ADENOMA ALLA PAROTIDE E BISTURI-MANIA

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LETTERA

PRIMA OPERAZIONE NEL LUGLIO 2008, CON PARESI RECUPERATA AL 90%

Buongiorno Valdo, le scrivo in merito ad una situazione che mi riguarda e mi ha portato a mettere in discussione la medicina allopatica. Nel 2007 scoprii una pallina dietro l’orecchio destro. Vivevo e lavoravo all’estero e, dopo qualche mese, mi fu diagnosticato un adenoma della parotide, che crebbe velocemente e che operai a luglio 2008. I medici dissero che fu una operazione complessa, che mi lasciò una paresi recuperata al 90 %.

SECONDO INTERVENTO NEL DICEMBRE 2012

Nel 2010 poco prima di aspettare la mia prima figlia, sentii una piccolissima neoformazione, che con la gravidanza crebbe velocemente e, volendo evitare l’operazione per allattare la piccola, ho aspettato fino a che queste formazioni non si sono ingrossate (5 cm la più grande). Seconda operazione quindi nel dicembre 2012 e le recidive in questo caso erano 25 ed il chirurgo mi ha confermato che, nel primo intervento si è pasticciato, per cui sarò soggetta a recidive. Infatti ne ho una nuova nuova proprio adesso!

SERIO TENTATIVO DI ABBANDONARE IL FUMO

Ora mi rendo conto della molteplicità dei campi in cui posso cambiare stile di vita, partendo dall’alimentazione, al riposo e all’attività, ai pensieri ed alle emozioni. Vorrei provare ad abbandonare cattive abitudini come il fumo. Vivo al Sud Italia e i ritmi adesso sono lenti e condivisi in comunità, per cui anche lo stress del passato (lavoro, città caotiche) l’ho abbandonato. Lavoro sul presente, ma devo voltare pagina e lasciare definitivamente questo peso del passato.

LEGAME COI FARINACEI

Da sempre mangio poca carne che ho abbandonato da 7 mesi, limitando il consumo di latticini e di uova e zucchero, alimentandomi di cibo biologico e mangiando verdura in abbondanza. Il latte non lo bevo da 3 anni e non sono mai stata una golosa di dolci, anzi. Il mio punto debole sono i farinacei. Da ottobre scorso ho iniziato a comprare farine di produttori locali e a fare il pane in casa con il lievito madre. Sto quindi cambiando abitudini lentamente, ma senza tornare indietro.

LA MEDICINA ALLOPATICA NON SA FARE ALTRO CHE ASPORTARE

Da quando ho cambiato alimentazione, mangiando anche poco alcuni giorni, ho sentito l’energia ritornare e il mio corpo si è asciugato. Sono magra di costituzione e con un metabolismo rapido. Le scrivo perché non ho trovato nulla riguardo questi adenomi tanto sconosciuti, in quanto sembra che la medicina allopatica non abbia altra soluzione che l’asportazione.

EHRET E SHELTON TRA LE MIE ATTUALI LETTURE

Ho letto il libro di Ehret e sto leggendo “Nutrizione Superiore” di Shelton. MI sembra che occorra uno studio e una guida, per cui le chiedo quali mosse (digiuno terapeutico, cercando di educarmi e prepararmi a cambiare sempre di più) posso fare a questo punto.

HA FORSE QUALCHE SENSO LA RISONANZA MAGNETICA?

I medici mi hanno chiesto una risonanza per verificare. E poi? Operarmi ancora? Credo che potrei e dovrei cercare di bloccare la crescita della piccola formazione e che il mio corpo giovane, 33 anni, può fare questo salto. Oltretutto sono rimasta con una paresi anche stavolta, che piano piano sta rientrando, ma con più fatica.

ANCORA SCONVOLTA DAI MENU E DALLE BRODAGLIE OSPEDALIERE

Ciò che mi sconvolse in ospedale, dopo il secondo intervento, è stato il menù artificiale (brodini chimici, carne a volontà e latticini, pasta bianca scadente, verdure finte). Come posso credere di curarmi andando lì? C’è qualcosa che non va in questo sistema. Credo nel potere del nostro corpo, che però deve essere liberato da cattive abitudini radicate nel tempo. Lavoro inoltre anche su un piano spirituale, che mi dà tranquillità e mi fa sentire attiva e presente a me stessa. La ringrazio per l’attenzione.
Veronica

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RISPOSTA

ESPERIENZE CHE LASCIANO IL SEGNO

Ciao Veronica. Hai chiaramente subito i traumi dell’interventismo medico, e pertanto puoi essere considerata una esperta del settore. Nessuno meglio di chi ha conosciuto, toccato e respirato le oppressive sensazioni della sala operatoria può capire e valutare queste cose, per quanto istupidimento ci sia nelle anestesie. Le tue considerazioni e le tue perplessità sono chiaramente condivise. Che senso ha fare altre visite, altre risonanze magnetiche, altri aghi aspirati? Per fare poi altri interventi ai quali non intendi più sottostare? Anche le tue conclusioni finali su un approccio mentale e spirituale capace di trasmetterti armonia e serenità non possono che essere elogiate. Per non dire poi delle tue puntuali e centrate critiche alla medicina allopatica, che è poi la medicina convenzionale.

