CAPIRE E SCONFIGGERE IL GLIOBLASTOMA

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LETTERA

MIO FRATELLO MINORE INVESTITO DA UNA MASSA O DA UN FUNGO

Buon giorno Professor Vaccaro, La disturbo per avere, se possibile, un consiglio in merito al caso di mio fratello. Sono Luca, fratello maggiore di Gabriele investito purtroppo da circa un mese da questa
massa o fungo, non so più che nome dargli.

GIRAMENTI DI TESTA E DOPPIO RICOVERO IN NEUROCHIRURGIA

Il suo percorso è stato questo. Tutto parte dal 26 ottobre 2015. Dopo vari giramenti di testa e di memoria è stato ricoverato in neurochirurgia all’Ospedale di Perugia. Eseguita la tac, la prima cosa da fare secondo i medici era operarsi ma, per i rischi che ne conseguivano, si è deciso di non farlo. Dopo vari consigli è stato ricoverato in neurochirurgia all’Ospedale di Cesena ma, anche lì, stessi consigli.

ORA È A CASA SOTTO CURA CORTISONICA, RIFIUTA OGNI INTERVENTO ED OGNI CHEMIO

A questo punto, mio fratello decide ancor di più di non operarsi, né di fare chemio o radio, tutte cose troppo devastanti. È a casa e gli stanno somministrando del cortisone, oltre a delle medicine omeopatiche. Vorrei tanto che Lei l’aiutasse. In attesa di sua gradita risposta. Cordiali saluti.
Luca

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DOCUMENTAZIONE MEDICA ALLEGATA

Esame eseguito su apparecchiatura RM ad alto campo mediante sequenze FLAIR, TSE e FFE con acquisizione di immagini in T1 e T2 sui piani assiale, coronale e sagittale. Studio in diffusione e perfusione. Sequenze 3D T1 dopo mdc (mezzo di contrasto) paramagnetico. Esame viziato da alcuni artefatti da movimento. In sede frontale sinistra parasagittale si rileva voluminosa lesione espansiva di morfologia grossolanamente ovoidale, bilobata, con diametri massimi di circa 3,5×6 cm, circondata da abbondante edema reattivo, che ingolfa infiltrandolo il ginocchio calloso, estrinsecandosi sia al di sopra che al di sotto dello stesso. La lesione determina una grossolana impronta sulla adiacenti porzioni anteriori dei ventricoli laterali e sulla porzione anteriore del III ventricolo. Dalla sua sede di origine essa si estrinseca verso dx in sede subfalciale oltrepassando la linea mediana per circa 1 cm. Molto iniziale ernia uncale transtentoriale sn, dotata di modesto effetto massa sul peduncolo cerebrale sn. Il segnale della neoformazione è disomogeneo, soprattutto dopo mdc, per la presenza nell’ambito della lesione di fenomeni necrotici ed emorragici. Questi ultimi in particolare sono più evidenti posteriormente, a ridosso del setto pellucido, ed in minor misura nella metà anteriore della lesione. Si evidenzia enhancement disomogeneo ed irregolare a distribuzione periferica, che circoscrive le ampie porzioni necrotiche lesionali. Lo studio perfusionale eseguito a livello delle componenti solide ha evidenziato a più livelli un franco incremento dei valori dell’rCBV, Cerebral Blood Volume, fino a circa 3 volte quelli del controllato sano. L’insieme dei reperti orienta per lesione espansiva gliale ad elevato grado di malignità, verosimilmente un GBM (glio blastoma maligno).

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RISPOSTA

MEGLIO ENTRARE IN PIENO NELL’ARGOMENTO CHE SCHIVARLO

Ciao Luca. A questo punto appare evidente che siete stati entrambi sottoposti a intenso bombardamento, a pressioni e a sentenze di tipo atroce. Parlerò dunque in modo franco e diretto. Le sentenze mediche ora accennate non sono condivisibili nel modo più assoluto né in termini di scienza o di affidabilità, né tanto meno in termini di opportunità. Consiglio di leggere tutte le tesine sul tema, per quanto logoranti esse possano sembrare, usando il motore di ricerca e digitando, tumore, tumore al cervello, glioblastoma, cancro, chemio e simili.

CONOSCENZA E SPERANZA SONO CAPITALI DI ENORME IMPORTANZA

Togliere la speranza a una persona, sana o malata poco importa, mettergli nella testa il tarlo del dubbio sulla sua sopravvivenza, non significa affatto essere franchi, ma significa piuttosto commettere una cattiveria ingiusta, pericolosa, aberrante. Il glioblastoma o GBM viene definito dalla medicina come tumore maligno del cervello, invasivo, aggressivo, a rapida crescita e prognosi infausta, per le spiccate caratteristiche recidivanti di questa neoplasia.

