e theinizzati. Stare sani, rilassati, armonizzati con la natura, è un atteggiamento provocatorio e quasi-criminale, poco importa se l’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come diritto fondamentale dei cittadini.

ISPIRATORI ALIMENTARI DI ABOMINEVOLE QUALITÀ

I nuovi parametri della salute, quelli stile 2012, non li fissa la Costituzione, ma la coppia Cremonini-McDonald’s, che fa da capocordata all’Agroalimentare Italiano del grana e del prosciutto, ai camion di manzi e maiali che, arrivando dall’Est Europa, ingrossano le nostre autostrade coi loro carichi di disgrazia e di sofferenza.

DEFINIZIONE DI PERICARDIO, MESODERMA E MESENCHIMA

Pericardio deriva dal greco perì=intorno e kardià=cuore dal greco e significa “intorno al cardio” è una sottile membrana di origine mesodermica che circonda il cuore. Il mesoderma è la lamina cellulare che nelle prime fasi dello sviluppo embrionale si differenzia formando uno strato di cellule interposte tra l’ectoderma e l’endoderma (foglietti embrionali). Il mesenchima poi è il tessuto connettivo embrionale. Ha origine dallo staccamento delle cellule dei foglietti embrionali, soprattutto da quello mediano (mesoderma). Un mesenchima può tuttavia derivare anche da determinate parti dell’ectoderma e dell’endoderma.

LIQUOR PERICARDICO TRA I DUE FOGLIETTI DEL PERICARDIO SIEROSO

Altri organi che derivano dal mesoderma e dal mesenchima sono il sangue, l’apparato cardiovascolare, il sistema linfatico, i tessuti connettivi, l’apparato urogenitale, i muscoli. Pericardio fibroso è lo strato esterno, mentre pericardio sieroso è lo strato interno che aderisce perfettamente a tutte le parti piane e a tutte le insenature del cuore. Fra i due foglietti del pericardio sieroso sono presenti normalmente da 20 a 50 ml di liquido chiaro roseo detto liquor o liquido pericardico.

RUOLO PROTETTIVO E SOSTENITIVO NEI RIGUARDI DEL CUORE

La parte superiore del pericardio è aderente al cuore e prende il nome di epicardio. In corrispondenza dei grandi vasi sanguigno che dipartono (o entrano) dal cuore le due superfici si fondono. Inferiormente invece il pericardio aderisce al diaframma. Il pericardio funge da difesa primaria del cuore contro gli attacchi esterni, lo fa aderire saldamente entro il mediastino anteriore, ne limita la distensibilità e, grazie al liquido pericardico, impedisce lo sfregamento delle fibre miocardiche.

DEFINIZIONE DI PERICARDITE

La pericardite è una malattia infiammatoria (acuta, subacuta, cronica) che colpisce il pericardio, accompagnata da alterazione degli indici infiammatori (VES, PCR), spesso da dolore intenso, che aumenta in alcune posizioni o per inspirazioni profonde, a volte irradiato.

IL VERSAMENTO PERICARDICO

Una piccola quantità di liquido tra i due foglietti del pericardio è fisiologica ma, quando esiste infiammazione, il liquido può aumentare. Si parla in questo caso di “versamento pericardico”, che può avere entità molto variabile e che la maggior parte delle volte si risolve con terapie mediche. Sono spesso presenti alterazioni dell’elettrocardiogramma e sfregamenti pericardici all’auscultazione.

IL CASO ESTREMO DEL TAMPONAMENTO CARDIACO

Oltre al dolore toracico può esserci febbre, astenia (dal greco stenos=mancanza di forza), difficoltà respiratoria. Alcuni dei sintomi sono proporzionati all’entità del versamento. A volte possono verificarsi modeste aritmie. In molti casi tra i primi sintomi possono comparire dolori alla spalla sinistra. Nei casi più gravi i sintomi sono quelli di un tamponamento cardiaco, situazione in cui il cuore è compromesso nella sua funzione dal liquido presente all’esterno.

