CIBO AD ALTO RENDIMENTO PER UN MOTORE SPECIALE

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(Conferenza di Cagliari, del 17 Luglio 2013)

Buona serata a tutti. Nessuno pensi che io sia venuto a portare la buona novella. Mi sa tanto che qui in Sardegna, tra nuraghi del 1100 a.C e un invidiabile capitale di risorse naturali, la sapete più lunga che in continente, in termini di cibo, di salute e di saggezza.

Tutto è cibo davvero, il tema del meeting non fa una grinza. Anche il fatto di poterci incontrare qui in Sardegna è cibo, sempre sperando che si tratti di cibo leggero e rasserenante per tutti. A qualcuno, se impreparato o prevenuto, potrebbe anche andare per storto. Ogni nutrimento del corpo e dell’anima richiede un minimo di preparazione e apparati mentali e digestivi in buon ordine. Farò del mio meglio per indorare la pillola, per far sì che il mio discorso diventi il più possibile compreso, accettato, gradito e condiviso.  Condiviso possibilmente anche dai medici liberi di mente e di spirito.

NESSUN PREGIUDIZIO CONTRO I MEDICI

Non c’è malanimo o pregiudizio da parte nostra. Né esiste concorrenza e competizione. Non ci sogniamo nemmeno di sottovalutare o sottostimare il medico per dire che noi non-medici o noi igienisti o noi filosofi della salute siamo migliori di loro o superiori a loro. Questo sarebbe ingeneroso, presuntuoso e sciocco.

MODESTIA E UMILTÀ MA MAI SUDDITANZA O SENSO DI INFERIORITÀ

Non mancano i mediocri, gli arroganti, gli snob e i cretini in tutte le categorie, anche tra gli igienisti ovviamente. Un motivo in più per cercare, io per primo e tutti voi pure, di non cadere in questi tranelli e di praticare modestia, umiltà, e rispetto, ma mai sottomissione, sudditanza o senso di inferiorità.

NOI APPARTENIAMO A QUALCOSA DI GRANDE E LORO NO, FINO A PROVA CONTRARIA

Non ci servono questi banali mezzucci da due soldi. Parlino per noi i fatti concreti su chi ha torto e ragione in tema di salute e di benessere. Ovvio e naturale che ognuno tenda un po’ a fare barricata.
Se difendiamo le nostre scelte, se ci attribuiamo dei meriti o delle distinzioni, non lo facciamo certo per vanitosi e sterili sbandieranti di superiorità e di orgoglio igienista, ma per presa di coscienza della nostra appartenenza a qualcosa di grande e di speciale da cui essi si sono estromessi con le loro stesse mani.
Non ci è possibile sottacere che che noi ci muoviamo su un percorso oggettivamente giusto, tracciato dai grandi maestri, e che i medici al contrario sono finiti da lungo tempo fuori rotta, o meglio sono diventati piazzisti di Big Pharma che è tutto dire.

ENERGIA TELEPATICA PER TUTTI

Vi ringrazio amici sardi di essere venuti. Siete in 330 seduti in spettacolare semicerchio davanti a me, e ci sono almeno una cinquantina di altri ospiti alle mie spalle, stesi beatamente sui cuscini del prato di questo magnifico ed elegante ambiente naturale cagliaritano, chiamato convento di San Giuseppe. Ma la cosa più bella, ve lo garantisco, è il tifo telepatico e spirituale che accompagna questo evento estivo in terra di Sardegna.

PAOLO RICCI, MAURIZIO E LUCIO GANDOLFI DA ROMA

Pochi minuti fa, prima di iniziare, ho avuto modo di video-ascoltare un messaggio emozionante e dal vivo da parte dei grandi Paolo Ricci e Maurizio da Roma, e ho captato pure i saluti di Lucio Gandolfi da Torvaianica, presenti qui tra di noi virtualmente come amici miei e come amici speciali della Sardegna. Hanno definito questo nostro incontro come atto di amore prima ancora che avvenimento culturale salutistico.

UN ATTO D’AMORE TARGATO SARDEGNA E UNA BAMBINA ECCEZIONALE DI NOME VIOLA A GUIDARE UN NUTRITO GRUPPO DI IGIENISTI IN ERBA

Atto d’amore in quanto importante e formidabile mio esordio in Sardegna, terra particolarmente sensibile alle nostre tematiche. Ma soprattutto atto d’amore da parte di tutti voi, accorsi prontamente da Sassari, Olbia, Oristano, Carbonia e Cagliari. Atto d’amore di tanti genitori che hanno portato il meglio della loro produzione, ossia pargoli bellissimi e bambine stupende per rara bellezza e intelligenza. Nessuno si offenda, ma mi sia concesso di citare la piccola Viola, una vera e propria reginetta della serata per la sua capacità di esprimere concetti di salute con sbalorditiva competenza e disinvoltura.

QUATTROCENTO PRESENTI FISICAMENTE E ALMENO QUATTROMILA SPIRITUALMENTE

Ecco allora che non siamo più in 400, che è già un bel numero, ma in 4000 o forse anche di più, in questo appuntamento salutistico che sprigiona energia, genera radiazioni favorevoli e coinvolgmenti emotivi in tutte le direzioni. Nessuno manca stasera. Non mancano di certo Fidel Natarella, Giorgio Malvezzi, Dina Casarin, Carmelo e Franco Libero, Luigi Canino, Pietro Bisanti,  non mancano Silvia Zavagno e Sara, non mancano e tutti gli organizzatori dei precedenti eventi (non li sto a citare qui uno per uno anche se lo meriterebbero davvero), specie quelli legati all’agricoltura biologica come Aurelio Tibaldi, Carlo Cruciani, Flavio Milani.

UN ORTO NATURALE E PERMANENTE

Anche perché, qui all’interno del convento in cui ci troviamo, c’è un importante esempio di orto speciale, definito Orto Sinergico, oppure Orto Naturale e Permanente, ispirato al rivoluzionario agronomo giapponese Masanobu Fukuoka (1913-2008), all’australiano Bill Mollison, uno dei pionieri della permacoltura e alla Emilia Hazelip (1938-2003) agronoma e naturalista spagnola. La persona che cura l’Orto è Salvatore (Tel 070-8576324, 328-3599864, portatore@tiscali.it).

CARBURANTE PER LA MACCHINA UMANA

Dopo queste premesse andiamo dunque al tema della serata, dove parleremo prevalentemente di alimentazione efficiente e virtuosa. Cibo inteso dunque come carburante speciale ad alto rendimento per un motore speciale come quello umano. Vediamo dunque di che motore si tratta.

