FERRITINA BASSA E SINTOMI DI SCLEROSI

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LETTERA

SINTOMI DI SCLEROSI MULTIPLA DA 15 ANNI

Gentile Dr Vaccaro, mi rivolgo a lei in quanto sua estimatrice che la segue da tempo. Ho 45 anni, 3 figli di 16, 14 e 7. Vivo a Bruxelles dal 2004 e sono stata diagnosticata circa 15 anni fa di sclerosi multipla.

SEGNALI DI PARESTESIA STANDO ALLA LARGA DA NEUROLOGI E DA CURE

Da 5 anni la situazione è diventata un po’ più pesante da gestire, anche a causa di una ricaduta nel febbraio 2011, con sintomi di desensibilizzazione agli arti superiori ed inferiori, le cosiddette parestesie. Non seguo alcuna terapia farmacologica e non vado quasi più dai neurologi poiché, a mio avviso, hanno una visione unilaterale della situazione e non prendono mai in considerazione l’individuo nel suo insieme.

PREFERISCO LA SANA ALIMENTAZIONE E IL VIVERE NATURALE

Mi curo con l’omeopatia e, ancor di più, con una sana alimentazione ed una igiene di vita generale. Infatti, a parte una stanchezza normale dovuta alle mie sensazioni motorie, per il resto conduco una vita assolutamente normale, in mezzo alla natura, con i miei animali che adoro e la mia famiglia.

FERRITINA BASSA E SPINTA VERSO IL VENOFER

Il mio problema è sempre stato il livello di ferro ed in particolare la ferritina, bassissima nelle mie analisi del sangue. Prendo dei complementi di ferro (2 compresse al giorno) che però non danno i risultati voluti. Ultimamente il mio medico nutrizionista mi ha consigliato di iniziare una cura di Venofer endovenoso (200mg per una dose, una volta la settimana per 5 settimane) che deve essere fatto in ospedale sotto stretto controllo medico perché potrebbe portare a degli effetti collaterali che bisogna controllare.

MANGIARE ASSOLUTAMENTE CARNE SECONDO I MEDICI

Prima di chiamare l’ospedale per prenotare eventualmente queste sedute, volevo essere certa di fare la cosa giusta, e soprattutto di non rischiare di stare peggio di adesso. Il medico dice che recupererei una grande forza ed energia, ma sostiene pure (e me lo sottolinea sempre) che devo mangiare assolutamente tanta carne che conterrebbe il ferro più assimilabile.

I MEDICI SONO DA SEMPRE A CORTO DI PREPARAZIONE SUL CIBO

Io non mangio carne, anzi sono piuttosto portata verso il vegetarianismo. Ovvio che si tratta di un argomento tabù. La maggior parte dei medici non capiscono nulla sull’argomento! Mi alimento con tanta verdura, frutta e semi che ne contengono anche di più! Ho fatto corsi di alimentazione naturale, dunque non penso di avere carenze di alcun tipo.

INCERTEZZE SUL VENOFER INIETTABILE E SU COME RISOLVERE IL PROBLEMA FERRITINA

Resta il problema del ferro. Lei cosa mi consiglierebbe di fare? Tra le varie raccomandazioni riguardo il Venofer iniettabile, c’è anche il fatto che, se si soffre di problemi infiammatori cronici, la soluzione potrebbe essere meno efficace in quanto potrebbe essere assimilata dagli organi, invece di servire a produrre più globuli rossi. In attesa di un suo cortese cenno di riscontro, mi scuso se mi sono dilungata. Le porgo i miei più cordiali saluti.
Fabiana

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RISPOSTA

SERVE INTELLIGENZA E SERVE VITAMINA C RIGOROSAMENTE NATURALE E NON SINTETICA

Ciao Fabiana. Non sei a digiuno di preparazione sui cibi e dunque sai che ingerire non significa necessariamente assimilare. Sai dunque quanto sia importante rispettare l’equilibrio tra i vari minerali e le varie vitamine. Le vitamine C, D e K ed anche gli oligoelementi boro e silicio, favoriscono l’assimilazione del calcio. La vitamina C migliora anche l’assimilazione del ferro e contribuisce a contrastare l’anemia sideropenica da carenza di ferro. Il fumo attivo e passivo distrugge il calcio e lo zinco.

