DIETA IDEALE AD ALTA ENERGIA

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Documento tratto dal libro DEA – Dieta Energia Alta, di Marco Urbisci – (Sintesi e sottotitoli di Valdo Vaccaro)

TUTTI ALLA RICERCA DELLA DIETA PERFETTA E PRIVA DI CARENZE

Tutti alla ricerca ansiogena di quali cibi assumere e di quante vitamine incamerare, di quali minerali e di quanti Omega-3 assorbire, e soprattutto di quali supplementi aggiungere per non incorrere in carenze.

E questo porta all’idea di “dieta equilibrata”, che poi finisce per risultare non equilibrata ma più che mai sballata ed ammalante, e priva di ogni correlato con la natura, visto che nessun animale, che si trovi allo stato naturale, si sognerà mai di seguire!

I MIGLIORI INSEGNANTI SONO GLI ANIMALI LIBERI E NON I NUTRIZIONISTI DA STRAPAZZO CHE ABBONDANO IN OGNI ANGOLO

Come si può sapere allora ciò che dovremmo mangiare? Sembra quasi che solo gli esperti di laboratorio possano dircelo. La nutrizione sembra un argomento così complicato, con infinite teorie, così contrastanti. Niente di più falso.

Gli animali ce lo dimostrano e ci fanno scuola meglio di qualsiasi nutrizionista, e ci dimostrano pure che nutrirsi non è per niente complicato! Essi si cibano di ciò che la Natura ha predisposto per loro, allo stato crudo, non manipolato in alcun modo. Ci sarebbe da chiedersi come mai l’uomo non faccia più altrettanto!

FRUTTARIANI DA SEMPRE PER L’ANTROPOLOGIA SCIENTIFICA

D’altro canto gli antropologi cercano di darci una mano a risolvere la questione formulando ipotesi, basate sulle loro scoperte, riguardo al cibo di cui l’uomo si sarebbe nutrito per milioni di anni prima dell’invenzione del fuoco e della nascita dell’agricoltura, in modo da individuare il nostro regime dietetico originario, quello che Madre Natura avrebbe stabilito per la nostra specie.

Il grande igienista australiano Ross Horne, nel suo best-seller, “Improving on Pritikin”, cita le conclusioni dell’antropologo Dr. Alan Walker, il quale riferisce come, attraverso l’esame dei denti fossilizzati delle prime creature umane e pre-umane, l’uomo si è evoluto seguendo una dieta composta principalmente di frutta.

E siccome il corpo umano non è cambiato, né in senso anatomico né in quello fisiologico, in milioni di anni, si può dedurre che questa dieta sia ancora oggi la più adatta a noi.

DIFFERENZE ENORMI COI CARNIVORI

Gli animali carnivori, in realtà, differiscono da noi sia a livello anatomico sia fisiologico, biochimico e psicologico.

Essi infatti, per esempio, “salivano” (l’equivalente della nostra “acquolina in bocca”) alla vista della preda e non si accontentano di mangiarne solo alcuni tagli, per lo più cucinati, come fa l’uomo, ma divorano le carni crude direttamente dalla carcassa, con gusto, leccandone il sangue ancora caldo e gli altri fluidi con piacere, oltre a frantumare e ingerire le piccole ossa e le loro cartilagini.

IL CADAVERE NON CI FA VENIRE L’ACQUOLINA IN BOCCA

Al contrario, nemmeno al più fanatico mangiatore umano di carne viene l’acquolina in bocca all’idea di ammazzare un coniglio a mani nude e di affondare i denti nelle sue carni.

Lo stesso atto di ammazzare non fa parte della nostra natura, non si addice ai nostri concetti di gentilezza e compassione. Non esiste nessun modo umano di uccidere un’altra creatura, di qualsiasi specie si tratti.

OGNI DETTAGLIO CI DIVERSIFICA

Se vogliamo entrare nel merito delle differenze anatomiche tra noi e gli animali carnivori, tanto per citarne alcune, siamo diversi nel modo di camminare (siamo bipedi e non quadrupedi), non abbiamo la coda, la nostra lingua è liscia e non ruvida, non abbiamo artigli per lacerare la pelle e le carni della preda, bensì pollici opponibili che ci permettono, ad esempio, di raccogliere in pochi istanti frutti a sufficienza per un pasto.

Abbiamo solo un paio di ghiandole mammarie sul petto, a differenza delle molteplici paia sull’addome dei carnivori, dormiamo circa un terzo del ciclo di 24 ore, mentre i carnivori dormono e riposano per 18-20 ore al giorno.

La maggior parte dei carnivori può digerire microbi che sarebbero mortali per noi, come quelli che causano botulismo (malattia dovuta a intossicazione alimentare che conduce a paralisi muscolare progressiva).

SIAMO COSTRETTI AD ACQUISIRE GIORNALMENTE VITAMINA-C RIGOROSAMENTE NATURALE, ACQUOSA E FLAVONOICA

Noi sudiamo attraverso i pori di tutta la pelle mentre i carnivori solo dalla lingua. I carnivori possono fabbricare la loro vitamina-C mentre noi dobbiamo assumerla col cibo.