LE COSE STRABILIANTI STANNO ALL’INTERNO

Il più grande dono che abbiamo è il corpo e tutto quello che c’è dentro. Più impariamo a conoscerlo e più forte è la voglia di rispettarlo. Trattasi infatti di una perfetta creazione nel mondo della natura in termini di potenza, capacità, adattabilità. In genere ci soffermiamo sulle nostre caratteristiche esteriori, naso, occhi, pelle, muscoli, altezza, peso. Tutto questo mentre le cose più stupefacenti le abbiamo all’interno.

UN CUORE PER POMPARE 580 DAMIGIANE AL GIORNO

Abbiamo un cuore che batte 100 mila volte in 24 ore, per pompare 6 litri di sangue (240 ettolitri pompati al giorno o 580 damigiane standard) attraverso una rete di vasi sanguigni e di capillari lunga 150 mila km. Ogni nuovo secondo vengono prodotti 7 milioni di nuove cellule sanguigne. Siamo dunque una  macchina complessa ed ultra-sensibile, in costante evoluzione.

UN CERVELLO CON 25 MILIARDI DI CELLULE

Il più grosso organo del corpo è la pelle con quasi 5 milioni di pori che agiscono da sistema  di raffreddamento. L’apparato digerente ha la capacità di trasformare gli alimenti in sangue, ossa e strutture cellulari differenziate. Il cervello umano è costituito da 25 miliardi di cellule particolarmente sviluppate.

SCONVOLGENTE COMPLESSITÀ DELL’ESTREMAMENTE PICCOLO

Una singola cellula può essere vista solo col microscopio elettronico, ma al suo interno accadono cose strabilianti. La più piccola cellula del corpo umano è un miliardo di volte più grande del suo componente interno più piccolo, tra mitocondri, cromosomi, geni, Dna, organuli, enzimi, ormoni e migliaia di altri micro-componenti. Come ci si perde ad osservare le immense estensioni delle stelle e della Via Lattea, così ci si stupisce di fronte alle sorprese del microcosmo. Spazio celeste e spazio cellulare non possono che lasciarci stupiti e inginocchiati di fronte al Creatore, chiunque Egli sia e comunque Egli si chiami, Dio, Allah, Buddha, Krishna, Manitou, o anche Caso, o anche  Meccanismo Evolutivo per chi è refrattario all’esistenza di un creatore-persona che porta a deleterie e discriminanti forme di adorazione e di religione.

129000 CHILOMETRI DI SOSTANZA GENETICA

All’interno di ogni cellula vi è un nucleo con dei cromosomi che contengono i geni. All’interno dei geni c’è l’essenza della vita, il Dna, la sostanza che determina il colore degli occhi (ed anche il profumo di un fiore nel settore delle piante, o la tinta delle piume dei volatili). Se prendessimo tutto il Dna presente nei 100 trilioni di cellule potremmo sistemarlo in una scatola grande come un cubetto d ghiaccio. Tuttavia, srotolandolo e unendone i pezzi, avremmo un filo lungo 400 volte la distanza tra Sole e Terra (ossia 129000 miliardi di km).

300-800 MILIARDI DI CELLULE RICAMBIATE GIORNALMENTE

Una cellula umana, portata in laboratorio, e quindi liberata da ogni influenza corporea, si divide in media 50 volte prima di morire. Ogni giorno 300-800 miliardi di nuove cellule vengono a sostituire quelle vecchie. Le cellule vecchie e morte vanno in parte riciclate e in parte espulse rapidamente attraverso i nostri 4 canali escretori che sono i reni, la pelle, l’intestino e i polmoni. Se il corpo è in forma e dispone di sufficiente energia, le citate scorie vengono ordinatamente eliminate.

PESSIME ABITUDINI

L’uomo coltiva purtroppo diverse brutte abitudini.

  • È alla costante ricerca di menu esotici e speciali,
  • È alla testarda ricerca di cibo-sostanza,
  • Dà la sua preferenza al cibo trattato, alterato, trascurando colpevolmente i cibi freschi, semplici, genuini ed innocenti.
  • Si perde in emerite sciocchezze, in fantasmi in paure spettrali, temendo la solanina e perdendosi la gioia di patate, pomodori, peperoni e melanzane, ignorando che la cadaverina del pesce, del pollo e del maiale è mille volte più inquinante della solanina,
  • Si perde in deplorevoli cretinate, temendo inesistenti carenze di B12 da cibo, e non piuttosto carenze B12 da disordini gastrointestinali che compromettono il fattore intrinseco,
  • Si perde in pregiudizi rovinosi, temendo inesistenti effetti acidificanti da limoni e arance, subendo gravi danni e limitazioni nel già precario menu invernale.

L’AUTOLESIONISMO UMANO NON HA LIMITI

Nessuno poi mangia 20 kg di patate al giorno, magari irradiate, magari pelate e stracotte, magari vecchie e macchiate di verde per esposizione al sole.  Così, anziché attenersi al consumo di prodotti freschi, va a ingerire cibo trattato, confezionato, fritto, arrostito, stufato, bollito, grigliato, salato, zuccherato, integrato. Ovvio che questo è autentico autolesionismo. Ovvio che l’uomo venga buggerato dai suoi stessi residui tossici che lo vanno ad intasare. Le scorie tossiche sono beninteso acide.

PIGRIZIA METABOLICA E RITENZIONE IDRICA

Accumulando scorie tossiche aumentiamo di peso. Questo succede perché l’organismo è costretto a trattenere liquidi per neutralizzare l’acidità delle medesime. Le tossine vengono depositate preferibilmente nel grasso e nei muscoli. Ed è a quel punto che subentra la pigrizia metabolica, la stanchezza, la dispersione energetica, visto che il corpo consuma molta energia nel tentativo di liberarsi delle scorie.

GLI IMBOTTIGLIATORI NON SODDISFANO LE NOSTRE VERE ESIGENZE

Se abbiamo una pianta e la lasciamo priva d’acqua, priva di sole diretto o indiretto, essa appassisce e muore! Noi siamo fatti d’acqua al 70-80%. Servono dunque cibi ad alto contenuto idrico. Possiamo girare quanto vogliamo nei supermarket cittadini. Finiremo per scoprire che le acque in bottiglia (pure di plastica) non risolvono da sole la nostra gran sete, e che vino, birra, cole e succhi di frutta confezionati, sono ancora peggio.

FRUTTA ACQUOSA E VERDURE CRUDE

Finiremo per scoprire che soltanto 2 sostanze alimentari rispondono a questo requisito, e sono la frutta acquosa e la verdura cruda. Finiremo per renderci conto che tutte le nostre sostanze nutritive per la sopravvivenza devono provenire da lì. I nostri minerali organicati e le nostre vitamine naturali  stanno nei frutteti, nei campi e negli orti, non nelle farmacie. Non una fetta d’anguria al giorno, ma mezza anguria almeno, lontano dai pasti, e mai a fine pasto come la continuano a proporre ristoratori incompetenti.