ETICHETTE EZIOLOGICHE POCO CONVINCENTI

A parte le cause iatrogene, evidentissime, frequentissime e fortemente sottostimate, la maggior parte delle volte la causa di pericardite resta sconosciuta, salvo applicarci sopra le solite etichette di malattia infettiva-genetica-autoimmune-idiopatica che non convincono più nessuno. Infarti precedenti o procedure cardiache invasive possono risultare decisivi nell’insorgenza di pericardite.

CURE APPROSSIMATIVE E ASPIRINA A FORTI DOSAGGI

La pericardite può essere risultato del coinvolgimento di organi o strutture vicini, di tubercolosi, neoplasie, leucemie, immunodeficienze, insufficienze renali, traumi del torace, radioterapie, chemioterapie. Malattie definite autoimmuni quali lupus eritematoso sistemico LES, artrite reumatoide AR, sindrome di Sjogren e febbre reumatica sono cause tipiche di pericardite. Le terapie si basano sull’utilizzo di farmaci antinfiammatori FANS ed aspirina ad alte dosi.

COLCHICINA, CORTISONE E RECIDIVE

Per prevenire recidive, diversi studi indicano l’utilità della colchicina, anche a basso dosaggio (0.5-1 mg/g). La cura con cortisone è la più diffusa, ma anche una causa importante di ricadute. Gli antibiotici sono spesso somministrati in caso sospetto di infezione, col concetto dello sparare a caso sul gruppo (perché non si sa mai). Passata la fase acuta, i controlli sia ematologici (esami del sangue) sia strumentali devono essere ripetuti a intervalli regolari per un periodo variabile. La prognosi è buona nella maggior parte dei casi, anche in presenza di recidive. La pericardite costrittiva, così come il tamponamento cardiaco, sono, tutto sommato, eventi rari.

RUOLO DELLA PROTROMBINA NELLA COAGULAZIONE

E, a questo punto, occorre parlare di coagulazione del sangue. La protrombina, conosciuta anche come fattore II della coagulazione è una glicoproteina plasmatica sintetizzata dal fegato. La lesione di un vaso sanguigno determina la rapida conversione della protrombina (fattore II) in trombina (fattore IIa), che a sua volta converte il fibrinogeno in un polimero di fibrina insolubile. Si produce così un intreccio di fibre che partecipa alla formazione del coagulo.

TEMPO DI PROTROMBINA PT

Il tempo di protombina (PT, dall’inglese Prothrombin Time) è un’analisi del sangue in grado di quantificare il tempo necessario alla formazione di un coagulo di fibrina. A tale scopo, vengono addizionate specifiche sostanze al campione, come citrato, calcio e tromboplastina tissulare. In condizioni normali, il tempo di protrombina varia indicativamente dagli 11 ai 13 secondi, in relazione alle metodiche analitiche adottate.

L’INDICE INR (INTERNATIONAL NORMALIZED RATIO) O TEMPO DI PROTROMBINA

Il più delle volte, comunque, il tempo di protrombina viene espresso mediante un indice detto INR (International Normalized Ratio), che tiene conto della sensibilità del reagente tromboplastinico utilizzato. Il tempo di protrombina è molto importante per il monitoraggio dei pazienti in terapia con anticoagulanti orali. In condizioni normali, il valore ottimale di INR è compreso tra 0,9 ed 1,3. Tuttavia, in base alle caratteristiche del paziente e alle necessità terapeutiche, il medico può stabilire valori ottimali di INR superiori.

BASSA COAGULAZIONE UGUALE EMORRAGIA, ALTA COAGULAZIONE UGUALE TROMBO

Per esempio, in caso di fibrillazione atriale o nella prevenzione della trombosi venosa, l’INR ideale è compreso tra 2 e 3, mentre nei pazienti portatori di protesi valvolare meccanica, l’INR adeguato è un po’ più alto, tra 2,5 e 3,5. Andando verso gli 1-2 secondi abbiamo bassa anticoagulazione e rischio trombotico. Andando verso i 4-5-6 secondi abbiamo alta anticoagulazione e rischio emorragico.

