EMATURIA DIABETICA, ISCHEMIA E NEUROPATIA DISTALE

LETTERA

DIABETE SOTTO CONTROLLO E STOP ALL’INSULINA

Ciao Valdo. Ti ho scritto già in passato e adesso ti disturbo nuovamente perché ho bisogno di una tua parola. Ho 65 anni, diabetico. Grazie a te e all’igienismo, il diabete è ora sotto controllo e ho anche smesso quasi del tutto con l’insulina che prendevo da poco più di un anno.

EMATURIA MACROSCOPICA E NEOFORMAZIONE ALLA VESCICA

Il problema è che da tempo ormai ho forti problemi di minzione e da due mesi è comparsa anche un’ematuria macroscopica. L’ecografia ha rivelato un papilloma superficiale alla vescica di 35 mm oltre a calcoli alla cistifelia, mentre prostata, reni e fegato paiono normali.

TUMORE PROVOCATO DALL’INSULINA E MEDICI PRONTI A USARE IL BISTURI

Sono certo che è stata l’insulina a provocarmi il tumore. I medici mi vogliono operare immediatamente e rimuovere il papilloma. Oltre ai tuoi tre libri, mi sono girato il blog per chiarirmi le idee in merito. Sono convinto che la via migliore sia quella igienista e non quella chirurgica, con probabile recidiva e chemioterapia. Il punto è che questo continuo fluire di orina mista a sangue mi impressiona e mi fa perdere sicurezza.

PASSAGGIO AL CRUDISMO 90 PERCENTO

Da una settimana sono passato da una dieta vegana al fifty-fifty di crudo e cotto, ad una dieta crudista al 90%. Oggi solo frutta e domani inizio un digiuno di tre giorni a sola acqua. Di più non me la sento perché temo che i miei reni non reggano, visto che mi hanno rilevato una microalbuminuria di 299,57 mg/g.

PERDITA PESO, DEBILITAZIONE E NEUROPATIA ARTI INFERIORI

Inoltre sono piuttosto debilitato e ho perso parecchio peso. In effetti, mangio poco, soprattutto non mangio cereali, a parte qualche fetta di pane di farro fatto in casa con farina macinata al momento.
Ho constatato che i cereali mi alzano di molto la glicemia. Non cammino molto perché ho una forte neuropatia agli arti inferiori e in più ho subito l’amputazione del quinto dito del piede sinistro.

BASSA PRESSIONE E BARCOLLAMENTO AL RISVEGLIO

In compenso faccio parecchia cyclette e a questo punto temo non mi faccia troppo bene visto il papilloma alla vescica. Inoltre la mattina ho spesso la pressione sanguigna molto bassa. Poi risale, ma appena alzato barcollo. Questa è la situazione. Se puoi dirmi una parola e darmi qualche consiglio, soprattutto se pensi io sia in grado di affrontare un digiuno sia pure di tre giorni nelle mie condizioni.
Grazie e a presto (il 22 marzo a Padova).
Diego Meneguzzo

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RISPOSTA

PIANO COL DIGIUNO SE NON CI SI SENTE IN FORMA E IN FORZA

Ciao Diego. Più che al digiuno, penserei al semidigiuno, viste le difficoltà che il clima sta causando a tutti, con perturbazioni atlantiche che non danno tregua e che costringono la gente a procedere col freno a mano tirato e con la spia della batteria che segna rosso. Punta soprattutto ad una alimentazione che appaghi le tue esigenze e i tuo sensori. In ogni caso, se decidi per il digiuno, esso va preparato mediante una o due settimane di miglioramento crudista. Miglioramento già di per sé capace di apportare qualche fenomeno eliminativo.

DEFINIZIONE DI EMATURIA

Per ematuria si intende la presenza di sangue nelle urine, di origine renale-uretrale-vescicale. Può essere macroscopica, cioè a colore rosso quindi chiaramente visibile, ma può essere anche microscopica quando le urine mantenessero il colore normale in presenza diagnostica di globuli rossi.

IL PANICO NON SERVE A NESSUNO

La presenza di sangue nelle urine indica che in qualche punto dell’apparato urinario è presente una lesione più o meno grave. Grave talvolta sì, ma non necessariamente tale da doversi spaventare e dall’andare in condizioni di panico. Se succedono le cose significa che siamo tuttora vivi e reattivi.

NON ESSERE ALLA MERCÉ DI NIENTE E DI NESSUNO

Significa che che possiamo contare su un sistema immunitario e su un corpo che non va mai contro se stesso, a condizione che non gli mettiamo i bastoni e gli impedimenti tra le ruote. Significa che siamo capaci di gestire la situazione e di non essere alla mercé di una anomalia tremenda, ed anche di una categoria di curomani pronti a intervenire senza nemmeno capire su cosa e sul perché stanno intervenendo. In ogni caso, a parte l’impressione umanamente comprensibile, non è il sangue espulso la parte grave e la parte su cui intervenire, quanto la condizione a monte che provoca tale emorragia.