DEFINIZIONE DI NEURONE

Il neurone è l’unità fondamentale di tutto il sistema nervoso. È costituito da una regione rigonfia contenente il nucleo della cellula chiamata corpo cellulare, soma o pericario. Dal soma si irradiano numerosi filamenti chiamati neuriti che possono dividersi in assoni e dendriti. Generalmente dal corpo del neurone si diparte un unico assone, che mantiene un diametro unitario per tutta la sua lunghezza. I dendriti raramente si estendono in lunghezza per più di due millimetri.

DEFINIZIONE DI SOMA

Il soma è la parte centrale del neurone, di forma sferica. Il fluido acquoso interno alla cellula è chiamato citosol, una soluzione salina ricca di potassio. La membrana, spessa 5 ηm, separa l’interno dall’esterno della cellula. Insieme al soma, sono presenti una serie di strutture ricoperte da membrana, chiamate collettivamente organuli. Il soma contiene gli stessi organuli che si possono trovare in tutte le cellule animali. Tutto ciò che è contenuto all’interno della membrana, escluso il nucleo, viene chiamato citoplasma. Il nucleo, di forma sferica, è contenuto all’interno di un doppio involucro chiamato membrana nucleare (fonte).

DEFINIZIONE DI MEMBRANA NEURONALE

La membrana neuronale serve come barriera per contenere il citoplasma all’interno del neurone e per escludere alcune sostanze che galleggiano nel fluido extracellulare. Tale membrana è costellata di proteine che pompano sostanze dall’interno verso l’esterno, o che formano dei pori che scelgono quali sostanze possono aver accesso al neurone.

DEFINIZIONE DI CITOSCHELETRO

Il citoscheletro costituisce l’impalcatura, formata da microtuboli, neurofilamenti e microfilamenti. Esso conferisce al neurone la sua caratteristica forma. L’assone è una struttura che si trova solo nei neuroni ed è altamente specializzata per il trasporto dell’informazione a distanza nel Sistema Nervoso.

DEFINIZIONE DI ASSONE

Due notevoli caratteristiche distinguono l’assone dal soma. In primo luogo, nessun recettore rugoso si estende nell’assone. Punto due la composizione della membrana assonica è diversa da quella della membrana somatica. Queste differenze strutturali si traducono in distinzioni funzionali. L’assenza di ribosomi impedisce la sintesi proteica. Ciò significa che tutte le proteine dell’assone originano nel soma e sono le diverse proteine della membrana assonica che permettono di inviare informazioni attraverso lunghe distanze.

DEFINIZIONE DI SINAPSI

Gli assoni si possono estendere da 1 mm fino a 1 m di lunghezza. Un assone che origina e che si estende da un particolare neurone viene chiamato efferente, mentre un assone che si estende verso un particolare viene chiamato afferente. La velocità dell’impulso nervoso varia a seconda del diametro assonico. Più grosso è l’assone, maggiore è la velocità di conduzione. La parte terminale dell’assone viene chiamata terminale assonico o bottone sinaptico. Il terminale è un sito dove l’assone viene in contatto con altri neuroni o altre cellule e passa loro l’informazione. Il punto di contatto prende il nome di sinapsi, contenente numerose piccole cavità membranose chiamate vescicole sinaptiche.

DEFINIZIONE DI NEUROTRASMETTITORE

Il trasferimento dell’informazione presso la sinapsi da un neurone all’altro è chiamato trasmissione sinaptica. Presso la maggioranza delle sinapsi, l’informazione, viaggiando sotto forma di impulsi elettrici lungo l’assone, nella parte terminale viene convertita in un segnale chimico che attraversa lo spazio intersinaptico. Sulla membrana post-sinaptica, questo segnale chimico viene riconvertito in un segnale elettrico. Il segnale chimico è chiamato neurotrasmettitore ed è immagazzinato e rilasciato dalle vescicole sinaptiche all’interno del terminale. Diversi neurotrasmettitori sono usati da neuroni di tipi diversi.

