SLA E STRATEGIE NATURALI DI RECUPERO E DI DISINTOSSICAZIONE

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LETTERA

Buongiorno, Da gennaio ho scoperto di avere la SLA e, mentre prima avevo solo crampi e fascicolazioni, a distanza di soli 9 mesi, ho perso l’uso delle mani, devo dormire col respiratore e le gambe cominciano a cedere.

Non avevo considerato la ricerca e la relativa eventuale cura della Bordetella. Lei che cosa mi consiglia, visto che la medicina ufficiale propone solo il Riluzolo? Grazie per la risposta e cordiali saluti.
Massimo

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RISPOSTA

SCORDIAMO IL RILUZOLO

Ciao Massimo. Per tua conoscenza il Riluzolo non risolve i tuoi problemi e non risolve in particolare la tua giusta voglia di ripristinare la normalità. Tra l’altro, produce effetti indesiderati niente affatto trascurabili, tipo astenia, nausea, sonnolenza e vertigini.

IL DR DOMENICO FIORE È PURTROPPO SCOMPARSO DI RECENTE

“Il batterio Bordetella Pertussis, nell’uomo, al primo incontro con un individuo, provoca la pertosse. Ad una successiva infezione, in soggetti con difetto della barriera muco-ciliare, provoca diverse altre malattie molto gravi, tipo Sclerosi Multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Morbo di Parkinson, Miastenia Grave, Fibromialgia, CFS o Sindrome da Fatica Cronica”. Questo sosteneva il dr Domenico Fiore. Purtroppo è scomparso di recente senza la soddisfazione di vedere avvalorate le sue tesi. Nella mia tesina “Bordetella, SLA, atrofia ed illusioni antibiotiche“, espressi sì i miei rispetti per il dr Fiore ma, in tutta franchezza, evidenziai anche il mio disaccordo culturale con lui circa la responsabilità autentica del batterio e circa la cura antibiotica relativa. Disaccordo derivante essenzialmente dalle nostre vedute igienistiche che assolvono sempre batteri e virus essendo essi comparse, sintomi e conseguenze delle malattie, e non protagonisti-causanti delle stesse.

PRIMO E SECONDO MOTONEURONE, ASSONI, FASCIO PIRAMIDALE, GIUNZIONE NEURO-MUSCOLARE E IMPULSI ELETTRICI CHE CONTRAGGONO I MUSCOLI

Con il termine motoneurone, o neurone di moto, definiamo quei neuroni presenti nel sistema nervoso centrale che, attivati, inducono la contrazione del muscolo permettendo di eseguire movimenti volontari. Il primo motoneurone, o motoneurone centrale o corticale, si trova nella corteccia cerebrale e trasporta il segnale nervoso verso il basso attraverso prolungamenti chiamati assoni che formano un fascio di fibre. Il secondo motoneurone, o motoneurone periferico-spinale, si trova a livello del tronco encefalo e una volta attivato dal primo neurone, genera anch’esso il suo impulso elettrico e lo trasmette al midollo spinale. Da qui, tramite la giunzione neuro-muscolare il segnale passa ai muscoli che si contraggono. I motoneuroni e le loro fibre muscolari sono vitali per l’innervamento e il comando del muscoli. Nessuna azione muscolare sarebbe possibile senza i motoneuroni.

DEFINIZIONE DI SLA

La SLA o sclerosi laterale amiotrofica trova piena spiegazione nell’etimologia del termine amiotrofia che in greco sta per a, ossia alfa privativo, mio che sta per muscolo e trophia che sta per nutrimento. L’amiotropia consiste pertanto in una riduzione delle fibre contrattili di un muscolo e pertanto di una riduzione del volume e della funzionalità del muscolo stesso, dovute a una lesione che impedisce il suo nutrimento. La SLA è dunque un raggrinzimento o una sclerosi o un indurimento-irrigidimento della porzione laterale del midollo spinale.

MALATTIA DI CHARCOT E MALATTIA DI ARAN-DUCHENNE

Nella sclerosi laterale amiotrofica (malattia di Charcot) è colpita tutta la via cortico-muscolare con atrofia delle vie piramidali, delle corna e radici anteriori e dei nervi spinali motori. Possono essere contemporaneamente interessati anche il midollo allungato e i nuclei motori dell’ipoglosso, del facciale, del vago e del trigemino. L’atrofia muscolare progressiva (malattia di Aran-Duchenne) e, come la precedente, colpisce il neurone motorio periferico e pertanto le corna grigie anteriori con atrofia delle cellule gangliari motorie e delle fibre nervose a cui segue quella delle radici anteriori, dei nervi, dei muscoli.

