MILIARDI DI PERSONE INCHIODATE ALLE SCELLERATEZZE DELLA DIABETOLOGIA UFFICIALE

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LETTERA    1

POCA FRUTTA PERCHÉ RICCA DI ZUCCHERI

Salve Valdo, mi potrebbe spiegare la relazione tra frutta e diabete? Classicamente nel diabete viene consigliato di mangiare poca frutta poiché ricca di zuccheri e questo sarebbe in disaccordo con l’igienismo. Sul suo blog ho fatto varie ricerche trovando numerose testimonianze di miglioramenti, con regime vegano tendenzialmente crudista, in persone che hanno già il diabete.

HO IL DIRITTO DI ESSERE INFORMATA CORRETTAMENTE

Vorrei proprio sapere con certezza se il fruttarianesimo espone davvero al rischio diabete oppure no, anche in relazione al consumo di frutta essiccata come fichi, uvetta, datteri. La ringrazio infinitamente. Con affetto e stima.
Sara

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LETTERA    2

VOGLIO GUARIRE DA QUESTA TREMENDA MALATTIA

Buongiorno. Sono un diabetico ed ho letto su internet che tramite la dieta crudista si guarirebbe da questa tremenda malattia in 3 settimane. Immaginando che Lei sia un promotore del veganesimo e che non faccia tutto questo rumore a scopo di lucro, Le chiedo se vuole usarmi la gentilezza di dirmi che passi devo seguire per guarire dal diabete, che passi seguire per una dieta crudista e risolvente.
Certo che Iddio la ricompenserà per il bene fatto, Le porgo cordiali saluti.
Giovanni

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RISPOSTA ALLE LETTERE 1 E 2

IL PROBLEMA DIABETE RIGUARDA MILIARDI DI PERSONE

Miliardi di diabetici  e di persone in pericolo di diabete hanno il diritto di essere informate in modo corretto sulla loro alterazione, su come funziona il meccanismo insulinico e sulla effettiva relazione tra frutta e diabete. Si parla di 100 milioni tra diabetici e pre-diabeti nei soli Stati Uniti d’America! Noi della Health Science abbiamo la coscienza a posto. Quanto a me in particolare, ci sono centinaia di tesine pubblicate nero su bianco a partire del 2008, e basta digitare le parole insulina, diabete, dieta e simili per averne piena conferma.

LA FORMIDABILE TESTIMONIANZA DEL PROF NEIL BERNARD

Nella tesina “Regresso naturale dal diabete mediante plant-based-diet” ho portato la testimonianza del prof Neil Bernard, docente alla Washington University. Parla della sua storia e di suo padre che stufo di fare l’allevatore di bestiame, decise un bel giorno di frequentare l’università e di diventare diabetologo.

NON QUESTO E NON QUELLO, MA IL DIABETE NON REGREDIVA MAI

Ciò che asseriva era: “Il diabete è una patologia che indica eccesso di zucchero nel sangue, pertanto non mangiare nulla che si trasformi in zucchero! Non mangiare pane, non mangiare frutta, non mangiare pasta, né riso né patate dolci. Non mangiare patate normali, né fagioli, né carote. Tutte queste cose dovrebbero essere limitate! E, visto che ci sei, tagliare pure le calorie in generale”. Un’altra cosa che la gente si sente dire è “Prima cominci e meglio è”. Ai pazienti vengono pure prescritte medicine. Gli vengono date siringhe. Ed anche precise istruzioni su come devono mettere le dita. Ma nonostante tutto questo il Diabete non regrediva mai. Anzi progrediva sempre. E successivamente divenne qualcosa che abbiamo esportato oltre oceano.

DUE SCOPERTE SCIENTIFICHE ROVESCIANO LA SITUAZIONE

E quando mi laureai arrivarono nuovi medicinali. Pensai che finalmente avevamo armi più efficaci.
Ma, in verità, era sempre lo stesso risultato. I nostri pazienti erano scontenti. Mai e poi mai abbiamo risolto questa malattia, né in America né altrove. Mai è stata debellata. Ha sempre avuto fama, in termini medici, di malattia degenerante e progressiva. Ci furono però due scoperte scientifiche che in effetti rovesciarono tale situazione.

LE STATISTICHE SMENTIVANO LA DIETA AMERICANA ANTI-DIABETE

Vediamo la prima scoperta. Se osserviamo in tutto il mondo quei paesi dove c’è il minor tasso di diabete, come il Giappone ad esempio, vediamo che la popolazione non segue assolutamente la dieta che noi medici americani diamo ai diabetici. Piuttosto mangia in continuazione cibo tipo il riso e gli spaghetti, come pietanza basilare dei suoi pasti.