I FARMACI FLUIDIFICANTI A CONTRASTO DELLA VITAMINA K (COAGULANTE)

Il tempo di protrombina INR è utile per valutare cinque dei dodici fattori della coagulazione (I -fibrinogeno, II – protrombina, V – proaccelerina, VII – proconvertina e X – protrombinasi) . Tutti questi fattori sono sintetizzati dal fegato e tre di questi (II, VII e X) sono attivati da enzimi vitamina K-dipendenti. Gli anticoagulanti orali, come Coumadin-Warfarin, sono degli antagonisti della vitamina K e come tali inibiscono l’attivazione dei sopraccitati fattori della coagulazione. Agendo in questo modo, questi farmaci “fluidificano il sangue”, impedendo che si formino dei coaguli all’interno del torrente circolatorio.

DISORDINI COAGULATIVI IN ECCESSO E IN DIFETTO

L’attività degli altri fattori della coagulazione viene rilevata da un esame ematico di laboratorio definito tempo parziale di tromboplastina PTT. Per avere un quadro più completo sull’attività coagulante del sangue, i due test vengono spesso eseguiti in contemporanea, specie in presenza di sintomi da disordine coagulativo in eccesso (trombosi) o in difetto (perdita sangue dal naso, gengive sanguinanti, ipermenorrea o flusso mestruale alto, sangue nelle feci o nelle urine, perdita della visione, anemia cronica, ecchimosi ed ematomi).

TEMPO DI PROTROMBINA ALTO E RISCHIO EMORRAGICO

Il tempo di protrombina è prolungato da: 1) Medicinali anticoagulanti, come il coumadin (warfarin), il Sintrom e l’eparina, 2) Assenza o scarsezza di attività fisica, 3) Ridotta sintesi o eccessivo consumo dei fattori della coagulazione I, II, V, VII e X, 4) Carenza di vitamina K per ridotto apporto alimentare o cattivo assorbimento intestinale (anche per una dieta ipolipidica o per la presenza di un’ostruzione biliare), 5) Malattie epatiche come la cirrosi, l’epatite o l’insufficienza epatica. Con INR elevato possono comparire delle piccole emorragie nasali o emorroidali, ecchimosi e lividi cutanei anche per traumi di modesta entità.

FATTORI DETERMINANTI DEL TEMPO DI PROTROMBINA

Il tempo di protrombina può essere influenzato da numerose variabili. Nei soggetti in cura con anticoagulanti, il fattore più importante è l’apporto alimentare di vitamina K. Per questo motivo è essenziale che tali individui seguano una dieta regolare ed equilibrata, che apporti ogni giorno quantità quanto più possibile costanti di vitamina K. Barbiturici, contraccettivi orali, integratori e terapie ormonali sostitutive, possono accorciare il tempo di protombina. Diarrea severa, vomito prolungato e ogni altra causa responsabile di ispissatio sanguinis (o disidratazione) possono aumentare i valori dell’INR.

SUCCESSO CHIRURGICO PER IL CHIRURGO O PER IL PAZIENTE?

Gli interventi chirurgici sul versamento hanno in genere successo, nel senso che lasciano il paziente  vivo e vegeto. In realtà, come in tutti gli interventi umani, aggiusti una anomalia solo temporaneamente. E, come non bastasse, ne aggiusti una per procurarne altre tre, quattro o cinque. Andrei piano col definire “successi” questo tipo di interventi. Successi nel senso di “dimostrazione di abilità chirurgica”? Nessun dubbio. Successi in termini di maggior benessere del paziente? Avrei molto da ridire. Ritenzione idrica, edema, fibrillazione atriale e malesseri di contorno non possono essere considerati cose da niente.