L’ARTE DI FARE L’ESATTO CONTRARIO

Piano con la fiducia a gente inaffidabile sul piano alimentare come medici e nutrizionisti, e piano con la curomania omeopatica, non meno insidiosa di quella medica. Medici, omeopati, pubblicità televisiva in blocco, trasmissioni mediche che incitano la gente a vaccinarsi? Utilissime e indispensabili. Servono a far capire dove sta il torto e la ragione. Basta fare l’esatto contrario e potrai salvare la tua integrità.

STRESS, BEVANDE STIMOLANTI E BEVANDE GASSATE

Lo stress depaupera l’organismo di calcio, magnesio, zinco e cromo. I bevitori di caffè eliminano calcio, potassio e zinco con l’urina, ferro con le feci. Calcio, magnesio, potassio e zinco rientrano nel novero delle vittime di un consumo eccessivo di bevande alcoliche. Il fosforo in eccesso diminuisce il tenore del calcio nelle ossa, intensificandone l’escrezione renale. Evitare dunque tutte le cole e tutte le bibite gassate. Tra i fattori di rischio dell’osteoporosi figura il consumo di carne.

TROPPO CALCIO, TROPPE FIBRE E CARENZA DI MINERALI DI TRACCIA

L’abuso di calcio nuoce al magnesio e viceversa. L’eccesso di calcio può alterare il meccanismo del ferro, impedendone l’integrazione nell’emoglobina. L’eccesso di fibre contrasta l’assimilazione di vari minerali, in particolare quella di ferro, calcio e zinco. Importante pertanto masticare con cura i vegetali. Il ferro, per essere assimilato deve poter contare su una presenza di rame, di zinco e di manganese.

LA LEGGE DEL MINIMO DI LIEBIG

La legge del minimo venne formulata da Justus Von Liebig (1803-1873), scienziato bavarese che ha dato grossi contributi all’agricoltura e alla chimica organica. “La crescita dei vegetali è determinata dall’elemento presente in quantità minima rispetto al fabbisogno”. Il discorso non vale solo in agricoltura, ma anche nell’alimentazione. Tradotto in termini più chiari, non è che mancando ferro o ferritina riusciamo a colmare la carenza apportando più ferro, quando manchi la presenza adeguata dell’elemento minimo mancante, che potrebbe essere il rame o il molibdeno o lo zinco.

BOCCIATURA IN TRONCO DI OGNI INTEGRAZIONE MINERALE

La legge del minimo, assieme alla netta differenziazione tra minerale organico e minerale inorganico, rappresenta il fulcro della bocciatura delle integrazioni minerali. Tanto più che è impossibile stabilire una gerarchia di importanza dei fattori relativa alla crescita di un organismo, ma macro e microfattori concorrono nel loro insieme a determinare lo sviluppo armonico di ogni essere vivente.

IL FERRO-EME DA CADAVERI ANIMALI NON HA MAI FUNZIONATO

Del resto le bistecche al sangue invocate stupidamente e testardamente dalla professione medica ufficiale, sono state bocciate da migliaia di anni, ed in particolare dai tanti esperimenti dell’era medievale, quando gli anemici dalla pelle bianca venivano addirittura portati nel macello per fare il pieno di sangue direttamente dagli animali sgozzati. Diventavano rossi violacei e producevano scosse di vitalità ed energia, ma solo per alcune ore. Finito l’effetto stimolante, tutto tornava come prima.

IL PERCHÉ DELLE CARENZE DI FERRO

Le carenze derivano da:

  • Mancanza di acido cloridrico e di succhi gastrici o pepsine nello stomaco,
  • Malassorbimento intestinale e dissenteria cronica,
  • Alimentazione carnea e coneguenti putrefazioni, leucocitosi, acidi urici non smaltiti per ovvia mancanza di enzima uricasi,
  • Alimentazione lattea causante callcificazioni, calcoli, insufficienza renale,
  • Uso di farmaci antiacidi,
  • Ferite, donazioni, emoraggie,
  • Situazioni di anemia perniciosa favorite da zuccheri raffinati e amidi lavorati, da dolciumi, aspartami, gelati e troppa pasta, tutti nemici del gruppo B,
  • Caffè e the che abbassano l’assimilazione del ferro del 75%,
  • Bevande gassate, cole con acido fosforico, acqua alcalina, acque gassate ricche di carbonato,
  • Aspirine, antidolorifici, farmaci in genere,
  • Cottura prolungata dei vegetali.