DEFINIZIONE DI CARBURANTE ENERGETICO CELLULARE O ATP

Non essendo presenti ribosomi all’interno del citoplasma assonico, compreso il terminale, le proteine dell’assone vengono sintetizzate nel soma e trascinate verso l’assone. Questo movimento prende il nome di trasporto assoplasmatico. Il materiale viene incapsulato all’interno delle vescicole, spostandosi lungo i microtuboli dell’assone. Il movimento avviene grazie ad una proteina chiamata chinesina, e il processo è carburato dall’ATP, la molecola chiave nel metabolismo energetico della cellula.

DEFINIZIONE DI TRASPORTO RETROGRADO TRAMITE DINEINA

Esiste anche un meccanismo per il movimento di materiale dal terminale verso il soma, il trasporto retrogrado. Si pensa che questo processo fornisca segnali al soma riguardo ai cambiamenti nei bisogni metabolici del terminale assonico. Il meccanismo molecolare è simile al trasporto anterogrado, ma il movimento viene fornito da una diversa proteina, la dineina.

DEFINIZIONE DI DENDRITI E DI ALBERO DENDRITICO

I dendriti di un singolo neurone sono chiamati collettivamente albero dendritico. Essi si presentano con un’ampia varietà di forme e grandezze che vengono usate per classificare i diversi gruppi di neuroni. I dendriti funzionano come le antenne del neurone e sono coperti da migliaia di sinapsi. I dendriti di alcuni neuroni sono ricoperti da strutture specializzate chiamate spine dendritiche, che ricevono alcuni tipi di input sinaptico. Le spine sembrano piccole protuberanze elastiche che espongono dal dendrite. Il citoplasma dei dendriti assomiglia a quello degli assoni ed è riempito con elementi del citoscheletro e di mitocondri (http://www.neuroscienze.net/?p=1405).

DEFINIZIONE DI INTERNEURONI

L’informazione viene inviata verso il SN da neuroni che hanno neuriti sulla superficie sensoriale del corpo umano, come la pelle e la retina dell’occhio. Cellule con queste connessioni sono chiamate neuroni sensitivi primari. Altri neuroni hanno assoni che fanno sinapsi con i muscoli e comandano i movimenti, questi sono chiamati motoneuroni. Tutti quei neuroni che fanno sinapsi con altri neuroni prendono il nome di interneuroni.

DEFINIZIONE DI CELLULE GLIALI

Le prove sperimentali attuali indicano che le cellule gliali contribuiscono principalmente alla funzione cerebrale, sostenendo i processi neuronali. Sebbene il ruolo della glia sia subordinato a quello dei neuroni, il cervello non potrebbe funzionare senza di essa. Ricordiamo che la parola glia o neuroglia deriva dal greco glya=colla o glutine. Il maggior numero di cellule gliali nel cervello è dato dagli astrociti.

DEFINIZIONE DI ASTROCITI E DEL LORO RUOLI FONDAMENTALI

Gli astrociti riempiono lo spazio tra i neuroni, potendo influenzare la crescita o la degenerazione di un neurite (assoni e dendriti sono classificabili come neuriti), e sono dei conduttori di impulsi in direzione centrifuga rispetto al corpo cellulare. Il ruolo fondamentale degli astrociti è quello i regolare il contenuto chimico dello spazio extracellulare. Oltre a limitare la diffusione delle molecole di neurotrasmettitori rilasciate, gli astrociti controllano la concentrazione extracellulare di molteplici sostanze che possono interferire con la corretta funzione neuronale. Regolano ad esempio la concentrazione di ioni potassio nel fluido extracellulare.

DEFINIZIONE DI CELLULE OLIGODENDROGLIA E CELLULE DI SCHWANN PRODUTTRICI DI MIELINA

Le cellule oligodendroglia e le cellule di Schwann sono cellule gliali che forniscono strati di membrana, strarti di involucro chiamato mielina, che isolano gli assoni. Questi due tipi di cellule differiscono in base alla loro collocazione: l’oligodendroglia si trova solo nel Sistema Nervoso Centrale SNC, cioè nel cervello e nella colonna vertebrale, mentre le cellule di Schwann si trovano solo nel Sistema Nervoso Periferico SNP, vale a dire nelle parti al di fuori del cranio e della colonna vertebrale. Un’altra differenza è che la cellula oligodendroglia contribuisce a mielinizzare molteplici assoni, mentre ciascuna cellula di Schwann mielinizza un singolo assone.

