TRIMETILAMINURIA E MALEODORANZA CORPORALE

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LETTERA

Buonasera Valdo, vorrei chiedere se esiste una dieta mirata che potrebbe risolvere i soggetti affetti da trimetilaminuria. Grazie anticipate.
Giuseppe

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RISPOSTA

L’argomento non è dei migliori. Preferirei parlare di profumi e di essenze. Sono uno che ama abbassarsi sulle violette selvatiche per raccoglierne meglio la fragranza. Sono uno che ama inebriarsi su una rosa rossa o in mezzo a uno spiazzo di ciclamini di bosco. Mi basta entrare in un mercato di ortofrutta per sentirmi deliziato e sorridente. Colori e profumi si fondono in un effluvio magico ed appagante.

La stessa cosa non succede affatto nei paraggi di una macelleria, o anche di una cucina dove si manovrano con disinvoltura sostanze sgradevoli, disgustose e nauseabonde.

CHE COS’È LA TRIMETILAMINURIA

La trimetilaminuria, conosciuta anche come sindrome da odore di pesce, è una condizione in cui la trimetilammina (TMA), una sostanza volatile dal forte odore di pesce prodotta da batteri nell’intestino a partire da composti come la colina, viene accumulata ed escreta con le urine, con il sudore e con il respiro.

Questo disordine comporta notevoli difficoltà a livello sociale, causando isolamento e depressione nelle persone colpite.

La trimetilaminuria si divide in forma primaria e secondaria:

  • Trimetilaminuria primaria – È la forma più comune. Le persone affette da trimetilaminuria primaria sono caratterizzate da una carenza ereditaria di enzimi necessari a convertire la trimetilammina in TMAO (composto non odoroso) nel fegato.
  • Trimetilaminiria secondaria – In questa forma fattori come dieta, metabolismo intestinale, ormonale ed enzimatico sono considerati di maggiore rilevanza.

Questo disturbo sembra colpire più le donne che gli uomini, forse a causa degli ormoni femminili come estrogeni e progesterone. La condizione sembra peggiorare durante la pubertà. I sintomi possono anche aumentare durante le mestruazioni, o in seguito alla menopausa.

L’odore può dipendere da più fattori, tra i quali spiccano dieta, cambi ormonali, livelli di stress, quantità di sudore.

Alcune persone emanano un forte odore di pesce in modo costante, la maggior parte però hanno un odore più moderato con intensità variabile. Generalmente non hanno altri sintomi evidenti.

SINTOMI

I sintomi comuni di trimetilaminuria possono includere:

  • Odore di pesce marcio (ma anche di fumo, spazzatura, feci, urina, zolfo, uova marce) emanato dalla pelle, dai fluidi corporei, dall’alito, in particolare in seguito all’assunzione di alimenti contenenti colina, azoto e zolfo.
  • Battito cardiaco aumentato e ipertensione.
  • L’intensità dell’odore può variare.
  • Nessun altro sintomo evidente di condizioni particolari.

CAUSE

Nei soggetti colpiti da trimetilaminuria avviene uno squilibrio tra la quantità di TMA assunta con la dieta e che richiede ossigenazione, e l’abilità enzimatica del sistema microsomiale epatico di ossidare la trimetilammina. Questa TMA non convertita in TMAO viene così accumulata ed eliminata attraverso le urine, il sudore, il respiro e altri fluidi corporei.

L’enzima coinvolto in questo processo è la flavina monoossigenasi (FMO3, da flavin containing monooxygenase 3, monoossigenasi contenente flavina 3).

La flavina è un coenzima derivante dalla riboflavina o vitamina B2 (vitamina che sta nel germe di grano, nel riso integrale, nelle mandorle, nei semini e nei funghi).

TRATTAMENTI CONVENZIONALI

La medicina convenzionale non ha cure specifiche e risolutive per la trimetilaminuria.

In alcuni casi dove sono stati utilizzati la neomicina e il metronidazole, antibiotici per sopprimere la flora intestinale, con risultati alterni e comunque solo per trattamenti di breve durata. Gli effetti collaterali possono includere nausea, vomito, mal di testa, leucoplachia orale.

VISIONE IGIENISTA

In realtà non esistono malattie senza cura, e ancor meno esistono sintomi senza causa. Qui si parla di disturbi ormonali, di eccesso di estrogeni e progesterone, di malattie del fegato, di alterazioni intestinali, tutte cose guaribili.

Per guarire occorre depurare. La depurazione passa attraverso cibi vegetali vivi, leggeri, digeribili. La depurazione passa attraverso spremute di arance e di mandarini al risveglio. Passa attraverso centrifugati di carote e di ananas. Passa attraverso sistematico contrasto alla formazione di ammine tossiche come cadaverina, putrescina, indolo e scatolo. Passa attraverso il magnifico strumento chiamato digiuno secco. Passa attraverso una scelta decisamente orientata verso il vegan-crudismo tendenziale. Tutte cose poco note e poco gradite nell’ambito della medicina ufficiale.