MALATTIA IATROGENA O MEDICO-CAUSATA

Si parla di fibrillazione atriale quando il battito cardiaco diventa irregolare e accelerato (tachiaritmia) che origina nelle camere cardiache superiori, i cosiddetti atri, impedendo loro di funzionare correttamente (disorganizzazione dell’attività atriale). In tali circostanze, gli atri non sono più in grado di espellere tutto il sangue, che rimarrà in parte all’interno delle camere con il rischio di formazione di coaguli.

FIBRILLAZIONE ATRIALE

La fibrillazione atriale è il disturbo cronico del ritmo cardiaco più frequente. Interessa l’1-2% della popolazione e le probabilità di sviluppare tale condizione aumentano con l’avanzare dell’età. Le caratteristiche della fibrillazione atriale variano da individuo a individuo. Alcune persone non manifestano alcun sintomo, spesso per anni, mentre per altre i sintomi cambiano di giorno in giorno, ragione per cui il trattamento congiunto dei sintomi e della fibrillazione atriale si rivela tutt’altro che semplice.

FATTORI CAUSANTI

Le possibili cause della fibrillazione atriale sono molteplici e includono 1) Difetti valvole cardiache, 2) Difetti cardiaci congeniti, 3) Enfisema o altre pneumopatie, 4) Esposizione a sostanze stimolanti, quali ad esempio farmaci, caffeina o tabacco, o consumo di alcol, 5) Insufficienza cardiaca, 6) Attacchi di cuore, 7) Ipertensione, 8) Ipertiroidismo o altri squilibri metabolici, 9) Precedenti interventi di cardiochirurgia, 8) Apnea notturna, 9) Stress dovuto a polmonite.

SINTOMI

La fibrillazione atriale, nella maggior parte dei casi, è la conseguenza di una malattia cardiovascolare, ma può verificarsi anche in soggetti che non soffrono di alcuna cardiopatia. In tal caso, si usa parlare di fibrillazione atriale isolata. Alcuni individui affetti da fibrillazione atriale non mostrano alcun sintomo e vivono ignari della loro condizione fino a che questa non viene rilevata dal medico durante un esame obiettivo. Coloro che, al contrario, manifestano un quadro sintomatologico possono lamentare anomalie come 1) Palpitazioni, ossia sensazioni di cuore in gola, 2) Battito cardiaco irregolare o anomalo, o tuffo al cuore, 3) Debolezza, 4) Stordimento, 5) Confusione, 6) Difficoltà respiratorie, 7) Dolore al torace.

FIBRILLAZIONE PAROSSISTICA (ACUTA) E FIBRILLAZIONE PERMANENTE (CRONICA)

Quando il battito cardiaco torna spontaneamente alla normalità si parla di fibrillazione atriale parossistica. Questa condizione può essere associata a sintomi transitori, di durata variabile da pochi minuti a ore, ma che si risolvono in maniera spontanea. In presenza di una fibrillazione atriale permanente, i sintomi perdurano in genere fino a che non vengono trattati.

FIBRILLAZIONI INNOCUE E FIBRILLAZIONI RISCHIOSE

Alcuni tipi di fibrillazione atriale sono innocui, altri invece possono avere gravi implicazioni. Chiunque sia affetto da una malattia cardiovascolare, inclusi coloro che hanno subito un intervento di cardiochirurgia, è esposto a un rischio di fibrillazione atriale più elevato e le possibilità di sviluppare una fibrillazione atriale aumentano con l’avanzare dell’età. Anche le persone con problemi di salute cronici o con una storia familiare di fibrillazione atriale sono a maggiore rischio. Una fibrillazione atriale può essere infine scatenata anche da una smoderata ingestione di alcolici. Diagnosticare una condizione di fibrillazione atriale è importante, perché questo problema cardiaco può contribuire allo sviluppo di un infarto. La diagnosi, tuttavia, può rivelarsi difficile in quanto la fibrillazione atriale è un evento imprevedibile e i sintomi non sono sempre evidenti.