DEFINIZIONE DI CELLULE EPENDIMALI E DI CELLULE MICROGLIA FUNZIONANTI DA BECCHINI CELLULARI AL PARI DEI LISOSOMI

Nel cervello sono presenti pure cellule specializzate, chiamate cellule ependimali. Esse forniscono il rivestimento dei ventricoli pieni di fluido all’interno del cervello e giocano un ruolo fondamentale nel determinare la direzione della migrazione cellulare durante lo sviluppo cerebrale. Infine incontriamo una seconda categoria di cellule chiamate microglia che funzionano come fagociti per rimuovere gli avanzi di neuroni e di glia morti o in via di degenerazione.

EVOLUZIONI DEI GLIOMI VERSO LA MALIGNITÀ, SENZA DIRE PERÒ GRAZIE A QUALI IDEOLOGIE, A QUALE SPIRITO DI CONTORNO, A QUALI SCELTE ALIMENTARI

“Abbiamo trovato che gli incrementi nel volume ematico all’interno del tumore misurati in modo mininvasivo con la MRI precede altri marcatori di trasformazione maligna almeno di un anno”, ha spiegato Adam Waldman, neuroradiologo dell’Imperial College e coautore dell’articolo apparso sull’ultimo numero della rivista Radiology. I glomi di basso grado sono tumori primari del cervello che crescono nell’arco di molti anni. Infine, la maggior parte di essi evolve in un glioma di alto grado, una neoplasia che ha spesso una diagnosi infausta.

AGGRESSIVITÀ CHE ARRIVA QUASI A CASO, O FORSE PER UN DISEGNO DIFETTOSO DELLA CREAZIONE

“I pazienti con glomi di basso grado sono spesso molto giovani e rimangono senza segni clinici evidenti per molti anni. Purtroppo, in un momento imprevedibile della loro vita, il tumore si trasforma in una forma molto aggressiva”, ha spiegato Waldman. Nel corso dello studio, i ricercatori hanno effettuato una MRI su 13 pazienti con glomi di basso grado per determinare se le variazioni del volume ematico cerebrale (Cerebral Blood Volume, rCBV) possano costituire un indicatore di future trasformazioni in tumori maligni.

DEFINIZIONE DI PROCESSO DI ANGIOGENESI

I tumori infatti possono svilupparsi e sopravvivere solo con lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni, in un processo noto come angiogenesi (dal greco anghèion=vaso e gènesis=creazione, nascimento, origine). Utilizzando la MRI a perfusione, i radiologi sono in grado di rivelare tali cambiamenti molto prima che possano essere osservati con la risonanza magnetica a mezzo di contrasto. I pazienti hanno subito la MRI a perfusione e quella a mezzo di contrasto ogni sei mesi per tre anni. Nei sei pazienti in cui il tumore era rimasto stabile, rimaneva relativamente stabile anche l’rCBV. Per contro, nel caso di pazienti in cui la neoplasia diventava maligna, l’rCBV aumentava progressivamente e in modo consistente sei mesi prima della trasformazione.

VALUTAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE MEDICA ALLEGATA

Anche qui, nonostante si operi con abbondanza di mezzi avanzati, continua a dominare il preconcetto satanico della malignità. Anche qui serve dunque una forte obiezione. Opportuno a questo punto valutare anche il documento “Documentazione medica allegata”. Non è raro che le analisi mediche, per quanto sofisticate esse siano, per quanto bravi ed abili siano i medici coinvolti, vengono interpretate con modalità inadeguate e svianti. A volte, quelle che vengono definite neoformazioni e neoplasia sono soltanto delle infiammazioni locali con accumulo di materiale purulento.

TUMORE COME SINTOMO ESPRESSO DAL CORPO COPN COERENZA E MAESTRIA

In ogni caso, qualunque sia l’origine, il grado di malignità o di recidivazione, la zona del cervello colpita, e qualunque sia il nome che viene attribuito al tumore, sappiamo benissimo che si tratta di un sintomo espresso coerentemente da un corpo intelligente e da un corpo auto-guarente. Ed è da qui, da questo punto fermo che occorre partire.

DESCRIZIONE PERFETTA MA CONCLUSIONI AFFRETTATE E SCRITERIATE

Tuo fratello è una persona viva, giovane, reattiva, vitale, capace di opporsi con rara personalità alle pesanti pressioni esercitate contro di lui. Esprimere sentenze di morte o anche di grave pericolo, basate su dati statistici, su pregiudizi, su schemi mentali, su ipotesi scriteriate, è cosa gravissima in ogni caso, come dicevo all’inizio. L’esame condotto dall’ospedale di Perugia è perfetto, tecnicamente parlando, ricco di descrizioni chiare e dettagliate. Le conclusioni e le interpretazioni finali invece lasciano alquanto a desiderare. Bene avete fatto a sperimentare il secondo ospedale e poi a scartare anche questo, decidendo per il non intervento.