Il corpo umano non è un robot meccanico lubrificato mediante semplici oli e grassi per ridurre l’attrito tra i componenti meccanici in frizione. Il corpo è al contrario una macchina biologica molto più complessa che lavora costantemente giorno e notte, generando una moltitudine di prodotti di scarto, liquidi, solidi e gassosi, derivanti da digestione dei cibi, da filtrazione urinaria, da sudorazione della pelle, dal ricambio cellulare, da espulsioni intestinali, dal continuo lavoro degli organi emuntori. Tali prodotti di scarto vengono escreti anche tramite la pelle, producendo odori non sempre gradevoli.

Un corpo in salute e in forma, libero da sporcizia interiore accumulata, trova sempre modo di farsi apprezzare e di emanare gradevoli essenze personali. Questo vale sia per le femmine che per i maschi. A maggior ragione diventa importante l’igiene e la pulizia non solo della parte esterna, ma soprattutto di quella interna.

DIETA

È bene ricordare che l’odore corporeo forte e sgradevole può essere dovuto a un’incapacità da parte dell’organismo di digerire adeguatamente i cibi, a causa di carenze di enzimi o problemi digestivi. Quando l’odore corporeo sgradevole è causato da un problema interno all’organismo, disintossicarsi è la soluzione migliore. Ci sono diversi alimenti che aiutano a purificare il corpo, in particolare i vegetali e i succhi di frutta o verdura appena spremuti.

L’esclusione dalla dieta delle maggiori fonti di TMAO è il primo passo da compiere. Escludere quindi in particolar modo pesci marini, crostacei e frutti di mare, soprattutto se di acque profonde. Il TMAO è infatti contenuto principalmente in questi organismi, nei quali ha la funzione di contrastare l’urea e gli effetti della pressione sulle proteine.

Con la dieta vegana crudista del Vitto Valdiano ci si garantisce quindi un apporto ridotto di TMAO.

Inutile dire che i cibi infiammatori come carne, latticini, grassi-trans, grassi idrogenati, e altri grassi saturi vanno eliminati.

I grassi transgenici o trans o idrogenati sono lipidi ai quali è stato applicato un processo di idrogenazione, cambiando la struttura molecolare dei grassi vegetali insaturi originali. L’idrogenzazione si usa perché i grassi trans sono facili da usare, poco costosi da produrre, sono di lunga durata e sono persino più appetibili, almeno in apparenza. Non a caso vengono definiti junk food industriale.

Producono effetti distruttivi, sono diabetizzanti e ingrassanti, aumentano il colesterolo LDL e i trigliceridi, riducono l’HDL, aumentano il rischio di infarto e ictus, peggiorano la formula del sangue rendendolo meno fluido. Si trovano in tutti gli alimenti precotti, preconfezionati, inscatolati, addensati, conservati, in tutte le margarine e le cremine.

Oltre ai citati alimenti di origine animale, ci sono alcuni vegetali da evitare come cipolla e aglio, e anche sostanze stimolanti come il caffè e la nicotina.

RIMEDI NATURALI A TRIMETILAMINURIA

Per contrastare la trimetilaminuria vengono consigliati anche:

  • Docce frequenti con sapone delicato a pH basso (5.5-6.5) possono limitare la diffusione dell’odore. Il pH basso aiuta a trattanere la TMA secreta dalla pelle (sostanza basica) sotto forma di sale, che è meno odoroso e può essere rimosso facilmente con una doccia.
  • Lavaggio frequente dei vestiti.
  • Viene consigliato anche l’utilizzo di antiperspiranti. Secondo le norme igienistiche vanno invece chiaramente evitati in quanto è importante non bloccare l’attività escretoria della pelle. Una delle funzioni più importanti delle ghiandole sudoripare delle ascelle è proprio quella di espellere le tossine dal corpo. La sudorazione è quindi una parte fondamentale per mantenersi in buona salute. Bisogna infatti dare al proprio corpo la possibilità di sbarazzarsi delle tossine attraverso i vari processi metabolici che sono minzione, defecazione, espirazione, escrezione cutanea. Quando tali processi sono inibiti, impediti e rallentati, la situazione si appesantisce e si aggrava notevolmente.
  • Attività aerobica intensa, respirazione efficace ed esposizione solare sono pertanto di fondamentale importanza.

ALTRI ODORI CORPORALI

Gli odori corporei più pesanti e sgradevoli vengono generati in particolare da quello che portiamo alla bocca, da come lo digeriamo e da quanto lo assimiliamo. Assumere carne rossa o bianca comporta assunzione di carnitina, la quale all’interno dell’intestino umano lungo e stretto, del tutto inadatto a questo tipo di materiale, rilascia residui che devono essere processati faticosamente dalla flora batterica intestinale.

Chi si alimenta di carni, pesce, crostacei e latticini va a creare inevitabilmente al suo interno una flora batterica intestinale sbilanciata, comportante odori simili alla puzza di pesce marcio. Si tratta di quella disbiosi intestinale di cui parlo nella tesina “Come ripristinare la flora intestinale”.