IL PESO SI RAGGIUSTA RISTABILENDO LA FORMA FISICA

Nessuno mi venga pertanto a parlare di  dimagrimento e ingrassamento. Le alterazioni di peso in alto e in basso sono sintomi che dipendono da come ci comportiamo e da quanto materiale tossico ospitiamo. Pulire e detossificare sono la stessa cosa.

AZZERARE LE OSTRUZIONI

La prima domanda-chiave che dovremmo invece porre a noi stessi è la seguente: “Questo cibo che porto alla bocca è disintossicante o è intasante? Proviene da una pianta carica di energia radiante solare o da uni un luogo di tortura chiamato macello?” Ricordo qui la formula di Arnold Ehret, V= P-O (Vitalità = Potenza meno Ostruzione), per cui più il cibo è pesante-impegnativo-problematico e meno energia vitale ne ricaviamo, per cui stiamo usando il nostro motore in modo inefficiente. A tale formula aggiungerei come variante o come semplice completamento, V= P-C, dove C sta per cattiveria e cinismo, per indifferenza alle sorti di 7000 creature sgozzate ad ogni secondo che passa.

SBLOCCARE IL FRENO A MANO

Se ci decidiamo dunque a marciare nei giusti binari, se non ci ostruiamo e non ci sporchiamo internamente, eviteremo di procedere sbuffando, surriscaldandoci e gonfiandoci. Eviteremo di procedere col freno a mano tirato e il tubo di scappamento rovente e carico di fumo.

TANTE CURE IN SUPERFICIE E TOTALE TRASCURATEZZA INTERNA

L’attenzione esterna per il viso e per la pelle è addirittura maniacale. Docce, bagni, talchi, profumi, lozioni, creme, colonie e deodoranti. Anche le cure sul vestiario sono superlative. Nessuno si tiene addosso degli abiti lerci e sudati per settimane e mesi senza lavarseli, cambiarli, rinnovarli. Ci teniamo ad essere lindi e belli, esternamente.

LA SMANIA DEL BIANCO E DELLO STERILE

C’è insomma la smania del bianco e dell’immacolato, per non dire poi dello sterile, dell’amuchina, dell’alcol, del detersivo che fulmina tutti i microbi cattivi. Eppure c’è qualcosa che la gente mantiene regolarmente sporco ed immondo ed è l’interno del corpo, che è poi la parte decisiva del tutto. Questa è una grave contraddizione. Non puoi essere pulitissimo fuori e sporco dentro.

RADIAZIONI VENEFICHE DI SOGGETTI INAVVICINABILI

Ci sono persone elegantissime e profumate, il cui organismo emana davvero radiazioni venefiche. A volte, nei viaggi aerei, sono costretto a cambiare posto. L’insufficienza epatico-renale porta a questo ed anche ad altro.

UNA IMMERSIONE NELL’ACQUA BIOLOGICA

Il solo modo per autopulirsi internamente consiste nel consumare cibi ad alto contenuto di acqua biologica. Nessun medico, nessun pediatra, nessun nutrizionista ne parla. Quasi essa non esistesse! Ed è la sostanza numero uno per ordine di importanza dopo l’aria che respiriamo. L’acqua biologica è il succo zuccherino che sta abbondante nella frutta acquosa, sia essa l’anguria e il melone, sia essa l’arancia e il pompelmo, sia il grappolo d’uva, il mango, la papaia, o i vari succhi ottenibili centrifugando le carote, i sedani, le patate dolci e le rape, dove la prevalenza è per i succhi amari e carichi di clorofilla.

SUCCO ZUCCHERINO SOSTANZA-BASE

Perché mai l’acqua biologica è così importante da mettere in secondo piano tutto il resto?  Perché in questo liquido ci sono tutti gli elementi bilanciati ed indispensabili alla vita, senza carenze, senza eccessi, senza effetti dopanti e senza effetti collaterali. Come non bastasse ci sono i minerali organicati e assimilabili, ci sono le vitamine naturali dotate dei rispettivi coenzimi e ci sono i food-enzyme (o vitalie, o enzimi cibari) necessari alla auto-digestione a costo zero dell’acqua biologica stessa. Cose che mancano del tutto nei succhi confezionati e devitalizzati, nelle bibite e nelle cole.

L’ACQUA DA RUBINETTO E DA BOTTIGLIA

L’acqua comune di bottiglia o di rubinetto non contiene gli enzimi per essere digerita, per cui dopo un paio di bicchieri diventa pesante. Modificata e resa alcalina è ancora peggio, per cui diventa un integratore. L’acqua di sorgente almeno è magnetizzata oltre che fresca, per cui diventa formidabile risorsa per il ciclista che sta sudando sulle salite. Tutto è cibo signori miei, ma il modo di alimentarsi dell’uomo contemporaneo è davvero abominevole, inquina ad ogni pasto il suo organismo anziché ripulirlo. Mangiamo per intasarci e star male. Pare che l’unico requisito importante del cibo sia il sapore e il profumo.

L’ISTINTO DEL GRASSO, DEL DOLCE E DEL SALATO

Cos’è che ci frega? È l’istinto del grasso, del proteico, del dolce e del salato, del cotto e del concentrato, dello stimolante e del dopante. Come dice bene il dr Robert Pritikin, figlio del celebre Nathan e titolare dei Longevity Centers di Miami in Florida e di Santa Monica in California, sovrappeso e obesità sono diventati epidemici sia in America che in Occidente, non solo tra gli adulti ma persino tra i bambini, e questo è estremamente grave.

CARDIOPATIE IN TESTA

Le cardiopatie restano saldamente al comando come killer numero uno, seguite a ruota dal cancro. I by-pass coronarici sono all’ordine del giorno. Bill Clinton, ex consumatore di bistecche, è diventato vegano e cliente del dr Colin Campbell, dopo aver fatto 3 by-pass. Perché tanti bypass? Perché le arterie della gente sono occluse!

UN CORPO SINCERAMENTE AFFAMATO VA RIFOCILLATO

Perché mai l’istinto del grasso e del proteico, del dolce e del salato, del sostanzioso e dello sfamante?
Perché spesso non rispettiamo le esigenze del corpo e lo affamiamo inutilmente non mettendogli a disposizione gli alimenti giusti e vivi in modo stabile e regolare. Quando si è affamati si tende a cercare la compensazione pesante e non quella leggera. Il ragazzo che torna da scuola dopo 5-6 ore di digiuno forzato sui banchi, non ne vuole sapere della frutta e della verdura, ma cerca qualcosa di più concentrato e di più appagante.