L’UNICO IN GRADO DI PRODURRE LA VIA GUARITIVA RIMANE IL MEDICO INTERNO, IL MECCANISMO INTERNO RIMEDIALE DI CUI TUTTI SIAMO DOTATI

Se ora cercate una ricetta di speranza e di guarigione, non sono certo io a poterla dare o a poterla garantire. Ciononostante tenterò di darvi alcune dritte e alcune indicazioni igienistiche. La ricetta vera la può soltanto elaborare lo stesso Gabriele mediante le sue forze interiori. Nessuno al mondo se non lui e il suo infallibile medico interno dotato di un completo monitoraggio interno, sono in grado di impostare un percorso di auto-guarigione.

UTILIZZARE IL DRAMMA DEL GLIOBLASTOMA COME MOLLA ESISTENZIALE

La prima cosa da fare l’avete già fatta, operando una scelta di campo appropriata e schivando ogni soluzione medica. La seconda è quella di non cadere dalla padella nella brace, e nel non accontentarsi di soluzioni mediocri e spurie che prolunghino l’accanimento terapeutico senza risolvere alcunché. Via dunque tutti i farmaci, tutti gli integratori e tutti i prodotti omeopatici. Terza cosa è di prendere spunto da questa terribile esperienza per trasformarla in occasione formidabile di rinascita, utilizzando il glioma come molla esistenziale.

GUARIGIONE, AUTOSTIMA E RINASCITA

Molla non solo per una guarigione eccezionale da sbattere in fronte alla medicina non appena riguadagnato l’equilibrio e non appena raggiunta la remissione spontanea ed assistita, ma anche per operare un salto di qualità e un recupero di autostima e di fiducia in voi medesimi, qualcosa che rappresenterà una lezione straordinaria per la medicina e per il mondo intero. In pratica, questa esperienza diventerà strumento di rigenerazione fisica, morale e spirituale, e non solo mediocre livello di galleggiamento. Occorre puntare in alto per raggiungere i propri obiettivi.

I RISCHI DI OGNI INTERVENTO NEUROCHIRURGICO RIMANGONO ALTI

I rischi di qualsiasi intervento neurochirurgico, tra cui quello per l’asportazione di angiomi cavernosi, comprendono ictus, paralisi, coma o morte, anche se queste complicazioni sono rare con la chirurgia moderna eseguita da neurochirurghi esperti. L’asportazione chirurgica di angiomi cavernosi localizzati nel tronco cerebrale e nel midollo spinale è più problematica, ma il rischio legato alla presenza di angiomi cavernosi in queste sedi è ancora maggiore. I tempi di guarigione sono variabili da persona a persona. Alcuni pazienti lasciano l’ospedale entro pochi giorni e riprendono la vita normale entro un paio di settimane dall’intervento chirurgico, mentre altri, spesso aggravati da deficit neurologici, possono richiedere un prolungato periodo di riabilitazione.

LA MEDICINA CONFESSA CANDIDAMENTE DI ESSERE IGNORANTE SULLE MALFORMAZIONI CAVERNOSE CEREBRALI

Sebbene i ricercatori continuino a fare scoperte sugli angiomi cavernosi ogni giorno, molte questioni rimangono ancora irrisolte. I genetisti e un numero crescente di altri ricercatori stanno lavorando per determinare le cause della malattia e i meccanismi attraverso i quali si formano i vasi sanguigni difettosi. Non conosciamo la maggior parte dei fattori che determinano il sanguinamento e risanguinamento degli angiomi. Gli sforzi mirati a scoprire che cosa provoca il sanguinamento di un particolare angioma cavernoso ci aiuteranno ad essere in grado di ridurre il rischio di emorragie.

SI SA MOLTO POCO SUGLI ANGIOMI, EPPURE SI CONTINUA A INTERVENIRE, A RIMUOVERE E A RICUCIRE IN ATTESA DELLA PROSSIMA RECIDIVA

“Non sappiamo come rimuovere un angioma cavernoso senza chirurgia cerebrale o come evitare che diventi sintomatico. Metodi di trattamento meno invasivi potrebbero consentire il controllo di più angiomi per impedire che diventino un problema”. Queste dichiarazioni franche e candide dei chirurghi, fanno intendere la disinvoltura e il senso avventuristico e sperimentale con cui la medicina asportativa conduce inevitabilmente i suoi interventi. “Non sappiamo, non conosciamo, non siamo sicuri, eppure operiamo e rimuoviamo!” Questo è il succo della questione.