PER LE SIGARETTE TOLLERANZA ZERO

L’unica cosa su cui devo esprimere il mio disappunto è la questione del fumo. Ti stai dando da fare alla grande. Hai eliminato carne e latte. Stai incrementato i cibi virtuosi, eppure sei tuttora devastata dal fumo, ovvero dalla peggiore forma di autodistruzione possibile. Importante dunque che tu affili le migliori armi a tua disposizione e ti liberi di questa abominevole abitudine che, in modo incredibile e sbalorditivo, stai continuato a trascinare con te per anni, tra 2 operazioni, varie recidive e una o forse due maternità.

UN LACERANTE E CONTINUO ATTENTATO ANCHE NEI RIGUARDI DI CHI CI STA VICINO

Una abitudine che non riesco a giustificare in una persona logica, razionale, responsabile e positiva quale dimostri per il resto di essere. Non pensare che il fumo non c’entri con l’adenoma e con la continua recidivanza del fenomeno. Accorciare il respiro a una persona equivale al metterle una mina biochimica sotto il cuscino. Un attentato silenzioso e lacerante, con danni ed insidie plurime ad ogni nuova boccata di fumo, ad ogni nuovo respiro.

ADENOMI O POLIPI

L’adenoma (dal greco adènos = ghiandola, e dal latino glandis = ghianda) è un tumore epiteliale benigno le cui cellule assumono l’aspetto di una ghiandola, o che derivano dall’epitelio ghiandolare di un organo, per esempio dalla ghiandola ipofisi. Gli adenomi possono svilupparsi in molte sedi: mammella, bronchi, prostata, ovaio, colon, ghiandole salivari, tiroide, stomaco, fegato, reni e surreni. In alcune sedi (ad esempio nell’ipofisi), gli adenomi possono produrre anche ormoni, i cui effetti costituiscono i primi segnali della loro presenza. Sebbene originino come neoplasie benigne, talune di queste formazioni, come ad esempio gli adenomi del colon, più comunemente chiamati polipi, possiedono in essi un potenziale degenerativo che, in relazione alla loro età, li pone a rischio di trasformazione maligna.

DEFINIZIONE DI PAROTIDE

La parotide è la più grande delle ghiandole salivari. È posta subito anteriormente al padiglione auricolare ed è attraversata da numerose strutture nobili come arterie, vene e nervi. Certamente il più importante di tutti è però il nervo facciale. I tumori della parotide sono piuttosto frequenti e, in linea generale tendono ad essere benigni per il 75-80%. Un tumore benigno della parotide si presenta come una masserella di consistenza gommosa che cresce molto lentamente nel tempo e che generalmente non produce sintomi o segni a parte quelli, non sempre presenti, di una tumefazione.

ADENOMA PLEOMORFO

La maggior parte dei tumori della parotide è costituita dall’Adenoma Pleomorfo, un tumore che origina dalle cellule della ghiandola e che cresce espandendosi a spese dei tessuti vicini. È sconsigliabile lasciare un Adenoma Pleomorfo senza trattamento, dicono i medici, poiché le sue cellule possono degenerare, dando origine al Carcinoma Ex-Adenoma Pleomorfo, un tumore maligno ed estremamente temibile. L’altro tumore benigno frequente si chiama Tumore di Warthin o Cisto-Adenoma Papillifero Linfomatoide. Nonostante il nome preoccupante, questo tumore si comporta in maniera assolutamente analoga all’Adenoma Pleomorfo.

IL SOLITO TERRORISMO DEL “SE NON SI FA QUESTO SUCCEDE QUELLO”

Se non asportato completamente può dar luogo a recidive, a volte anche a distanza di molti anni dal primo intervento. Le recidive possono essere multinodulari, in quest’ultima eventualità il reintervento è gravato da più rischi di lesione del nervo facciale a causa dell’esito cicatriziale del precedente intervento. Se l’adenoma pleomorfo non viene asportato, nell’arco di anni (10 anni e più in media), può evolvere verso la malignità: il rapido aumento di dimensioni (dopo anni di crescita lenta) e/o la comparsa di paralisi del nervo facciale omolaterale sono segni che depongono per una trasformazione maligna del tumore. L’uso della radioterapia è controverso, potendo questa favorire la trasformazione maligna del tumore.