È TUTTA UNA QUESTIONE DI DELICATISSIMI EQUILIBRI

La salute umana verte pertanto su delicatissimi equilibri tra acido e alcalino, tra sodio e potassio, tra sufficiente acqua e disidratazione, tra ipotiroidismo e ipertiroidismo, tra eccitazione e depressione, tra materia e spirito. Ci sono le mancanze e ci sono gli eccessi. Questo vale anche per il ferro nel nostro organismo. Così se la carenza di ferro provoca anemia, l’esagerata presenza di questo ione metallico nelle cellule può rivelarsi addirittura ultra-tossica. Lo sanno bene i pazienti che soffrono di emocromatosi, una malattia genetica che provoca un accumulo di ferro in alcuni organi, soprattutto fegato, pancreas e ghiandole che producono ormoni, oppure i pazienti che si sottopongono a frequenti trasfusioni di sangue perché ammalati di tumore o per combattere malattie del sangue come la talassemia. Chelare il ferro inorganico dalle incrostazioni interne non è affatto agevole, soprattutto quando esso finisce nel cervello!

ARMA SUBDOLA E A DOPPIO TAGLIO

Il ferro è un’arma a doppio taglio. Se non ne assumiamo abbastanza rischiamo l’anemia, ma se ne assumiamo troppo possiamo aumentare il rischio di cancro colorettale, malattie cardiache, infezioni, malattie neurodegenerative e stati infiammatori. Anche altre patologie sono state associate ad un’elevata assunzione di ferro, tra le quali l’Alzheimer, la Malattia di Parkinsons, l’artrite e il diabete.
La malattia dà segno di sé solo negli stati avanzati e i sintomi sono aspecifici. Il ferro svolge la sua azione tossica lentamente e in modo subdolo fino a provocare la comparsa di gravi danni quali cirrosi epatica. Cirrosi che può poi evolvere verso l’epatocarcinoma, diabete, impotenza nell’uomo, amenorrea nella donna e sterilità in entrambi, scompenso cardiaco e aritmie, artropatie e osteoporosi.

STRUMENTI MODULATIVI VALIDI SOLO PER IL FERRO NON-EME VEGETALE

Molte persone ignorano quindi il loro stato e i rischi correlati allo sviluppo di un sovraccarico di ferro. Dal momento che il nostro organismo non è in grado di eliminare l’eccesso di ferro, abbiamo sviluppato un meccanismo rigido per regolarne l’assimilazione. Se le nostre scorte di ferro sono scarse, il nostro intestino ne stimola l’assorbimento, mentre se le nostre riserve sono al loro massimo, il nostro intestino blocca l’assorbimento di ferro per mantenerci ad un livello ottimale. Questo meccanismo però funziona soltanto con le fonti di ferro primarie della dieta dell’uomo, ovvero il ferro che si trova nei cibi di origine vegetale.

IL FERRO-EME DA CARNE NON È SOTTOPOSTO A FILTRI E CONTROLLI

Il nostro apparato digerente invece non ha un sistema per regolare il ferro ingerito con il sangue, il ferro-eme. Il ferro che si trova nel cibo di origine animale passa direttamente attraverso la barriera intestinale e anche se nel nostro organismo già ne abbiamo più che a sufficienza, non possiamo in alcun modo controllare l’assimilazione di questo tipo di ferro.

SOVRACCARICO DI FERRO E CANCRO AL SENO

Proprio per questo, alcuni studiosi ipotizzano che il sovraccarico di ferro potrebbe essere la ragione che lega il consumo di carne al rischio di tumore al seno. Il ferro è un pro-ossidante e può provocare stress ossidativo e danni al Dna. Una eccessiva assunzione di ferro potrebbe portare a sovraccarico di ferro nelle donne in menopausa, che non hanno più perdite di sangue mensili. Il test della ferritina sierica è un semplice esame del sangue che misura la quantità di ferro nel sangue. È il metodo più veloce e più semplice per individuare il sovraccarico di ferro.