ATTENTA OSSERVAZIONE DELLE CELLULE MUSCOLARI

La seconda scoperta venne osservando l’interno delle cellule, soprattutto quelle muscolari. La ragione per cui osserviamo queste cellule in particolare sta nel fatto che il glucosio finisce nelle cellule dei muscoli. È quello il carburante che alimenta i movimenti del corpo. Chi si prepara per una maratona, cosa fa nelle settimane precedenti? Accumula carboidrati, mangia pane e pasta per dirottare e canalizzare glucosio nelle cellule, per produrre energia da esplicare poi nella corsa.

IL GRASSO NELLA SERRATURA CELLULARE IMPEDISCE L’ACCESSO ALLA CHIAVE INSULINICA

Questo è il problema reale del Diabete. Il glucosio è fuori delle cellule e prova ad entrarci. Per poter entrare, ha bisogno di una chiave. Quella chiave è l’insulina. Ora, se arrivo a casa mia e davanti alla porta di casa prendo la chiave e la inserisco nella serratura, e la porta non si apre, qualcosa per forza non va. La chiave risulta perfettamente integra. Allora guardo nella serratura. Qualcuno vi ha messo della gomma da masticare. Che faccio, mi arrampico dalla finestra? No, ripulisco la serratura. Ebbene, chi ha il Diabete possiede la chiave dell’insulina che però non apre. Come mai? Perché mai il meccanismo non scatta? Per funzionare il glucosio deve entrare nella cellula tramite la chiave insulinica. Non è certo perché ci sia della chewing-gum nella cellula. Quello che invece abbonda si chiama grasso, piccoli globuli di grasso.

INTRAMYOCELLULAR LIPID, OVVERO GRASSO IN ECCESSO

Noi medici odiamo termini come grasso, ossia come Fat. Una singola sillaba non va bene. Così abbiamo coniato il termine intramyocellular lipid, dove intra sta per dentro, myo sta per muscolo, cellular per cellula e lipid per grasso. E questo è esattamente il materiale che interferisce con l’abilità dell’insulina a fungere da chiave per regolare l’ingresso del glucosio nella cellula.

L’INSULTO DERIVA DUNQUE DAL GRASSO ANIMALE E DAGLI OLI VEGETALI ESTRATTI A CALDO

Nel 2003, l’Istituto Nazionale della Salute diede alla mia equipe un sussidio e ci autorizzò a tentare qualcosa di totalmente diverso. Anziché limitare il pane e tutto il resto, cosa succederebbe se lasciassimo libertà per tali cibi? Visto che il grasso sembra essere il vero problema, cosa ricaveremmo da una dieta che ne fosse priva? Insomma, da dove viene questo grasso? Viene da due fonti che sono i grassi animali e gli oli vegetali estratti a caldo.

ESPERIMENTO SU UN CAMPIONE DI 99 PERSONE

Così abbiamo preso 99 persone a campione e gli abbiamo chiesto un paio di cose. Mangiare cibo vegetale in abbondanza, senza limite di dosi. Le calorie e le quantità non contavano. Il progetto consisteva nell’eliminare i grassi animali e nel ridurre gli oli vegetali al minimo. Molto semplice. Uno dei nostri partecipanti si chiamava Vance e suo padre era deceduto a 30 anni. Vance aveva 31 anni quando gli fu diagnosticato il Diabete, e ne aveva 38 quando venne da noi. Osservò subito che la nostra dieta non era per niente complicata o assurda come le tante prescrittegli in precedenza.

IL CASO DI VANCE CON PERDITA DI 25 CHILI E GUARIGIONE TOTALE

Non importava quanti carboidrati ingerisse, quante calorie e quante porzioni. Se voleva mangiare chili in quantità non sarebbe stato con carne come prima, ma con verdure e legumi. Se voleva spaghetti, anziché col ragù di carne come prima ora li poteva avere con carciofi, funghi, pomodori o altri ortaggi. Insomma una cucina libera, ma sobria e naturale. Nel corso di un anno perse 25 chili. Il livello di zucchero nel sangue scese.

EVIDENTE ENTUSIASMO E GUARIGIONE NON SOLO DAL DIABETE

Un giorno il suo medico gli disse: “Vance, so che in famiglia hai parenti deceduti per questa malattia, ma osservando le analisi del sangue il Diabete non ce l’hai più”. Immaginate cosa uno può provare in queste circostanze. Avere dei familiari deceduti per questa patologia e ritrovarsi improvvisamente con la sua alterazione del tutto debellata. Quando ho chiesto a Vance il permesso di raccontare la sua storia, mi ha detto: “Assicurati di dire a tutti che non solo il Diabete, ma anche le mie varie disfunzioni rettali sono svanite!”