RISPETTARE IL PROPRIO CORPO E USARE IL BUON SENSO

Un buon consiglio è quello di non affamare il corpo, ma piuttosto di adottare la politica del pasto leggero ogni 2 ore, a base di frutta, e di trasformare il pranzo e la cena (o anche uno solo dei due) in un pasto essenzialmente verduriano, con un primo abbondante di sole verdure, e un secondo a piacere. Qualcuno può trovarsi bene con 2 pasti principali al giorno, qualcuno con uno soltanto, l’importante è trovare un equilibrio e una funzionalità, al di là di qualsiasi schema.

IL CIBO ELETTIVO PER IL GENERE UMANO

Per chi ha timore della frutta, per chi vede in essa un semplice e banale alimento di contorno, buono da porsi al massimo su un bel cestino a fare bella figura, ci sono novità e conferme. I ricercatori svedesi del Karolinska Institute di Stoccolma, diretti tra l’altro dal nutrizionista italiano dr Andrea Bellavia, hanno appena portato a termine un massiccio esperimento durato 13 anni (a partire dal 2000), su 70 mila persone, scoprendo che chi fa 5 pasti di frutta al giorno non solo vive meglio, ma vive mediamente 3 anni più a lungo degli altri. Tre anni in statistica non sono una cifra da niente.

MASSICCIO ESPERIMENTO SVEDESE IN CONTINUAZIONE E CONFERMA DEL CAMBRIDGE2000

Questo esperimento è partito dal 2000 non a caso. In pratica ha voluto essere una continuazione del primo grande test  Cambridge2000, condotto all’Università di Cambridge (leader mondiale del cibo) su 20 mila soggetti inglesi per 20 anni, dalle dottoresse Jay Lee Khaw ed Aisla Welch, dove già si era scoperto che la formula five-per-day permetteva di schivare i due maggiori killer mondiali cardiopatia e cancro a chi la adottava regolarmente.

LOMA LINDA CONFERMA CHE PITAGORA AVEVA RAGIONE

Del resto, nel 2011 l’università leader del cibo in America, che è la Loma Linda, aveva per conto suo riscontrato, dati alla mano, che i vegetariani vivono in media 7 anni più dei carnivori-onnivori e che i vegani-crudisti li superano di ben 15 anni in questa gara a chi vive più sano e più a lungo. Dovremo dunque imparare a rispettare Pitagora, Asclepiade, Marco Aurelio, Galeno, Leonardo, Luigi Alvise Cornaro, Paracelso, e il grande Voltaire, teorizzatore della distruzione di ogni macello e di ogni ammazzamento sulla faccia della Nuova Terra che verrà.

SOMATOTROPINA DALL’ARIA, UN CIBO PRIVO DI MASTICAZIONE

Anche l’aria fresca è cibo di prima qualità, se impariamo a respirarla nel modo corretto, permettendo ai nostri alveoli polmonari di catturarla e sfruttarla opportunamente. C’è in essa una incredibile percentuale  dell’80% di nitrogeno N o azoto, che sovrasta fortemente il 20% di ossigeno che c’è in essa, e l’azoto entra in tutte le proteine del corpo. Catturando il sole tramite la retina che lo convoglia alla ghiandola pineale, e utilizzando il prezioso ormone melatonina, il miracolo avviene entro certi limiti ed entro determinate circostanze a livello dell’ipofisi, dove si crea una preziosa riserva di somatotropina, autentico rifornimento proteico che ci emancipa da ogni dipendenza proteico-alimentare, come ben sanno i fachiri, i breathariani o i respirazionisti.

CHI SA RESPIRARE FA UN GROSSO RISPARMIO DIGESTIVO

Respirare in modo corretto significa:

  • Aria pulita,
  • Espulsione lenta e totale di quanto resta nei polmoni,
  • Trattenimento dell’aria (preferibile lo schema 1-4-2 dove il trattenimento è quadruplo rispetto all’inspirazione),
  • Espirazione graduale e completa,
  • Impostazione addominale e diaframmatica, coinvolgente muscoli ventrali a risalire fino alle clavicole e alle spalle.

Il nostro obiettivo dev’essere quello di sconfiggere uno dei peggiori mali dei nostri tempi che è il respiro alto e corto, ossia il non-respiro caratteristico dell’insufficienza polmonare.

NIENTE ESTREMISMI, NIENTE SOFISTICAZIONI E NIENTE UTOPIE, MA SOBRIETÀ,  FLESSIBILITÀ E STILE QUANTICO OSSIA ORDINATO

Basterà che nella nostra dieta giornaliera consumiamo un 70% di alimenti ad alto contenuto d’acqua, e un 30% di alimenti a base di cibi sottoposti a cottura limitata, non esattamente virtuosi ma nemmeno troppo trasgressivi, e magari più consoni ai nostri gusti e desideri del momento. Basterà questo e avremo già raggiunto un buon livello, con risultati tangibili e verificabili. Nessun estremismo e nessun utopismo nel Vitto Valdiano, e nemmeno nella tesina “Radicali Liberi, stress ossidativo e chiave flavonoica al benessere“, dove ci sono le linee-guida per una alimentazione virtuosa e possibile per tutti, con ampi margini di adattamento, di compromesso e di personalizzazione.

GLI OBIETTIVI VANNO MESSI A FUOCO E PERSEGUITI CON COERENZA E DETERMINAZIONE

Per sentirsi vivi e pieni di energia dobbiamo in ogni caso:

  • Sconfiggere la letargia, la sonnolenza, l’indolenza, la pigrizia metabolica,
  • Rinnovare le nostre acque stagnanti,
  • Migliorare e sgrassare la formula del sangue,
  • Scrostare le pareti arteriose dalla placca e dal colesterolo riguadagnando calibro,
  • Rendere più alcalini i 20 litri di acque della matrice extracellulare che avvolge le cellule,
  • Dinamizzare il sistema linfatico evitando la sedentarietà,
  • Contrastare lo stress ossidativo con abbondanza di bioflavonoidi.

Tutto questo è possibile esclusivamente adottando diete vitalistiche cariche di micronutrienti e di vibrazioni elettromagnetiche, tipiche della dieta vegan-crudista tendenziale.

IL CIBO SECONDO IL NUTRIZIONISMO MEDICO

Inevitabile a questo punto fare dei raffronti fra medicina convenzionale e igienismo, ribadendo alcuni temi già affrontati nel mio ultimo meeting di Spilimbergo. Alimentarsi per i medici significa:

  • Imbottirsi di proteine animali, anche se questo viene camuffato dalla solita frase rituale del mangiare-un-po’-di-tutto,
  • Bere 3-4 litri di acqua al giorno,
  • Stare sul cotto,
  • Assumere integratori,
  • Assumere moderatamente vino e caffè.