STRESS OSSIDATIVO DA INTEGRAZIONI DI FERRO

Il sovraccarico di ferro favorisce la produzione di radicali liberi, l’ossidazione dei grassi, i danni al Dna e potrebbe anche contribuire allo sviluppo del tumore al seno ed alla carcinogenesi, in maniera del tutto indipendente o potenziando gli effetti di altri carcinogeni. Uno studio recente ha messo in evidenza che nell’organismo delle donne che prendono integratori di ferro si verifica un notevole aumento dello stress ossidativo. Dunque, prima di assumere un integratore di ferro, meglio pensare non due ma tre volte almeno.

IL FERRO BUONO STA NEI SEMINI E NEI VEGETALI VERDE-SCURO

Se cerchiamo del ferro buono e privo di effetti collaterali, lo troveremo nei cibi che Madre Natura ci offre, come ceci e semi di zucca, facendo attenzione a consumare nello stesso pasto cibi ricchi in vitamina C, come limone, frutti tropicali, broccoli, crescione e peperoni, che migliorano l’assorbimento del ferro di provenienza vegetale.

FATTORI CHE REGOLANO LA FERRITINA NEL SANGUE

In primo luogo il contenuto di ferro nelle cellule. Se aumenta il ferro, aumenta anche la produzione di ferritina, se diminuisce il ferro diminuisce anche la ferritina. Questa è la ragione per cui il dosaggio della ferritina nel sangue è comunemente utilizzato per identificare gli stati di sovraccarico o di carenza di ferro. In secondo luogo la presenza di uno stato infiammatorio (con questo termine intendiamo infezioni più o meno severe, malattie infiammatorie acute e croniche, neoplasie), ma anche una serie di svariate situazioni cliniche (ad esempio alterazioni del metabolismo lipidico e glucidico, ipertiroidismo). In questi casi aumenta la produzione di ferritina nei tessuti e nel sangue, indipendentemente dal contenuto di ferro.

AUMENTO SIDEREMIA O FERRO CIRCOLANTE NEL SANGUE

Negli stati di sovraccarico di ferro qualunque ne sia la causa. In questi casi l’incremento di ferritina è spesso preceduto dall’aumento della sideremia (ferro circolante nel sangue) e, soprattutto, della percentuale di saturazione della trasferrina. Nei casi iniziali di sovraccarico di ferro è anche possibile osservare valori di ferritina ancora nei limiti di normalità in presenza di una percentuale di saturazione elevata. Esistono alcune eccezioni a questa regola, cioè stati di sovraccarico di ferro caratterizzati da valori di ferritina elevati con una percentuale di saturazione della trasferrina normale o bassa.

SINTOMI DA ECCESSO DI FERRO

In genere i sintomi di un’eccessiva quantità di ferro nell’organismo includono:

  • Affaticamento cronico,
  • Sbalzi d’umore,
  • Problemi alle ghiandole surrenali,
  • Patologie neurodegenerative in giovane età,
  • Glucosio alto,
  • Enzimi epatici alti,
  • Dolori articolari,
  • Dolori addominali,
  • Diabete mellito,
  • Aritmia,
  • Modifiche colore pelle (color bronzo, grigio cenere, verdastro),
  • Amenorrea, ossia ciclo mestruale irregolare o assente,
  • Rigonfiamento fegato e milza,
  • Impotenza,
  • Sterilità,
  • Ipogonadismo,
  • Ipotiroidismo,
  • Apatia e calo del desiderio,
  • Osteoporosi,
  • Osteoartrite,
  • Caduta capelli,
  • Depressione.

PERICOLOSITÀ DEGLI ACCUMULI DI FERRO NEL FEGATO

Sappiamo che l’accumulo di ferro nel fegato può portare, negli anni, a morte cellulare, fibrosi, cirrosi e alla fine la comparsa di epatocarcinomi, ha detto Clara Camaschella, responsabile dell’Unità Regolazione Metabolismo del Ferro all’Ospedale San Raffaele di Milano che ha tenuto una lezione su questo argomento all’ultimo congresso dell’American Society of Hematology tenutosi a New Orleans.

FABBRICANDO MENO GLOBULI ROSSI SI RICHIEDE MENO FERRO

Il metabolismo del ferro nell’organismo, continua Camaschella, è regolato da un ormone, l’epcidina, prodotto dal fegato e scoperto nel 2000, che ne condiziona l’assorbimento nel duodeno e il rilascio da parte del fegato. Potrebbe succedere che questi sistemi di regolazione si alterino con l’età, determinando un accumulo. Non solo, gli anziani fabbricano anche meno globuli rossi e utilizzano, quindi, meno ferro.

