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CALCIFICAZIONE ALLA SPALLA E ABLAZIONE CHIRURGICA CON RECIDIVE

LETTERA

I SUOI CONSIGLI E L’ALIMENTAZIONE VEGANA MI HANNO APPORTATO GROSSI BENEFICI, MA LA CALCIFICAZIONE ALLA SPALLA RIMANE

Buongiorno Valdo, scrivo presso questo indirizzo in quanto non riesco a utilizzare il modulo del sito. Premetto che da sei anni ho scelto l’alimentazione vegana e che, anche grazie alle sue indicazioni, ne ho avuto grandi benefici. Tuttavia non si è risolto il problema della calcificazione alla spalla destra di cui sono sofferente da 10 anni e che, dopo terapie di vario tipo, negli ultimi 2/3 anni mi ha procurato forti dolori al braccio anche la notte.

TRATTAMENTI ABLATIVI E SPARIZIONE DOLORI MA PRIMA RECIDIVA A DICEMBRE E SECONDA A INIZIO MAGGIO

Esasperata, a luglio dell’anno scorso ho interpellato un ortopedico decisa all’intervento chirurgico. Mi è stata proposto invece un “trattamento ablativo percutaneo ecoguidato” con anestesia locale eseguito il 28/7/2016. Si trattava di una calcificazione di circa 2,5 cm. Con mia somma sorpresa e gioia i dolori sono miracolosamente spariti. Purtroppo a dicembre si sono ripresentati e ci sono state altre due trattamenti a gennaio e febbraio. Di nuovo mi sono sentita liberata, ma ai primi di maggio quel solito primo sintomo al polso destro.

ACQUA CHE BEVO? CIBO CHE ASSUMO?

I medici che mi hanno in cura sostengono che il mio organismo produce calcio in abbondanza e va a riempire quella specie di cavità a forma di mandorla che si è formata a ridosso del tendine. Sostengono, inoltre, che attualmente le ricerche scientifiche hanno formulato solo delle ipotesi circa le cause, niente di accertato. Ho pensato che forse l’acqua che bevo è troppo calcarea, che forse i cibi assunti contengono troppo calcio per il mio organismo. Tanti dubbi e nessuna certezza.

SI PROSPETTA IL QUARTO TRATTAMENTO IN ANESTESIA

Non so che fare. Ora, in attesa di un altro trattamento in anestesia (il quarto), i dolori sono troppo forti per non usare farmaci. Grazie per l’attenzione.
Marzia

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DEL PROBLEMA

Ciao Marzia, la calcificazione alla spalla è un graduale accumulo di calcio nell’articolazione della spalla. In genere la zona calcificata sta nell’area di inserimento tendini della cuffia dei rotatori, in particolare il sovra-spinoso. Queste formazioni hanno una dimensione variabile da 2-3 millimetri ad alcuni centimetri, dipende da quando il calcio ha iniziato a depositarsi.

CALCIFICAZIONE DESTRORSA E CALCIFICAZIONE SINISTRORSA

La calcificazione della spalla può dipendere da una naturale reazione infiammatoria a traumi o a sovraccarico dell’articolazione dovuto al tipo di lavoro o sport praticato. In caso di frattura, la produzione e il deposito di calcio è la risposta naturale del corpo per risaldare le ossa. La calcificazione diventa un problema quando la sua posizione, forma o dimensione interferiscono con il funzionamento della spalla perché limita il movimento e provoca dolore alla spalla. Di solito, nei pazienti destrimani si presenta a destra, mentre i mancini la sviluppano a sinistra.

CAUSE DI CALCIFICAZIONE

Le calcificazioni possono essere causate da un infiammazione o da elevati livelli di calcio nel sangue, ovvero da iper-calcemia. Il deposito di calcio nella spalla può essere conseguente a un processo di guarigione da lesione muscolo-scheletrica subita in precedenza, anche anni prima. Le calcificazioni si trovano spesso lungo il percorso dei tendini della cuffia dei rotatori e in particolare nella zona in cui essi si inseriscono nell’osso. Il fenomeno calcificatorio colpisce preferibilmente per sovraccarico dell’articolazione della spalla a causa del tipo di lavoro o sport praticato.

SINTOMI

A volte la calcificazione non produce alcun sintomo, ma si scopre casualmente quando si effettua una radiografia. In base al punto della spalla in cui si forma, la calcificazione della spalla può limitare alcuni movimenti nella parte finale, può causare dolore e infiammazione dei tessuti molli, ovvero di muscoli, tendini, capsula articolare, borsa. Il dolore causato dalla calcificazione alla spalla non è presente di notte o a riposo. Raramente una calcificazione alla spalla può comprimere un nervo provocando dolore al braccio e formicolio alla mano.