Tutto sommato, la medicina tende a snobbare l’alimentazione in generale, giudicandola ininfluente sia come causa di malattia che come recupero da malattia.

PREVENZIONE MEDICA

Prevenire per i medici significa ricorrere a vaccinazioni che sono già una cura invasiva e un vero e proprio insulto al sistema immunitario. Prevenzione significa vaccinazioni che sono vere e proprie mine a scoppio ritardato, e a volte anche a scoppio immediato come ben sanno migliaia di genitori disperati ed affranti. La prevenzione medica è basata sulla paura della malattia, sui check-up continui e sulle cosiddette immunizzazioni, con poca o nessuna enfasi sul vivere secondo natura. Anzi, immunizzazione in termini medici significa disattivazione dei meccanismi immunitari e della nettezza urbana interna.

PREVENZIONE IGIENISTICA

Prevenire per chi sta con l’igiene e le cure naturali significa non intasare il corpo di tossine, non debilitarlo con digestioni lunghe e complicate, non ridurre il calibro delle arterie con placche di colesterolo miste a minerali inorganici, non compromettere la funzionalità degli organi-base, tipo cuore, polmoni, fegato, milza, reni, vescica, sistema nervoso, sistema ghiandolare, sistema immunitario, sistema linfatico e sistema ghiandolare. Prevenzione significa insomma stile di vita depurativo, non accumulatore di scorie e di nodi che vengono al pettine a distanza. Prevenzione significa vivere in piena armonia con se stessi, fare le cose in cui crediamo, esplicare la nostra personalità.

ARMONIA, ECOLOGIA E INDIPENDENZA SALUTISTICA

Prevenire è sinonimo di auto-cura. Significa evitare i problemi utilizzando appropriate pratiche di alimentazione e stili di vita sobri e virtuosi. Il prevenire igienistico è finalizzato alla tecnica del non-trattamento, alla non-cura sul sintomo, alla non-interferenza sul sistema immunitario. Auto-cura significa riposo e relax, significa cooperazione e non concorrenza coi poteri auto-guaritivi del corpo. L’auto-cura genera in te un controllo totale del tuo corpo, una vera e propria indipendenza salutistica. Auto-cura è alla fine sinonimo perfetto di igiene naturale, di guarigione spontanea, favorita da aiuti naturali e compatibili con l’ecologia del corpo umano e dell’ambiente.

L’IGIENE NATURALE È HEALTH ORIENTED, TESA CIOÈ AL BENESSERE

L’igiene naturale è health-oriented, e verte sulla salute, mentre la medicina convenzionale e sintomatologica focalizza tutto sulla malattia, e questa è una differenza fondamentale. Il punto di partenza dei medici è la malattia, anche se paradossalmente si disinteressano dei fattori causanti e concentrano le loro attenzioni sulla selezione del farmaco adatto a stroncare il sintomo.

L’IGIENE CI LIBERA DALLA DIPENDENZA E DAI TAGLIANDI DI CONTROLLO

Il punto basilare della Natural Hygiene sta nella educazione di noi stessi come individui che diventino responsabili della propria salute. L’Igiene insegna vera prevenzione, insegna come minimizzare o eliminare la dipendenza dai farmaci e dai medici. Insegna a vivere sereni e rilassati, lontano dall’ansia e dal panico dei tagliandi di controllo che già da soli sono fattori generanti nuove patologie, oltre che aggravamento di quelle pre-esistenti. L’Igiene insegna ad essere il più possibile autodidatti e ad assumersi le proprie responsabilità.

MALATTIA AMICA DA ADDOMESTICARE PER GLI IGIENISTI, NEMICA DA STRONCARE PER I MEDICI

La medicina considera poi le malattie come entità nemiche organizzate che ci attaccano e che devono essere distrutte. È per questo che il medico sciupa gran parte del suo tempo e dei suoi soldi a studiare piccole bestioline e piccoli mostri misteriosi ed enigmatici, e ad allestire migliaia di farmaci per distruggere tali microrganismi, scordandosi che noi viviamo in simbiosi vitale con essi.

NON MI DILUNGO SU QUESTI ASPETTI MA C’È MOLTO MATERIALE SUL BLOG

Ognuno di noi ospita tutti i virus endogeni del suo organismo interno, innocua massa di detriti cellulari da fisiologica moria cellulare. Massa che diviene ostruttiva e patologica solo per colpa di rallentamento metabolico medico-causato o paziente-causato. Ognuno ospita poi la sua flora intestinale. Attentare ad essa mandando fuori uso la sua preziosa azione simbiotica e sinergica, e ai meccanismi immunitari con aspirine, antibiotici e immuno-soppressori non è un clamoroso errore ma un vero atto criminale contro se stessi. Tant’è vero che per rimettere in ordine una flora intestinale devastata non bastano settimane ma mesi e mesi.

ATTRIBUIRE RESPONSABILITÀ PATOLOGICA AI MICRORGANISMI È VUDUISMO E NON SCIENZA

Le epidemie, lo ripeto a lettere cubitali per chi non lo avesse ancora capito, sono una questione tossica e non una questione batterico-virale, come scritto in precedenti tesine come:

UN CREDO IGIENISTICO PROFONDAMENTE DIVERSO DA QUELLO MEDICO

L’igienista crede in cose totalmente diverse e insegna cose del tutto diverse. Crede e insegna che le malattie si originano all’interno del nostro corpo come risultato evolutivo e logico di scelte di vita sbagliate, di pratiche fisiche-mentali-emozionali insidiose e indebolenti. L’igienista insegna che la malattia, per quanto fastidiosa possa essere, è un processo amico e ricostruttivo, non certo degenerativo, se non in alcune particolari circostanze tipo cachessia e metastasi terminali. Insegna che la malattia è un segnale d’allarme ed anche uno sforzo del corpo di espellere le sue tossine, di ripristinare e restaurare la propria funzionalità temporaneamente compromessa.

INSEGNIAMO BUON COMPORTAMENTO E SCELTE COSTRUTTIVE

Il non-intervento non è un limite, non è una rinuncia, non è una soluzione di serie-B, ma è una risposta qualitativa e competente ai nostri problemi. La migliore possibile. Pertanto, il ruolo basilare dell’igienista professionale è quello di insegnare il buon comportamento e le giuste scelte, e non certo di curare il sintomo. Quello che il paziente fa tutti i giorni al suo corpo e alla sua anima ha forti effetti sulla sua salute. Siamo anche circondati da nuove forme di inquinamento, da piani autenticamente criminali tipo le scie chimiche. Cose che nemmeno Hitler si sarebbe sognato di fare.