VITAMINA K, OSSIA LA KOAGULATION VITAMIN

Per vitamina K s’intende una serie di composti che derivano dal 2-metil-1,4-naftochinone. Il nome di vitamina K deriva dal nome Koagulation Vitamin con cui fu nominato uno di questi fattori allorché venne identificato nel 1926. Negli anni successivi tale composto risultò essenziale nel mantenere i livelli di alcuni fattori della coagulazione e vennero identificati altri derivati dotati della stessa azione biologica. Nel 1974 venne scoperto il meccanismo di funzionamento della vitamina K.

FILLOCHINONE, MENACHINONE E MENADIONE

Le vitamine K vengono suddivise in tre gruppi: 1) Vitamina K1 o fillochinone (2-metil-3-fitil-1,4-naftochinone) di origine vegetale e che costituisce la forma più presente nella dieta, 2) Vitamina K2 o menachinoni di origine batterica (sintetizzata dai batteri simbionti normalmente presenti nella flora intestinale umana, come quelli appartenenti al genere Escherichia), 3) Vitamina K3 o menadione, liposolubile, di origine sintetica ed il suo derivato bisolfitico, idrosolubile.

ASSORBIMENTO INTESTINALE DIVERSIFICATO DELLA VITAMINA K

La vitamina K1 viene assorbita a livello dell’ileo con un meccanismo energia-dipendente mentre i menachinoni pare che vengano assorbiti nel colon. In entrambi i casi il corretto assorbimento dipende dalla normalità delle funzioni biliare e pancreatica e viene favorito dalla presenza di grassi. Successivamente la vitamina K viene inserita nei chilomicroni e da qui passata alle VLDL (very low density lipoproteins) ed alle lipoproteine a bassa densità (LDL) da cui viene ceduta ai tessuti.

L’IMPORTANZA DEI BATTERI SINTETIZZATORI

La vitamina K viene immagazzinata assai poco e per di più presenta un tempo di emivita di circa 17 ore, il che ne rende necessario un continuo apporto ottenuto dalla dieta e dai batteri sintetizzatori che si trovano nell’intestino (Escherichia Coli). Questo fa capire gli enormi danni che si causano alla flora intestinale con l’assunzione di antibiotici. Le vitamine K2 e la K1 vengono poi sottoposte a beta-ossidazione ed escrete con le urine come tali o coniugate con acido glucuronico. Il menadione viene eliminato con le urine agganciato ad un gruppo solfato, fosfato o glucuronide.

VITAMINA K ATTIVATRICE DI PROTEINE TROMBOTICHE

La vitamina K agisce come coenzima di una carbossilasi che determina carbossilazione di residui di acido glutammico per formare l’aminoacido y-carbossiglutammico (GLA), rendendo così attive alcune proteine come la protrombina ed i fattori VII, IX e X della coagulazione, le proteine plastiche C-M-S-Z, l’osteocalcina e la proteina GLA della matrice a livello osseo.

IDROCHINONE, FORMA ATTIVA DELLA VITAMINA K

La forma attiva della vitamina K è l’idrochinone (KH2), ottenuto da una reazione di riduzione catalizzata da una riduttasi dipendente da NADPH (nicotinamide adenite dinucleotide phosphate) o glutammato-sintasi e da gruppi sulfidrilici. Durante la reazione di carbossilazione per generare GLA, l’idrochinone viene trasformato in epossido, il quale, ad opera di una epossido-riduttasi, viene riconvertito in vitamina K.