Del resto, uno dei peggiori odori possibili sta proprio nella cadaverina, o diamina fetida (C5H14N2), prodotto di decarbossilazione dell’aminoacido lisina. In pratica si ha una reazione catalizzata dall’enzima lisina-decarbossilasi. Una reazione che si sviluppa nei processi di putrefazione dei tessuti animali, insieme alla putrescina (NH2(CH2)4NH2) e ad altre poliammidi. Si chiama cadaverina perché fu scoperta la prima volta nell’intestino di organismi morti o di cadaveri. Tipico l’odore rilasciato dai topi morti.

VAGINOSI BATTERICA

Se una donna avverte prurito, bruciore, e strane perdite odorose, probabilmente ha a che fare con un’infezione da Gardnerella. Anche qui si tratta di disbiosi intestinale e di conseguenti eccessi di batteri anaerobi-disbiotici e di moltiplicazioni fungine.

La colpa non è del batterio in sé ma di una caduta delle difese per cattiva alimentazione, per uso di farmaci, per sedentarietà, per carenze di vitamina C naturale. La flora della vagina si indebolisce e lascia proliferare i batteri. Gli odori femminili sgradevoli, spesso dovuti all’alterazione del pH causato dalle secrezioni vaginali, potrebbero essere anche conseguenza di un aumento di ferormone, sostanza chimica volatile e messaggera, o addirittura di un eccesso di pulizia.

CANDIDA ALBICANS

L’organismo femminile è particolarmente delicato e vulnerabile. Il meccanismo delle mestruazioni, la presenza di lieviti come la Candida Albicans, possono dar luogo a un odore simile alla birra, prodotto dalla conversione dello zucchero in alcool.

A differenza della Gardnerella, la candida è un’infezione fungina e non batterica. È piuttosto legata al consumo di zuccheri raffinati e dolciumi. Può presentare sintomi molto simili, come prurito, bruciore, gonfiore e perdite, nonché cattivo odore.

RIMEDI GENERALI AI CATTIVI ODORI

ABLUZIONE A BASE DI MENTA E DI MALVA

Per una corretta igiene intima è bene effettuare lavaggi intimi a base di acqua e menta. Lavaggi ancora più delicati invece si possono fare con la malva, una pianta dalle elevate proprietà lenitive ed emollienti, utili per mantenere equilibrato il pH vaginale e della pelle in generale, contrastando i fastidiosi bruciori. Si può fare un decotto mettendo a bollire, in circa un litro di acqua, dieci grammi di malva, dopodiché si lascia raffreddare, e infine si usa come rimedio per praticare abluzioni.

PEDILUVI CON ACETO E PEDILUVI ALLA SALVIA

L’aceto è il rimedio della nonna più usato per effettuare salutari pediluvi non solo perché disinfetta ed elimina gli odori sgradevoli ma anche perché cura le malattie fungine che colpiscono facilmente le aree plantari. Basta mettere i piedi a bagno ogni sera per 20 minuti in una miscela formata da una parte di aceto e due parti di acqua calda.

Una pianta aromatica anti-odore è la salvia. Il pediluvio va effettuato in una bacinella d’acqua calda a cui si aggiunge un bicchiere di decotto realizzato con una manciata di foglie fresche di salvia.

FANGO E IDROTERAPIA

Il fango è un ottimo espediente naturale per eliminare i cattivi odori. Uno strato di fango spalmato sotto le ascelle, fatto essiccare e poi eliminato con un normale lavaggio, riesce a portare via lo strato di cellule morte e batteri causa dell’odore corporale spiacevole. Questo rimedio naturale può venire in soccorso durante situazioni particolari, come per esempio in campeggio.

Bagni in mare, docce fredde, idroterapia e fregagioni degli arti migliorano la circolazione e ripuliscono l’intero sistema. Indossare indumenti di fibre naturali, come il cotone, consente una maggiore traspirazione e un migliore flusso d’aria sulla superficie della pelle, tenendo la cute asciutta e lontana dall’umidità.

SOSTANZE VIETATE

Le ghiandole che producono il sudore sono di due tipi, ossia eccrine e apocrine.

Le prime si concentrano soprattutto sotto le ascelle e sotto i piedi (i posti più soggetti a emanare cattivi odori), e sono ghiandole che si surriscaldano quando la temperatura corporea è elevata.

Le seconde, invece, si trovano sotto le ascelle e nell’inguine ma non hanno nessuna correlazione con l’eccessivo calore corporeo.

La pelle è il più grande organo del corpo, è bene esporla all’aria e lavarla quotidianamente con semplice acqua o con detergenti delicati con pH neutro, in particolare nelle zone soggette a sudorazione. Evitare invece l’uso di saponi aggressivi, di deodoranti e di anti-traspiranti che bloccano i pori e impediscono alle tossine di fuoriuscire.

Valdo Vaccaro

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