NON DELEGARE LA SALUTE A GUARITORI MEDICI E NON-MEDICI E NEMMENO A FUNGHI CINESI E A PRODOTTI MIRACOLOSI CHE NON ESISTONO

Viviamo davvero in un mondo che tende a spaventarci, ad ammalarci, a renderci schiavi di cibi che non alimentano e di farmaci che non guariscono. Il primo passo per guarire, per stare meglio, per sopravvivere è la consapevolezza. La cosa più importante che possediamo è il nostro corpo e la nostra anima. Non deleghiamo dunque la nostra salute ad altri. Diventiamo invece padroni di noi stessi.

RIBELLIAMOCI AL REGIME CONSUMANDO UVA, ANGURIA, MANDORLE E PINOLI

Essere vegan-crudisti non è soltanto un metodo per stare meglio, ma anche la migliore risposta ribelle e rivoluzionaria a chi ci vuole mettere in croce. Mangiare un grappolone d’uva, o una vaschetta di mirtilli, o mezzo chilo di ciliegie, è un vero atto rivoluzionario contro il Codex e contro Bilderberg, contro i macelli, i fast-food e i fabbricanti di cole e di cibo-spazzatura. Rifiutando i loro schifosi prodotti sgonfieremo la loro pericolosa arroganza.

BANCAROTTA ENERGETICA E IMPREGNAZIONE TOSSICA

Il concetto fondamentale dell’igiene sulle malattie umane è che tutto parte dalla enervazione o dallo snervamento. Enervazione dovuta a bancarotta o deficit energetico. Enervazione dovuta allo spendere più energia di quella che viene immessa e generata. In tali condizioni l’efficienza funzionale si deteriora ed evolve in uno stato patologico chiamato toxemia (tossiemia o impregnazione tossica). Enervazione, irritazione, infiammazione acuta, infiammazione cronica, ulcerazione, indurimento, derive tumorali e degenerazione cancerosa. Questo è il tipico percorso chiamato tossiemia.

TOSSIEMIA SIGNIFICA SANGUE DENSO ED AVVELENATO

Cos’è dunque la tossiemia? E’ avvelenamento del sangue, disturbanza del sangue e dei liquidi corporali che finiscono per accumulare ed ospitare i sottoprodotti tossici del metabolismo. La medicina parla di infezione. L’igiene parla di sepsi da decomposizione proteica, associata ad altri fattori esistenziali trascurati, tipo nutrizione, attività, riposo, assorbimento solare, fattori emozionali. Quando l’accumulazione di tossine eccede i livelli di tolleranza individuale, il corpo inizia una lotta vitale per rimuovere le sostanze dannose e per riparare il danno. Ed è questo processo depurativo, questo scarico-tossine, che viene chiamato malattia.

VALE SEMPRE E DOVUNQUE LA LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO

La cosiddetta immunizzazione medica è basata sulla ridicola idea che sia possibile con mezzi chimici o biologici trasformare una persona normale e vulnerabile in persona speciale e disease-proof (a prova di malattia). Se questo fosse davvero possibile significherebbe sospendere la legge di causa ed effetto. In realtà le vaccinazioni indeboliscono e riducono pertanto la reattività immunitaria. Il vaccinato non è protetto e non è immune, ma è semplicemente privo di vitalità e di reattività, privo di potere chelante e discostante.

NELL’EMERGENZA NON CI SONO SCELTE

Il metodo igienista del non intervento, del non fare intelligentemente nulla contro il sintomo, può essere difficile da accettare se non ci liberiamo della fallimentare ideologia medica. Lo ha fatto con coerenza gente di coraggio e di valore di ieri e di oggi, come Paracelso, Max Pettenkofer, Robert Mendelsohn e lo stesso Fidel Natarella. Chiaro che il concetto del non-intervento non va esteso agli estremi. Le ferite da incidente vanno pulite, disinfettate, suturate. La chirurgia ricostruttiva è assolutamente indispensabile, come lo sono gli anestetici. Ci sono dei farmaci, sempre dannosi e velenosi, ma ugualmente preziosi in determinate circostanze.

SI RISCOPRE FINALMENTE IL GRANDE WARBURG, E SI RIPARLA DI ACIDOSI E DI IPOSSIA

Già nel suo libro “Il metabolismo dei tumori”, che gli valse il Nobel della medicina nel 1931, il grandissimo Otto Einrich Warburg (1883-1970) dimostrò che tutte le forme di cancro derivano da 2 precisi fattori chiamati acidosi (eccesso di acidità) e di ipossia (mancanza di ossigeno), e che il cancro è la conseguenza di una alimentazione anti-fisiologica (cibi acidificanti) e di uno stile di vita anti-fisiologico (sedentarismo). Questo perché le cellule sane vivono in ambiente sano ed ossigenato che consente il loro funzionamento, mentre le cellule cosiddette cancerogene (poco importa se sovracellule in eccesso o se cellule maligne o ipotizzate tali) proliferano in ambiente acido e privo di ossigeno, al pari poi dei batteri putrefattivi ed anaerobi.

L’ITALIA ABBONDA TUTTORA DI RICERCATORI GENIALI E TRASPARENTI

Oggi, il quadro, o se preferite il mosaico, è chiaro e completo. Abbiamo in Italia fior di scienziati come Andrea Grieco, nota bene medico, neurologo e nefrologo pistoiese, autore di un “Vivere alcalini, vivere felici”, Nuove Esperienze Editore, che con parole semplici e chiare ci rivela l’importanza della matrice extracellulare. Abbiamo un Carratelli che ha ideato un test spettrofotometrico per misurare lo stress ossidativo.

LA MATRICE EXTRACELLULARE DIPENDE TUTTA DALLE NOSTRE SCELTE QUOTIDIANE

Nulla guarisci se non conosci la rilevanza della matrice extracellulare. Cos’è questa matrice, totalmente ignorata dalla medicina convenzionale, brava solo a ubriacare di sangue e di acqua minerale la gente? Sono i liquidi e i semi-liquidi che circondano i nostri 100 trilioni di cellule e che devono essere mantenuti su accettabile livelli acido-base, ossia su pH leggermente alcalino.

RITENZIONE IDRICA, RICAMBIO E METABOLISMO RAPIDO, STANNO NELLE NOSTRE MANI

Il nostro sangue, in fatto di pH marcia sicuro nei suoi binari, essendo monitorato a vista dal sistema immunitario che impedisce ogni deragliamento dal 7.30 al 7.50 circa di pH. Le acque interne invece dipendono interamente dalle nostre scelte virtuose o aberranti. L’acidificazione o acidosi della matrice è un disturbo subdolo e silenzioso, al pari dell’ipertensione arteriosa, dell’iperglicemia, dell’insufficienza epatica e renale.