UN CASO ESTERNO NEL REGNO UNITO

Così abbiamo pubblicato le nostre scoperte su diverse riviste accademiche. Ora la ADA, American Diabetes Association, ha riconosciuto la validità e l’efficacia di quanto stiamo facendo. Più di qualcuno, in altre parti del mondo, ha iniziato  a seguire le nostre tracce. Un diabetico che vive in Inghilterra ha voluto informarmi sulla sua esperienza. Aveva provato tutti i tipi di diete senza alcun successo. Venuto a conoscenza del nostro trattamento decise di provarlo per una settimana. Poi andò dal suo medico che gli fece le analisi del sangue.

MEDICI INGLESI SBALORDITI DI FRONTE A UN ECLATANTE DIABETE SPARITO PER INCANTO

Tornato a casa, il telefono squilla. Qui è lo studio medico. Potresti tornare qui immediatamente? Pensò spaventato quali cose sbagliate potesse evidenziare il suo sangue. Si precipitò in macchina. Arrivato in clinica, il medico gli dice “Siediti! Spiegami esattamente cosa hai fatto. Il tuo Diabete è completamente svanito e questo ha dell’incredibile. Il tuo sangue è molto più sano del mio, ed io non ho il Diabete. Com’è possibile? Arrivano i suoi colleghi, pure increduli, e aggiungono che una persona non può guarire completamente dal Diabete. Eppure nel tuo caso esso non c’è più. Il suo dottore, scettico, lo invita a tornare dopo 2 mesi per una nuova prova del sangue e per una riconferma.

LA DIABETOLOGIA UFFICIALE NON È SCIENZA MA PIUTTOSTO BARAONDA MANICOMIALE

Non esitiamo a dire quanto allucinante e fuori di testa sia la diabetologia ufficiale, quella che in teoria pretende poi di essere la più avanzata. Le teorie sulle malattie cosiddette autoimmuni e sui cosiddetti autoanticorpi, alla resa dei conti, non sono brani di scienza ma soltanto ipotesi dogmatiche smentite clamorosamente tutti i giorni e dovunque dalla realtà dei fatti. Un po’ come la questione della responsabilità batterico-virale nelle malattie. La diabetologia ufficiale mantiene i diabetici  in condizioni penose e su strade prive di uscita.

IL DOGMATISMO MEDICO PORTA A TEORIE E A METODI RIMEDIALI ALLUCINANTI

Il vizio stabile della medicina è da sempre quello di contrabbandare le proprie ideologie come fossero regole divine. Le anomalie del corpo vengono giustificate da continue operazioni di scaricabarile su batteri belligeranti, su virus in versione mostruosa e su cellule impazzite che distruggerebbero le beta-cellule del pancreas. In realtà Le anomalie non sono mai di origine batterico-virale, allergenico o tanto meno auto-immune ma sono sempre di tipo iatrogeno (medico-causate) e di tipo metabolico (paziente-causate).

RAGIONIAMO IN TERMINI COMPRENSIBILI

Se usiamo invece un briciolo di ragionamento cum grano salis come dicevano gli antichi romani, definiamo il diabete come malattia metabolica caratterizzata dalla inabilità corporale di metabolizzare la normale quota di glucosio prodotta, col risultato di avere un alto livello di zucchero nel sangue.

SMETTIAMOLA DI PARLARE DI MOSTRI E DI NEMICI BELLIGERANTI

Il fatto è che questa situazione non nasce da mostri autoimmuni ed auto-anticorporali, parto della fantasia infinita dei ricercatori medici, ma semplicemente dagli alti livelli di grasso nel sangue che inibiscono l’interazione del glucosio con l’ormone insulina prodotto regolarmente in quantità super-abbondanti dal pancreas. L’eccesso di proteine nella dieta, e i carboidrati raffinati aggravano la condizione diabetica di troppo-glucosio. Insulina deputata non solo al controllo del metabolismo glucosico, ma anche al rilascio di acidi grassi e di glicerolo dai depositi corporali.