DISCRIMINAZIONI MEDICHE SULLA VITAMINA K

Alcuni farmaci anticoagulanti (come il Warfarin) svolgono la loro azione andando ad inibire le reduttasi, bloccando la formazione di vitamina KH2 e determinando una diminuzione di alcuni fattori della coagulazione. Per contro, nei casi in cui è prescritta una tale terapia, il paziente che non abbia il desiderato valore del Tempo di protrombina deve assumere meno alimenti ricchi di vitamina K.

PARTICOLARE ABBONDANZA DI VITAMINA K NELLE FOGLIE VERDI

La vitamina K si trova sia negli alimenti vegetali che nelle proteine animali in quelli animali ed in più viene sintetizzata dai batteri intestinali. Tra i vegetali, i più ricchi sono quelli a foglie verdi (broccoli, cavolo, cavolini di Bruxelles, cime di rapa, spinaci, verza e simili). Contengono vitamina K pure i ceci, i piselli, la soia, il the verde. I latticini, la carne, la frutta ed i cereali ne hanno in quantità molto inferiori. Altro alibi medico per spingere la gente verso la solita bistecca. La soluzione alternativa l’ho ribadita nella tesina “Radicali liberi, stress ossidativo e chiave flavonoica al benessere“, dell’11/2/13.

PROTEINA C REATTIVA (PCR) IN ECCESSO

I valori tabellari chiedono di non superare la quota di 10 milligrammi per litro di sangue. Andando oltre si ipotizzano flogosi (gonfiori), danni tessutali, artrite reumatoide, infiammazioni, infezioni secondo i monatti, infarto miocardico, neoplasie diffuse, gotta, spondiliti anchilosanti, febbre reumatica, lupus eritematoso, poliarterite nodosa.

PURINE E ACIDO URICO

Gli acidi urici sono sostanze difficilmente solubili, che vengono espulse tramite l’urina e attraverso il sudore, ma sempre in quantità minime visto che il corpo umano, inequivocabilmente fruttariano, non è dotato di enzimi uricasi per la disintegrazione di cristalli urici. In ogni kg di carne e di pesce c’è una quota enorme e subdola di purine (si parla di 28 grammi per ogni carne di terra e di 30 grammi per ogni carne di acqua). Quote che l’organismo umano non riesce a smaltire e che si depositano in alcuni tessuti del corpo umano sotto forma di cristalli di urato monosodico (UMS).

L’ACIDO URICO DISGREGATO IN ALLANTOINA DIVENTEREBBE ELIMINABILE

All’uomo, disegnato strutturalmente, psicologicamente ed anche bio-chimicamente fruttariano, manca, rispetto agli animali carnivori, quell’enzima uricasi che trasforma l’acido urico in allantoina, sostanza assai meno tossica e pertanto facilmente eliminabile per via renale e cutanea.

CONSEGUENZE DELL’ACIDO URICO

L’accumulo di UMS porta inevitabilmente all’insorgere di malattie legate alle articolazioni, e parliamo di artrite, osteoporosi, gotta, artrosi, sciatica, sclerosi, calcoli biliari e renali. Chiaro che serve un’ alimentazione corretta e mirata, un metodo per favorire la diminuzione degli acidi urici nell’organismo. La dieta più adatta per l’eliminazione degli acidi urici è quella povera di purine.

CARNE E PESCE SIGNIFICANO DEVASTAZIONE CONTINUA

I danni della carne e delle proteine animali sono gravissimi, da qualsiasi parte li guardiamo. Le proteine nobili ci devastano A) Con gli acidi urici, B) Con la frantumazione del tetto proteico che sta a 24 grammi/giorno, quota raggiungibile con qualsiasi dieta vegana, C) Con digestioni lunghe e difficili, mai inferiori alle 20-40 ore, per i residui putrefacenti in zona intestino-colon, D) Con prelevamenti enzimatici e costi digestivi altissimi che rendono l’intera operazione fallimentare in termini di energia, E) Con ingrossamento di fegato e milza, F) Con batosta ingrassante e lipotossica alla formula del sangue, G) Con rallentamento pericoloso alla circolazione e al metabolismo, H) Con incremento generalizzato di cancro, cardiopatie, diabete, insufficienza renale, epatica, renale, intestinale, ghiandolare. Eppure la gente continua, con l’aiuto di una medicina costantemente macellatoria, a parlare di proteine nobili ed essenziali, anziché di proteine plebee, funeree e patologiche.