ACIDOSI, DISTURBO SUBDOLO CHE POSSIAMO ESORCIZZARE

L’acidosi porta ad enervazioni, ad irritazioni, ad infiammazioni, ad ulcerazioni, a degenerazioni tumorali e a degenerazioni cancerogene. L’acidificato non ha bisogno di sottoporsi a visite o a test. Lo si vede a colpo d’occhio. Basta entrare in un qualsiasi fast-food. Può essere rubicondo e allegro in fase di eccitazione, quando ha il panino grasso-proteico sotto i denti, e le bollicine scure nel bicchiere, ma lo ritrovi spesso con lo sguardo spento, una sclera dell’occhio non bianca ma giallognola, borse agli occhi, pelle biancastra e secca, unghie fragili, fastidiosa alitosi, espressione negativa, totale indifferenza alle sorti e alle sofferenze patite dal cadavere a fette che sta nei suoi panini.

ELENCO DEI MAGGIORI ANTI-OSSIDANTI

Gli antiossidanti combattono i radicali liberi con un meccanismo semplicissimo. Cedono istantaneamente l’elettrone in più e disinnescano la miccia. Quali sono i miglior i antiossidanti? Acido lipoico, aminoacidi solforati come cistina, metionina, cisteina, taurina, acido cistico (contro H2O2), ascorbato di potassio, betacarotene, bioflavonoidi, glutatione, licopene, catalasi corporale (trasformante H2O2 in H2O e O2), coenzima Q10, Edta (acido etile-diammico tetracetico), luteina (carotenoide), melatonina (scavenger o spazzino contro i radicali OH-), acido ellagico (melograno), metionina, MSM (metil sulfenil metano, ovvero zolfo biologicamente attivo), potassio (frutta), quercitina, resveratrolo, rame-selenio-zinco (nei vegetali naturali che li contengono), vitamine A-C-E-B al naturale, zeaxantine, e moltissime altre strutture molecolari che vengono scoperte in continuazione.

5000 ORAC AL GIORNO E 6500 ANGSTROM COSTANTI, QUOTE MINIME PER STARE IN FORMA

Il termine ORAC sta per Oxygen Radical Absorbance Capacity, e rappresenta l’unità di misura del potere ossidante nei vegetali, qualcosa di paragonabile agli Angstrom usati da André Simoneton per esprimere il potere vibrazionale dei cibi nella sua scala Bovis-Simoneton. E, come in quell’ambito c’era una quota ideale del benessere fissata a 6500 Angstrom, in questo caso la quota minima di ORAC antiossidanti è di 5000 unità al giorno, raggiungibile solo se uno si alimenta col vegancrudismo e con un 70% circa di crudo almeno.

COLLISIONE FRONTALE SUGLI EQUILIBRI ACIDI-BASE

Ed è proprio sull’equilibrio acido-base che avviene oggi la collisione frontale dell’igiene con la medicina. La medicina parla di proteine e noi parliamo invece di tetto proteico a 24 grammi/giorno (non certo di 250 grammi/giorno invocati inizialmente dalla filo-macellaia FDA e ora portati a 75 grammi/giorno, sempre il triplo di 24). La medicina parla di mangiare-un-po’-di-tutto, ivi inclusi e raccomandati pollo-hamburger-spezzatino e brodo di pollo, e noi parliamo al contrario di rispetto animale. La medicina parla di cibi grassi, proteici, asciutti, intasanti, acidificanti, stracotti, devitalizzati e correggibili mediante arricchimenti sintetici ed integrazioni, e noi parliamo di cibi vivi, radianti e vibranti, di Angstrom e di Orac. La medicina parla di 3-4 litri/giorno litri di acque dure, insopportabili ai reni, e noi parliamo di acqua biologica e di flavonoidi.

CHI TIRA LE FILA?

Nell’assieme, il popolino è convinto di essere nelle mani di persone competenti e responsabili che fanno del loro meglio in favore della salute e del benessere. Presi uno per uno come individui singoli, i medici possono essere figure eccezionali, nonché magnifiche e nobili persone. Del resto nei miei scritti cito in continuazione grandi personaggi del passato e del presente che sono eccelsi medici. Nessuno mi può accusare di essere un mangia-dottori. Quello che li condanna e li de-qualifica nell’assieme come confraternita e come Ordine è l’appartenenza quasi-militare a una Congregazione Dittatoriale di Burattinai che tira le fila del mondo intero, mediante Big Pharma, Codex Alimentarius, Bilderberg, Monsanto e servizi segreti colonizzati.

SIAMO NELLE MANI DI UN GRUPPO DI LURIDI MERCANTI

I fatti dimostrano che viviamo in un mondo che fa di tutto e di più per farci ammalare e per mantenerci nel malessere cronico. I fatti dimostrano che siamo tutti nelle grinfie di una massa di mercanti e di opportunisti, mossi non da nobili scopi umanitari, sociali, ecologici e ancor meno animalisti, ma da enormi e voraci appetiti per il potere politico e per il dio danaro.

LE NOSTRE ARMI MIGLIORI STANNO NEGLI ORTI, NEI CAMPI, NEGLI ULIVETI E NEI VIGNETI

Siamo davvero disarmati e senza speranza di fronte a questa gentaglia? Assolutamente no. Armiamoci di cavoli, carote, bietole, rape e patate. Armiamoci di miglio, saraceno e di lupini. Armiamoci di mais duro e facciamone una montagna di pop-corn tutti i giorni, liberandoci dalle avvelenanti merendine. Impariamo a fare delle cose semplici, sobrie e saporite, usando farine di ceci al posto delle uova, farine estratte a freddo dalle castagne, dalla tapioca, dalle carrube, dai pistacchi, per farne creme e polentine, o per pani e sfoglie privi di lieviti. Impariamo a seminare radicchietto in ogni angolo del giardino o della terrazza. Dedichiamo più tempo a preparare le verdure crude. Essicatori e centrifughe, più che cucine a gas. Olive sotto acqua e sale, per insaporire le nostre vivande.

LA NATURA CI VIENE INCONTRO GENEROSA

Per nostra fortuna esistono ottimi amici in grado di contrastare lo stress ossidativo, oltre a quelli sopra citati con tanto di valori ORAC. La lista comprende broccoli, olio d’oliva extravergine, germogli, grano saraceno, carote, finocchi, radicchio, mango, papaia, lattuga, kaki, fiori di zucchine, lupini, peperoni, porri, aglio, tarassaco, ananas, limoni, rosa canina, biancospino, piselli, rape, patate.