I DIABETICI HANNO NEL SANGUE INSULINA IN SOVRABBONDANZA

Per molti anni si è accettato che il diabete risultasse da inadeguata produzione di insulina per colpa di un pancreas difettoso. Ma già nel 1960 si riscoprirono verità dimenticate, e cioè che la maggioranza dei diabetici hanno più insulina naturale nel loro sangue dei non-diabetici. Spesso rivelano quote di due o tre volte superiori alle persone non-diabetiche! Solo che l’efficacia di tale insulina si abbassa man mano che che il livello dei grassi del sangue aumenta. Ecco allora evidente l’errore marchiano della medicina di cercare le disfunzioni nel pancreas e negli autoanticorpi immunitari, quando tutti i problemi sorgono dagli eccessi di trigliceridi, di colesterolo, di omocisteina.

OGNI FORMA DI DIABETE SI CURA EFFICACEMENTE CON UNA DIETA VITALE E VEGAN-CRUDISTA

Già 150 anni fa, test medici in USA ed in Europa avevano dimostrato che la stragrande maggioranza dei diabetici possedeva un pancreas normalissimo ed efficiente e che la condizione diabetica veniva facilmente eliminata con una dieta vegetarian-crudista, mentre tutte le carni e i grassi animali esacerbavano la malattia. Il diabete è infatti sconosciuto tra le popolazioni che hanno una dieta bassa in grassi, bassa in proteine e bassa in zuccheri raffinati. Altri test condotti negli anni ’20,’30, ’50 e ’60 avevano riconfermato che il diabete viene revocato ed invertito mediante diete ipograsse e ad alti carboidrati naturali ricchi in particolare di vitamina C.

ABBONDANZA DI GRASSI E CARENZA DI VITAMINA C NATURALE

A tutto questo vanno poi aggiunte le ultime ricerche che hanno rivoluzionato i vecchi concetti dei picchi glicemici introducendo i punteggi insulinici, mettendo in marcato rilievo le responsabilità delle proteine animali nella responsabilità diabetica. Alla fin fine, quello che conta di più rimane la formula del sangue. Nessuno muore di cardiopatie e nessuno muore di diabete, ma tutti muoiono di sangue guasto, ossia di sangue grasso e viscoso, come diceva giustamente padre Taddeo da Wiesent-Bavaria. E nessuno esce dal tunnel se non cambia radicalmente il suo Milieu Interieur, ovvero la sua biochimica corporale, come affermava il dr Claude Bernard.

CHIEDIAMOCI QUALE È LA RELAZIONE TRA DIABETE E DIETER GRASSO-PROTEICHE

Per concludere, rispondo alla Sara sulla relazione tra frutta e diabete. La relazione sta tutta nella grande confusione ingenerata da una medicina, interessata a mantenere lo status quo, per cui il problema va spostato e ci si deve interrogare sulla relazione tra proteine animali e diabete, tra cibi cotti e diabete, tra mele o pere o carote cotte e diabete, tra zuccheri raffinati e diabete.

DISOBBEDIRE ALLA SCELLERATEZZE DELLA MEDICINA CONVENZIONALE

Per quanto riguarda Giovanni, occorre affinare la preparazione, staccarsi progressivamente da farmaci e da insuline e nel contempo adottare una dieta 80-10-10 dove 80 sono i carboidrati e 10 sono in percentuale i grassi e le proteine.  Proteine che, nota bene, stanno nel radicchio e nelle verdure crude. Puntare anche a un 80% di crudo. Non schematizzare e non fossilizzarsi su questo o quel consiglio ma rendere la propria dieta sostenibile, piacevole e personalizzata secondo le proprie esigenze. Frutta acquosa o anche estratto tipo 4 carote-costasedano-fettad’ananas come spuntini del mattino e del tardo-pomeridiano, pranzo e cena partendo con un piattone di insalata cruda, seguito da un secondo vegetariano a piacere. Importantissimo il movimento, l’essudazione, il sole, la respirazione corretta, lo spirito positivo e vincente, la disobbedienza alle scelleratezze della medicina convenzionale.

CIBI PARTICOLARMENTE COMPATIBILI

Amici del diabetico sono mirtillo, frutti di bosco, melagrana, mora di rovo e di gelso, mela, pera, uva, ciliegia, fragola, albicocca, lampone, ananas, kiwi, arance, pompelmi, clementine, limoni, kumquat, mango, papaia, longan, leichi, germe di grano, asparago, avena, cavolo, cicoria, crescione, fagiolo, fagiolino, topinambur, rape, bietole, ravanelli, lattuga, radicchio, oliva, patata, noce, nocciola, mandorla, pinoli. Mettere comunque in secondo piano l’indice glicemico e rispettare invece l’ORAC, dei cibi, acronimo di Oxygen Radicals Absorbance Capacity, misura la loro antiossidante, il Punteggio Insulinico degli alimenti e i valori di vibrazione-vitalita-radianza dalla scvala Simoneton.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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