IMPORTANZA BASILARE DELL’APPARATO URINARIO E DEL RICAMBIO, IN UN CORPO FATTO D’ACQUA AL 75%

L’apparato urinario comprende rene, ureteri, vescica, uretra. Le cause dell’ematuria sono spesso malattie medico-causate, ovvero iatrogene, come anemia a cellule falciformi, glomerulonefriti, cistiti (infezioni vescicali), uretriti (infiammazioni uretrali-vescicali), malattie da farmaci inducenti sanguinamento ed emorragie, come anticoagulanti e aspirine, o anti-infiammatori non steroidei frequentemente usati contro artrite o artrosi. Esiste anche l’ematuria da sforzi fisici intensi, come nelle gare di marcia. O anche l’ematuria da calcoli, da tubercolosi, da itterizia, da scorbuto e da leucemia.

MALATTIE CHIRURGICHE COME CAUSA PIÙ FREQUENTI DI EMATURIA

  • Calcolosi del rene, dell’uretere o della vescica,
  • Tumori maligni o benigni del rene, della vescica o della prostata,
  • Ipertrofia prostatica benigna,
  • Traumi da lavoro o da incidenti,
  • Lesioni iatrogene in corso di esami endoscopici dell’apparato urinario (reno-ureteroscopie, cistoscopie) o in corso di biopsie o durante interventi ginecologici. Tutta casistica di tipo iatrogeno.

RIMEDI NATURALI CONTRO L’EMATURIA

Rimedi contro l’ematuria? Non sarà male inserire come alimentazione pesche e nettarine, anguria e meloni, ciliegie amarene e fragole, more e lamponi, borragine (punte fiorite), cavolo e crescione, portulaca (pianta grassa invadente che si trova in tutti gli orti), equiseto o coda cavallina, germogli di pungitopo, ortiche, tarassaco, malva. Il peperoncino rosso piccante e la radichetta di zenzero sono ottimi come cicatrizzanti. Un buon estratto fluido si ottiene da un pugno di radice spezzettata di pungitopo in mezzo litro d’acqua, da bersi in 3-5 bicchierini al giorno. Con due manciate di foglie di rovo a bollire in un litro d’acqua, riposo un’ora e colare, per 3-4 bicchieri al giorno. Stesso discorso con le ortiche, con la malva, con l’equiseto. Mezzo litro di acqua leggera al giorno, sottoforma di acqua e limone, o anche di tisana alla malva,

LA BASSA PRESSIONE E IL BARCOLLAMENTO MATTINIERO

La pressione bassa è un disturbo non grave che affligge moltissime persone. È certamente meglio per la salute del cuore avere una pressione sanguigna bassa piuttosto che alta, nonostante le sua manifestazioni siano comunque alquanto fastidiose. Specialmente al mattino, quando a molti capita di alzarsi senza forze, spossati, o di avere capogiri per ogni minimo cambio di posizione, di avere la testa pesante e far fatica a concentrarsi, a connettere. Consigliabile alzarsi in anticipo e fare dieci minuti di camminamento sul posto con le gambe, appoggiando i gomiti sul letto. Solo col progredire delle ore si comincia a carburare e, alla sera, ci si sente decisamente meglio.

LA STIMOLAZIONE E IL DOPING NON SONO PER NIENTE LA RISPOSTA IDEALE

Solo che spesso le maggiori incombenze della giornata sono concentrate proprio al mattino. Ecco allora che tanta gente si ritrova disposta a consumare tazzine a raffica, perché la caffeina ha il potere di innalzare in via temporanea il flusso sanguigno. Stesso discorso per la theina. Ma non è con le bevande stimolanti e dopanti che si risolvono i problemi. Con esse si finisce regolarmente nella tachicardia e nella depressione, oltre che nella dipendenza e nell’acidosi.

ESISTONO METODI NATURALI ED EFFICACI PER RIENTRARE IN CARREGGIATA

Condizioni che bastano e avanzano per cercare strade innocenti, costruttive e naturali, come il miglioramento della formula del sangue, l’alimentazione vegan-crudista tendenziale, i bagni o i semicupi regolari alla zona genitale. Il tamarindo fa pure bene. L’orzo anche. Il biancospino (frutti, foglie fiori) anche. Asparago, melanzana, mandorle, lattuga, ortiche, ottimi pure. L’ipotensione o pressione bassa, per essere definita tale, non deve superare i 50 mm HG di minima e 90-100 mm HG di massima.

VASCULOPATIA PERIFERICA

Con il termine vasculopatia periferica si intende una famiglia di patologie a carico della rete vascolare, caratterizzate da condizioni di ischemia, ovvero da insufficiente apporto di ossigeno ai tessuti rispetto al consumo richiesto. Tale sbilanciamento innesca una serie di reazioni a livello cellulare che culmina con la comparsa di dolore, ulcere e gangrene.