PIÙ ECCESSI DI FERRO CHE CARENZE NELLE PERSONE ANZIANE

Ma esistono altre condizioni in cui si è identificato un aumento del minerale nell’organismo. Secondo il Framingham Heart Study, una ricerca cominciata negli anni Cinquanta che tiene sotto controllo la salute del cuore degli abitanti di questa cittadina americana del Massachussets, nelle persone di età compresa fra 67 e 96 anni, solo il 3 per cento ha problemi di carenza, mentre il 13 per cento presenta livelli di ferro superiore alla norma.

ACCUMULI NEL CERVELLO E DEMENZA SENILE ALZHEIMER

Forse la forma più diffusa di demenza senile, l’Alzheimer, destinata a divenire pandemica nei prossimi decenni soprattutto a causa dell’invecchiamento inarrestabile della popolazione globale, è causata da eccesso di ferro nel cervello. Due studi distinti dimostrano il coinvolgimento di ferro e rame nell’erosione della memoria e nei danni cerebrali tipici della malattia. Accumuli di ferro in eccesso sono stati, infatti, rinvenuti nel cervello dei pazienti, mentre il rame, ingerito da topolini attraverso l’acqua, rallenta delle speciali molecole spazzino che tengono puliti i neuroni.

CARNI BIANCHE E ROSSE, IPERCOTTURA VERDURE E RICORSO A INTEGRATORI, TRA I MAGGIORI RESPONSABILI DI CARENZA

Un team californiano guidato da George Bartzokis, della University of California, Los Angeles, ha dimostrato per la prima volta come un eccesso di ferro nel cervello potrebbe essere la causa della forma più comune di demenza senile. E quali fattori contribuiscono all’accumulo di ferro nel cervello? I principali colpevoli sono le carni rosse e gli integratori alimentari di ferro. La cottura delle verdure a foglia e delle verdure non amidacee (patate, radici, tuberi, cavolini) ritrasforma i minerali organicati in minerali disorganici, non facilmente assimilabili e pertanto tossici. Sebbene una piccola quantità di ferro sia necessaria al corpo per garantire la corretta funzionalità delle cellule, molti ricercatori ritengono che in quantità elevate esso possa essere pericoloso.

ANEMIA COME ALTERAZIONE DEL SANGUE

L’anemia è un sintomo e pertanto non va contrastata con metodi sbrigativi e superficiali. Si tratta dopotutto di indebolimento vitale provocato da denutrizione cronica. La causa non è la mancanza di sangue ma l’alterazione del sangue, la formula sbagliata del sangue, la vita innaturale, la mancanza di esercizio fisico, il vivere in ambienti privi di luce solare, l’aria viziata.

L’INSEGNAMENTO DI SEBASTIAN KNEIPP

Come diceva Sebastian Kneipp (1821-1897), esponente di spicco dell’idroterapia, il nostro organismo può beneficiare solo dei minerali provenienti dal mondo vegetale, unico apportatore di sostanze organiche, e non dai prodotti di farmacia. Le maggiori quantità si trovano negli spinaci, lattughe, radicchio, carciofi, cardi, mele, fragole, frutta di stagione.

I GRANDI AMICI DEL FERRO

Per riassumere, il ferro si trova in:

  • Mandorle, noci, pistacchi, pinoli e tutta la frutta da guscio,
  • Cereali integrali non stracotti, specie avena, miglio, grano saraceno, pop-corn,
  • Semini di zucca, papavero, canapa, lino, chia, girasole,
  • Rosa canina,
  • Agrumi,
  • More di gelso e di rovo, fragole, mirtilli,
  • Fichi, kiwi, datteri, ananas, uvetta, prugne secche, albicocche secche,
  • Ciliegie, uva, pesche,
  • Carota, topinambur, patate, patate dolci, zucche, rape e ravanelli,
  • Cavoli, verze, cime di rapa, crescione d’acqua e di terra, carciofi, finocchi, acetosa, tarassaco, valeriana,
  • Alghe,
  • Castagne,
  • Angurie e meloni,
  • Asparago,
  • Pomodori, peperoni e melanzane,
  • Porro e cipolla,
  • Olive, avocado, portulaca, prezzemolo, sedano, sedano rapa.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

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