PERDITA PROGRESSIVA E NON COMPENSATA DEI MOTONEURONI

La SLA è caratterizzata dal fatto che sia il primo che il secondo motoneurone vanno incontro a degenerazione e muoiono. La morte di queste cellule avviene gradualmente nel corso di mesi o anche anni. I primi segni della malattia compaiono quando la perdita progressiva dei motoneuroni supera la capacità di compenso dei motoneuroni superstiti fino ad arrivare ad una progressiva paralisi, ma con risparmio delle funzioni cognitive, sensoriali, sessuali e sfinteriali (vescicali ed intestinali). Pur bloccando progressivamente tutti i muscoli, non toglie la capacità di pensare e la volontà di rapportarsi agli altri. La mente resta vigile ma prigioniera in un corpo che diventa via via più immobile. Questo è il lato drammatico della SLA.

6000 AMMALATI IN ITALIA E 3 NUOVI CASI DI SLA AL GIORNO

Il nostro paese viene terzo al mondo dopo USA e Giappone, con alte incidenze nelle regioni Lombardia, Lazio e Campania, nonché nel mondo del basket e del calcio. Particolari intensità si registrano nelle isole Marianne, a Guam e nella penisola Kii in Giappone e nelle Filippine, luoghi di alto consumo ittico e di sistematiche vaccinazioni, e pertanto con molto sale e molto mercurio sul piano alimentare, associati ad alluminio e mercurio ancora sul piano vaccinale. Attualmente sono circa 6.000 i malati in Italia, dove si manifestano in media tre nuovi casi di SLA al giorno e si contano circa sei-otto ammalati ogni 100.000 abitanti. Prevalentemente la SLA colpisce persone adulte di entrambi i sessi in un’età compresa fra i 40 e 70 anni.

PERCENTUALI IMPRESSIONANTI NEL MONDO DEL CALCIO

La scomparsa precoce di diversi noti calciatori come Borgonovo, Corno ed altri ha creato scompiglio ed inquietudine in Italia dove il calcio è praticato e seguito con particolare passione. Tra il 2004 e il 2008 si sono verificati 43 casi di SLA, con una frequenza 24 volte superiore alla media nazionale.
Si parla di abuso di farmaci dopanti privi di autorizzazione e di ricetta, ma si demonizzano anche i ripetuti colpi di testa al pallone, capaci di causare delle microlesioni in zona cerebrale.

INDIZI ED IPOTESI SUI FATTORI CAUSANTI

Le cause della SLA sono tuttora incerte, pur esistendo indizi ed ipotesi su cui si sta lavorando. Le numerose ricerche in corso mirano a chiarire il ruolo di alcuni fattori:

  • Presenza di un forte stress ossidativo nella cellula, con alterazione dei mitocondri (le mini-centrali energetiche cellulari).
  • Alterazione di certe proteine che si aggregano all’interno della cellula.
  • Eccesso di glutammato, un aminoacido usato dalle cellule nervose come segnale chimico. Quando il suo tasso è elevato ne determina un’iperattività che può risultare nociva. Tutto ciò sembra che giochi un ruolo importante nella SLA.
  • Carenza di fattori di crescita, sostanze, prodotte naturalmente dal nostro organismo, che aiutano la crescita dei nervi e che facilitano i contatti tra i motoneuroni e le cellule muscolari.
  • Fattori vaccinali come alluminio, mercurio o piombo, tipici delle inoculazioni.
  • Fattori tossico-ambientali come pesticidi agricoli che possono danneggiare le cellule nervose e i motoneuroni.

LA PRESENZA DI ALLUMINIO DESTA MOLTI SOSPETTI

Fegato, ossa polmoni, tiroide e cervello sono i siti in cui si immagazzina l’Alluminio nel nostro organismo. La percentuale di Al nel capello è in stretta relazione alla percentuale presente nelle ossa. È accertato ad esempio che nel morbo di Alzheimer si registrano alte quantità di questo minerale nel tessuto cerebrale. Come scrive Marcello Pamio nel suo sito Disinformazione.it, esiste una significativa ricerca del 2000 del chimico dr R. Chinellato, svolta tramite spettrofotometro presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove si dimostra che, a causa di minime e banali degradazioni del rivestimento interno delle lattine, vengono cedute alla bibita concentrazioni alluminiche di 0,5 mg/lt, equivalenti ad oltre il doppio di quanto previsto dalle normative nazionali.