PER LA MEDICINA NON ESISTE ALTRO CHE LA ASPORTAZIONE

Quando si abbia il sospetto di un tumore della parotide è necessario, sempre secondo la medicina, effettuare un esame strumentale, l’agoaspirato. Questo consiste nel prelevare alcune cellule del tumore, fissarle su un vetrino, colorarle ed analizzarle al microscopio. L’esito dell’agoaspirato consente in genere di sapere con sicurezza la tipologia del tumore che si sta affrontando. Raggiunta la ragionevole certezza della diagnosi è necessario intervenire chirurgicamente per asportare il tumore, conclude la voce autorevole del chirurgo.

COINVOLGIMENTO DIRETTO DEL NERVO FACCIALE

L’intervento chirurgico nel caso di un tumore benigno della parotide consiste nella enucleoresezione. Viene cioè asportato il tumore con una piccola quota di tessuto ghiandolare circostante per avere margini di sicurezza e comprendere nella resezione eventuali piccole propaggini. La chirurgia delle neoplasie della parotide è delicata. La cosa è la diretta conseguenza della stretta relazione che il nervo facciale prende con la ghiandola. Il nervo facciale consente di muovere la muscolatura mimica facciale. In sostanza è il nervo che ci consente l’espressività del volto. Un suo danneggiamento porta alla immobilità parziale o totale della muscolatura da esso innervata, condizioni note come paresi o paralisi facciale, per cui il paziente non riuscirà a corrugare la fronte, a chiudere un occhio e così via.

PARESI FACCIALE E PLEGIA

Per paresi si intende la diminuzione di mobilità di un distretto muscolare. In altri termini la paresi è una paralisi dovuta a compromissione parziale delle vie nervose motorie piramidali. Si manifesta soprattutto in caso di lesioni circoscritte alla corteccia cerebrale. La paresi (paralisi parziale) si distingue dalla plegia (paralisi totale) ed è un disturbo reversibile, suscettibile cioè di regredire nel tempo.

DELICATEZZA DELL’INTERVENTO E RECIDIVE DEI TUMORI

È chiaro quindi che la chirurgia delle neoformazioni della parotide deve essere effettuata da mani delicate ed esperte perché richiede l’isolamento e la meticolosa dissezione del nervo e delle sue diramazioni. La delicatezza dell’intervento inoltre è motivata dal fatto che una rottura accidentale della capsula del tumore porta allo spargimento di cellule tumorali nel campo, con un alto rischio di recidiva. Il trattamento delle recidive dei tumori della parotide è estremamente complicato. Infine è importante che il chirurgo adotti determinate strategie al fine di minimizzare le conseguenze estetiche dell’intervento. Un accesso tipo lifting (lo stesso che si utilizza in chirurgia estetica) ci consente di avere cicatrici invisibili e l’allestimento di lembi di SMAS (superficiali muscular aponeurotic system) minimizzado eventuali infossamenti o sindromi di Frey (sudorazione della guancia durante i pasti).

SINDROME DI FREY E RIGENERAZIONE ABERRANTE

La fisiopatologia della sindrome di Frey è spiegata dalla teoria della rigenerazione aberrante. Le fibre parasimpatiche, provenienti dal nervo glossofaringeo e che si portano alla ghiandola parotide, passano attraverso il ganglio ottico al ramo auricolare del nervo mandibolare. Queste fibre colinergiche secretomotrici parasimpatiche vengono recise durante l’intervento chirurgico alla parotide. La Sindrome di Frey è una conseguenza di una rigenerazione aberrante di queste fibre colinergiche recise che porta a innervazione errata e inappropriata delle ghiandole sudoripare cutanee del viso. Queste sono normalmente innervate da fibre colinergiche provenienti dal ganglio cervicale simpatico, che in parte vengono danneggiate mentre si alza la cute durante l’intervento.

RECISIONE DI NERVETTI CHE RIGENERANDOSI CREANO NUOVE CONNESSIONI

In pratica, a seguito della parotidectomia, quei sottili nervi che controllano la produzione di saliva vengono recisi (non per errore chirurgico ma come possibile conseguenza dell’intervento di dissezione anatomica della loggia parotidea). Durante il periodo di guarigione questi nervi, rigenerandosi, possono creare delle connessioni con fibre simpatiche postganglionari che innervano ghiandole sudoripare e piccoli vasi della pelle della guancia, sovrastante l’area cutanea dove risiedeva la parotide. Quando una persona mangia o pensa a determinati cibi, i nervi che normalmente stimolano la parotide a produrre saliva ora rivolgono il loro messaggio alla pelle che produrrà sudore.

ADENOMI MALIGNI

I tumori maligni della parotide sono fortunatamente piuttosto rari. Tendono, inizialmente, a manifestarsi come i tumori benigni e quindi come una tumefazione della guancia posteriore che non provoca altri segni. Con il passare del tempo però il tumore aumenta di dimensioni e a volte compaiono segni caratteristici della malignità. Questi sono:

  • il coinvolgimento della cute sovrastante, che diventa rossa e distrofica,
  • la paralisi facciale per infiltrazione del nervo facciale,
  • l’insensibilità dell’orecchio per infiltrazione del nervo grande auricolare,
  • la fissità della massa rispetto alle strutture vicine.

Il trattameno dei tumori maligni consiste nell’asportazione del tumore ed eventualmente dei linfonodi prossimali. In alcuni casi è necessario aggiungere anche la radioterapia postoperatoria in relazione al quadro clinico ed istopatologico.

CARCINOMA MUCOEPIDERMOIDE A DIVERSI GRADI DI MALIGNITÀ

Il Carcinoma Mucoepidermoide è il più frequente tra i tumori maligni della parotide. Viene caratterizzato da diversi “Gradi di Malignità”: Basso, Medio, Alto. Un Carcinoma MucoEpidermoide a Basso grado di Malignità si comporta spesso come un tumore benigno, seppure con una tendenza più spiccata all’infiltrazione e quindi alla recidiva. Il trattamento di un Carcinoma MucoEpidermoide a Basso Grado consiste in una Parotidectomia Totale. Tutta la ghiandola, in superficie ed in profondità rispetto al nervo facciale, viene asportata e il nervo facciale viene quindi denudato per tutto il suo decorso extracranico. Un Carcinoma MucoEpidermoide ad Alto grado di Malignità viceversa si comporta come un tumore maligno aggressivo. Metastatizza con una certa frequenza ai linfonodi loco-regionali (i linfonodi del collo quindi) e raramente per via ematica. Il trattamento chirurgico di un Carcinoma Mucoepidermoide ad Alto Grado consiste nella Parotidectomia Totale con Svuotamento Laterocervicale di tipo Funzionale. Vengono cioè asportati tutti i linfonodi del collo dove si potrebbero localizzare eventuali metastasi.

RECIDIVE DI TUMORI BENIGNI CON RICORSO A CHIRURGIA DI ESTREMA PRECISIONE

I tumori della parotide, anche quelli benigni, possono ripresentarsi. Questa condizione viene definita Recidiva. La recidiva di un tumore benigno è decisamente più problematica rispetto al tumore benigno “primitivo”. Questo aspetto è legato a diversi fattori. Primo, un tumore benigno che recidiva, spesso si manifesta come “plurifocale”, cioè si presentano più noduli tumorali, anche distanti tra loro. Secondo, una recidiva nasce sempre in un territorio che è già stato operato. Questo è l’aspetto più problematico. Mentre infatti nel tumore primitivo è piuttosto semplice, identificare e seguire il nervo facciale ed i suoi rami per l’esistenza di un “piano di clivaggio” (cioè di un piano naturale che è possibile seguire) tra il nervo e la ghiandola, questo nelle recidive non accade. Dove è stato eseguito un precedente intervento chirurgico infatti si forma una cicatrice. Non solo in superficie, lungo l’incisione cutanea, ma in corrispondenza di tutte le aree che sono state approcciate. La cicatrice si forma quindi intorno al nervo facciale e non esiste più un piano semplice. Il nervo è immerso nella cicatrice e può essere veramente complicato identificare e seguire il nervo. Per questi motivi la chirurgia delle recidive della parotide deve necessariamente essere eseguita al microscopio e con estrema precisione e pazienza per non ledere i rami del nervo facciale.

COMMENTO IGIENISTA ALLE IDEE CHIRURGICHE SOPRA ESPRESSE CON MAGNIFICA CHIAREZZA

Non o alcuna obiezione tecnica da fare al dr Giacomo Colletti dal cui sito Maxill.it ho tratto quanto sopra, trovando le sue spiegazioni di una chiarezza esemplare. Dettagli descrittivi che servono a farci capire meglio il modo di ragionare dei chirurghi, le loro idee, le loro convinzioni. Le obiezioni stanno tutte nella filosofia terapeutica medica, che sta alla base di quei ragionamenti. Per i chirurghi non esiste il minimo dubbio. Una qualunque cosa che appare nel corpo va immediatamente estratta, ablata, rimossa, asportata, chemicalizzata, bruciata. Poco importa del perché e per come proviene. Il bisturi visto come un dogma inamovibile. E non è solo questione di bisturi, ma di cure prima, durante e dopo l’intervento, di imprecisioni ed errori, di recidive e di paresi.

DISTINZIONI INUTILI E RECIDIVE ONNIPRESENTI

Che senso abbia poi fare tanto lavoro distintivo tra adenomi benigni e adenomi maligni, quando si teorizza per entrambi la medesima soluzione del taglia, rimuovi e cuci, del ritaglia, rimuovi ancora e ricuci, delle recidive che rimangono sempre lì a tormentare le vittime degli adenomi.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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