Il nostro movimento laterale della mascella ci permette di frantumare il cibo, caratteristica unica degli animali che si nutrono di cibi vegetali, mentre i carnivori non hanno la masticazione laterale. I molari dei carnivori sono appuntiti e affilati mentre i nostri sono principalmente piatti, per ridurre in poltiglia il cibo.

SANGUE, SALIVA E URINE ALCALINE

Tutti gli esemplari di animali che si nutrono di vegetali, compresi gli uomini sani, hanno saliva e urina alcaline, mentre esse sono acide nei carnivori. Gli animali carnivori prosperano con cibi acidificanti, mentre per noi acidificazione significa predisposizione a ogni sorta di patologie.

PURINE, ACIDI URICI ED ENZIMA URICASI

Nei carnivori, l’acido cloridrico atto a digerire e disgregare le proteine in aminoacidi è almeno 10 volte maggiore del nostro. Essi sono poi attrezzati per disgregare le purine (28 grammi per ogni kg di carne o di pesce) e quindi gli acidi derivanti, attraverso l’enzima uricasi che in loro abbonda.

Noi, non possedendolo, dobbiamo ricorrere a minerali alcalini che ne neutralizzino l’acidità, usando prevalentemente calcio osseo, ovvero osseina. Come conseguenza si formano calcificazioni e calcoli a cistifellea, reni e uretra, nonché cristalli di acido urico, che danno origine a gotta, artrite, reumatismi e borsiti.

CALCOLOSI RENALI E NODULI SOTTOCUTANEI

I depositi di cristalli di acido urico possono formarsi nei reni, causando calcolosi renale, oppure nel tessuto sottocutaneo, con la formazione di noduli.

L’acido urico viene normalmente filtrato dai reni ed eliminato con l’urina, ma se presente in quantità eccessiva nel sangue, i reni non riescono ad eliminarlo tutto e così si formano dei cristalli di irato, aghiformi ed insolubili, che si depositano nei fluidi delle articolazioni, provocandone l’infiammazione.

GLI ZUCCHERI DELLA FRUTTA SONO CIBO STRAORDINARIAMENTE PERFETTO

I nostri enzimi digestivi sono invece attrezzati per la digestione della frutta, grazie alla ptialina (o amilasi) contenuta nella saliva. Mentre glucosio e fruttosio (i sempre eccellenti zuccheri della frutta) forniscono carburante alle nostre cellule senza affaticare il pancreas, i mangiatori di carne possono contrarre il diabete se la loro dieta è predominata da frutta.

LA CARNE PUTREFATTA E STAZIONANTE ALL’INTERNO TRASFORMA GLI INTESTINI UMANI IN AUTENTICA FOGNA

Il nostro tratto intestinale misura all’incirca 12 volte la lunghezza del nostro torso, il che permette l’assorbimento lento di zuccheri ed altri nutrienti contenuti nell’acqua della frutta. Quello dei carnivori misura solo 3 volte circa la lunghezza del torso, per evitare che la carne vada in putrefazione.

Nonostante le secrezioni fortemente acide, nonché la ridotta lunghezza del tubo digerente, le feci dei carnivori evidenziano putrefazione delle proteine e irrancidimento dei grassi. Facile immaginare cosa succede nel nostro intestino extra-lungo, quando ci cibiamo di prodotti animali!

LA TRASGRESSIONE CARNEA NON HA PORTATO ALCUN ADATTAMENTO

Non sarà che, essendosi nutrito di carne per così tanto tempo, l’uomo non abbia sviluppato un certo adattamento alla carne, o anche un reale fabbisogno di carne? Il prof Armando D’Elia, punto di riferimento e pioniere del vegetarianismo italiano, nega decisamente questa ipotesi.

IL NOSTRO PH È SEMPRE ALCALINO E LE NOSTRE UNGHIE NON SONO DIVENTATE ARTIGLI

Oggi, infatti, dopo milioni di anni di innaturale alimentazione carnea, le nostre unghie non si sono trasformate in artigli, il nostro intestino non si è accorciato, i nostri canini non si sono allungati trasformandosi in zanne, il nostro succo gastrico non ha aumentato la sua originale e debole acidità tipica dei fruttariani, il fegato non ha esaltato la sua capacità antitossica, ne è scomparsa l’istintiva attrazione per la frutta, e neppure è scomparsa la altrettanto istintiva repulsione esercitata dalla carne sul bambino appena svezzato.

Ciò dimostra che l’alimentazione carnea è così estranea agli interessi nutrizionali e biologici dell’uomo che questi non riesce ad adattarvisi, e subisce semmai tutte le peggiori conseguenze, in termini di effetti collaterali.