BASTA UN SEMPLICE E SOBRIO MENU PER NORMALIZZARE LA SITUAZIONE E RIPRISTINARE LA FUNZIONALITÀ IMMUNITARIA

Un semplice e facile menu tipo 1) Spremuta agrumi o melone o grappolo d’uva al risveglio, 2) Frutta acquosa a colazione e merenda pomeriggio, 3) Centrifugato carote-sedano-mele un’ora prima di pranzo, 4) Pranzo e cena (o anche solo pranzo o anche solo cena, sostituendo la cena con un panino o un frutto o un secondo centrifugato) basati su abbondante primo piatto di verdure crude verdi, o carciofi crudi, o pomodori e cetrioli e ravanelli, e secondo piatto personalizzabile a piacere purché non stracotto e non cruento-insanguinato (da scegliersi tra patate, cavolfiore, cavolini Bruxelles, fagiolini, piselli, passato verdure, sfarinata di ceci,  peperonata, miglio e grano saraceno, pizza sottile vegana senza mozzarella, pasta integrale con poca pasta e tante verdure), soddisfa chiunque dal punto di vista del gusto, non sfonda il tetto proteico e non implica carenze di alcun tipo, apportando al contrario una incredibile ventata di vitalità e di energia.

CI SONO PURE PIANTE AMICHE E FACILMENTE REPERIBILI

Asparago (diuretico e fluidificatore sangue), carciofo crudo (protettore epatico, stimolatore biliare, abbassatore del colesterolo e diuretico), biancospino (regolatore di palpitazioni, accelerazioni cardiache, tachicardie ed extrasistoli, regolatore pressione e anti-diarroico), betulla (anti-palpitazioni, fluidificante biliare, eliminatrice acido urico, diuretica), bietola rossa (abbassamento omocisteina), aglio-cipolla-porro (stimolanti, digestivi, antisettici, ipotensivi con abbassamento tensione), carote (stimolatrici sistema immunitario), equiseto o coda cavallina (diuretico, depurativo, antinfiammatorio), fico (riequilibratore immunitario), finocchio (allattamento materno, diuretico, anti-infiammatorio intestinale, gonfiori e meteorismo), ginseng (anti-urico), limone e agrumi (antiartrite, antireumatico, anti-colesterolo), malva (lassativa, emolliente, antinfiammatoria), melissa (anti-herpes e anti-dolori intrstinali), menta (stimolatore biliare e favorisce il mestruo), miglio (rinforza le unghie e le dita), mirtillo nero e rosso (depurativo, ipoglicemizzante, anti-infiammatorio, amico vie urinarie), ortica (anti-ingrossamento prostata, anti-ritenzione, anti-reumatica), parietaria (anti-ritenzione, anti-cistite, anti-calcolosi), piantaggine (anti-infiammatorio, anti-gastrite, anti-infettivo urinario), pomodoro (fluidificatore sangue), pungitopo (varici, tromboflebiti, ritenzione idrica, gonfiori alle gambe), rosa canina ( rinforzo immunitario, antinfiammatoria), rosmarino-salvia-timo (diuretici, disintossicanti, regolatori fiunzionalità epatico-biliare), tarassaco (depurativo e stimolatore della funzionalità epatico-biliare), zenzero (anti-colesterolo, anti-infiammatorio per vescica e intestino).