DOLORE ISCHEMICO AGLI ARTI E RIMEDI DELLA CUROMANIA MEDICA

L’ischemia critica degli arti è un’ischemia che coinvolge un arto o parte di esso producendo un dolore persistente. Spesso l’insorgenza del dolore deriva da una stenosi, ossia una condizione patologica che consiste nel restringimento di un vaso sanguigno ostacolandone il normale funzionamento fisiologico.
La medicina non bada troppo ai motivi che portano al sintomo. Il suo obiettivo dichiarato è il tacitamente del sintomo punto e basta. Quando il trattamento farmacologico fallisce e altri interventi non sono indicati, si procede all’impianto di un neurostimolatore spinale.

SINTOMI PALPABILI ED EVIDENTI

Alcuni sintomi tipici sono:

  • Diminuzione della pressione nell’arto,
  • Temperatura anomala della pelle,
  • Colore anormale della pelle,
  • Ulcere che non guariscono,
  • Altri cambiamenti trofici rispetto alla normalità (trofico significa normale, muscolatura ipertrofica=troppo sviluppata, ipotrofica=sotto la media).

ISCHEMIA DEGLI ARTI PERIFERICI E SOFFERENZA VASCOLARE

Le principali patologie che comportano ischemia degli arti e sofferenza vascolare sono:

  • Aterosclerosi,
  • Sindrome di Raynaud (flusso sanguigno insufficiente lungo vasi che si snodano nel corpo per 100 mila Km equivalenti a 2,5 volte il giro del globo), iper-attivazione del sistema simpatico e vasocostrizione dei condotti  periferici con conseguente ipossia dei tessuti, atrofia della pelle e gangrena ischemica, vasocostrizione dei condotti e decolorazione dita (dal medico francese dr Maurice Raynaud, 1834-1881),
  • Malattia di Buerger o tromboangioite obliterante, forma di vasculite che interessa le piccole e medie arterie, vene o nervi (dal medico viennese dr Leo Buerger, 1879-1991),
  • Neuropatia diabetica e piede diabetico.

DEFINIZIONE DI ATEROSCLEROSI

È una patologia caratterizzata dall’accumulo di deposito di sostanze grasse, colesterolo, prodotti cellulari, calcio e altre sostanze sulla parete interna dei vasi arteriosi. Tale accumulo è denominato placca e può crescere fino a ridurre in maniera significativa il flusso di sangue attraverso le arterie. L’eventuale rottura delle placche può portare alla formazione di trombi che possono ostruire il vaso o migrare in circolo, con serie ripercussioni sulla fluidodinamica e sull’apporto di sangue ai tessuti.

NEUROPATIA DIABETICA DI TIPO CRANICO

La causa della neuropatia diabetica è l’aumento prolungato della glicemia nel sangue (iperglicemia). L’iperglicemia non controllata determina una serie di modificazioni strutturali del rivestimento del nervo periferico determinando i sintomi. La neuropatia diabetica può interessare i nervi cranici, (mononeuropatie craniche), i nervi spinali (polineuropatie, neuropatie focali) o le fibre nervose del sistema nervoso autonomo. I nervi cranici più frequentemente interessati sono il nervo oculomotore e il nervo facciale. L’interessamento del nervo oculomotore determina una caduta della palpebra superiore (ptosi), e una paralisi di alcuni muscoli che muovono l’occhio con conseguente visione doppia (diplopia). Se viene colpito il nervo facciale si avrà una paralisi dei muscoli facciali di un lato del volto (paralisi facciale periferica).

POLINEUROPATIE, NEUROPATIE FOCALI E DISTALI

Il coinvolgimento dei nervi spinali e molto frequente. In genere, risultano colpiti i nervi degli arti inferiori nelle loro porzioni più distali, con sintomi che interessano gambe e piedi. La forma più comune è la polineuropatia sensitiva distale simmetrica, che determina la comparsa di disturbi della sensibilità, come formicolii ed ipoestesia. La riduzione della sensibilità alla pianta del piede può predisporre alla comparsa di una temuta complicanza nota come piede diabetico, con lesioni ulcerative passibili di gangrena.

PERSINO LA GANGRENA AVANZATA È STATA SCONFITTA DA BIRCHER-BENNER

Se pensiamo che il dr Max Bircher-Benner(1867-1939) riuscì a pescare un disgraziato con gamba in gangrena sulla porta della sala chirurgica, con medici schierati e pronti ad amputargli la gamba, capiremo meglio l’importanza della forza mentale.  Lo condusse nella sua clinica privata sul Zurichberg, ridandogli poi, passo dopo passo, la gioia del recupero funzionale. Parliamo chiaramente di un caso disperato e non paragonabile alla presente circostanza. Ci rendiamo conto sì o no che non bisogna mai demordere o disperare?

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro