FRODE MONDIALE AIDS DOCUMENTATA

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LETTERA

INCARTAMENTI INIZIALI DELLA VICENDA AIDS

Caro Valdo, come stai? Spero di non disturbarti. Ti allego una versione riveduta del documento che ti inviai in precedenza. Ho aggiunto un agghiacciante studio di Gallo e Gonda dove “dimostrano” che il “virus hiv” è ben presente nella saliva. A rigor di logica, sorgono dunque le seguenti questioni:

1) Visto che esistono i test salivari per l’Hiv, in cui si dice di cercare gli anticorpi, a livello microbiologico nella saliva, ci deve essere anche il virus.

2) Se ci fosse un virus letale nella saliva, saremmo tutti morti.

UNA FRODE SCIENTIFICA SENZA EGUALI

Comunque, sorvolando sul fatto che più studio sta roba più mi si accappona la pelle e mi viene il reflusso gastroesofageo. Se Guariniello ha fatto tanto caos per l’amianto (per carità, gravissimo scandalo) ne faccia un milione di volte tanto per questa schifosa storia che, come frode pseudo scientifica, non ha eguali.

TI AUTORIZZO A PUBBLICARE SENZA NOME

Se ti fa piacere e ritieni, pubblica pure i documenti che ti mando, molti lo hanno per fortuna già fatto, ma tu hai un grande seguito e penso sarebbe proficuo. Non citarmi per favore, fino a dicembre che mi scade (per il contratto di PhD in facoltà, sto camminando su una corda tesa).

ROBERT GALLO, PIÙ TRAFFICONE CHE SCIENZIATO TRASPARENTE

Il giorno 26 marzo 1984 il dr. Gonda, che venne incaricato da Gallo e assistenti di fotografare il “virus” al microscopio elettronico al fine di inviare le immagini alla rivista Science per la sua pubblicazione, scrive a Gallo e alla sua équipe che “Le particelle osservate sono frammenti di una cellula degenerata” e che “Non credo affatto che le particelle fotografate siano il virus HTLV (HIV)”. Il collaboratore di Gallo, il dr. Popovic scrive nella sua ricerca (si veda il documento originale nella pagina seguente) che “nonostante intensi sforzi nella ricerca, l’agente patogeno causa dell’Aids non è stato ancora identificato”.Gallo, come si può notare dal documento, depenna tale frase e la sostitusce con una che afferma il contrario. E spedisce il suo articolo alla rivista Science che lo pubblica il 4 maggio del 1984.

UNA DATA STORICA PER LA PESTE DEL SECOLO

Il 23 aprile 1984 il dr. Robert Gallo afferma in una conferenza stampa con l’allora segretaria del Ministero della Salute statunitense Margaret Heckler che: “La probabile causa dell’AIDS era stata individuata, è un virus chiamato HTLV-3 (oggi chiamato Hiv). Contiamo di avere un vaccino pronto entro 2 anni”. Tale conferenza viene effettuata prima che Gallo sottoponga la sua ricerca e i suoi esperimenti alla comunità scientifica per poterne verificare la validità. 24 ore dopo il primo “test” ipoteticamente destinato all’individuazione del virus nel sangue umano era già stato brevettato ed era pronto per essere venduto in tutto il mondo.

SFIDUCIA DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA VERSO GALLO

Nel 2008, 37 scienziati inviarono una lettera a Science chiedendo che l’articolo del 1984 di Gallo venisse immediatamente ritirato poiché le prove di come fosse stato volutamente contraffatto erano tali da renderlo inaccettabile dal punto di vista scientifico e morale. Tale lettera è ancora in attesa di risposta.

I TEST PER EFFETTUARE LA DIAGNOSI HIV

Il primo è chiamato test Elisa, definito test anticorpale di routine. Se questo test risulta positivo, è obbligatorio effettuare un secondo prelievo al paziente, in modo da poter verificare l’infezione con un altro test, chiamato Western Blot. Il Western Blot è costituito da 9 bande antigeniche che si ritengono specifiche del virus HIV. Ma in ogni paese del mondo il numero di bande necessarie alla conferma della positività del test è diverso. Si può essere positivi in Svizzera, dover le bande richieste sono 2, e negativi in Australia, dove le bande richieste sono 4. In Africa la diagnosi di AIDS viene effettuata senza l’uso dei test, ma in base ai cosiddetti principi di Bangui, indicatori clinici aspecifici di infezione come febbre, dissenteria, perdita di peso. Questo in un paese in cui la malnutrizione e la mancanza di acqua potabile creano un numero di malattie note alla scienza da secoli e che nulla hanno a che fare con un virus. Un terzo tipo di test, chiamato PCR (Reazione a catena della Polimerasi), viene utilizzato per confermare e monitorare l’intensità dell’infezione Hiv in base al presunto numero di copie di virus per millilitro di sangue. Tale tecnica, inventata da Kary Mullis negli anni 90, e per la quale Mullis ottenne il premio Nobel nel 1993, è parte della screening diagnostico e prognostico delle infezioni da HIV; in base a questo test si decide quando, quanti e quali farmaci somministrare a vita al paziente. Ma lo stesso Mullis ha affermato che la sua tecnica “non è in grado di identificare virus” perché è nata per altri obiettivi e amplifica di milioni di volte dei piccoli frammenti di DNA e RNA endogeno, quindi non specifico.

AD OGGI NON ESISTE UNO STANDARD RICONOSCIUTO PER STABILIRE LA PRESENZA O L’ASSENZA DI ANTICORPI HIV-1 E HIV-2 NEL SANGUE UMANO.

Come si può notare, gli stessi produttori del test Elisa, alla voce “sensibilità e specificità del test” affermano che non esiste uno standard riconosciuto per stabilire la presenza o l’assenza di anticorpi Hiv-1 e Hiv-2 nel corpo umano. Eppure tale test viene usato per affermare che nel sangue analizzato del paziente gli anticorpi sono presenti.

AFFERMAZIONI VARIE NEL FOGLIO ILLUSTRATIVO DEL WESTERN BLOT

Nel foglio illustrativo del test Western Blot, chiamato test di conferma perché appunto dovrebbe confermare un’infezione rivelatasi al primo test Elisa, si legge che un campione di sangue risultato positivo sia al test Elisa che al test Western Plot si presume infetto da Hiv-1. Sebbene un risultato positivo potrebbe indicare infezione da Hiv-1, la diagnosi di Aids può essere effettuata solo se l’individuo rispecchia i criteri diagnostici stabiliti dal CDC (Center for Disease Control-USA). Non usare il Western Blot come unico test di conferma diagnosi di positività al virus Hiv-1. Ma poi questo viene chiamato e usato come test di conferma!

QUESTA TECNICA NON DEVE ESSERE USATA COME TEST DI SCREENING PER IL VIRUS HIV

Passando alla terza metodica diagnostica, la PCR (Reazione a catena della Polimerasi), ecco cosa riporta il foglio illustrativo del test: Non usare questa tecnica come test di screening! Ed è invece proprio con questo test che i medici decidono quando iniziare le terapie farmacologiche a  base di chemioterapici, Chemioterapici che andranno assunti quotidianamente per tutta la vita, sui pazienti definiti sieropositivi.

SI PARLA DI FARMACI TOSSICI E MORTALI

Terapie farmacologiche basate su farmaci tossici e mortali (chiamati farmaci antiretrovirali-ARV) nei cui bugiardini, consultabili liberamente sul sito della FDA (Food and Drugs Administration) viene affermato che (vedi immagine, esemplificativa di uno dei tanti farmaci ARV fotografata direttamente dal sito americano www.fda.gov).

AZT FARMACO PERICOLOSISSIMO USATO TUTTORA IN COMBINAZIONE CON ALTRI FARMACI

L’etichetta del farmaco AZT, che anni fa veniva usato in monoterapia e attualmente si somministra alle donne  gravide per evitare di “trasmettere il virus” al nascituro; inoltre si usa ancora in combinazione con altri farmaci. E si tratta di un farmaco col teschio, tossico per inalazione, in contatto con la pelle e se deglutito. Non a caso la rivista Lancet, agosto 2006, afferma che il rischio di morire di Aids è aumentato da quando si usano i farmaci anti-Hiv.

QUESTO FARMACO NON CURA E NON PREVIENE L’INFEZIONE DA HIV

Milioni di vittime nel mondo sono quindi morte a causa dei farmaci che dovevano curarli. Françoise Barrè-Sinoussi ha preso il Premio Nobel per la Medicina insieme a Luc Montagnier per la presunta scoperta del virus HIV. Ma la prima ha affermato nel documentario “The Emperor New Virus” che: “Purificare il virus era fondamentale per poter preparare i test per trovare gli anticorpi dell’Hiv, ok? Perché volevamo che i test diagnostici fossero quanto più precisi possibile. Infatti se si usa una preparazione di virus che non è purificata ovviamente identificherai anticorpi di ogni tipo”. Però Luc Montagnier, che ha condiviso con lei il Nobel, ha onestamente rivelato cose imbarazzanti.

LO RIPETO, NOI NON ABBIAMO PURIFICATO IL VIRUS (Luc Montagnier)

Esistono circa 70 condizioni mediche riconosciute che possono portare alla positività dei test hiv, che non vengono MAI comunicate al paziente al momento del test. Tra queste troviamo la semplice influenza e il vaccino antinfluenzale stesso (nel foglio illustrativo di questo viene dichiarato che può determinare positività ai test hiv), vaccinazioni di vario tipo (ad esempio i lisati batterici), il raffreddore, la gravidanza, infezioni di varia natura (citomegalovirus, mononucleosi, herpes simplex I e II), eccetera.

FATTORI CHE POSSONO DARE ESITO POSITIVO AL TEST HIV  (Elenco di Christine Johnson)

Anticorpi anti-carboidrati, Anticorpi che si trovano in modo naturale (naturally-occurring antibodies), Immunità passiva: recezione di gamma globulina o immunoglobulina (come profilassi contro infezione che contiene anticorpi), Lebbra, Tubercolosi, Micobacterium avium, Lupus eritematoso sistemico, Insufficienza renale, Emodialisi, Terapia di alfa interferone in pazienti di emodialisi, Influenza, Vaccino contro l’influenza, Virus Herpes semplice I (labiale), Virus Herpes semplice II (genitale), Infezione del tratto respiratorio superiore (raffreddore o influenza), Infezione virale recente o esposizione a vaccini virali, Gravidanza in donne multipare (che hanno partorito molto), Malaria, Alti livelli di complessi immuni circolanti, Ipergammaglobulinemia (alti livelli di anticorpi), Falsi sieropositivi in altri test, incluso il test RPR (rapid plasma reagent) per la sifilide, Artrite reumatoide, Vaccino contro l’epatite B, Vaccino contro il tetano, Trapianto di organi, Trapianto renale, Anticorpi anti-linfociti, Anticorpi anti-collageni (riscontrati in omosessuali, emofiliaci, africani in tutte e due i sessi, in persone con lebbra), Sieropositivi al fattore reumatoide, anticorpi anti-nucleari (entrambi riscontrati nella artrite reumatoide e in altri auto-anticorpi), Malattie autoimmuni, Lupus eritematoso, scleroderma, malattia del tessuto connettivo, dermatomiositi, Infezioni virali acute, infezioni virali del DNA, Neoplasmi maligni (cancri), Epatite alcolica/malattia epatica alcolica, Colangite sclerosante primaria, Epatite, Sangue appiccicoso (negli africani), Trasfusioni sanguinee, trasfusioni sanguine molteplici, Mieloma molteplice, Anticorpi HLA (contro antigeni dei leucociti di tipo I e di tipo II), Anticorpi anti-muscoli lisci, Anticorpi anti-celle parietali, IgM (anticorpi) anti-epatite A IgM anti-Hbc, Somministrazione di preparati di immunoglobulina umana raccolti prima di 1985, Emofilia, Disordini ematologici maligni/limfoma, Cirrosi biliare primaria, Sindrome di Stevens-Johnson, Febbre Q con epatite associata, Campioni trattati con calore (specimens), Siero lipemico (sangue con alti livelli di grassi o lipidi), Siero emolizzato (sangue in cui l’emoglobulina si separa dai globuli rossi), Iperbilirubinemia, Globuline prodotte durante gammopatie policlonali (le quali si riscontrano in gruppi a rischio AIDS), Individui sani come risultato di reazioni crociate non capite, Ribonucleoproteine umane normali, Altri retrovirus, Anticorpi anti-mitocondriali, Anticorpi anti-nucleari, Anticorpi anti-microsomiali, Anticorpi dell’antigene di leucociti delle cellule T, Proteine nel filtro di carta, Virus Epstein-Barr, Leishmaniasi viscerale, Sesso anale ricettivo.

COSA DIAVOLO RILEVANO DUNQUE QUESTI TEST?

Cosa rilevano dunque questi test che si definiscono specifici per HIV, se invece danno una reazione crociata con innumerevoli tipi di anticorpi non specifici?

DICHIARAZIONE DI LUC MONTAGNIER IN UN’INTERVISTA DEL 2009

Il professor Luc Montagnier, co-scopritore del virus Hiv, ha dichiarato che “Possiamo essere tutti esposti al virus Hiv senza esserne cronicamente infettati, visto che un sistema immunitario funzionante debellerà il virus in poche settimane.

ALCUNE CONTRADDIZIONI DA CHIARIRE

Il prof. Montagnier dovrebbe spiegarci come sia possibile liberarsi “in modo” naturale da un retrovirus che per quasi 30 anni è stato definito incurabile, letale, altamente trasmissibile. Inoltre ricordiamo che la funzione di un vaccino è creare gli anticorpi verso la malattia stessa. Se una persona risulta positiva al test per il citomegalovirus o la toxoplasmosi, ad esempio, viene dichiarata immunizzata verso tali agenti patogeni, poiché nel sangue vengono rilevati appunto gli anticorpi specifici. Nei test HIV che, come abbiamo visto i produttori stessi dichiarano non in grado di identificare gli anticorpi HIV, la positività (ovvero la presenza dei anticorpi) viene invece valutata come indicatore di infezione cronica, progressiva e mortale.

NESSUN RETROVIRUS È MAI STATO NÉ PERICOLOSO NÉ LETALE

Ma se anche l’HIV fosse un retrovirus, come sostenuto da decenni, è importante sapere che nella storia della microbiologia e della virologia nessun retrovirus è mai stato né pericoloso nè letale. Il nostro patrimonio genetico contiene infatti circa novantasettemila (97000) retrovirus endogeni (ovvero innati, non acquisiti dall’esterno) naturalmente presenti nel nostro organismo e assolutamente innocui.

GRAVI ERRORI METODOLOGICI NEL LAVORO DI ROBERT GALLO

Le culture cellulari usate da Gallo nel 1983, a cui seguì la pubblicazione su Science dell’articolo-annuncio della scoperta del virus HIV, erano mescolate a linfociti provenienti dal sangue di cordone ombelicale, tessuto riconosciuto da tempo per la sua ricchezza in retrovirus umani. Tale articolo comprende dunque gravi errori metodologici.

MONTAGNIER CONFERMA CHE IL VIRUS HIV NON È MAI STATO ISOLATO

Quindici anni più tardi vennero effettuati controlli sperimentali in laboratori francesi e statunitensi che pubblicarono un articolo nella rivista Virology (1997), in cui si dimostravano i risultati dei loro studi al microscopio elettronico sui gradienti ottenuti a partire da culture cellulari che si ritenevano infette da HIV. In entrambi gli studi, gli autori hanno riscontrato un’abbondanza di residui cellulari senza alcuna evidenza accettabile di particelle retro virali. Quasi nello stesso momento Luc Montagnier venne intervistato da Djamel Tahi e finì per ammettere che in effetti il virus HIV non era mai stato isolato nel suo laboratorio.

DA COSA È CAUSATA ALLORA LA SINDROME AIDS?

L’immunodeficienza è conosciuta in medicina da secoli ed è prevalentemente causata da uso e abuso di droghe, soprattutto nitrito di amile (popper). Indicativa a questo proposito l’ordinanza 19/11/09 del Ministro Fazio, di cui nessuno ha parlato in Italia.

ORDINANZA DEL MINISTRO FAZIO

Divieto di fabbricazione, importazione, immissione sul mercato e uso di achil-nitriti alifatici, ciclici o eterociclici e loro isomeri, in quanto tali o in quanto componenti di miscele o di articoli (Poppers). (10A00117) (G.U. Serie Generale n. 8 del 12 gennaio 2010. Tenuto conto che gli alchil-nitriti sono stati  riconosciuti come immunosoppressori e  promotori  della replicazione virale e delle cellule tumorali, nonchè l’assunzione abituale di dette sostanze è stata associata ad aumento di rischio di infezioni virali trasmissibili per via sessuale e di sarcoma di Kaposi.

CONDANNA LEGALE CONTRO MINISTERO SANITÀ E PARLAMENTO TEDESCO

La corte di Dortmund, il 15 Gennaio 2001, ha emesso una sentenza di condanna ad 8 mesi, con sospensione della pena, in un procedimento per Genocidio (Legge § 220a StGB) contro le Autorità Sanitarie Federali Tedesche e contro il Parlamento della Repubblica Federale Tedesca. Le autorità sanitarie erano accusate di aver diffuso informazioni e foto false relative all’isolamento del virus HIV. Il Parlamento Tedesco era accusato di aver assecondato tali menzogne nonostante fosse a conoscenza dal 1994 del fatto che il virus HIV non è mai stato isolato, e che conseguentemente nessun test poteva essere approvato ed utilizzato per definire infette persone che, sane prima del test, sono poi morte dopo un trattamento con farmaci antiretrovirali. La tesi dell’accusa, e cioè che ne Montagnier (1983) ne Gallo (1984) avevano isolato alcun virus in connessione con l’AIDS e che il Bundestag era dal 1994 a conoscenza di tale fatto, è stata provata sulla base di un documento registrato negli archivi del German Bundestag stesso col numero DS 12/8591. Dopo la sentenza i ricorrenti hanno indirizzato una lettera nella quale descrivono le motivazioni e le conclusioni del procedimento legale a: 1) ONU, Office of the High Commissioner for Human Rights, Mary Robinson, 2) Tutti i capi di Stato e tutti i capi di Governo, 3) Tutte le Organizzazioni Governative.

IL CDC DICHIARA CHE L’HIV-AIDS NON È MALATTIA SESSUALMENTE TRASMISSIBILE

Un’altra notizia non riportata dai mass media, liberamente consultabile sul sito americano del CDC. Ne riportiamo un estratto significativo: On Jan 4, 2010, the US government made a very significant about face: “HHS/CDC is removing HIV infection from the definition of communicable disease of public health significance contained in 42 CFR 34.2(b) and scope of examination, 42 CFR 34.3 because HIV infection does not represent a communicable disease that is a significant threat to the general U.S. population”. (Center for Diseases Control & Hillary Clinton, 4 gennaio 2010)

È PIÙ GRAVE LA ROSOLIA (DI CLASSE II) CHE L’HIV-AIDS (DI CLASSE III)

Nessuno stato europeo considera l’aids un’emergenza epidemica, tanto è vero che anche in Italia è considerata solo epidemia di Classe III (perfino la sorveglianza epidemiologica della rosolia si trova in Classe II, quindi è considerata più rilevante).

TEST SU 175 COPPIE SESSUALMENTE ATTIVE

Padian Study: il più importante studio epidemiologico condotto sulla trasmissibilità dell’hiv, condotto in California, ha esaminato 175 coppie eterosessuali sessualmente attive, in cui un partner era sieropositivo e l’altro sieronegativo. Le coppie sono state monitorate per un periodo di oltre 6 anni per valutare eventuali casi di siero conversione. Un quarto delle coppie ammise di non usare precauzioni durante i rapporti sessuali: non ci fu nemmeno un caso di siero conversione.

FIN DALL’INIZIO SI SAPEVA CHE L’ELISA-TEST DAVA DAL 68 ALL’89% DI FALSI POSITIVI

In 1985, at the beginning of HIV testing, it was known that “68% to 89% of all repeatedly reactive ELISA (HIV antibody) tests [were]likely to represent false positive results.” (New England Journal of Medicine. 1985).

IN RUSSIA, PER 66 POSITIVI CI SONO ADDIRITTURA 30 MILA FALSI POSITIVI

In 1992, the Lancet reported (“HIV Screening in Russia”) that for 66 true positives, there were 30,000 false positives. And in pregnant women, “there were 8,000 false positives for 6 confirmations.”

DAGLI ARCHIVI DI FAMILY MEDICINE UNA SONORA BOCCIATURA DI TUTTI I TEST

In September 2000, the Archives of Family Medicine stated that the more women we test, the greater “the proportion of false-positive and ambiguous (indeterminate) test results.” The tests described above are standard HIV tests, the kind promoted in the ads. Their technical name is ELISA or EIA (Enzyme-linked Immuno-sorbant Assay). They are antibody tests. The tests contain proteins that react with antibodies in your blood. In the U.S., you’re tested with an ELISA first. If your blood reacts, you’ll be tested again, with another ELISA. Why is the second more accurate than the first? That’s just the protocol. If you have a reaction on the second ELISA, you’ll be confirmed with a third antibody test, called the Western Blot. But that’s here in America. In some countries, one ELISA is all you get. It is precisely because HIV tests are antibody tests, that they produce so many false-positive results. All antibodies tend to cross-react. We produce anti-bodies all the time, in response to stress, malnutrition, illness, drug use, vaccination, foods we eat, a cut, a cold, even pregnancy. These antibodies are known to make HIV tests come up as positive. The medical literature lists dozens of reasons for positive HIV test results: “transfusions, transplantation, or pregnancy, autoimmune disorders, malignancies, alcoholic liver disease, or for reasons that are un-clear” (Archives of Family Medicine. Sept/Oct. 2000).

ALTRI CASI DI FALSA POSITIVITÀ DAGLI ARCHIVI DI INTERNAL MEDICINE

“Liver diseases, parenteral substance abuse, hemodialysis, or vaccinations for hepatitis B, rabies, or influenza” (Archives of Internal Medicine, August, 2000). The same is true for the confirmatory test the Western Blot. Causes of indeterminate Western Blots include: “lymphoma, multiple sclerosis, injection drug use, liver disease, or autoimmune disorders. Also, there appear to be healthy individuals with antibodies that cross-react”. (Esistono dozzine di cause che possono rendere posirivo un test Hiv: vaccinazioni, influenza, gravidanza, trasfusioni, e ci sono anche casi di individui sani i cui anticorpi semplicemente reagiscono al test Hiv). (Firmato da: Harold Burger, Ph.D, Barbara Weiser, MD, William S. Robinson, MD, Jeffrey Lifson, MD, Edgar Engleman, MD, Christine Rouzioux, Ph.D, Francoise Brun-Vézinet, MD, Francoise Barré-Sinoussi, Ph.D, Luc Montagnier, MD, Jean-Claude Chermann, Ph.D).

ALTRI DOCUMENTI BASILARI

1) http://www.annals.org/content/103/4/545.abstract (Articolo storico scritto dal co-premio Nobel Howard Temin, scopritore transcriptasi inversa, che dimostra come questo enzima non è specifico di ipotetica attività retrovirale).
2) http://mbe.oxfordjournals.org/content/2/6/455.full.pdf  (La prestigiosa rivista Science, pubblica un articolo storico che dimostra come il virus Hiv non uccide i linfociti T nelle colture di laboratorio).
3) http://www.sciencemag.org/content/229/4720/1400.abstract (La prestigiosa rivista Annals of Internal Medicine afferma che svariate patologie AIDS-correlate appaiono poco dopo aver iniziato la terapia antiretrovirale.
4) http://www.annals.org/content/133/6/447.abstract  (Il CDC Centro di Controllo per le Malattie afferma che l’esposizione ad alcune sostanze tossiche e droghe può condurre all’immunodeficienza.
5) http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/00001114.htm  (Secondo questo studio, pubblicato proprio da Gallo e Gonda, il presunto virus HTLV-3/HIV si trova nella saliva. E, sebbene esistano test salivari per la rilevazione dei presunti anticorpi HIV, da decenni viene detto che il virus non si trasmette con starnuti e colpi di tosse.
6) http://www.sciencemag.org/content/226/4673/447.abstract

UNICO VERO TEST DI ISOLAMENTO DEL PRESUNTO RETROVIRUS HIV

Esiste uno studio condotto in maniera congiunta da gruppi di ricerca in USA, Francia e Germania, rappresenta il primo e unico tentativo di isolamento e purificazione del presunto retrovirus HIV, dalla sua presunta scoperta nel 1984. Gli autori stessi ammettono di aver purificato solo delle vescicole cellulari. I due gruppi di ricerca, inoltre, hanno isolato particelle di dimensioni diverse non solo l’uno dall’altro, ma anche e soprattutto molto più grandi rispetto alle presunte particelle virali isolate da Gallo e Montagnier negli anni 80. Non fu possibile isolare e purificare alcun virus.

COME MAI LA FACCENDA AIDS VIENE GESTITA DALLA CIA?

In ultima istanza, viene da chiedersi perché il programma mondiale di lotta contro l’Aids degli Stati Uniti sia gestito dal National Security Council e dalla CIA, e non sia stato invece affidato agli organismi sanitari competenti.

*****

COMMENTO

C’è ben poco da commentare. Come mai l’intera faccenda AIDS viene gestita dalla CIA? Questa è la domanda sostanziale e decisiva che deduco da tutto l’incartamento. La mia risposta, a tale domanda l’ho data con l’articolo “Aids non malattia ma programma di governo”. Per chi è interessato ad approfondire, ho una serie di tesine pubblicate sul blog.

ELENCO TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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