LE INSIDIE DELL’AVVELENAMENTO DA ALLUMINIO

L’alluminio risulta particolarmente tossico per il sistema nervoso. Lo dimostra una serie di sintomi che includono disturbi del sonno, nervosismo, instabilità emotiva, perdita di memoria, mal di testa, e compromissione intellettiva. Esso può fermare la capacità del corpo di digerire e fare uso di calcio, fosforo e fluoro. Questo impedisce la crescita scheletrica e riduce la densità delle ossa. L’alluminio può anche causare condizioni che effettivamente scacciano il calcio dalle ossa, con debolezza, deformazione strutturale ed effetti paralizzanti. L’avvelenamento può anche provocare dolori muscolari, disturbi del linguaggio, anemia, problemi digestivi, diminuzione della funzionalità epatica, coliche renali ed insufficienza renale.

PRESENZA DIFFUSA TRA I FARMACI

I farmaci da banco possono essere una delle maggiori fonti di alluminio. Coloro che assumono spesso aspirina tamponata, come i sofferenti di artrite e di reumatismi, possono assumere fino a 700 mg di questo metallo ogni giorno. Digestivi, antidiarroici, antiacidi ed antiemorroidali contengono alte quote di alluminio. Una dose tipica di antiacidi contenenti alluminio può contenerne fino a 200 mg e l’uso previsto di un’intera giornata può fornire 800-5000 mg di alluminio. L’alluminio è spesso aggiunto ai prodotti per l’igiene, come i deodoranti e i bagnoschiuma.

CIBI COTTI, FOGLI DI RIVESTIMENTO E PENTOLE

I cibi che sono stati cotti o conservati in pentole di alluminio e in fogli di alluminio sono un’altra fonte, soprattutto in presenza di cibi caldi. Le stime dicono che fino a 4 milligrammi di alluminio possono essere trasferiti ad ogni porzione di alimenti acidi come i pomodori o gli agrumi che sono stati riscaldati o conservati con alluminio. Anche le pentole in acciaio inossidabile possono essere una fonte, in quanto vengono prodotte saldando l’acciaio inox con strati di alluminio. Stesso discorso per le caffettiere in alluminio.

ADDITIVI ALIMENTARI CON SALI DI ALLUMINIO

Ci sono sei sali di alluminio approvati come additivi negli Stati Uniti. I sali più comunemente usati sono i fosfati di sodio e alluminio. Essi si aggiungono a torte, minestre, pasta surgelata, pancake mix, farine auto-lievitanti, formaggio fuso, cibi a base di formaggio e birra in lattine. Una singola fetta di formaggio fuso confezionata singolarmente può contenere fino a 50 mg di alluminio. Si pensa che il cheese-burger possa avere uno dei contenuti più alti di alluminio rispetto a qualsiasi alimento. I prodotti da forno hanno circa 5-15 mg per porzione. Un sottaceto media grandezza contiene da 5 a 10 mg se è stato trattato in una soluzione di allume o solfato di alluminio, come comunemente avviene. L’allume viene pure utilizzatato per rassodare i cetriolini.

VACCINI ALL’ALLUMINIO ED AL MERCURIO

Il dr Hugh Fudenberg, uno dei leader mondiali in immunologia e genetica, ha affermato che i pericoli dei vaccini sono dovuti tra l’altro all’alluminio e al mercurio che quasi ogni vaccino anti-influenzale contiene. Il graduale accumulo di alluminio e mercurio nel cervello porta a disfunzioni cognitive.

PURE LE SCIE CHIMICHE AGGRAVANO LA SITUAZIONE

Le Scie Chimiche spruzzate nel cielo contengono alluminio. Il prof Russell L. Blaylock della National Health Federation di alluminio in particelle nanometriche infinitamente reattive ed infiammanti, capaci di provocare malattie neurodegenerative del cervello, tra cui cita demenza di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la SLA.

EVITARE OGNI ASSUNZIONE DI ALLUMINIO

Usare cestelli per cottura al vapore in bamboo anziché in metallo. Controllate le etichette di tutti i prodotti alimentari, igienici e medicinali, evitando quelli che contengono alluminio. Ridurre al minimo il consumo di formaggio, specie di quelli fusi e da spalmare. Evitare lieviti e cosmetici.