L’OPZIONE ASSASSINA NON HA ALCUN MOTIVO DI ESISTERE IN UN PIANETA COSCIENZIOSO E INTELLIGENTE

L’uomo, se lo vuole, è il più intelligente di tutti gli animali, per cui potrebbe sfruttare questo dono per aiutare i suoi simili, umani e non, a vivere al meglio, nella maggiore armonia possibile.

Se è vero, come sostengono taluni, che in natura “pesce grande mangia pesce piccolo”, è anche vero che l’uomo ha sviluppato una consapevolezza maggiore di quella di tutti gli altri animali, per cui ha le possibilità per nutrirsi di tutti i cibi che vuole, senza dover ricorrere all’uccisione dell’animale.

SIAMO BRAVISSIMI A DELEGARE LE UCCISIONI AI SICARI DEL MACELLO

L’idea di ammazzare personalmente l’animale, così pure come la vista e l’odore del macello, non sono il massimo per noi umani. Dobbiamo infatti delegare qualcun altro a uccidere in nostra vece.

Dovessimo togliere la vita all’animale in prima persona, dovendo assistere al suo terrore prima della morte, smetteremmo di mangiare la carne all’istante.

PAURA DELLA MORTE E RIGIDITÀ CADAVERICA

Un altro fatto su cui riflettere è che successivamente all’uccisione dell’animale si manifesta il “rigor mortis”, cioè la rigidità cadaverica, e i muscoli dell’animale si irrigidiscono. Questa è la ragione per cui i macellai devono talvolta aspettare alcuni giorni, se non settimane, per la “frollatura”, cioè l’ammorbidimento progressivo delle carni, che è l’anticamera della putrefazione.

In questa fase si possono formare sostanze tossiche, a cui si aggiungono l’acido lattico, emesso durante l’irrigidimento, e altre tossine prodotte dall’animale per la paura della morte imminente, nonché le sostanze calmanti che gli sono state somministrate per renderlo meno nervoso prima dell’uccisione.

I VELENI DELLE VITTIME VANNO A GRAVARE SUL NOSTRO FEGATO

Farmaci, antibiotici, mangimi chimici, colesterolo causato dallo stile di vita sedentario a cui sono obbligati gli animali di allevamento, sono tutte sostanze che andranno a gravare sul nostro fegato.

Inoltre la carne, essendo priva di fibre, implica un lungo transito intestinale ed una insidiosa permanenza fecale nel colon, tutte cose ideali per lo sviluppo delle peggiori patologie.


COMMENTO

CONDIVIDIAMO MOLTO MA NON TUTTO

Quello di Marco Urbisci è un testo accettabile e condivisibile in linea generale. Qualche riserva esiste.

Nella parte finale del suo articolo, in una specie di arringa finale fruttariana, spara impietosamente a zero contro semi, grani, cereali, pani, pizze, farine, legumi, tuberi, radici.

Il suo insistere sulla inadeguatezza delle crocifere (perché troppo coriacee), dei tuberi (perché celati nel sottosuolo), dei cereali (adatti agli uccelli granivori) e dei legumi (inadatti al consumo se non cotti), rappresenta tutto sommato un limite, oltre che una contraddizione sul piano della concretezza.

CAROTE, RAPE, MAIS, FAGIOLINI MEGLIO AVERLI CHE ESSERNE SENZA

Gli apporti di acqua biologica ottimale in carote crude e rape sono straordinari. I succhi freschi di carota e sedano ottenuti con un’estrattore di succo sono apportatori di benessere per il tratto intestinale, e ognuno può accertarsene personalmente.

come affrontare le crisi eliminative

Semini e grani, usati con criterio, fanno parte irrinunciabile di tutte le diete umane. Chi ha difficoltà può optare per i cereali leggeri e privi di glutine. Mais, polentine, tortille, pop-corn sono delizie irrinunciabili. Stesso discorso per i legumi, dove ceci, fagiolini, piselli e lupini sono davvero straordinari.

NESSUNO RINUNCI A CAVOLI E PATATE

I cavoli crudi tagliati sottilissimi in insalata, o anche estratti, possiedono virtù incomparabili, forza curativa, capacità cicatrizzanti, tanto da diventare simbolo della salute di Roma antica.

Quanto a patate, yam e patate dolci, nelle varie forme tipo gnocchi e persino come pizza-potato o pizzatato, sarebbe una follia privarsene.

SUPERIORITÀ CONCRETA DEL VEGANISMO CRUDISTA TENDENZIALE SENZA RESTRIZIONI

Rispetto il fruttarismo integrale, lo ritengo praticabile in determinati punti del globo, e l’ho anche praticato a diverse riprese con ottimi risultati. Invocarlo però come sistema ideale e funzionante per tutti mi lascia alquanto scettico.

Tutto sommato, e non lo dico per partigianeria, la dieta vegana a crudismo tendenziale che propongo nel mio Vitto Valdiano, potrà anche apparire meno purista ed ortodossa rispetto a quanto Urbisci propone, ma offre opzioni alimentari e salutistiche ampie e provate, tali da mantenerci in salute in ogni punto del pianeta ed in ogni momento della stagione.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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