ENORME CONFUSIONE NELLA TESTA MEDICA

C’è evidentemente nella testa della medicina un caos indescrivibile. Mancando ai medici concetti di base (quali le sostanziali differenze tra minerali organici e inorganici, tra vitamine naturali e sintetiche, tra acqua biologica assimilabile-rivitalizzante e acque minerali dure-inattive), essi continuano a mescolare e a confondere il naturale con l’innaturale, il sacro col profano, l’innocenza con l’abominio. Continuano a rincorrere la singola vitamina o a tappare la singola buca, ignorando leggi fondamentali come quella del minimo, quella delle sinergie, quella di causa ed effetto, quella della tendenza corporale al riequilibrio.

CRONICA INCAPACITÀ NEL DISTINGUERE CON CHIAREZZA IL BENE DAL MALE

Non sanno, in particolare, che nelle foglie verdi e nella clorofilla viva, c’è acqua biologica gradita ai glomeruli renali, per cui gli eventuali eccessi vitaminici si auto-regolano facilmente, mentre con le pasticche sintetiche ogni sbalzo diventa pesante auto-avvelenamento. Non sanno, nella fattispecie, che un conto è fluidificare il sangue con la vitamina K naturale ed innocente, col tarassaco, le alghe, il succo d’arancia e di pompelmo, l’acetosa, l’ananas, il cetriolo, la fragola, il ribes e l’uva, e un altro conto è invece fluidificarlo con la vitamina K bastarda e sanguinaria, con l’eparina di maiale della Pfizer, col fegato di struzzo e i testicoli del toro. Quasi che macchiarsi di rosso sull’albero delle ciliegie, e imbrattarsi di sangue e liquidi organici nella sala torture dei macelli, fosse la stessa e medesima cosa.

ELIMINIAMO LA TOSSIEMIA, L’IMMONDIZIA E IL LURIDUME INTERNO

Nelle malattie croniche, scriveva profeticamente il prestigioso medico-igienista americano John Tilden (1851-1940), il trattamento iniziale, centrale e finale, il trattamento unico e di ogni momento su cui concentrare tutte le nostre risorse mentali, psicologiche e materiali, rimane quello di eliminare, di mandare fuori dai piedi la tossiemia.

STOP ALL’ENERVAZIONE GRAZIE AL GIUSTO CARBURANTE ELETTIVO UMANO

Eliminare la tossiemia significa correggere qualsiasi abitudine di vita che produca enervazione o indebolimento del sistema nervoso. Già fare questo ci permette di ricostruire normali processi digestivi, normali assimilazioni ed evacuazioni. Dal momento che tendiamo a mangiare tutti 3 volte al giorno e 10 mila volte in 10 anni, si capisce l’importanza di scegliere per il proprio motore il carburante che brucia completamente senza inceppare i condotti, senza scoppi-scintille-fumi al tubo di scappamento.

GRAZIE A DIO NON TUTTI SI AMMALANO PER 360 GIORNI L’ANNO

“Dopo una vita spesa ad arrovellarmi nel grande mare della speculazione medico-chirurgica, col fine di trovare i veri fattori causanti delle cosiddette malattie, tutto quello che sono riuscito a scoprire è che il 50% della gente sta male di tanto in tanto, e che il restante sta male in continuazione. Fortuna consolante vuole che non l’intero 100% della popolazione mondiale sia malato per 360 giorni l’anno”.

IMPARIAMO LA PREZIOSA LEZIONE DI JOHN TILDEN

“Mi è costato troppi decenni per capire una cosa fondamentale. Mi sto mangiando le dita per averci messo tanto a comprendere che l’idea convenzionale di 20000 malattie, impregnante la mente medica, non sta né in cielo né in terra. Era poi tanto difficile capire che esiste soltanto una malattia sulla faccia della Terra, e che le 20000 malattie a repertorio non sono altro che 20000 manifestazioni differenziate della stessa, della unica ed onnipresente condizione chiamata tossiemia, ovvero lordura del sangue, lordura del linfatico, della matrice extracellulare e dei tessuti?” Ti siamo grati amico Tilden. Messaggio captato, catturato ed acquisito!

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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