TUTTO SPINGE VERSO IL BISTURI E LA CHEMIO

Il perché di questa tendenza ad operare in assenza di dati sicuri sull’eziologia e persino sulle conseguenze dell’operazione, cariche di rischi a non finire, meriterebbe di essere approfondita. Ti direbbero che i rischi del non intervenire sarebbero maggiori, anche se manca la controprova. E non ti direbbero mai delle pressioni a operare che arrivano dal sistema, dal protocollo, dalla abitudine, dagli interessi ospedalieri, dalla logica professionale che porta il chirurgo a fare il chirurgo e non il filosofo.

LA PAROLA FINALE SULLE NOSTRE SORTI SPETTA SEMPRE ALL’ASSE IPOTALAMO-IPOFISI-SISTEMA IMMUNITARIO, OSSIA AGLI STRUMENTI DI MADRE NATURA

Quando mai, c’è da chiedersi, si corrono più rischi fidandosi dei residui poteri riequilibranti di una sia pure avara-indebolita-alterata-immunodepressa Madre Natura, rispetto al fidarsi del migliore chirurgo possibile che rimane oggettivamente un essere umano carico di ignoranza, di limiti e di difetti? Alla fine, operati o non operati,  è sempre e solo la forza guaritiva della Natura in caso positivo, o l’inerzia rassegnata ed impotente della stessa in caso negativo, a dire l’ultima parola sulle nostre sorti.

UNANIMITÀ QUANTOMENO SOSPETTA A FAVORE DEL BISTURI

A leggere i forum, paiono tutti d’accordo nel consigliare la via chirurgica per l’angioma cavernoso, giudicata indispensabile e priva di effetti collaterali. Peccato che il più delle volte si parli di operazioni appena eseguite con soddisfazione e successo, quando invece bisognerebbe sempre fare valutazioni a distanza di tempo, e quando non mancano frequenti situazioni post-operatorie decisamente critiche. Dire poi che le emorragie cerebrali sono comunque mortali non è esatto. Accade non di rado che le malformazioni cerebrali non causino alcun tipo di problema e rimangano asintomatiche per tutta la vita. Lo riconoscono gli stessi chirurghi.

COMBATTERE LA TUMOROSITÀ DEL SISTEMA E NIENTE ALTRO

Come dice Herbert Shelton, la formazione di un tumore, qualunque sia la sua localizzazione e la sua denominazione, è sempre e soltanto rimediale e prolunga la vita in presenza di cause che, altrimenti, procurerebbero la morte con notevole anticipo. I tumori non vengono per niente a caso. Derivano da avvelenamenti chimici, ma soprattutto da eccessi e pervertimenti nutritivi. Cominciano con l’indurimento e l’ispessimento dei tessuti come mezzo di difesa in un punto sottoposto a particolare irritazione-infiammazione continuata e cronicizzata. Una battaglia e una barriera contro le tossine, fino a quando il tumore stesso non diventa grosso al punto da costituire, esso stesso, una fonte di pericolo, una occlusione e una ostruzione. Se poi il tumore appare davvero grave per dimensioni o per le emorragie che sta causando, l’operazione può addirittura diventare un accanimento terapeutico.

IL VEGAN-CRUDISMO RIMANE STRATEGIA VALIDA SIA COME PREVENZIONE CHE NELLE SITUAZIONI DI RECUPERO IN FASE POST-INTERVENTO

Per quanto concerne l’alimentazione vegan-crudista tendenziale, e soprattutto l’alimentazione fruttariana, offrono sicuramente un sostanzioso aiuto, soprattutto se accompagnate da una coerente applicazione dell’intero pacchetto-salute, comprendente atteggiamento mentale e pensiero positivo. Gli incredibili recuperi di Max Gerson tra i malati terminali, usando l’arma anti-cancro della frutta dovrebbero far riflettere.

PERSINO LE FREDDE STATISTICHE PARLANO CHIARO

Anche dal punto di vista strettamente statistico-medico, i numeri parlano chiaro. Le fredde cifre tumorali dicono che, chi si sottopone alla trafila intervento-chemio non solo subisce un inaudito accanimento terapeutico, ma finisce per vivere 4-5 volte di meno di chi se ne sta tranquillo e sereno senza operazioni e senza farmaci, ma con radicale e selettivo cambio di marcia nel pensiero, nell’atteggiamento mentale-spirituale, nel cibo e nel comportamento.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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