DISINTOSSICANTI NATURALI

  • La clorella è considerato uno dei migliori disintossicanti. Può eliminare l’alcol dal fegato, i metalli pesanti, i pesticidi e i PCB nei tessuti dell’organismo. La clorella può anche assorbire le tossine dall’intestino, incrementare la flora batterica intestinale, eliminare i gas intestinali e contribuire ad alleviare la costipazione cronica.
  • Il coriandolo, o prezzemolo thailandese, mobilita mercurio, cadmio, piombo e alluminio nel cervello e nel sistema nervoso centrale. Probabilmente è l’unica sostanza in grado di scrostare il mercurio immagazzinato negli spazi intracellulari e nel nucleo della cellula. È stato accertato che la Zeolite e la Clorella lavorano in sinergia con il coriandolo in quanto essi riescono ad intrappolare i metalli mobilitati dal coriandolo.
  • L’aglio contiene zolfo, che ossida il mercurio, il cadmio e il piombo e li rende solubili in acqua. È anche un potente antimicrobico e antimicotico, il che rende lo efficace contro la Candida albicans e i parassiti. L’aglio contiene pure un minerale che protegge il corpo dalla tossicità del mercurio. Si chiama selenio bioattivo.
  • La clorofilla è un pigmento che si trova in piante a foglia verde intenso e che è importante per il processo fotosintetico. Questo pigmento, tuttavia, fa qualcosa di più che agevolare la produzione di energia nelle piante. La Clorella prende il suo nome per l’elevato contenuto di clorofilla. Spinaci, fagiolini verdi, porro, cavolo verde e altri vegetali a foglia molto verde sono una buona fonte di clorofilla.
  • L’acido malico è uno dei più potenti disintossicanti dall’alluminio. Aiuta a ridurre la tossicità di alluminio per il cervello, e per questo motivo potrebbe essere utilizzato per aiutare nei casi di morbo di Alzheimer e di SLA. L’acido malico ha dimostrato di aumentare l’escrezione fecale e urinaria di alluminio. Può anche ridurre la quantità di alluminio che si trova negli organi e nei tessuti del corpo. L’acido malico si trova in natura, soprattutto nel rabarbaro, nell’uva, in tutta la frutta, nel vino e nell’aceto di mele e di vino non pastorizzati.

SINTOMI E SEGNALI DI DISINTOSSICAZIONE

Quando l’alluminio fuoriesce dalle parti del vostro corpo nelle quali è immagazzinato può agire come irritante. Per esempio, esso ha una tendenza ad irritare le terminazioni nervose, il che può irritare i muscoli. Perciò, quando qualcuno si disintossica dall’alluminio, questo può provocargli un disagio. E, dal momento che i reni sono gli organi che gestiscono questa disintossicazione, ci può essere anche dolore alla schiena e ai reni. Poiché l’alluminio tende a concentrarsi nel cervello, il processo di disintossicazione può essere accompagnato da confusione mentale. Esso può anche causare sintomi simil-influenzali con febbre, brividi e scarico delle mucose. La disintossicazione farà il suo corso ed i sintomi scompariranno. Poiché ogni secrezione nasale è tossica, sputatela invece di inghiottirla.
Mentre il vostro corpo può tollerare bassi livelli di alluminio, si deve essere sicuri che il livello rimanga basso e non salga. Questo richiede attenzione e un monitoraggio continuo. Ci sono test, come l’analisi del capello, delle urine e del sangue, che si possono fare per controllare i livelli di alluminio.

CURE NATURALI A BASE DI FRUTTA E VERDURA

Frutta e verdura possono aiutare a prevenire la SLA. A sostenerlo un gruppo di ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston guidati dallo scienziato italiano Alberto Ascherio, docente di Epidemiologia e Nutrizione presso la Harvard School of Public Health. Secondo lo studio USA pubblicato sulla rivista Annals of Neurology, alcuni tipi di frutti e di vegetali svolgerebbero una sorta di azione protettiva nei confronti di malattie neuro-degenerative come la SLA.

ALIMENTI ECCEZIONALI PER IL BETA-CAROTENE

Merito di questa straordinaria azione garantita da frutta e verdura sarebbero gli antiossidanti, tra questi in particolare due catotenoidi come il betacarotene e la luteina. Entrambe queste sostanze sono presenti in alimenti comuni come carote, zucche, spinaci, broccoli, verza, cavolini Bruxelles. I consumatori di cibi ad alto contenuto di carotenoidi avrebbero un rischio minore di sviluppare la SLA rispetto agli altri. Stesso discorso per la vasta gamma di fitonutrienti, con oltre 30 mila specie incluse, oltre che nei carotenoidi, nei lignani, allisolfuri, antocianine, polifenoli, terpeni, isoflavoni, glucosinati, luteina e zeaxantina.

ALIMENTI ECCEZIONALI PER LA LUTEINA

Spinaci, cicoria da taglio, radicchio rosso, prezzemolo, rucola, piselli, lattuga, mais giallo, garantiscono alti contenuti di luteina. Altre piante amiche da inserire nella dieta sono le bietole rosse, frutta di bosco, porro, cipolla, aglio, cipollotto, erba cipollina, scalogno, peperoni rossi e gialli, crescione, rucola, ravanelli e rape con relative foglie, cavolo-rapa, patate non irradiate, patate dolci, manghi, castagne.

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Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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