TENDINITE INSERZIONALE CALCIFICA

La tendinite calcifica è un disturbo che provoca la formazione di un piccolo deposito di calcio all’interno dei tendini, principalmente nella cuffia dei rotatori, ma si possono trovare nel braccio, nel gomito, nell’anca e a livello del bacino. La dimensione può variare da pochi millimetri a due centimetri circa. Questi depositi di calcio si trovano in pazienti con almeno 30-40 anni e colpiscono più frequentemente i pazienti con diabete. Le calcificazioni patologiche dei tessuti fibrosi avvengono più frequentemente nell’articolazione della spalla e a livello della fascia plantare. I depositi di calcio non sono sempre dolorosi e anche quando fanno male, il dolore spesso va via spontaneamente dopo 3/4 settimane.

CAUSE DI TENDINITE INSERZIONALE CALCIFICA

La causa delle calcificazioni all’interno dei tendini della spalla non è stato scoperta con certezza. Ci sono idee diverse, compreso lo scarso afflusso di sangue e l’invecchiamento del tendine, ma le prove a sostegno di queste conclusioni non sono sufficienti. Il sovraccarico da lavoro o da attività sportiva o da allenamenti in palestra è di sicuro un fattore di rischio. Di solito, la tendinite calcifica progredisce in modo prevedibile e quasi sempre si risolve senza l’operazione chirurgica.

IMPORTANZA DELLA VITAMINA D PURCHÉ IN FORMA NATURALE E NON SINTETICA

Quando il calcio è troppo significa che qualcosa non viene fornito in modo equilibrato al corpo (eccessiva assunzione di vitamina D) o che sono in corso disfunzioni ormonali o altri malesseri. La vitamina D è molto importante nella regolazione dell’assorbimento del calcio, così come il lattosio, il fosforo e alcuni amminoacidi. Tuttavia, assumere vitamina D sintetica rappresenta sempre un rischio. Molto meglio esporsi regolarmente al sole, alimentarsi con fiori di zucca e con tanti funghi soprattutto secchi.

MOTIVI DI IPERCALCEMIA

L’eccesso di calcio può dipendere da infiammazioni in corso, da malfunzionamento della tiroide, da ipertiroidismo, da disfunzioni gastro-intestinali, da fratture ossee, da diete iperproteiche, da uso di troppi diuretici, da sovradosaggi ormonali, da terapie con il litio. Quando il livello di calcio nel sangue supera i 10,5 mg/dl, si parla di ipercalcemia, ovvero di eccesso di calcio. La vitamina D è molto importante nella regolazione dell’assorbimento del calcio, così come il lattosio, il fosforo e alcuni amminoacidi. Nelle ipotesi peggiori le disfunzioni tiroidee possono anche essere associate a tumore benigno, tumori con metastasi alle ossa, tumore al seno o al polmone, morbo di Paget. A volte anche lo stess eccessivo può essere una causa scatenante di eccesso di calcio nell’organismo.

IMPORTANTE RUOLO DI PARATORMONE E CALCITONINA

Due sono gli ormoni ugualmente coinvolti e responsabili di equilibrare il deposito di sangue nelle ossa, nei reni e nel sangue, e sono il paratormone e la calcitonina. Quando il minerale in circolazione nel nostro organismo è davvero troppo, si presentano dei sintomi ricorrenti tipo stitichezza, acidità gastrica, nausea, dolori addominali. Si possono registrare anche dolori alle ossa, disturbi psicologici come apatia o depressione, debolezza, sete eccessiva e disidratazione. Nei casi più gravi si arriva ad una alterazione della pressione sanguigna, comparsa di allergie fino ad aritmia, insufficienza renale e coma.

IPERCALCEMIA E ALIMENTAZIONE

Il fabbisogno giornaliero di calcio va dagli 800 ai 2500 milligrammi, a seconda dell’età. Seppure un’elevata assunzione di calcio sia necessaria per i neonati, i bambini più piccoli e gli adolescenti, per far sì che le loro ossa crescano bene e armoniosamente, e per le donne incinta o in menopausa, ciò non significa che esistano scorciatoie magiche tipo cure prolungate e somministrazioni di calcio inorganico, o di integrazioni e cosiddetti arricchimenti che possano fare bene, tutt’altro.