L’INCREDIBILE CAPITALE DEI VIGNETI

Ma il frutto della vite, la fantastica uva fresca, soprattutto l’uva nera a piccoli acini, possiede il record mondiale di valore antiossidante. Ho detto uva nera, non durian e non mangostino. Qualcosa che abbiamo nel nostro orto o in quello del vicino. Qualcosa che non costa l’occhio della testa. Qualcosa che noi stessi possiamo anche seccare parzialmente e conservare in mille modi innocenti. Non ci sono scuse. Secchiamo e conserviamo i fichi, kaki, pomodori e peperoni senza sprecarne nemmeno uno. Persino le mele si possono seccare per la lunga stagione invernale. Persino le patate dolci si conservano bene tagliate a fette ed essiccate.

SFRUTTIAMO APPIENO IL FATTORE STAGIONALE

Facciamo le formiche e non le cicale. Pensiamo alla stagione fredda. Ne siamo appena venuti fuori e conosciamo le sue insidie. Ci salveremo al meglio grazie agli agrumi, ai melograni, ai kaki, alle uve tardive, ai kiwi, alle banane, agli ananas, ai carciofi, ai finocchi, ai cardi, ai cavoli, ai legumi, alle patate, alle castagne, alle noci e ai cereali. Ma in questi giorni estivi abbiamo l’opportunità di assorbire più sole, più vitalità, più aria e più acqua biologica. Facciamone il pieno e rinforziamoci.

STIAMO SUL LEGGERO E MIGLIORIAMO LA NOSTRA FORMULA DEL SANGUE

Per luglio e agosto c’è tanta energia dal sole e a volte manca il vero appetito? Mangiamoci anguria da mattina a sera, senza fare mescile. Mangiamoci granite all’ananas e al limone. Concediamomi pure qualche gelato alla soia con mirtilli e more. Stiamo sul semplice e sul sobrio. Evitiamo il sofisticato, il ricercato e l’esotico. Ricordiamoci piuttosto che per costruire sangue fluido e sano serve una serie impeccabile di digestioni leggere e rapide, una serie sistematica di percorsi netti e privi di sofferenze e lungaggini digestive. Coi reflussi e le ernie iatali non produci di certo sangue sano. Con le emorroidi e le ragadi non produci di certo il sangue fluido di cui hai urgente bisogno.

IL TRIONFO DELLA SPAZZATURA

Nessuno mi venga a parlare di biologico e di veleni. Conosco troppo bene questi problemi. Girando in campagna, meglio se in bicicletta, c’è di che sbalordirsi. Esiste dovunque una marea di alberi non trattati e con la frutta a marcire in terra, e ci sono persino viti con l’uva lasciata ai vesponi e alle cornacchie, mentre la gioventù divora avidamente i cornetti e i gelati industriali carichi di latte, di zucchero e di una lunga lista di ingredienti a rischio, mentre bottiglie di cole, di bibite gassate e di succhi devitalizzati, continuano a riempire i carrelli-spesa di madri ignare, imprudenti e malaccorte.

MIGLIORIAMO URGENTEMENTE CONOSCENZE E TECNICHE NATURALI DI TRASFORMAZIONE

Se pensiamo che l’Italia è ricoperta di fantastici vigneti dalle Alpi agli Appennini, dalla Sicilia alla Sardegna, abbiamo il tesoro a portata di mano, a condizione di non rovinarlo e di non trasformarlo in bevande alcoliche. Mangiamo più uva, conserviamola in forme compatibili, troviamo nuovi metodi di preservazione naturale. Meno sommelier e più ricerca di metodi virtuosi di mantenimento del succo, del mosto e della crema di uva. Anche dei vini non pastorizzati e a bassissimo grado alcolico, diverrebbero un compromesso accettabile.

ABBIAMO NON SOLO LE MIGLIORI VIGNE, MA ANCHE I MIGLIORI ULIVETI, ARANCETI E I MIGLIORI NOCCIUOLI

Se pensiamo che, al pari se non meglio di Spagna e Grecia, possediamo i migliori oliveti del pianeta. Se pensiamo che mandorle, nocciole, noci, marroni, pistacchi e pinoli, carichi di gruppo-B e di Omega-3-6-9 naturali-digeribili-innocenti ricoprono il suolo italiano dalla Val d’Aosta a Pantelleria. Se pensiamo che ai margini di ogni torrentello i noccioli selvatici lasciano cadere sul greto tonnellate di noccioline aromatiche e biologiche che nessuno si prende la briga di raccogliere, miste a crogioli, biancospino, more, lamponi, rosa canina che la gente ignora.

NON ABBIAMO IL DIRITTO DI LAMENTARCI

Se pensiamo che mirtilli, funghi e tartufi crescono in abbondanza sotto i tanti boschi di castagne, nessuno ha il diritto di imprecare e di lamentarsi. Se pensiamo che mentre il suolo tedesco resta gelato per tutto l’inverno, quello italiano offre senza sosta magnifiche erbe tipo il tarassaco, l’acetosa, il selene, il crescione, la malva, l’ortica, la menta, la rucola, il finocchio selvatico e tante altre verdure di campo, non si accampino scuse ed alibi per ricorrere a cibi aberranti.

ESPORTIAMO PRODOTTI UTILI E SMETTIAMOLA DI AVVINAZZARE, IMPROSCIUTTARE E CAFFEINIZZARE IL MONDO INTERO

In Asia, tanto per fare un esempio, circolano dei succhi d’arancia parzialmente devitalizzati che durano 2 settimane, e succhi di mango che durano un mese e non oltre. Digeribilissimi e nutrienti. È già qualcosa. Quella è la direzione su cui lavorare. A patto che ci sia la volontà genuina di farlo, e che non prevalga invece la folle pretesa dell’Agroalimentare di ubriacare, avvinazzare, improsciuttare e caffeinizzare il mondo intero, trasformando le cellule epatiche della gente in un colabrodo chiamato cirrosi.

RIBALTIAMO GLI SCHEMI PATOLOGICI DEL REGIME CONSUMISTICO

Massimizziamo il consumo di quello che abbiamo. Più uva e meno porcherie. Più uva e meno cibo-spazzatura. Più vigneto e meno McDonald’s. Più uva e meno sangue da macelleria Montana-Simmenthal-Cremonini. Questa è rivoluzione salutistica autentica. Questo è andare al concreto. Questo è mettere a soqquadro gli schemi diabolici di chi ci vuole tutti deboli, obbedienti, malati, acidificati, putrefatti, diabetici, dializzati, cardiopatici, eparinizzati, eutiroxizzati, cadaverizzati e farmaco-dipendenti.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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1 commento

  1. Claudio Marcialis on

    Magnifica serata,grazie ancora Valdo per tutto quello che fai,il rischio la responsabilità e la professionalità che ci metti